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Cronache

Tragedia di Crans-Montana, l’Italia accelera ma la cooperazione giudiziaria con la Svizzera resta in salita

Dopo la tragedia di Crans-Montana, l’Italia ha avviato una rogatoria internazionale ma dalla Svizzera non arrivano ancora risposte. Il governo richiama l’ambasciatore, timori su tempi e prescrizione.

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Sarà una partita lunga e complessa. Anche per questo il governo italiano ha assunto una posizione politica forte sulla tragedia di Crans-Montana, richiamando l’ambasciatore italiano in Svizzera. Una scelta che riflette le difficoltà della via giudiziaria, apparsa fin da subito accidentata nonostante l’attivazione rapida della Procura di Roma.

La rogatoria e i tempi che preoccupano

La Procura capitolina ha aperto un fascicolo ipotizzando omicidio colposo, lesioni colpose, incendio e disastro colposoe ha inviato una rogatoria internazionale alle autorità elvetiche per ottenere l’elenco degli indagati, gli atti degli interrogatori e la documentazione dell’attività istruttoria. L’Italia è stata il primo Paese coinvolto nella tragedia — che ha causato 40 morti di diverse nazionalità — a richiedere formalmente la cooperazione giudiziaria.

La rogatoria è stata accolta formalmente dalla Svizzera il 13 gennaio, ma da allora non ha avuto seguito operativo: secondo fonti giudiziarie, non risulta avviato lo scambio di informazioni né la partecipazione italiana ad attività d’indagine richieste. Un silenzio che alimenta il pessimismo sui tempi di consegna dei documenti.

Attività limitate sul posto

Prima della rogatoria, tra il 3 e il 4 gennaio, personale della Polizia scientifica ha svolto un rapido sopralluogo nei locali del Le Constellation, senza poter andare oltre una verifica preliminare. Le autorità italiane guardano al precedente del naufragio della Costa Concordia (2012), quando una delegazione del Bundeskriminalamt fu integrata sin dalle prime fasi investigative. Un modello che oggi, però, appare difficile da replicare.

Autopsie e quadro incompleto

La Procura di Roma dispone già dei risultati delle autopsie sui ragazzi italiani deceduti — Chiara Costanzo, Achille Barosi, Emanuele Galeppini, Giovanni Tamburi, Riccardo Minghetti — ma senza gli atti raccolti dai colleghi svizzeri resta complicato ricostruire con precisione dinamica e responsabilità.

Il nodo normativo e il rischio prescrizione

Le criticità sono emerse chiaramente nell’incontro del 15 gennaio a Palazzo Chigi tra il sottosegretario Alfredo Mantovano, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, l’Avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli e le famiglie delle vittime. In quella sede Nordio ha spiegato che le difficoltà sono “essenzialmente di ordine normativo”, poiché i reati hanno discipline diverse nei due Paesi, mettendo in guardia anche dal rischio prescrizione, più stringente in Svizzera. Mantovano ha ricordato che la Confederazione elvetica non fa parte dell’Unione europea, rendendo la cooperazione giudiziaria meno agevole rispetto ai meccanismi intra-Ue.

Una cooperazione che stenta

A distanza di giorni, l’assenza di risposte operative da Berna conferma le preoccupazioni espresse a Palazzo Chigi. Il livello politico si è mosso per sbloccare una situazione che, sul piano giudiziario, resta complessa e lenta. Un dato che, con il passare del tempo, appare sempre più evidente.

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Nuovo cuore disponibile per il bimbo del Monaldi, decisione dopo il consulto degli esperti

L’Azienda dei Colli: decisione sul nuovo trapianto di cuore al bimbo ricoverato al Monaldi solo dopo la valutazione del team di esperti.

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Ogni decisione sull’eventuale trapianto del nuovo cuore disponibile per il bambino ricoverato al Ospedale Monaldi sarà presa solo dopo la valutazione del team di esperti.

Lo rende noto l’Azienda dei Colli, precisando che nella giornata odierna i medici si esprimeranno sulla trapiantabilità del piccolo paziente attualmente ricoverato in Terapia Intensiva.

La gestione del cuore del donatore

Secondo quanto comunicato dall’azienda sanitaria, l’attesa non comporterà alcuna ripercussione sull’organo del donatore, in quanto compatibile con le procedure di gestione della donazione in corso.

La decisione finale sarà quindi subordinata alle condizioni cliniche del bambino e alle valutazioni multidisciplinari del pool di specialisti.

Resta alta l’attenzione sulla vicenda, mentre la famiglia attende l’esito del consulto medico che guiderà le prossime scelte terapeutiche.

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Cronache

Caivano, tenta di rapire bimbo al supermercato: arrestato 45enne

Paura a Caivano: un 45enne arrestato dai Carabinieri per tentato sequestro di persona dopo aver cercato di portare via un bimbo di 5 anni in un supermercato.

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Momenti di paura nel tardo pomeriggio a Caivano, dove un uomo di 45 anni è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di tentato sequestro di persona.

L’episodio è avvenuto intorno alle 19.30 in un supermercato di via Atellana. Alla centrale operativa è arrivata una richiesta di aiuto: “Ha tentato di rapire un bambino”.

Il tentativo davanti alle casse

Secondo la ricostruzione effettuata dai militari, supportata dalle immagini di videosorveglianza e dalle testimonianze raccolte, due donne stavano uscendo dal market con i figli di 5 e 8 anni quando l’uomo si è avvicinato, apparentemente in stato di ebbrezza.

Rivolgendosi a una delle donne, avrebbe detto: “Questo non è tuo figlio, dammelo”, tentando poi di prendere in braccio il bambino di 5 anni. L’amica della madre si sarebbe frapposta tra l’uomo e il piccolo. Il bambino, spaventato, avrebbe chiamato la madre.

La donna si è quindi rifugiata all’interno del supermercato, all’altezza delle casse, ma l’uomo l’avrebbe seguita tentando nuovamente di afferrare il minore. Una cassiera sarebbe intervenuta per fare da scudo.

L’intervento dei Carabinieri

L’uomo si è poi allontanato. Nel frattempo, il padre del bambino è arrivato in auto e la famiglia ha lasciato il luogo dell’accaduto.

Grazie all’analisi delle telecamere e agli accertamenti immediati, i Carabinieri hanno rintracciato il 45enne ancora nei pressi del supermercato e lo hanno arrestato.

L’uomo, di nazionalità ghanese e con precedenti, è stato trasferito in carcere. Dovrà rispondere di tentato sequestro di persona. La sua posizione sarà valutata dall’autorità giudiziaria nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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Incendio Teatro Sannazaro, Napoli promette la ricostruzione immediata

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«Purtroppo è distrutto», ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi, tra i primi ad arrivare in via Chiaia, dove decine di residenti sono stati evacuati.

Secondo una prima ricostruzione, un corto circuito partito dalla platea avrebbe innescato le fiamme, propagate rapidamente verso l’alto fino al crollo della cupola e di parte del tetto. Le cause sono in fase di accertamento.

Teatro Sannazzaro incendio

Sfollati, danni e ordinanza del Comune

Sono 60 gli sfollati e 24 gli appartamenti evacuati, di cui 12 gravemente danneggiati. Otto le persone tra intossicati e feriti lievi durante le operazioni di spegnimento.

Via Chiaia è stata chiusa al traffico, così come la metropolitana nella zona, con disagi e proteste. Il Comune ha emanato un’ordinanza invitando i residenti a tenere chiuse porte e finestre per l’aria resa irrespirabile dal fumo.

Una prima stima dei danni parla di 60-70 milioni di euro, cifra che include anche le attività commerciali adiacenti.

Le istituzioni: “Ricostruire subito”

Il presidente della Regione Roberto Fico ha definito l’evento “una ferita per tutti”. Il Ministero della Cultura è intervenuto con il ministro Alessandro Giuli, che ha promesso la ricostruzione, e con il sottosegretario Gianmarco Mazzi, che ha annunciato l’apertura di un tavolo con Comune e Regione per individuare fondi e tempi.

La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per incendio colposo a carico di ignoti.

 

Il dolore del mondo dello spettacolo

La direttrice artistica Lara Sansone, insieme al marito Sasà Vanorio, ha parlato di “lutto”, chiedendo alle istituzioni di non lasciare solo il teatro.

Tra le voci del mondo dello spettacolo, Marisa Laurito ha sollecitato una ricostruzione immediata, mentre Luisa Ranieriha ricordato il Sannazaro come luogo della sua infanzia, legato alle rappresentazioni di Luisa Conte.

Il rogo colpisce uno dei luoghi simbolo della memoria culturale napoletana. Ora la priorità è la messa in sicurezza dell’area e la definizione di un piano per la ricostruzione.

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