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Tsunami Boris Johnson alle elezioni inglesi, i conservatori travolgono i socialdemocratici di Corbyn:”E ora Brexit”

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Lo tsunami Boris Johnson e’ stato implacabile: i Tory, aggiudicandosi la maggioranza assoluta con oltre 360 seggi (secondo le ultime proiezioni), hanno riportato una vittoria schiacciante e regalato al premier conservatore “un mandato forte per andare fino in fondo con la Brexit”. I Tory hanno subito una sconfitta umiliante che ha costretto il leader, Jeremy Corbyn, ad annunciare che “alle prossime elezioni non sara’ a guida del Partito”. Festeggia il Partito nazionale scozzese (Nsp), guidato dalla premier Nicola Sturgeon, che punta a 55 seggi, e gia’ rivendica un secondo referendum per l’indipendenza.

I LibDem vanno peggio del previsto (le proiezioni li danno a 13 seggi al massimo) e la loro leader a Westminster, Jo Swinson, non viene rieletta. Cosi’ com’e’ stato bocciato anche il leader dei Dup, gli unionisti nordirlandesi, nel collegio di Belfast. Sono due delle vittime eccellenti di una notte che ha ridisegnato la mappa politica della Gran Bretagna e ha aperto le porte ai conservatori nelle roccaforti laburiste. “Pare sia una grande vittoria per Boris”, ha twittato il capo della Casa Bianca, Donald Trump, da sempre grande sostenitore dell’ex sindaco di Londra. E lo e’. “Sembra che ai tories sia stato assegnato un nuovo mandato elettorale molto forte per portare a termine la Brexit e unire questo Paese e portarlo avanti”, ha dichiarato BoJo celebrando anche la sua vittoria al collegio di Uxbridge-South Ruislip appena riconquistato. Al partito si fanno avanti le prime ipotesi per l’approvazione dell’accordo Brexit raggiunto da Johnson con Bruxelles: alla Camera dei Comuni il voto potrebbe essere calendarizzato gia’ prima di Natale. E’ il miglior risultato dai tempi della Thatcher e rende ancora piu’ amara la

debacle del Partito di Corbyn che si ferma, nelle migliori delle proiezioni, a 199 seggi, il peggior dato dal 1935. La resa dei conti e’ gia’ in corso. “E’ colpa di un solo uomo, della sua campagna, del suo manifesto , della sua leadership”, twitta Siobhan McDonagh, una candidata laburista. E l’ex ministro dell’Interno laburista, Alan Johnson, deputato uscente, rincara: “Non ho mai immaginato che potessimo scendere sotto i 200 seggi. Questo e’ Corbyn”. E pensare che sono passati solo due anni da quando Jeremy Corbyn veniva festeggiato come una rockstar. Certo hanno pesato molto le accuse di antisemitismo rivolte al suo partito, e certamente anche le critiche reiterate – che il premier Boris Johnson non ha mai mancato di rinfacciargli – di non esser mai stato sufficientemente netto proprio sulla madre di tutte le battaglie, in Gran Bretagna, ossia la Brexit.

Jeremy Corbyn. Il leader dei Tories pesantemente sconfitto

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Eccessi da B&B, Vienna corre ai ripari: ‘tetto’ di 90 giorni annui fitti su Airbnb, Booking e le altre piattaforme online

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Un’opportunita’ per viaggiare in modo economico oppure concorrenza sleale che distrugge il mercato immobiliare? Il tema Airbnb e’ molto sentito, soprattutto nelle grandi capitali e nei centri turistici. Nelle zone piu’ in voga intere palazzine ormai non hanno piu’ inquilini fissi. Per limitare la bolla il nuovo governo austriaco, formato da popolari e verdi, ha inserito nel programma di coalizione un tetto: privati potranno affittare i loro appartamenti al massimo per 90 giorni all’anno su Airbnb, Booking e le altre piattaforme online. Airbnb è nato come portale per subaffittare il proprio appartamento oppure anche solo una stanza. Il proprietario – questa e’ stata l’idea iniziale – in questo modo puo’ arrotondare un po’ le sue entrate e l’ospite (studenti e giovani in viaggio) trova una sistemazione economica. Il boom e’ stato incredibile. Poco piu’ di dieci anni dopo la fondazione l’Airbnb registra in media 2 milioni di pernottamenti al giorno.

Il record assoluto e’ di quattro milioni di pernottamenti sabato 10 agosto 2019. A Vienna, secondo uno studio della Technische Universitaet, che risale comunque a due anni fa, 8.600 appartamenti oppure stanze vengono offerti su Airbnb. Nel 2022, si stima, sara’ superata la soglia di 40.000 alloggi. Sono gia’ 2.000 gli appartamenti spariti in questo modo duraturo dal mercato immobiliare, facendo salire cosi’ ulteriormente gli affitti in zone gia’ duramente colpite dal caro casa. Altri studi ipotizzano che sulle piattaforme online il guadagno puo’ essere il triplo rispetto all’affitto tradizionale. Il quotidiano Der Standard fa i conti in tasca a un ipotetico proprietario di un appartamento con due stanze da letto nel secondo distretto: occupandolo in media per 25 giorni al mese intascherebbe 6.100 euro, senza doversela vedere con inquilini morosi.

Limiti – temporali, fiscali oppure regolamentari – sono gia’ stati adottati in altre capitali, come Amsterdam, Londra, Amburgo e Tokyo. Se il governo austriaco dovesse davvero passare dagli annunci ai fatti, i veri vincitori saranno gli albergatori, commentano i sostenitori della deregulation. Il promotore del ‘tetto’ e’ infatti il partito del cancelliere Sebastian Kurz, Oevp, tradizionalmente molto vicino al mondo economico. “Noi dobbiamo rispettare un proliferarsi di regolamenti, mentre gli host Airbnb se la ridono”, commenta la presidente dell’associazione degli albergatori Michaela Reitterer. La sfida e’ stata lanciata.

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Francia, l’ira di Macron per il blackout a sud di Parigi rivendicato dal sindacato che lotta contro al riforma delle pensioni: fatto scandaloso

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Ancora corrente tagliata in Francia in un nuovo blitz contro la riforma delle pensioni rivendicata da CGT Energie. In particolare, il sindacato in lotta contro il progetto di Emmanuel Macron ha annunciato di essere all’origine del blackout di questa mattina nella zona dell’aeroporto di Orly e i mercati generali di Rungis, a sud di Parigi, con l'”obiettivo di colpire l’economia e mostrare la mobilitazione contro la riforma delle pensioni”.  “L’obiettivo – ha spiegato il segretario generale di Fnme-Cgt, Sebastien Menesplier – e’ passare ad una velocita’ superiore dopo la mobilitazione del 9 gennaio e andare via via crescendo fino al 24 gennaio”, giorno in cui la riforma verra’ presentata in consiglio dei ministri. “Nel settore dell’energia – prosegue il sindacalista – la lotta non cala, abbiamo recensito 30.000 scioperanti, contro 60.000 all’apice della mobilitazione, tra il 5 e il 9 dicembre”. Quanto ai tagli, il sindacato si assume tutte le “conseguenze”, tra cui le denunce di Enedis, il gestore della rete elettrica di Francia, ha precisato. Secondo lui, il black out di questa mattina presto ha colpito l’OrlyVal, il treno automatico che collega l’aeroporto di Orly, ma “non la torre di controllo”, del secondo scalo di Francia dopo lo Charles-de-Gaulle. Colpiti dallo stop della corrente elettrica, poi rapidamente ripristinata dai tecnici di Enedis, anche diversi comuni dell’hinterland parigino, oltre a Orly e Rungis, anche Thiais, Wissous e Anthony. Il black-out è stato definito “scandaloso” e “irresponsabile” dal ministro francese incaricato per la Città e la Casa, Julien Denormandie. Quanto accaduto “è anche irresponsabile”, ha tuonato il fedelissimo del presidente Emmanuel Macron, aggiungendo: “Immaginate non solo il disagio, ma anche la messa in pericolo delle persone, quando sei dentro un ascensore e all’improvviso salta la corrente o quando sei sotto assistenza respiratoria, a casa, hai bisogno di macchine per l’ossigeno” e se ne va via la luce. Denormandie si è quindi appellato al segretario generale della Cgt, Philippe Martinez, affinche’ “denunci chiaramente” questo genere di azioni rivendicate dall’antenna locale di Cgt-Energie Val-de-Marne. Tra gli iscritti, il sindacalista Franck Jouano ha minimizzato i fatti dicendo che quanto accaduto “non e’ la fine del mondo”.

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È sordo e fa causa a Pornhub: “Mancano i sottotitoli, non capisco i dialoghi”

Yaroslav Suris, un navigatore statunitense non udente con abbonamento Premium al celebre sito di porno gratuito online, ha citato in giudizio Pornhub per aver violato l’American Disabilities Act. Yaroslav Suris ha portato il suo sito web preferito in tribunale perchè i video a cui ha avuto accesso non avevano i sottotitoli.

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La verità? È il fatto che è tutto vero. Perché Yaroslav Suris, un navigatore statunitense non udente con abbonamento Premium al celebre sito di porno gratuito online, ha citato in giudizio Pornhub per aver violato l’American Disabilities Act. Yaroslav Suris ha portato il suo sito web preferito in tribunale. Perchè i video a cui ha avuto accesso non avevano i sottotitoli. E allora non si è potuto godere per intero lo spettacolo cui era abbonato.  Suris sostiene che parecchi video da lui caricati non siano dotati di opportuni dialoghi caricati in sovraimpressione per chi, appunto, non li può sentire. I titoli incriminati sono almeno tre: Hot Step Aunt Babysits Disobedient Nephew, Sexy Cop Gets Witness to Talk, e Daddy 4K — Allison comes to Talk About Money to Her Boys’ Naughty Father. Secondo Suris Pornhub avrebbe violato i suoi diritti di disabile e per questo avrebbe già formulato una richiesta economica di danni, oltre all’obbligo di inserire didascalie con i dialoghi nei filmati del sito. Certo, per chi come Yaroslav Suris Pornhub è pane quotidiano, vuole godersi gli spettacoli in maniera quasi immersivi e a lui interessano i dialoghi. Perché pare che non sia solo interessato alle evoluzioni delle star del porno ma anche ai dialoghi. In fondo paga e vuole che il servizio sia completo.

 

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