Cultura
Translucida di Paolo Titolo, fotografie contro la discriminazione omofoba a San Domenico Maggiore
E’ un viaggio a ritroso, che parte dall’Italia arriva a Cuba ritornando in Italia con una mostra fotografica che dimostra il suo impegno in quella fotografia che aveva lasciato per poi ritornare ora ad essa con questa mostra forte, intensa, scorretta, scottante, come i temi che ha sempre prediletto sin dal tempi adolescenziali e precedenti al suo impegno nel quotidiano L’Ora di Palermo, dove per tanto tempo ha collaborato insieme ad uno staff fotografico che è parte storica della fotografia in Italia. Paolo Titolo arriva a Napoli con Translucida, la sua prima mostra personale in Italia, a cura di Raffaele Loffredo, che si colloca nell’ambito del protocollo d’intesa internazionale stipulato tra il Centro di Ateneo SInAPSI dell’Università Federico II di Napoli che vede Paolo Valerio come Presidente Onorario e il Centro Nacional de Educacion Sexual CENESEX di Cuba, diretto da Mariela Castro.
Titolo, trasferitosi da molti anni a L’Avana, vanta una formazione da fotoreporter per il giornale “L’Ora” dove ha documentato gli effetti della Mafia in Sicilia, in particolare nella seconda metà degli anni 80 e i suoi scatti sono apparsi sulle piu importanti riviste internazionali come ilNew York Times, Der Spiegel, Stern, Mary Clare, Il Corriere della Sera producendo poi reportage fotografici in diversi paesi dell’Asia, America Latina ed Europa.
Successivamente dopo un interesse per i rituali afro-cubani della Santeria cubana (Yoruba), dal 2013 comincia a documentare la vita e le condizioni delle persone Trans a Cuba coadiuvato anche dall’attività del CENESEX. I suoi lavori saranno oggetto di diverse esposizioni, tra cui, negli ultimi anni, in Francia (Parigi, MEP, mesón europea de la fotografíe) (Fundación Brongston), Messico (Guadalajara, Museo de las Artes ), Cina (Beijing, Teatro Nacional de Cina).
Translucido è quindi un corpo che lascia passare la luce e non permette di vedere ciò che è dietro, ebbene l’ambizione dell’artista è stata quella di palesare, invece, attraverso il mezzo fotografico, ciò che è celato dietro questi corpi delle persone transessuali, pregnanti di esperienze di vita, spesso di turbamenti e discriminazioni, ponendo l’accento sulle espressioni, gli sguardi, i colori e i contesti nei quali li ha ritratti. Una costante funzione sociale ha caratterizzato i lavori e l’impegno di Paolo Titolo sin da quando a 16 anni il giorno del suo compleanno riceve in regalo la sua prima macchina fotografica con la quale poi comincerà i suoi lavori come fotoreporter e la partecipazione al progetto collettivo del movimento sociale “la rete” che si occupava del fenomeno della Mafia ancor prima dell’organo ufficiale del PCI Partito Comunista Italiano (L’Ora) che denunciava le gesta dei politici mafiosi. “Mi trabajo pretende tener siempre una finalidad social. No me interesa la pura estetica. Fotograficamente nacì como foto-reportero: testimoniar para sensibilizar respecto a temas humanos”.
- KiMBY
- ERIKA
- VICTORIA
- CARMEN
- CARMEN
- RUBI
- GIA
Il profondo lavoro di inclusione sociale del CENESEX, organo del Ministero della Salute, ha accompagnato l’artista che ne ha documentato le innumerevoli esperienze e gli obiettivi raggiunti; la sensibilizzazione quindi, attraverso la conoscenza diretta del complesso fenomeno dell’identità di genere e dei diritti della “comunità” transessuale a Cuba, si estrinseca attraverso i lavori di Titolo, che accentua e coglie volutamente un istante emblematico, attimo preciso di bressoniana memoria. A domanda precisa circa le influenze dei suoi inizi da fotografo, ammette infatti di aver subito l’ammirazione dei modus operandi di Cartier-Bresson e Josef Koudelka, entrambi conosciuti personalmente. Come nelle opere del maestro ceco spesso i soggetti umani di Titolo, sembrano uscire da un mondo fiabesco, soprattutto negli sguardi talvolta disincantati e sognanti e l’artista ne evidenzia tonalità cromatiche forti ritenendole a ragione, tipiche del territorio caraibico e dell’universo lgbt.
Le fotografie di Paolo Titolo quindi, sono ritratti antropologici che raccontano un messaggio e una grammatica emotiva che scava nelle sensibilità, nelle speranze, nelle delusioni di esistenze che si mostrano fieramente nella loro vulnerabilità e verità, scevre di qualsivoglia sovrastruttura pregiudiziale. “Translucida” approda a Napoli con l’ambizione e l’obiettivo di fomentare sempre più l’integrazione sociale, contribuendo alla formazione delle coscienze collettive contro ogni tipo di discriminazione omofoba in opposizione alla cultura transfobica; non si avverte nelle immagini, alcuna necessità di orpelli formali o estetici (abiti eleganti, trucchi ecc), l’obiettivo unico dell’autore è mostrare i soggetti realisticamente nella loro intimità, nelle loro umili abitazioni e con i loro oggetti quotidiani e come afferma e ribadisce nelle sue dichiarazioni: “una foto es un rectangulo donde podemos poner muchas informaciones, depende da la calidad de estas (informaciones) que las fotos resulten interesantes y placenteras”.
La fotografie saranno esposte nei suggestivi spazi del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore di Napoli dal 15 Novembre 2019 al 7 Gennaio 2020.
Cultura
Unicampania, la Biblioteca di Giurisprudenza diventa ‘Enrico De Nicola’: innovazione e inclusione senza barriere
Innovazione, inclusione, solidarietà. Sono le direttrici che hanno guidato il lavoro triennale del Dipartimento di Giurisprudenza dell’ Università dehli Studi della Campania ”Luigi Vanvitelli” per il progetto “Biblioteche 4.0: oltre le barriere”, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU nell’ambito del PNRR Cultura. Un intervento strutturale che centra l’obiettivo previsto dal Piano nazionale: abbattere le barriere fisiche e cognitive nei musei e nei luoghi della cultura pubblici.
Da oggi la rinnovata Biblioteca del Dipartimento, nata nel 1992 insieme al Dipartimento stesso a Santa Maria Capua Vetere, nella cornice di Palazzo Melzi – luogo simbolo del sistema giudiziario campano – ha anche un nuovo nome. Il Rettore Gianfranco Nicoletti ha scoperto la targa che la intitola a Enrico De Nicola, primo Presidente della Repubblica italiana, alla presenza del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Fabio Pinelli.

“L’intitolazione della Biblioteca del nostro Dipartimento di Giurisprudenza al primo presidente della Repubblica, Enrico De Nicola, è un segnale forte che il nostro Ateneo lancia ai suoi studenti sull’importanza della memoria e dell’impegno nel tramandare i valori fondativi della nostra Costituzione e della nostra Repubblica”, ha dichiarato il Rettore Nicoletti.
Il Rettore ha inoltre sottolineato l’impegno dell’Ateneo “per l’inclusione sociale che trova esempio nel gemellaggio realizzato tra la nuova Biblioteca Enrico De Nicola e la Biblioteca del penitenziario di Santa Maria Capua Vetere”.
Centomila volumi e fondi storici senza più barriere
La Biblioteca “Enrico De Nicola” mette a disposizione, in una veste completamente rinnovata, quasi 100mila volumi e fondi speciali di pregio, tra cui quelli del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e del Tribunale di Napoli.
Due i servizi simbolo del progetto “Biblioteche 4.0”, accompagnato da tre anni di formazione del personale sui temi della digitalizzazione e dell’accessibilità del patrimonio culturale: il libro parlato e lo scaffale accogliente.
Il libro parlato è pensato per utenti con disabilità visive o con difficoltà di lettura tradizionale. Ogni iscritto potrà ascoltare fino a 15 opere al mese (120 l’anno), scegliendo tra oltre 15mila audiolibri, dai classici ai bestseller contemporanei, dalla narrativa alla saggistica, con un’attenzione particolare ai testi giuridici, economici e di scienze sociali. Un catalogo che cresce di circa mille nuovi titoli ogni anno.
Lo scaffale inclusivo/accogliente, invece, favorirà l’ampliamento costante del patrimonio librario, con un’attenzione dedicata agli studenti delle scuole del territorio. L’obiettivo è facilitare accesso e consultazione, integrando la bibliografia universitaria con testi e letture scolastiche a supporto della didattica.

da sx Raffaele Picaro, Fabio Pinelli, Giovanni Francesco Nicoletti
Tecnologia e accessibilità: i nuovi servizi
Il progetto, coordinato dal professor Mario Campobasso per la parte scientifica e da Maria Frattolillo per quella amministrativa, introduce anche una serie di strumenti innovativi:
• postazione di prestito automatizzato;
• smart locker;
• scaffale intelligente per la restituzione automatica;
• scanner CZUR ad alta risoluzione, capace di leggere ad alta voce i testi e abbattere la barriera cognitiva per persone con DSA, non vedenti o ipovedenti.
Un salto tecnologico che rende la Biblioteca un laboratorio di accessibilità e innovazione nel cuore di un territorio ad alta densità giudiziaria e universitaria.
Inclusione sociale: il gemellaggio con il carcere di Santa Maria Capua Vetere

L’inclusione non si esaurisce nell’abbattimento delle barriere fisiche. In linea con la Terza missione dell’Ateneo, la nuova Biblioteca guarda al territorio e alle sue fragilità, rafforzando il dialogo con scuole, associazioni e realtà del terzo settore.
Cuore del progetto è la convenzione con la Biblioteca “Rita Atria e Imma Cavagnuolo” della Casa Circondariale “Francesco Uccella” di Santa Maria Capua Vetere, che dà vita a un interscambio pieno dei patrimoni librari tra le due istituzioni.
Il gemellaggio prevede anche la progettazione condivisa di mostre, incontri con autori, laboratori di lettura, progetti di ricerca e attività culturali. Un percorso che coinvolgerà detenuti, operatori penitenziari, studenti universitari e delle scuole superiori, oltre alla comunità esterna, con l’obiettivo di promuovere la lettura e la cultura come strumenti di crescita, confronto e reinserimento.
La Biblioteca “Enrico De Nicola” diventa così non solo uno spazio di studio, ma un presidio civile: un luogo in cui la memoria istituzionale, l’innovazione tecnologica e l’inclusione sociale si intrecciano, nel segno dei valori fondativi della Repubblica.
Cultura
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Cultura
Futurismo oltre le ideologie, il Maxxi rilancia Marinetti con “Sensing the Future”
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