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“Troppe donne uccise”. Legge ha fallito, presto misure

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“Troppe le donne uccise, troppe le richieste di aiuto non adeguatamente e tempestivamente raccolte. Una vergogna della nostra civilta’”: nelle parole di Marta Cartabia c’e’ la presa d’atto di un sistema che non sta funzionando. Da 40 anni lo Stato ha cancellato quell’aberrazione che era il delitto d’onore. Da allora periodicamente il codice e’ stato aggiornato, la prassi adattata ai tempi: nuovi reati, pene piu’ severe, campagna di prevenzione, centri d’ascolto. Poi pero’ arriva il tempo dei bilanci, come in questi giorni, a ridosso della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Sono 109 quelle donne morte dall’inizio dell’anno, l’8% in piu’ rispetto all’anno scorso, 63 per mano del partner o dell’ex. E non sono fredde statistiche, ma vite interrotte. L’ultima e’ quella di Juana Cecilia Loayza, 34 anni, uccisa venerdi’ notte in un parco a Reggio Emilia, da un recidivo: un corto circuito. Ora il governo sta pensando a nuove misure. “La gravita’ dei fatti – dice la ministra della Giustizia – chiamano le istituzioni a ripensare norme e procedure piu’ adeguate”: la violenza di genere non si corregge “solo a colpi di leggi”, ma le leggi servono. Il pacchetto cui lavorano cinque ministre, e che dovrebbe arrivare sul tavolo del governo la prossima settimana, punta a interventi sul codice penale e di procedura penale per rafforzare gli strumenti di prevenzione: quindi aumento di pena per i delitti di percosse e le lesioni e procedibilita’ d’ufficio. E, spiega la ministra Cartabia, occorre rendere piu’ effettive le misure per rendere piu’ efficace l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla vittima, “perche’ troppe volte la violazione di queste prescrizioni si rivela fatale”. Quindi con il Viminale si sta studiando l’estensione dell’utilizzo del braccialetto elettronico, e nel caso di rifiuto potrebbero scattare gli arresti domiciliari. Si lavorera’, ha assicurato, sulla “formazione e specializzazione” sia dei pm che dei giudici, “chiamati a prendere difficili decisioni sulla base del rischio e della pericolosita’ del soggetto”. Come sollecitato anche dalla Commissione d’inchiesta sul femminicidio, presieduta da Valeria Valente, nella sua relazione, che dopo aver passato in rassegna i fascicoli di due anni di delitti, chiede “dove sbagliamo?”. La Commissione ha preso in esame 211 procedimenti penali su omicidi compiuti da uomini tra il 2017-2018, che hanno fatto 216 vittime donne. Le conclusioni sono l’anatomia di un sistema con diversi punti deboli. Solo il 15% delle donne poi uccise aveva in precedenza denunciato, nel 63% dei casi non avevano parlato con nessuno delle violenze subite. Le donne che subiscono violenza, sottolinea Linda Laura Sabbadini, direttrice centrale dell’Istat, “non vengono intercettate, ma non possono essere colpevolizzate. Non basta una misura, serve un intervento globale”. Inoltre, “le poche che denunciano lo fanno piu’ volte e nell’80% dei casi nelle denunce affermavano che temevamo per la loro vita e per quella dei loro figli: avevano ragione” ma i segnali sono stati sottovalutati. Tre la criticita’ segnalate, infatti, “c’e’ una non infrequente sottovalutazione della violenza riferita o denunciata dalla donna”, in alcuni dei casi considerati le forze di polizia, “evidentemente non distinguendo” tra violenza domestica e lite familiare “si sono limitate a “calmare gli animi”. E anche quando c’e’ la presa in carico, “le soluzioni adottate – di fatto – penalizzano le vittime (anche minorenni), ad esempio prevedendone il collocamento in case rifugio”. E “la durata dei procedimenti (penali, civili e minorili) e’ eccessiva”.

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Champions:Juve vince e ringrazia lo Zenit, passa da prima

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All’Allianz Stadium e’ grande festa: non tanto per il successo di misura contro il Malmoe ottenuto con la rete di Kean nel primo tempo, quanto per il pareggio in extremis dello Zenit contro il Chelsea. Cosi’, nonostante la disfatta di Londra dello scorso turno, i bianconeri riescono a qualificarsi da primi nel girone e ad evitare le corazzate nel sorteggio per gli ottavi che si terra’ lunedi’ prossimo a Nyon. Allegri mantiene la promessa e schiera tutti quelli annunciati: tra i pali c’e’ Perin, in difesa giocano Rugani e Alex Sandro, Rabiot agisce in mezzo al campo e Dybala indossa la fascia di capitano. La sorpresa, pero’, riguarda la titolarita’ di De Winter, che dopo lo spezzone finale di Londra contro il Chelsea vive la soddisfazione di partire dal primo minuto. Nel 4-2-3-1 bianconero c’e’ spazio anche per Arthur, Bernardeschi e Bentancur, quest’ultimo schierato come trequartista di sinistra. Tomasson, invece, si affida alla coppia d’attacco Birmancevic-Colak, ma come dichiarato alla vigilia e’ in grande emergenza con cinque effettivi indisponibili.

La sfida inizia malissimo per la Juve, non per cio’ che accade allo Stadium ma per le notizie che arrivano da San Pietroburgo: Werner segna dopo due minuti, con un successo degli inglesi non basterebbe nemmeno battere il Malmoe. Ma Dybala e compagni non ci pensano, Rugani e Bernardeschi fanno le prove generali per il gol che arriva al 18′: cross d’esterno del fantasista azzurro, Kean anticipa Diawara in uscita e di testa fa 1-0. La squadra di Allegri e’ in controllo totale della sfida, anche perche’ la formazione svedese conferma gli evidenti limiti tecnici mostrati gia’ nella gara d’andata, ed e’ galvanizzata dalla rimonta dello Zenit, che nel giro di 180 secondi ribalta il Chelsea e ridisegna la classifica del girone. Nella seconda parte di primo tempo, i ragazzi di Tomasson, costretti a sostituire l’infortunato Rakip con Pena, provano a proporsi con qualche folata offensiva, ma dalle parti di Perin non arrivano mai pericoli. Allegri comincia a pensare anche alla sfida di campionato contro il Venezia in programma sabato pomeriggio in Laguna e opta per la staffetta Dybala-Morata, con la Joya che lascia il posto allo spagnolo per la ripresa. Le occasioni migliori, pero’, capitano tutte sui piedi di Kean su ribattuta: l’attaccante, pero’, non riesce a sfruttare le corte respinte di Diawara per realizzare la doppietta personale e chiudere la sfida. Per il resto, la Juve si limita a controllare il gioco e a mantenere le energie in vista del campionato, anche perche’ il Malmoe fa pochissimo per mettere paura alla formazione di Allegri.

Il tecnico concede qualche minuto ai giovani Da Graca e Miretti, dalla Russia arriva la notizia piu’ attesa: lo Zenit va sotto per 3-2, poi nel recupero segna il pari che consegna il primato alla Juve. Bonucci esulta sotto la curva facendo il segno del 3-3, proprio il risultato maturato a San Pietroburgo. Ora la Champions andra’ in archivio, per Dybala e compagni bisognera’ dedicarsi alla rincorsa in campionato. Alla coppa si pensera’ da marzo in avanti, quando almeno sulla carta potrebbe esserci un’avversaria alla portata per gli ottavi di finale. 

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F1, Verstappen: darò tutto, voglio il titolo

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“Siamo a pari punti e so che come squadra daremo tutto per vincere questo campionato. Quella di domenica sara’ una gara entusiasmante e vogliamo concludere la stagione nel miglior modo possibile”. In vista del Gp di Abu Dhabi che, domenica, assegnera’ il titolo mondiale piloti di F1, Max Verstappen non si nasconde. L’olandese e’ a pari punti in classifica con il sette volte iridato Lewis Hamilton, e con una vittoria in piu’, 9 contro 8, nelle corse di quest’anno. Se quindi tutti e due i driver uscissero fuori o comunque non andassero a punti, sarebbe l’orange a fregiarsi della corona. C’e’ quindi chi teme un ‘autoscontro’ magari per la foga di superarsi l’uno con l’altro, ma Verstappen non sembra tipo da ricorrere a certi mezzi, e preferisce far sapere che e’ “entusiasta di essere di nuovo ad Abu Dhabi. La gara dell’anno scorso (vinse proprio Verstappen, Hamikton fu terzo ndr) non e’ un buon riferimento in quanto ci sono stati molteplici fattori che hanno contribuito al risultato. Nelle ultime gare ci e’ mancato un po’ di ritmo, ma speriamo che non sara’ cosi’ questo fine settimana. Il circuito di Yas Marina ha subito alcune modifiche e ora la pista e’ molto piu’ veloce”. L’olandese si riferisce al fatto che gli organizzatori del gran premio sono intervenuti in tre punti del tracciato. Al termine del primo settore e’ stata eliminata la lenta variante che era posta in fondo al rettilineo che portava al primo tornantino. La configurazione vedra’ le monoposto in pieno sul dritto fino al tornante, che e’ diventato piu’ ampio e dovrebbe offrire maggiori opportunita’ di sorpasso. La seconda modifica, piu’ corposa, interessa la variante al termine del secondo lungo rettilineo. L’intero complesso di sinistra-destra-sinistra della chicane con la successiva piega a 90 gradi a sinistra in contropendenza, e’ stato sostituito da una curva da 180 gradi piu’ aperta e scorrevole, leggermente sopraelevata. Anche in questo caso tutto cio’ dovrebbe favorire i sorpassi. Cambiamenti sono stati introdotti anche nella parte finale, e il tempo sul giro dovrebbe essere significativamente piu’ basso anche per la modifica del raggio nelle curve ad angolo retto del terzo settore. “Ora la pista e’ piu’ veloce – spiega Verstappen – e sara’ interessante vedere come influenzera’ l’assetto della vettura. E’ molto importante avere una buona qualifica ad Abu Dhabi, quindi speriamo di poterlo fare”. Nel frattempo il 2021 rimarra’ comunque da ricordare perche’ con la Red Bull “abbiamo realizzato molte vittorie e vissuti bei momenti, e siamo stati molto piu’ competitivi in generale rispetto agli anni precedenti. Quindi, come squadra, possiamo essere molto contenti e orgogliosi di cio’ che abbiamo ottenuto in questa stagione”. E la Mercedes? Oggi ha annunciato di aver interrotto il controverso accordo di sponsorizzazione con un’azienda legata all’incendio della Grenfell Tower del 2017 a Londra, nel quale morirono 72 persone. Il logo di Kingspan, i cui prodotti sono stati utilizzati nell’edificio, e’ apparso domenica sull’auto di Lewis Hamilton al Gran Premio dell’Arabia Saudita. Il ministro dell’edilizia britannico Michael Gove e i sopravvissuti all’incendio avevano criticato Mercedes per l’accordo con l’azienda irlandese che produce prodotti per l’isolamento e il rivestimento. Gove si e’ detto “profondamente deluso” dal fatto che Mercedes avesse firmato l’accordo mentre era in corso un’indagine sulla tragedia. Il capo della Mercedes F1 Toto Wolff si era scusato con le famiglie delle vittime del disastro, e adesso la Mercedes ha annunciato di aver deciso di separarsi da Kingspan. “Il team Mercedes-AMG Petronas F1 e Kingspan hanno annunciato di aver deciso di comune accordo di porre fine alla loro partnership”, si legge in una nota.

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Spalletti chiede al suo Napoli coraggio: col Leicester è una partita da dentro o fuori

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Luciano Spalletti e Amir Rramhani in conferenza stampa prima della partita con il Leicester allo stadio Maradona, gara decisiva per il prosieguo in Europa League della squadra azzurra. “E’ una di quelle partite che fanno la radiografia all’anima che hai” ha dichiarato Spalletti, nel senso che sono questi i momenti in cui si capisce bene di che pasta è fatta la squadra, occorre carattere, forza mentale superiore, dare tutto in 90 minuti. Occorre un Napoli super per fronteggiare le emergenze e fare risultato. La classifica del girone di EL che coinvolge gli azzurri vede oggi tutte le squadre vicine ad un punto: per la precisione in vetta c’è proprio il Leicester ad 8 punti, Napoli e Spartak a 7, Legia Varsavia 6 punti.


Partenopei che dovranno rinunciare ancora a Insigne, Fabian Ruiz e Anguissa (probabilmente arruolabili domenica in campionato contro l’Empoli). Bella sorpresa: si è rivisto oggi sul campo del centro tecnico di Castel Volturno Victor Osimhen impegnato nella corsa (ci vorrà un po’ di tempo ma si è fiduciosi). Si allena con il gruppo e sembra in buona forma Fouzi Ghoulam, una buona notizia per il campionato visto che l’algerino non fa parte delle liste dei convocabili per i match in Europa. Uniti ormai sia il tecnico che il giocatore al suo fianco, il difensore Rrhamani (che con Spalletti è diventato titolare inamovibile accanto a Koulibaly ed è molto cresciuto tecnicamente) nel proposito comune di giocare sempre per vincere, sia in campionato che in Europa League, massima concentrazione per dare il massimo.

“Ci vuole motivazione e senso di appartenenza – continua Spalletti consapevolezza della propria autostima. Sono tutte partite da dentro fuori. Questa lo è realmente. Nella partita con l’Atalanta la prestazione è un balzo in avanti come gioco, al di là della sconfitta. Poi ci sono stati episodi sfavorevoli, questo succede. Le difficoltà sono sempre dietro l’angolo. Oggi siamo in 14, prima o dopo giocano tutti. Zieliski e Mertens di certo. Politano e Demme stanno meglio, hanno fatto degli allenamenti in più, il livello s’è alzato. Manolas se occorre potrà entrare a fine gara perché sta recuperando. Malcuit in fase di possesso ha forza, è un giocatore che crea delle problematiche con la sua reattività, con l’Atalanta nel complesso ha fatto bene”.
Occorre dunque dimostrare di essere più forti dell’emergenza affinchè non venga scritto che il Napoli nell’anno 2021-2022 è andato fuori dall’Europa: “Se vuoi scrivere una bella storia – conclude Spalletti – devi impiegare molta fatica e impegno. Noi ce la stiamo mettendo tutta”.

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