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Trovato nel Comasco l’avvoltoio monaco, è il più raro d’Europa

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Un raro avvoltoio monaco è stato trovato in difficoltà in provincia di Como e consegnato ai volontari del CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) Wwf di Vanzago (Milano) Il rapace, rilasciato a seguito di un progetto di reintroduzione concordato da esperti spagnoli e francesi, si era involato in Francia nel Verdon lo scorso 24 marzo, dotato di dispositivo GPS e anello con sigla GYB. Ora si trova in cura sotto la supervisione del veterinario Stefano Raimondi, in attesa che si ristabilisca e possa essere riconsegnato ai ricercatori francesi. L’avvoltoio monaco è l’avvoltoio più raro d’Europa. Ormai limitato alla Spagna (incluse le Isole Baleari), Grecia, Bulgaria, Turchia e Cipro. La sua distribuzione prosegue anche verso Est in molte delle ex Repubbliche sovietiche fino in Mongolia e in Cina. Recentemente è stato reintrodotto in Francia e da qualche anno alcuni individui arrivano anche in Italia. In passato era una specie che si riproduceva anche nel nostro Paese: in Sardegna fino agli anni ’60, in Calabria fino all’inizio del XX secolo e almeno fino al XVII secolo anche sulle Alpi piemontesi e Foreste Casentinesi.

Il suo piumaggio scuro permette di distinguerlo dal più abbondante grifone. Raggiunge un’apertura alare di poco meno di 3 metri. E’ legato alle aree collinari e montuose con presenza di boschi e grandi alberi di leccio, sughera e pini su cui costruisce il suo grande nido. In molti Paesi, inclusa l’Italia, si e’ estinto a causa della persecuzione da parte dell’uomo, in particolare con il veleno. Oggi anche il rischio di impatto con le linee di alta tensione, gli impianti eolici oltre la distruzione del suo habitat rappresentano le maggiori minacce. Anche il disturbo ai siti riproduttivi di escursionisti, fotografi e l’apertura di strade e piste forestali possono limitare questa specie laddove e’ divenuta piu’ rara. Per la tutela dei rapaci piu’ rari il Wwf è impegnato in Italia con il Progetto LIFE ConRaSi, sostenuto finanziariamente dalla Commissione Europea e realizzato in collaborazione con la Regione Siciliana e l’associazione spagnola GREFA. Il progetto interviene in Sicilia per migliorare lo stato di conservazione di tre specie in pericolo: aquila di Bonelli, lanario e capovaccaio.

 

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Il Messico annuncia la scoperta di cinque barriere coralline di oltre mille ettari

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Dei ricercatori messicani hanno annunciato la scoperta di cinque barriere coralline finora sconosciute nel Golfo del Messico. Il dipartimento federale per la Ricerca ha fatto sapere che il banco ricopre un’area sottomarina di oltre 1.100 ettari, situata in parte all’interno e in parte all’esterno di una riserva marina protetta.

Gli scienziati chiedono ora che l’intera zona sia sottoposta a stretti vincoli e protetta da qualunque progetto di estrazione petrolifera o altri piani di sfruttamento. Una delle barriere è lunga cinque chilometri e larga 700 metri, e si trova al largo della laguna di Tamiahua, vicino alla città di Tampico, finora la più lunga e la più settentrionale censita nell’area. Le barriere coralline – ricordano i ricercatori – sono una parte fondamentale della catena alimentare marina e un importante rifugio per le specie in fuga dall’aumento della temperatura del mare.

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Settimana spaziale, tutti col naso all’insù prima per Saturno e poi per ammirare Plutone

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Arriva la notte di Saturno. Il pianeta degli anelli ieri e oggi si trova alla minima distanza dalla Terra e al massimo della sua luminosità, tanto da essere visibile nel cielo per tutta la notte. I pianeti giganti, insieme alla Luna, sono infatti i protagonisti di questa estate astronomica. Dopo l’opposizione di Giove, il 10 giugno scorso, e’ il turno di Saturno. Il 10 luglio il pianeta si troverà a 1 miliardo e 351 milioni di chilometri dalla Terra e in opposizione, “cioè in una posizione opposta a quella del Sole” ha dettoPaolo Volpini dell’Unione astrofili italiani (Uai).

Di conseguenza, ha aggiunto “quando tramonta il Sole sorge il pianeta, che resta visibile per tutta la notte” e sara’ nelle migliori condizioni di visibilita’. Un’occasione da non perdere per osservare gli splendidi anelli che lo circondano con un buon binocolo o un piccolo telescopio. “A inizio serata – ha spiegato Volpini – si puo’ cercare il pianeta sull’orizzonte orientale, tra le stelle della costellazione del Sagittario. Poi, nelle ore centrali della notte tendera’ a spostarsi verso sud”. Gli astrofili hanno organizzato osservazioni pubbliche in tutta Italia per osservarlo.  Saturno’lascera’ poi la scena’ a Plutone, che sara’ in opposizione il 14 luglio e che sara’ visibile nella stessa area del cielo, cioe’ fra le stelle del Sagittario. Tuttavia, per osservare il pianeta nano posto ai confini del Sistema Solare serviranno telescopi un po’ piu’ potenti ma sempre accessibili all’astronomia amatoriale.

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Salvato il piccolo Dugongo, era ferito e rischiava di morire

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L’esemplare di dugongo è stato ritrovato sulla spiaggia di Krabi, in Thailandia. Aveva sei tagli sul corpo e abrasioni sulla schiena. I biologi marini che l’hanno salvata l’hanno chiamata Mariam che nella lingua locale significa “signora del mare”. Quando è stata salvata Mariam aveva solo cinque mesi ed è stata trovata senza la madre. Gli scatti del suo salvataggio sono diventati virali sui social.

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