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Trump: «La Russia sta facendo concessioni». Il negoziato sull’Ucraina entra in una fase cruciale
Trump afferma che Mosca sta facendo concessioni nel negoziato sulla guerra in Ucraina. L’inviato Usa Steve Witkoff incontrerà Putin a Mosca. Nessuna nuova scadenza: «L’accordo arriverà quando sarà finita».
Donald Trump sostiene che la Russia avrebbe iniziato a fare «concessioni significative» per arrivare alla fine della guerra in Ucraina. Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che il principale punto di svolta sarebbe la disponibilità di Mosca a interrompere le operazioni militari e a fermare l’avanzata territoriale.
Il nodo dei confini e le difficoltà tecniche del negoziato
Trump ha spiegato che alcuni degli aspetti più delicati del negoziato riguardano la definizione dei confini. Secondo la sua ricostruzione, le parti stanno discutendo soluzioni che evitino nuove tensioni sul terreno: «Se si cerca di ripulire il confine, non si può passare in mezzo a una casa o a un’autostrada. È un processo complicato», ha osservato.
L’inviato speciale USA incontrerà Putin a Mosca
Il presidente ha confermato che l’inviato speciale americano, Steve Witkoff, sarà a Mosca la prossima settimana per un incontro diretto con Vladimir Putin. Una missione che segna una fase avanzata dei contatti diplomatici e che potrebbe accelerare l’intesa.
Nessuna scadenza per l’accordo: «La deadline è quando sarà finita»
Nei giorni scorsi Trump aveva fissato all’Ucraina una scadenza per accettare una prima versione del piano di pace a 28 punti. Oggi ha fatto un passo indietro: «Sapete qual è la scadenza per me? Quando sarà finita», ha affermato, chiarendo che non ci sarà alcun ultimatum.
Secondo il presidente, il piano iniziale era «solo una mappa» e, dopo le modifiche concordate, Kiev si sarebbe detta soddisfatta.
Il ruolo dell’Europa nelle garanzie di sicurezza
Trump ha confermato che l’Europa sarà «largamente coinvolta» nella definizione delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina, un punto considerato centrale da tutti gli attori del negoziato.
La trattativa resta complessa, ma la Casa Bianca continua a parlare di «progressi», mentre si avvicina l’incontro tra Witkoff e Putin, considerato un passaggio decisivo nel processo verso un possibile cessate il fuoco.
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Napoli, dieci coltellate sull’autobus: arrestato l’aggressore dell’avvocata Alessia Viola
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Usa smentiscono Teheran: “Nessun soldato americano catturato dall’Iran”
Il Comando Centrale degli Stati Uniti smentisce le dichiarazioni iraniane sulla cattura di soldati americani. Teheran aveva parlato di prigionieri ma senza fornire prove.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha smentito le dichiarazioni provenienti da Teheran secondo cui alcuni militari americani sarebbero stati catturati dall’Iran.
Un portavoce del Centcom ha definito queste affermazioni infondate, parlando di un nuovo esempio di propaganda da parte del regime iraniano. La smentita è stata rilasciata in dichiarazioni all’emittente Al Jazeera Arabic.
Le dichiarazioni di Ali Larijani
Le parole del portavoce americano arrivano dopo un messaggio pubblicato su X da Ali Larijani, capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale iraniano.
Nel post Larijani aveva scritto che gli era stato riferito che diversi soldati statunitensi sarebbero stati fatti prigionieri dalle forze iraniane.
Nessuna prova a sostegno dell’accusa
Nel suo intervento il dirigente iraniano non ha però specificato le circostanze della presunta cattura dei militari americani né ha fornito prove a sostegno delle sue affermazioni.
La vicenda si inserisce nel clima di forte tensione tra Stati Uniti e Iran, caratterizzato negli ultimi giorni da dichiarazioni contrapposte e accuse reciproche tra i due Paesi.
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Guerra in Medio Oriente, le Borse europee in calo: Milano perde l’1,61% tra timori inflazione ed energia
Le tensioni in Medio Oriente pesano sui mercati finanziari. Le Borse europee chiudono in calo mentre salgono petrolio, gas e rendimenti dei titoli di Stato.


