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Cronache

Truffa 84enne ad Oristano, 32enne catturato dai Cc nel Casertano

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È stato rintracciato e arrestato a Castel Volturno (Caserta) dai carabinieri, un 32enne accusato di aver truffato circa 20mila euro ad un’anziana di 84 anni fingendosi proprio maresciallo dell’Arma. Il fatto si è verificato a Oristano il 9 maggio scorso; la vittima ha denunciato la truffa facendo partire le indagini dei carabinieri del capoluogo sardo.

I militari hanno ricostruito il modus operandi del truffatore, che ha telefonato alla donna presentandosi come maresciallo dei carabinieri, riferendole che la figlia aveva appena investito un pedone e che per evitare spiacevoli conseguenze penali bisognava risarcire immediatamente la famiglia del ferito; il finto carabiniere ha così convinto l’84enne a consegnare contanti, monili in oro e la sua carta bancomat con il codice pin ad un avvocato suo amico che di lì a poco sarebbe passato. Alla fine il 32enne è il complice, già identificato e destinatario di misura cautelare, sono riusciti ad intascare quasi 20mila euro. Il 32enne è tornato dopo la truffa nel Casertano, rifugiandosi a Castel Volturno, dove è stato rintracciato e posto agli arresti domiciliari.

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Cronache

AI, il New York Times: “Pressioni cinesi su Anthropic per ottenere accesso al nuovo modello”

Secondo il New York Times, un rappresentante di un think tank cinese avrebbe tentato a Singapore di convincere Anthropic a concedere alla Cina accesso al suo nuovo modello di intelligenza artificiale. L’azienda americana avrebbe rifiutato. La vicenda ha attirato l’attenzione della Casa Bianca, che teme nuovi tentativi cinesi di acquisire tecnologie AI strategiche statunitensi.

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Un incontro riservato a Singapore avrebbe acceso nuove tensioni tecnologiche tra Stati Uniti e Cina sul controllo dei modelli più avanzati di intelligenza artificiale.

Secondo quanto riferisce il New York Times, un rappresentante di un think tank cinese avrebbe cercato di convincere i dirigenti di Anthropic a concedere a Pechino accesso al nuovo modello AI sviluppato dall’azienda americana.

Anthropic avrebbe però respinto la richiesta.

Una richiesta non ufficiale

Secondo le fonti citate dal quotidiano statunitense, non si sarebbe trattato di una richiesta formale del governo cinese.

I colloqui avvenuti a Singapore sarebbero stati piuttosto una sorta di canale informale preliminare destinato ad aprire possibili futuri contatti diplomatici più strutturati.

L’incontro sarebbe avvenuto nell’ambito di un evento organizzato dalla Carnegie Endowment for International Peace.

Allarme alla Casa Bianca

La vicenda avrebbe immediatamente attirato l’attenzione del Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti.

Secondo il New York Times, i funzionari americani avrebbero interpretato il tentativo come un ulteriore segnale dell’interesse strategico cinese verso le tecnologie AI più avanzate sviluppate negli Stati Uniti.

Washington teme da tempo che Pechino stia cercando di accelerare la propria corsa all’intelligenza artificiale anche attraverso acquisizione indiretta di know-how e modelli occidentali.

La competizione globale sull’intelligenza artificiale

La vicenda conferma quanto la sfida sull’intelligenza artificiale sia ormai diventata uno dei principali terreni di confronto geopolitico tra Stati Uniti e Cina.

Le aziende americane che sviluppano modelli avanzati sono considerate asset strategici sensibili, soprattutto nel campo della sicurezza, della difesa e delle applicazioni industriali.

Anthropic è oggi una delle società più osservate nel settore AI insieme a gruppi come OpenAI, Google e Meta.

L’AI come nuovo fronte della guerra tecnologica

Negli ultimi anni Washington ha introdotto restrizioni sempre più rigide sulle esportazioni di semiconduttori avanzati e tecnologie strategiche verso la Cina.

Parallelamente Pechino accelera sugli investimenti nazionali per ridurre la dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti.

Il controllo dei modelli AI più potenti viene ormai considerato cruciale non solo sul piano economico ma anche militare e geopolitico.

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Cronache

Corte dei conti, citato in giudizio Luigi de Magistris per la ricapitalizzazione di Ctp

La Procura regionale della Corte dei conti della Campania cita in giudizio Luigi de Magistris per la ricapitalizzazione della società di trasporto Ctp decisa nel 2019 e fallita nel 2022. Contestato un presunto danno erariale superiore a 23 milioni di euro. La prima udienza è fissata al 10 novembre 2026.

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La Procura regionale della Corte dei conti della Campania ha citato in giudizio Luigi de Magistris nell’ambito della vicenda relativa alla ricapitalizzazione della CTP, società poi fallita nel 2022.

La notizia è stata resa nota nel corso di una conferenza stampa della magistratura contabile.

Contestato un danno erariale da oltre 23 milioni

Secondo la Procura della Corte dei conti, la decisione adottata nel 2019 dalla Città Metropolitana di Napoli avrebbe provocato un danno erariale superiore ai 23 milioni di euro.

Nel procedimento contabile risultano coinvolte complessivamente otto persone, tra cui anche l’allora direttore generale, il segretario generale e componenti del collegio dei revisori dei conti.

Udienza fissata a novembre 2026

La prima udienza davanti alla Corte dei conti è stata fissata per il 10 novembre 2026.

Il giudizio contabile dovrà ora accertare eventuali responsabilità amministrative e patrimoniali legate alla scelta di ricapitalizzare la società di trasporto pubblico.

La vicenda Ctp

La Ctp rappresentava per anni uno dei principali soggetti del trasporto pubblico extraurbano nell’area metropolitana napoletana.

La società attraversava da tempo una grave crisi economica e finanziaria culminata poi con il fallimento dichiarato nel 2022.

La ricapitalizzazione decisa nel 2019 viene oggi considerata dalla Procura contabile una scelta che avrebbe aggravato il danno per le casse pubbliche.

Presunzione di innocenza e accertamenti da svolgere

La citazione in giudizio davanti alla Corte dei conti non costituisce naturalmente una condanna.

Sarà il procedimento contabile a verificare eventuali responsabilità individuali, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza e del diritto di difesa delle persone coinvolte.

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Cronache

Omicidio a Ponticelli, ucciso Antonio Musella: tensione criminale nell’area Est di Napoli

Omicidio nella notte a Ponticelli, quartiere orientale di Napoli. Antonio Musella, 51 anni, è stato trovato ferito da colpi d’arma da fuoco all’interno di un furgone in via Cupa Vicinale Pepe. Trasportato all’Ospedale del Mare, è morto poco dopo il ricovero. Indaga la polizia.

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Nuovo fatto di sangue nella zona orientale di Napoli. Nella notte la polizia è intervenuta nel quartiere Ponticelli dopo una segnalazione arrivata poco dopo la mezzanotte. Gli agenti, giunti in via Cupa Vicinale Pepe, hanno trovato Antonio Musella, 51 anni, riverso all’interno di un furgone con diverse ferite d’arma da fuoco.

Trasportato all’Ospedale del Mare, poi il decesso

L’uomo, che secondo quanto emerso aveva precedenti, è stato soccorso e trasferito in codice rosso all’Ospedale del Mare. Nonostante i tentativi dei medici, Musella è morto poco dopo il ricovero.

Indagini della polizia

Sul caso indaga la polizia di Stato, che sta cercando di ricostruire dinamica e contesto dell’agguato.

Al momento non vengono escluse diverse piste investigative. Gli investigatori stanno acquisendo immagini di videosorveglianza e raccogliendo testimonianze utili a chiarire quanto accaduto.

La tensione criminale nell’area Est

L’omicidio si inserisce in un contesto criminale molto delicato. Da anni nell’area orientale di Napoli è in corso un duro contrasto tra gruppi di criminalità organizzata riconducibili ai clan Clan De Micco e Clan D’Amico.

Gli inquirenti dovranno ora verificare se il delitto possa avere collegamenti con le dinamiche della criminalità organizzata attiva sul territorio. Come sempre, ogni eventuale responsabilità dovrà essere accertata nelle sedi giudiziarie competenti nel rispetto della presunzione di innocenza.

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