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Economia

Tre ipotesi per riforma Irpef, nel mirino sconti e Iva

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Il tavolo ufficialmente deve ancora aprirsi ma gia’ circolano almeno tre ipotesi per la riforma dell’Irpef. L’obiettivo comune ai partiti che sostengono il governo Conte, resta quello di un calo generalizzato del peso del fisco ma le strade per raggiungere il risultato, al momento, divergono ma dovranno quasi sicuramente passare per una revisione degli sconti fiscali e, probabilmente, anche dell’Iva. Si va dal ‘modello tedesco’, che piace a Leu, alla riduzione delle aliquote accompagnato dal quoziente familiare, promosso dal Movimento 5 Stelle, cui si aggiunge l’idea di una revisione delle attuali percentuali del prelievo, con una attenzione mirata al famoso ‘ceto medio’ (fino ai 55mila euro di reddito) che finora e’ stato escluso dai vari interventi sulle tasse. Di sicuro, per ora, c’e’ lo strumento con cui il governo mettera’ mano al sistema fiscale, quello della legge delega, che il ministro Roberto Gualtieri vorrebbe approvare entro aprile. Questi due-tre mesi serviranno quindi per trovare la sintesi nella maggioranza e anche per elaborare l’intervento nel modo piu’ dettagliato possibile, in modo da andare avanti spediti con i decreti attuativi una volta che il Parlamento avra’ dato il suo via libera alla delega. Intanto, probabilmente gia’ al Consiglio dei ministri della prossima settimana, vedra’ la luce il provvedimento, quasi sicuramente un decreto legge, per il taglio del cuneo fiscale per i redditi fino a 40mila euro. Ancora si sta riflettendo sulla natura della misura (se con sistema misto bonus-detrazione o se solo bonus) ma, archiviato quello che da tutti e’ stato definito “il primo passo” sul fronte del fisco, si passera’ alla riforma vera e propria.

Laura Castelli. Viceministro dell’Economia

Al centro, assicura la viceministro M5S all’Economia Laura Castelli, ci saranno anche gli incapienti – cioe’ chi ha redditi sotto gli 8mila euro e non paga tasse – altra categoria esclusa finora dagli interventi fiscali: questi ultimi, nei piani pentastellati, potranno essere “destinatari di un assegno ad hoc”. Altro pilastro del progetto M5S la riduzione da 5 a tre delle aliquote, alzando la no tax area e abbassando il peso complessivo del prelievo (al 42%, 37% e 23% rivedendo anche le fasce) e l’introduzione di un “quoziente familiare”, che tenga conto, cioe’, della composizione delle famiglie. Molto diversa l’impostazione promossa da Leu, che punta sul sistema da aliquota continua applicato in Germania, dove le tasse aumentano in modo proporzionale all’aumento del reddito. C’e’ poi Italia Viva, che propone un totale azzeramento del meccanismo dell’Irpef, che risale agli anni ’70 su cui si e’ stratificata, negli anni, una selva di deduzioni e detrazioni. Nel 2018, ultimo anno censito, si contavano 513 ‘tax expenditures’, cioe’ voci che erodono la base impositiva, che valevano oltre 61 miliardi. A cui vanno aggiunti i numerosi regimi sostitutivi dell’Irpef (come ad esempio la flat tax per gli autonomi) e le diverse aliquote agevolate Iva. A diverse ipotesi di rimodulazione dell’imposta si era gia’ guardato nel lavoro preparatoria della manovra, poi accantonate per il ‘no’ della politica.

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Dopo Alitalia e Volotea l’Antitrust apre un’istruttoria per voli cancellati anche sulle compagnie BluePanorama, Easyjet, Ryanair e Vueling

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato quattro procedimenti istruttori – e altrettanti sub-procedimenti cautelari – nei confronti delle compagnie aeree Blue Panorama, Easyjet, Ryanair e Vueling, dopo avvii analoghi nei confronti di Alitalia e Volotea dello scorso luglio ed in base ad un crescente numero di segnalazioni da parte dei consumatori. Lo si legge in una nota secondo cui nel mirino c’è “la vendita di biglietti per servizi di trasporto aereo in seguito cancellati dalle quattro compagnie a causa del Covid-19, pur essendo programmati per un periodo nel quale non erano piu’ vigenti i limiti di circolazione imposti dai provvedimenti governativi”.  L’Antitrust, nell’apertura del procedimento per la vendita di viaggi cancellati causa Covid contesta anche a “Blue Panorama, Easyjet, Ryanair e Vueling di aver predisposto un servizio di assistenza oneroso e carente sia in relazione ai tempi di attesa sia alle modalità di contatto messe a disposizione dei passeggeri, costretti ad utilizzare esclusivamente un numero telefonico a sovrapprezzo, difficilmente raggiungibile”. E’ quanto si legge nel comunicato dell’Autorità. In particolare, spiega l’Autorità, “adducendo come motivo della cancellazione l’emergenza per la pandemia, BluePanorama, Easyjet, Ryanair e Vueling hanno offerto, in alternativa allo spostamento del volo, soltanto l’erogazione di un voucher anziche’ il rimborso del prezzo del biglietto gia’ pagato, in possibile violazione dei diritti dei passeggeri previsti dal Reg. (CE) n. 261/2004. Inoltre, le compagnie aeree non hanno informato i consumatori sui diritti loro spettanti in caso di cancellazione”.

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Parte la corsa alla manovra, miliardi in più su famiglia e lavoro

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Almeno 5 miliardi aggiuntivi per partire, da gennaio, con l’assegno unico per i figli. Fondi per rendere strutturali gli incentivi di ‘Impresa 4.0′. Ma anche nuove risorse per proseguire con gli sgravi contributivi sulle assunzioni stabili. Mentre al Mef si limano le nuove stime della Nota di aggiornamento al Def, e’ partita all’indirizzo dei ministeri la richiesta di stilare un primo elenco di misure da inserire subito nella legge di Bilancio, in attesa che si strutturi il piano per accedere al Recovery. Le prime proposte iniziano gia’ ad arrivare ma dovranno fare i conti, come sempre, con i vincoli di bilancio e con il complesso incastro con i fondi europei. Al momento, infatti, sono ancora allo studio le strategie per incorporare nei saldi della manovra le risorse del Next generation Eu, che formalmente diventera’ operativo non prima di gennaio. Il tentativo sara’ quello di sfruttare fin da ora almeno quel 10% di anticipo che si potra’ richiedere per mettere in piedi il grande progetto di investimenti e riforme finanziate da Bruxelles. Martedi’ 29 settembre (ma c’e’ chi non esclude che si possa arrivare al 30) il governo varera’ la Nadef, in cui compariranno le prime indicazioni sull’uso del Recovery e sull’impatto positivo che avra’ sui conti pubblici. L’asticella del Pil potrebbe salire attorno al +6% dal -9% circa del 2020. Mentre il deficit, che viaggia verso il 12% dovrebbe dimezzarsi il prossimo anno e l’impennata del debito – che dovrebbe comunque rimanere sotto il 160% – dovrebbe iniziare a rientrare gia’ dal 2021. Il puzzle della manovra e del Piano di ripreso e resilienza andra’ invece composto per la meta’ di ottobre, quando andranno inviati a Bruxelles entrambe le bozze. Alcuni impegni per la manovra il governo gia’ li ha presi, dalla riforma degli ammortizzatori sociali e alla proroghe per ape sociale e opzione donna per la pensione anticipata. Ma al ministero del Lavoro si sta studiando una nuova decontribuzione triennale per favorire i nuovi contratti a tempo indeterminato, mentre il ministero per il Sud sta dialogando con l’Europa per far partire da ottobre lo sconto del 30% per tutti i dipendenti. La fiscalita’ di vantaggio nel Mezzogiorno avra’ bisogno di almeno altri 5 miliardi per proseguire anche nel 2021, mentre gia’ si starebbe ipotizzando di estendere lo sgravio ad altre aree di crisi o a settori particolarmente colpiti dalla pandemia. Andranno anche trovate le risorse (1-2 miliardi) per confermare il taglio del cuneo scattato da luglio anche per i redditi tra 28mila e 40mila euro (finanziato solo fino alla fine dell’anno). Per sostenere gli investimenti il ministero dello Sviluppo economico proporra’ la stabilizzazione del programma ‘Impresa 4.0′ che ha un costo crescente negli anni (in tutto 27 miliardi fino al 2029), ma si starebbe anche valutando l’ipotesi di estendere la portata del superbonus al 110% per le ristrutturazioni green. Le imprese potrebbero avere dei vantaggi anche dall’introduzione dell’assegno unico, grazie al riordino degli strumenti esistenti in parte finanziati dai datori di lavoro. Il sostegno a tutti i figli fino a 18 anni ha un costo variabile a seconda di come si vuole articolare l’assegno (si parte da 200 euro da modulare in base all’Isee). Ai circa 15 miliardi gia’ sul piatto andrebbero aggiunti almeno altri 5 miliardi. L’assegno unico resta strettamente legato alla riforma complessiva del fisco che il premier, Giuseppe Conte, ha garantito entro dicembre. Lo strumento dovrebbe essere la delega, con alcune altre misure anticipate tra manovra e decreto fiscale. In pole rimane il superamento del meccanismo di saldo-acconto per le partite Iva, passando al sistema di pagamenti mensili per cassa, e la spinta ai pagamenti digitali. Possibile che si cerchi di reintegrare per intero il fondo per il piano cashless (con il dl agosto e’ stato riportato a 1,7 miliardi sui 3 inizialmente previsti): il premier ha annunciato che accanto al meccanismo del cashback (il 10% delle spese tracciabili) arrivera’ anche un premio “fino a 3mila euro” ai primi 100mila cittadini che avranno passato piu’ volte le carte per i pagamenti.

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Allarme dell’Agenzia Entrate: attenti a false email in circolazione, cestinare subito

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Sono in corso nuovi tentativi di phishing a danno degli utenti attraverso email che sembrano essere riconducibili all’Agenzia. Lo rende noto l’Agenzia delle Entarte. L’Agenzia “e’ estranea a tali messaggi ed invita gli utenti a cestinare immediatamente messaggi di posta elettronica che riportano nell’intestazione la dicitura “IL DIRETTORE DELL’AGENZIA” o “GLI ORGANI DELL’AGENZIA” e che, nel testo, invitano a prendere visione di documenti contenuti in un archivio allegato per verificare “alcune incoerenze” emerse “dall’esame dei dati e dei saldi relativi alla Divulgazione delle eliminazioni periodiche Iva”. Le email, infatti, non provengono dall’Agenzia, ma costituiscono il tentativo di installare un malware sui dispositivi dei destinatari anche allo scopo di acquisire successivamente informazioni riservate”. L’Agenzia “raccomanda ai contribuenti di verificare sempre attentamente i messaggi ricevuti e, se questi appaiono sospetti, soprattutto se i mittenti sono sconosciuti, di non aprire gli allegati o seguire i collegamenti presenti nelle mail (anche per evitare danni ai propri pc, tablet e smartphone) e cestinarli. Inoltre, precisa che non vengono mai inviate per posta elettronica comunicazioni contenenti dati personali dei contribuenti. Le informazioni personali sono consultabili esclusivamente nel Cassetto fiscale, accessibile tramite l’area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate”.

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