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Tumore alla prostata, c’è un nuovo farmaco che allontana le metastasi

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Due anni in piu’ senza dolore, con una buona qualita’ di vita, liberi dalle metastasi: e’ il risultato possibile con una nuova molecola (apalutamide) per la terapia del tumore alla prostata non metastatico ma ad alto rischio di diventarlo, approvata poche settimane fa dall’Agenzia europea per i farmaci (Ema) per il trattamento dei pazienti che sono anche resistenti alla terapia ormonale classica. In attesa dell’arrivo del farmaco innovativo, che si assume per via orale, nel nostro Paese, gli esperti riuniti a Barcellona in occasione del 34/mo Congresso dell’Associazione europea di urologia sottolineano che la nuova molecola rende possibili terapie sempre piu’ personalizzate e precoci, ritardando il ricorso alla temuta chemioterapia e garantendo un incremento nella quantita’ e qualita’ di vita anche nei pazienti piu’ difficili, per i quali finora non erano disponibili trattamenti efficaci. Lo studio SPARTAN, pubblicato sul New England Journal of Medicine lo scorso anno, ha dimostrato che apalutamide associato alla terapia ormonale classica riduce del 72% la mortalita’ e il rischio di progressione metastatica, aumentando di oltre 2 anni il periodo libero da metastasi in pazienti ad alto rischio. In questi soggetti non si riscontrano metastasi con le analisi di imaging tradizionale ma il valore del PSA e’ in rapida crescita, a indicare un elevatissimo rischio di progressione verso le metastasi. “Per i pazienti questo significa ben 2 anni in piu’ di qualita’ di vita invariata e senza dolore, quindi due anni in piu’ da vivere in maggior serenita’ – sottolinea Walter Artibani, urologo e segretario della Societa’ Italiana di Urologia -. Un vantaggio tangibile per i pazienti, che purtroppo hanno la certezza di andare prima o poi incontro a metastasi e quindi convivono con una spada di Damocle difficile da tollerare”.

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Difesa e Viminale, ora i dispetucci sono sugli straordinari ai militari di Strade sicure

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Il Viminale intende dire no ad un emendamento al Decreto sicurezza bis che stanzia 7 milioni di euro per gli straordinari dei militari di Strade sicure e il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, si infuria: “voglio una spiegazione di questa ingiustizia, i nostri militari meritano rispetto”, scrive su Facebook. “I nostri ragazzi di Strade Sicure – scrive il ministro della Difesa su Fb – vigilano ogni giorno per la nostra sicurezza. Sono uomini e donne che meritano rispetto. E lo ripeto: rispetto! Fanno turni stancanti, pesanti e solo una piccolissima parte di straordinari possono essergli riconosciuti. Sono 7 milioni di euro, la Difesa ce li ha e io ho deciso, attraverso un emendamento al Dl Sicurezza bis, di metterli sul piatto per riconoscere a questi ragazzi quello che, piu’ semplicemente, rappresenta un loro diritto. Se ti spacchi la schiena e lavori il doppio per la sicurezza del Paese, rischiando a volte la vita stessa, lo Stato non si puo’ girare dall’altra parte”.

“Ma proprio in questo momento dal Viminale, che ha competenza in materia, ci e’ stato comunicato – continua Trenta – che c’e’ l’orientamento ad esprimere parere negativo sull’emendamento, che tra l’altro ha gia’ avuto il parere positivo di altri dicasteri dopo essere stato rivisto dal Mef. Ed ora voglio capire il perche’. Lo esigo! Voglio capire se esistono figli e figliastri, visto che nemmeno due giorni fa ho sentito alzare la voce sulla presunta inammissibilita’ di altri emendamenti per i corpi di polizia civile, fortunatamente poi passati. Mi aspetto una risposta chiara. Io i miei ragazzi non li lascio soli. Io voglio una spiegazione a questa ingiustizia. Il Viminale spieghi”.

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Rubli russi col petroli per finanziare la Lega, l’unico indagato per corruzione internazionale per ora fa scena muta davanti ai pm

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Gianluca Savoini, primo e principale indagato con l’accusa di corruzione internazionale nell’inchiesta sui presunti rubli alla Lega attraverso la commercializzazione di petrolio russo, nel corso del suo primo interrogatorio in Procura a Milano si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nel corso l’interrogatorio davanti ai pm Sergio Spadaro e Gaetano Ruta, titolari della delicata inchiesta, avrebbe fatto scena muta. Lo si apprende da fonti investigative. Il presidente dell’associazione culturale Lombardia Russia al momento risulta essere l’unico indagato nell’inchiesta per corruzione internazionale maturata secondo l’accusa nell’incontro dello scorso 18 ottobre al Hotel Metropol di Mosca durante la trattativa sulla presunta compravendita di petrolio russo a prezzo scontato per far arrivare dei fondi alla Lega. Siamo ancora in una fase embrionale dell’inchiesta. Ma, stando sempre a fonti investigative degne di fede, i pm hanno chiesto alcuni accertamenti alla polizia giudiziaria che nelle prossime ore potrebbero portare ad un primo show down dell’inchiesta e ad una prima discovery degli atti.

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L’orso M49 è in fuga in Trentino? Il ministro dell’ambiente Costa: nessuno osi provocarne la morte con la scusa della cattura

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Una diffida affinche’ non si dia nessun ordine di abbattimento dell’orSo M49 é stata inviata dalla Direzione generale del ministero dell’Ambiente agli uffici della Provincia di Trento. “Nessuna istruttoria fin qui elaborata dagli uffici, in collaborazione con Ispra, ha mai valutato il tema dell’uccisione dell’esemplare – sottolinea il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa. Il fatto che sia scappato dall’area attrezzata per ospitarlo, non puo’ giustificare un intervento che ne provochi la morte. Il presidente Fugatti moduli legittimamente il suo intervento”. “Le inefficienze mostrate nella cattura, che non mi vedono e mai mi hanno visto concorde, reclamano professionalita’ e attenzione massima – ha proseguito il ministro -. Cosa che invece fin qui non e’ stata mostrata. E adesso si parla di abbattimento? Assurdo e paradossale”.

 

Il ministro dell’Ambiente. La diffida di Costa a non fare del male all’orso M49

“Ho chiesto a Ispra – ha concluso Costa – di mandare subito una squadra che, congiuntamente ai tecnici della Provincia autonoma di Trento, faccia chiarezza sulla fuga di M49. E poi si intervenga con la cautela del caso, senza minare la vita dell’animale”.

 

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