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Tornano tra i banchi di scuola: ecco come difendere i bimbi e i genitori da malanni

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L’ingresso a scuola e l’avvicinarsi dell’autunno fanno scopa con le prime febbri e il pericolo raffreddori nei bambini. Come difendere i piu’ piccoli dall’incubo ‘malanni’ e a cascata anche i loro genitori? “Nove volte su dieci le forme infettive che causano febbri e raffreddamenti nei bambini sono respiratorie e virali. Per garantire una buona salute delle vie respiratorie basta seguire tre regole di igiene e di vita”, spiega Paolo Becherucci, presidente della Società Italiana delle Cure Primarie Pediatriche (Sicupp) e pediatra di famiglia. Come? “Non fumare in casa in presenza di un bambino, mantenere una temperatura non eccessivamente alta e arieggiare spesso gli ambienti sia a scuola che a casa”. Una modalita’ di contagio avviene attraverso le famose goccioline della saliva che passano da tosse e starnuti. “È importante che i bambini si lavino le mani frequentemente e che i genitori igienizzino le superfici, i tavoli dove si possono depositare i germi. Durante l’inverno- consiglia Becherucci- ricordatevi di tenere molto pulito il naso dei vostri figli, perche’ gran parte delle patologie iniziano da una rinite e dalla presenza di muco nelle vie respiratorie. Insegnate ai vostri bambini come soffiarsi il naso”. Si puo’ ricorrere a trucchetti antichi: “Fargli spegnere la candelina, far soffiare una narice per volta ed evitare cosi’ che il muco vada nell’orecchio. Per aiutare i bambini piu’ piccoli, invece, ci sono i lavaggi con tanta soluzione fisiologica e piu’ volte nella giornata”.

Oltre al naso pulito, il pediatra di famiglia ricorda di “usare in inverno meno antibiotici possibili, e non solo per prevenire la resistenza agli antibiotici ma anche perche’ questi possono squilibrare il microbioma e indebolire alcune funzioni. L’antibiotico non e’ una panacea per tutte le situazioni”. Di sicuro non esistono prodotti miracolosi, ma “possono essere di aiuto la Vitamina D, alcuni probiotici e l’echinacea nei bimbi piu’ grandi. Per la gestione, invece, delle piccole forme infettive invitate i vostri figli a tossire- afferma il pediatra- la tosse e’ un meccanismo di difesa. A volte usiamo sciroppi ma il miele ha un effetto balsamico scientificamente provato”. Come si possono difendere i genitori dalle malattie ricorrenti dei piu’ piccoli? Innanzitutto sfatiamo un falso mito: “Il contatto ravvicinato genitori-figli non c’entra nulla. I patogeni sono attivi con gli starnuti e la tosse e il rischio di contagio c’e’ anche a un metro di distanza”. L’unica possibilita’ per i piu’ grandi e’ seguire per primi le corrette regole di igiene ambientale: “Devono lavarsi le mani, arieggiare gli ambienti, mantenere temperature non elevate per garantire una buona umidita’ a casa e non fumare”. Un’altra pratica poco diffusa e’ la vaccinazione antinfluenzale, “utile nei bambini molto piccoli in epoca prescolare o se vanno presto al nido. Il vaccino antinfluenzale puo’ essere fatto dai 6 mesi in poi, e’ sicuro, scevro da grandi effetti collaterali e impedisce le tre passate di virus influenzale invernali che spesso aprono la strada ad altre infezioni. Consiglio di farlo ai bambini piccoli se vanno in comunita’ e ai loro genitori”, conclude Becherucci.

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Anche Koulibaly fra i trenta calciatori selezionati per il Pallone d’Oro

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Fra i trenta calciatori top che concorrono per il Pallone d’Oro c’è anche Kalidou Koulibaly il forte centrale senegalese del Napoli: è il quarto giocatore azzurro da quando Aurelio De Laurentiis è presidente della squadra ad entrare nelle nomination per il prestigioso trofeo della rivista France Football. Dopo Cavani, Higuain e Mertens. Per Koulibaly si tratta di una rivincita perché il senegalese era stato escluso dalle nomination per il Pallone d’Oro africano nel 2018.

Koulibaly è una delle punte di diamante del Napoli: proprio pochi giorni fa De Laurentiis aveva ‘confessato’ di aver detto di no a una proposta indecente, a una offerta da 105 milioni di sterline. “Ma fino a quando riuscirò a non venderlo?”, si era chiesto il presidente azzurro.

Nei magnifici trenta ci sono mostri sacri del calcio dei nostri giorni: Messi, Ronaldo, Griezmann, De Bruyne, Mahrez. Tra i difensori con Koulibaly c’è de Ligt inserito con Kean nell lista dei Golden Boy. Nella categoria dei portieri altre due conoscenze della serie A: Handanovic e Szczesny.

CR7 è ormai alla 16esima nomination al Pallone d’Oro, cinque le edizioni vinte.  Nella lista c’è mezzo Liverpool: Sadio Manè, Trent Alexander-Arnold, Alisson, Mohamed Salah, Roberto Firmino, Virgin van Dijk, Raheem Sterling , Georginio Wijnaldum; poi ci sono i calciatori del Manchester City Sergio Aguero, Bernardo Silva, Kevin De Bruyne ,Riyad Mahrez; dell’Ajax delle meraviglie Frenkie de Jong, Dusan Tadic, Donny van de Beek. Dal PSG le candidature di Kylian Mbappe’ e Marquinhos, dall’Atletico Madrid quelle di Antoine Griezmann e Joao Felix e dal Barcellona Lionel Messi e Marc-Andre’ Ter Stegen. Anche il Real Madrid ha i suoi jolly: Karim Benzema, Eden Hazard. E poi i calciatori del Tottenham Hugo Lloris, Heung-min Son, e Aubameyang dell’Arsenal, Lewandoski del Bayern Monaco. Oltre ovviamente a CR7. Rivelati anche i nomi delle candidate a pallone d’oro femminile dove domina il Lione ma non c’è neppure un calciatrice di squadre italiane.

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Torino, a fuoco la Cavallerizza Reale: crolla una parte del tetto del sito Unesco

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Una grande nuvola nera ha svegliato i Torinesi poco prima delle 8: un incendio è scoppiato sul tetto della Cavallerizza Reale, storico complesso architettonico nel centro della città dichiarato patrimonio dell’Unesco. Per domare le fiamme sul posto diverse squadre dei vigili del fuoco. Non si registrano feriti e neppure intossicati ma ci sono sul posto i mezzi del 118. La nuvola di fumo nero si è resa visibile a centinaia di metri di distanza, forti le ripercussioni sul traffico nei dintorni di via Rossini: alcune linee di mezzi pubblici sono state fatte deviare. Non è la prima volta che va a fuoco lo storico monumento era già successo anni fa: lo stabile è occupato da collettivi che hanno riferito che nella giornata di venerdì c’era stata un’ispezione nel luogo dove poi è divampato l’incendio. I Vigili del Fuoco hanno domato le fiamme e sono entrati all’intero a verificare i danni provocati dal fuoco.

 

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Renzi chiude la Lepolda con un appello ai liberali di Fi e lancia un’Opa sul Pd

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Matteo Renzi chiude la Leopolda con uno spieghino per quelli che al Governo con lui lo accusano di ricattare: “Questa legislatura ha il dovere di eleggere un presidente della Repubblica che sia europeista e non sovranista. Perciò non sono io a voler staccare la spina al governo, visto che l’ ho attaccata, chi lo dice si guardi allo specchio”. E questo è il messaggio pubblico. Poi c’è il Renzi privato, quello che parla ai suoi: “Credo che siano Conte e Zingaretti a voler staccare la spina ma chi vuole far finire la legislatura prima di eleggere un presidente pro Europa si assume una grossa responsabilità. Io il mio messaggio l’ho mandato, se Conte vuole essere della partita in questa operazione bene, sennò faremo senza di lui”.
I fedelissimi del leader di Italia viva non hanno capito se Renzi abbia già in mente un nome. Qualcuno azzarda: «L’ identikit potrebbe essere quello di Dario”.

Ossia quel Franceschini che ieri non ha polemizzato, al contrario di altri pd con la Leopolda, ma ha raccolto l’ appello di Renzi ad andare avanti sul progetto di creare una grande scuola europea nel carcere di Ventotene.
Dal palco, l’ ex premier svela però anche un altro pezzo della sua strategia e lancia una doppia Opa sul Pd e su Forza Italia. Il messaggio ai dem è inequivocabile: WVogliamo fare quello che ha fatto Macron, che certo non ha avuto il consenso dei socialisti francesi”.

Matteo Renzi chiude la Leopolda. Appello a Fi e competizione con il Pd

Insomma, Iv si pone come rivale del Pd pur avemdo “valori comuni”. E la decisione di lanciare “a giugno, dopo le regionali, un Big bang degli amministratori locali di Iv” è un’altra sfida, perché i più saranno ex Pd. Nei territori si svuotano i circoli e i consiglieri regionali passano armi e bagagli a Iv. Anche per questo Renzi ha deciso di dare via libera alle regionali a liste civiche che abbiano Iv come riferimento. C’è fermento, i campani e gli emiliani vogliono che Renzi faccia le liste. Poi c’è l’altra sfida, quella che Renzi lancia a FI: “San Giovanni ha segnato la fine di Forza Italia, Salvini ha preso le redini del centrodestra, capisco il disagio dei dirigenti e dei militanti di Fi. A chi crede che ci sia uno spazio per un’area liberale e democratica dico che venga a darci una mano. Iv è aperta”. Mara Carfagna respinge le avances, ma l’ex senatore siciliano di FI Marcello Gualdani passeggia per la sala e rivela: “Da noi in Sicilia stanno andando via in tanti”.

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