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Tra diritti e sfide, Hamilton d’Arabia insegue Verstappen

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Primi giri di parole a Gedda, in vista del primo Gran Premio dell’Arabia Saudita tra polemiche sui diritti umani e tatticismi in chiave Mondiale. Ad ‘accendere i motori’ in sala stampa, prima di scendere in pista sull’inedito circuito cittadino saudita, e’ un istrionico Lewis Hamilton che sfoggia l’ennesimo look tutto da interpretare, con una t-shirt completamente smanicata dove sono raffigurate della mani che tendono verso l’alto e un pantalone nero sul quale sono presenti delle colombe simbolo di pace. “Se mi sento a mio agio qui? No, non direi che mi sento a mio agio. Ma lo sport ha preso la decisione di correre qui” ha graffiato il campione del mondo della Mercedes che come in Qatar correra’ con un casco color arcobaleno per sottolineare la sua vicinanza alla comunita’ LGBTQI+ e al tema dei diritti civili. Nel penultimo Gp della stagione in Arabia Saudita Hamilton e’ chiamato a rimontare otto punti su Max Verstappen. Se l’olandese della Red Bull puo’ vincere il suo primo Mondiale gia’ domenica a Gedda, l’inglese della Mercedes deve tentare di allungare il discorso iridato fino all’ultima gara ad Abu Dhabi dove tentare il tutto per tutto per raggiungere i record assoluto di otto titoli. “Se sarebbe il titolo con piu’ significato? Si’, di sicuro. E’ qualcosa che nessuno ha mai fatto prima. E’ la lotta piu’ dura che questo sport abbia visto da molto tempo a questa parte ed e’ la sfida piu’ grande. Sono piu’ rilassato che mai. Credo che dipenda dal fatto che sono in questo ambiente da molto tempo. Non e’ la mia prima battaglia per il titolo – ha aggiunto ancora Hamilton – mi ricordo come e’ andata nel caso del mio primo campionato, e anche del secondo e del terzo. Ricordo le notti insonni e tutto quel genere di cose. Bello questo duello – conclude Hamilton – anche per lo sport. Io lavoro per migliorare sempre, e per riuscire a fare quello che dicono che non si puo’ fare. La Mercedes e’ una squadra con una grande mentalita’”. Un super team quello tedesco che qui a Jedda potrebbe perdere la sua imbattibilita’ grazie al talento dell’olandese volante. “Battere la Mercedes? Sono tanti anni che proviamo, ogni anno del loro dominio, ma se vinceremo quest’anno sara’ bello per noi, non perche’ avremo battuto gli altri. Vincere un Mondiale credo sia un risultato grandioso per chiunque – aggiunge Verstappen – anche per chi ha gia’ vinto. Contro la Mercedes come Germania-Olanda nel calcio? No, se pensassi questo avrei una mentalita’ ristretta. La F1 non e’ il calcio, il calcio non e’ la F1, qui sono coinvolte persone da ogni parte del mondo che lavorano per diversi team. Lottare con Lewis – conclude il pilota olandese della Red Bull – e’ importante perche’ aiuta a migliorarsi, e credo che questa lotta faccia bene allo sport. Comunque finisca io credo sara’ stata una bella stagione per entrambi”.

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La Roma vince la Conference League, Feyenoord battuto 1-0

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Fa festa la ROMA, che grazie a una rete di Zaniolo nel primo tempo supera in finale il Feyenoord per 1-0 conquistando così la prima Conference League della storia. E dire che le cose non erano iniziate bene, con Mourinho che al quarto d’ora deve già rinunciare al rientrante Mkhitaryan a causa di un nuovo guaio muscolare. Dopo una prima mezz’ora quasi soporifera, i giallorossi sbloccano il match al 32′. Mancini effettua un lancio millimetrico che scavalca la testa di Trauner e trova Zaniolo, che con un dolce tocco mancino supera Bijlow in uscita firmando l’1-0. Sarà il gol partita. In avvio di ripresa partono però meglio gli olandesi. Al 2′, Mancini colpisce il palo della porta difesa da Rui Patricio nel tentativo di anticipare Trauner e sul rimpallo è Til a calciare con il destro, ma il portiere portoghese è attento e salva in corner. Rui Patricio è ancora decisivo al 5′, quando devia prima sul palo e poi in angolo un bel sinistro dal limite di Malacia. Due minuti dopo, sul fronte opposto, Abraham viene prima smarcato da un disastroso Trauner e poi trattenuto da Senesi, ma l’arbitro non fischia.

Pellegrini e compagni resistono alle sfuriate iniziali degli avversari e tornano a guadagnare metri. Al 28′ è il neo entrato Veretout a provarci dal limite con un destro velenoso che costringe Bijlow alla parata in tuffo. Al 41′ è invece Pellegrini a concludere con il sinistro, ma Bijlow para in tuffo. Nel finale, il Feyenoord non riuscirà più a impensierire Rui Patricio e il risultato non cambierà più. Al triplice fischio dell’arbitro può scattare la festa per la ROMA, che può così alzare al cielo il tanto ambito trofeo. Mourinho diventa così il terzo allenatore a vincere almeno una volta tutte e 3 le coppe continentali in carriera dopo Trapattoni e Lattek. L’Italia, invece, torna a sollevare un trofeo europeo a 12 anni di distanza dall’ultima volta.

 

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Allarme di Marotta per i conti della Serie A, De Laurentiis invece se la prende con i politici

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Il campionato di Serie A e’ solo un torneo “di transizione per i calciatori”. Nell’anno del flop Mondiali del calcio italiano, nel giorno del ritorno a una finale europea di un club italiano, l’allarme arriva dall’ad dell’Inter, Giuseppe Marotta, che da Napoli in occasione di un incontro per i 130 anni del ‘Mattino’ ricorda come “nel 2000 eravamo l’Eldorado del calcio sia in termini di partite, ingaggio giocatori, e oggi il nostro e’ un campionato di transizione, i calciatori vengono e poi vogliono andare via. Ne ho avuto un esempio con Lukaku e Hakimi, che arrivavano dal Manchester United e dal Real Madrid, che al termine della stagione hanno chiesto di andare via. Dal mecenatismo non siamo stati pronti a passare ad un modello di business”. D’altra parte, non solo Lukaku e Hakimi. Kessie’ ha vinto lo scudetto e saluta il Milan per il Barcellona, cosi’ come l’anno scorso fece Donnarumma per il Psg. “Prima – ha aggiunto Marotta – eravamo i primi per qualita’ del prodotto, per fatturato poi abbiamo iniziato a perdere posizione e non siamo stati pronti al cambiamento. Abbiamo mancato di lungimiranza e ora abbiamo un gap da colmare”. Dura, e a 360 , la critica del presidente Napoli, Aurelio de Laurentiis ne ha per tutti, dai politici alle istituzioni del calcio. “Abbiamo la disgrazia dei politici italiani, negli ultimi anni tutti i ministri dello sport o sottosegretari con delega allo sport hanno combinato solo disastri. Oggi abbiamo la Vezzali, ci sta dando una mano. Noi facciamo i pulcinella dell’Uefa, Gravina in 3 anni e mezzo non ha fatto nulla”. Parole alle quali ha replicato, da Tirana, il presidente Figc: “Io penso a fare, e a fare il bene del calcio italiano. De Laurentiis non fa che inveire in modo irrispettoso, e questo non lo accetto”.

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Salah: resto al Liverpool anche il prossimo anno

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 Mohamed Salah indossera’ la maglia del Liverpool anche il prossimo anno. A svelarlo in conferenza stampa a pochi giorni dalla finale di Champions contro il Real Madrid, in programma il 28 maggio, e’ lo stesso attaccante egiziano: “Non voglio parlare del contratto adesso. Rimarro’ di sicuro la prossima stagione, questo e’ chiaro. Nella mia mente in questo momento sono concentrato su altro, non penso al contratto. Non voglio essere egoista, questa per noi e’ una settimana importante. Sono solo concentrato sulla squadra e sulla possibilita’ di vincere ancora la Champions League. Voglio vedere Henderson con il trofeo in mano”. L’ex Roma e Fiorentina ha il contratto in scadenza con il Liverpool il 30 giugno 2023.

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