Collegati con noi

Cronache

Trovato morto podista scomparso durante gara nel Salernitano

Pubblicato

del

E’ stato trovato il cadavere del podista F.G., 47 anni, di Salerno, di cui si erano perse le tracce durante l’ultima fase del Trail dei Monti Ebolitani, in una area impervia del Salernitano nei dintorni di Eboli. Le ricerche dell’uomo sono andate avanti per tutta la notte e poco fa il corpo e’ stato avvistato alla fine di un pendio, in localita’ Ernice, in una zona in cui il regolamento dell’evento raccomandava prudenza. Il podista e’ scivolato per un centinaio di metri e deceduto in seguito alla caduta. Il cadavere e’ stato rinvenuto dai tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico della Campania insieme ai volontari del Soccorso Montano Dedalo di Giffoni Valle Piana (Salerno). Dopo aver ricevuto l’autorizzazione dal magistrato competente per la rimozione della salma, sono iniziate le operazioni di recupero da parte del Soccorso Alpino e Speleologico della Campania. Alle operazioni hanno partecipato anche la Protezione civile di Eboli, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri di Eboli.

Advertisement

Cronache

Caso del minore di Torre del Greco, spiragli per una soluzione alternativa alla casa famiglia

Sul caso del minore di Torre del Greco collocato in casa famiglia dopo una segnalazione per evasione scolastica si apre la strada dell’affidamento a una zia.

Pubblicato

del

C’è fermento attorno alla vicenda del bambino di Torre del Greco collocato in casa famiglia dopo la segnalazione dell’istituto scolastico per evasione. A intervenire per prima è stata la dirigente dell’istituto Don Bosco–San Francesco d’Assisi, Rosanna Ammirati, che in una nota ha chiarito come la scuola abbia agito «secondo quanto previsto dal Decreto Caivano, poi convertito in legge, e dal protocollo d’intesa stipulato tra il Tribunale di Napoli e l’Ufficio scolastico regionale della Campania», strumenti finalizzati al contrasto della dispersione scolastica.

La dirigente ha sottolineato che tali interventi rientrano tra le priorità strategiche nazionali e regionali, anche in relazione ai progetti finanziati dal Pnrr, precisando che la scuola «non ha responsabilità né competenza» sulle decisioni successive all’applicazione delle procedure previste dalla normativa.

Il ruolo dei servizi sociali

In parallelo si sono attivati i Servizi sociali del Comune di Torre del Greco, che hanno avviato un confronto con le legali della famiglia, Rosanna D’Avino e Lucrezia Chierchia, per individuare una soluzione alternativa al collocamento in comunità.

Nel corso di un sopralluogo presso l’abitazione dei genitori, gli assistenti sociali hanno acquisito la disponibilità di una zia materna ad accogliere il bambino. Questa ipotesi di affidamento familiare sarà ora sottoposta, previa interlocuzione con la curatrice, al giudice minorile. Resta fissata per novembre la prossima udienza, che le difese stanno cercando di anticipare.

La situazione del minore

La giornata di ieri è stata particolarmente difficile per la madre del bambino, convocata a Caivano per una visita. Il piccolo, secondo quanto riferito, da alcuni giorni rifiuta il cibo. In mattinata la donna si è recata presso la caserma dei carabinieri di Torre del Greco per presentare un esposto, segnalando un grave disagio psicologico del figlio e riservandosi di produrre registrazioni di telefonate nelle quali il minore piange e chiede di tornare a casa.

Le osservazioni della difesa

Le avvocatesse D’Avino e Chierchia hanno rappresentato ai Servizi sociali e ai responsabili della struttura il crollo emotivo del bambino, evidenziando che «in famiglia non vive situazioni di grave pericolo o violenza» e che l’allontanamento risulta per lui difficile da comprendere. Pur riconoscendo la correttezza della segnalazione delle assenze scolastiche, le legali sottolineano la possibilità di ricorrere a misure diverse, come un supporto mirato al nucleo familiare.

È stato inoltre evidenziato che il percorso di recupero della genitorialità, disposto dal giudice minorile, sarebbe stato avviato dall’Asl solo dieci giorni dopo il collocamento del minore in casa famiglia.

In attesa delle decisioni

La vicenda resta ora all’attenzione dell’autorità giudiziaria minorile. Le misure adottate rientrano in un procedimento di tutela e non costituiscono valutazioni definitive di responsabilità genitoriale, che dovranno essere accertate nelle sedi competenti, nel rispetto del superiore interesse del minore.

Continua a leggere

Cronache

Morte del paziente dopo l’intervento al cuore, Coscioni e la sua équipe a processo

Il primario Enrico Coscioni e tre medici del Ruggi d’Aragona di Salerno rinviati a giudizio per falso e omicidio colposo nella morte di un paziente.

Pubblicato

del

La richiesta della Procura di Salerno è stata accolta: Enrico Coscioni, primario di Cardiochirurgia dell’San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, andrà a processo. Le accuse contestate sono falso e omicidio colposo in relazione alla morte del paziente Umberto Maddolo, 62 anni, sottoposto a un intervento di sostituzione valvolare aortica con bioprotesi e rivascolarizzazione coronarica.

A giudizio anche altri tre medici dell’équipe: i cardiochirurghi Gerardo Del Negro e Francesco Pirozzi, oltre all’anestesista Pietro Toigo, tutti chiamati a rispondere dell’ipotesi di omicidio colposo.

Le misure cautelari e il percorso

Prima del rinvio a giudizio, Coscioni era stato sospeso dall’esercizio della professione per un anno e aveva perso anche l’incarico di presidente dell’Agenas. Nel corso della sospensione, secondo gli atti, vi sarebbe stato un aggravamento delle misure cautelari con divieto di dimora a Salerno, dopo che gli accertamenti investigativi avrebbero rilevato presenze in ospedale nonostante lo stop.

L’accusa della Procura

Secondo l’impostazione accusatoria, nel corso dell’intervento Coscioni avrebbe agito con “colpa cosciente”, violando le regole dell’arte medica e falsificando la documentazione clinica in relazione al mancato ritrovamento di una garza di circa otto centimetri, poi risultata presente nel corpo del paziente.

Gli inquirenti individuano quattro profili di responsabilità:

  1. la preparazione dell’intervento;

  2. le scelte esecutive durante l’operazione;

  3. l’aver lasciato un lembo di garza nel ventricolo sinistro;

  4. la gestione dell’evento critico che avrebbe portato al decesso, avvenuto il 20 dicembre 2021.

Sempre secondo l’accusa, l’“heart team” non sarebbe stato convocato nonostante le linee guida lo prevedessero; in sala operatoria, rilevata un’estesa calcificazione dell’aorta che avrebbe suggerito la sospensione, l’intervento sarebbe invece proseguito. Il lembo di garza, col tempo, avrebbe causato un’ostruzione vascolare, migrando fino all’aorta addominale.

Presunzione di innocenza

Le contestazioni non costituiscono sentenze di condanna. La posizione degli imputati sarà valutata nel contraddittorio processuale, nel rispetto del principio della presunzione di innocenza, fino a eventuale decisione definitiva dell’autorità giudiziaria.

Continua a leggere

Cronache

Tar Lazio annulla la sospensione dal servizio del colonnello Cagnazzo, le motivazioni

Tar Lazio annulla la sospensione dal servizio del colonnello Cagnazzo, le motivazioni

Pubblicato

del

Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dal Fabio Cagnazzo, annullando il decreto con cui, nell’ottobre 2025, il ministero della Difesa aveva disposto la sospensione precauzionale facoltativa dal servizio nell’Arma dei carabinieri. Il provvedimento era stato adottato a seguito del coinvolgimento dell’ufficiale nell’inchiesta della Procura di Salerno sul presunto depistaggio delle indagini relative all’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo.

Secondo i giudici amministrativi, i pronunciamenti della Corte di Cassazione che hanno annullato la misura cautelare e rinviato gli atti al Riesame avrebbero evidenziato «la fragilità del quadro indiziario», imponendo all’amministrazione di «rifare le valutazioni».

Le motivazioni dei giudici

La Sezione prima bis del Tar ha sottolineato come la sospensione precauzionale rappresenti una misura volta a tutelare il buon andamento e il prestigio dell’amministrazione. Tuttavia, nel caso specifico, l’amministrazione avrebbe dovuto tener conto delle decisioni della Cassazione, già antecedenti al decreto di sospensione e culminate, nell’aprile 2025, con la scarcerazione dell’ufficiale. Un quadro ulteriormente rafforzato dal secondo intervento della Suprema Corte, che ha rimarcato l’indebolimento dell’impianto accusatorio.

Secondo il Tar, la carenza del quadro indiziario incide direttamente anche sulla valutazione dei gravi indizi di colpevolezza posti a fondamento del provvedimento amministrativo.

L’iter giudiziario

Nel maggio 2025, a otto mesi dall’arresto, Cagnazzo era tornato in libertà su decisione del Tribunale del Riesame, che aveva annullato le misure cautelari disposte dal gip di Salerno anche nei confronti di altri indagati. A dicembre 2025, un nuovo pronunciamento della Cassazione aveva ribadito la debolezza del quadro accusatorio, rinviando nuovamente gli atti al Riesame.

Il 23 gennaio scorso, alla luce di queste decisioni, il colonnello ha impugnato il decreto di sospensione. L’accoglimento del ricorso dovrà ora essere confermato in sede di merito nell’udienza fissata per il 28 ottobre. Entro febbraio, inoltre, il gup di Salerno dovrà pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura.

Le reazioni

Sulla decisione del Tar è intervenuta anche Uniarma, l’associazione sindacale dei carabinieri, che ha espresso soddisfazione per il provvedimento, richiamando il principio della presunzione di innocenza e il peso umano e professionale sostenuto dall’ufficiale nel corso della vicenda.

Resta fermo che le accuse contestate sono oggetto di valutazione giudiziaria e non costituiscono sentenze di condanna, in attesa degli sviluppi processuali e delle decisioni definitive dell’autorità giudiziaria competente.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto