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Cronache

Torna lo sciopero del clima, social bombing ai Maneskin

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Le ragazze e i ragazzi di Greta sono tornati oggi a manifestare in piazza, per chiedere di agire contro la crisi climatica. Ai tempi del coronavirus, hanno dovuto rinunciare ai cortei con migliaia di persone. Ma stavolta non si sono accontentati di manifestare soltanto sul web, come avevano fatto nell’ultimo anno. Si sono ripresi le piazze, anche se nel rigoroso rispetto delle norme anti-Covid. In Italia e’ partito pure un mail bombing verso i Maneskin, la band vincitrice del festival di Sanremo, per chiedere loro di appoggiare la battaglia per il clima. In 802 citta’ di 62 paesi, i giovani di Fridays For Future sono tornati a far sentire la loro voce in presenza, per la Giornata Mondiale di Azione per il Clima. Lo slogan stavolta era “Basta false promesse” (No More Empty Promises). Un atto di accusa lanciato contro governi e grandi aziende: “Fissano obiettivi di riduzione delle emissioni da raggiungere tra 20 o 30 anni – scrive FFF in un comunicato – e promettono che, in un lontano futuro, faranno qualcosa per contrastare la crisi climatica. Ma queste promesse vuote non servono a nulla, perche’ non si puo’ scendere a patti con le leggi della fisica. Abbiamo bisogno di azioni immediate e concrete”. Anche Greta Thunberg ha manifestato a Stoccolma, insieme a pochi altri attivisti rigorosamente distanziati. In Italia, ci sono state manifestazioni in una settantina di comuni, per lo piu’ presidi statici, con distanziamento di due metri fra ogni manifestante. Tutto nel rispetto delle norme dei Dpcm, che permettono questo tipo di manifestazioni anche nelle zone rosse. Naturalmente il numero di partecipanti era ridotto a poche centinaia. Cosi’, le ragazze e i ragazzi che non hanno potuto partecipare hanno mandato i loro cartelloni, che sono stati posati sulle piazze, per dare il senso della mobilitazione. Le manifestazioni piu’ importanti sono state a Torino, ai Giardini Grosa, e a Roma in piazza del Popolo. Nel capoluogo piemontese un maxi slogan della giornata e’ stato tracciato sull’erba con i cartelloni. Presidi statici a Napoli e Catanzaro, mentre a Milano e a Bologna si e’ optato per un bike strike in bicicletta. Alla Giornata hanno aderito anche Legambiente, WWF e Greenpeace e il partito dei Verdi. Legambiente in particolare ha lanciato l’idea dello sciopero della dad: mettersi in muto durante la lezione, e postare sui social una foto dello schermo del computer. Non sono mancati comunque gli eventi sul web. FFF ha preparato un video con tutte le promesse sul clima non mantenute dai premier italiani, da Berlusconi a Conte. Alla mattina in 15.000 hanno assistito a un dibattito online in diretta Youtube con Roberto Mercadini (attore, scrittore e youtuber) e il professor Vincenzo Balzani, scienziato e divulgatore. Poi, nel pomeriggio alle 18.30 mega-videochiamata collettiva su Zoom: una grande assemblea virtuale, con musica e interventi. Contemporaneamente, e’ partito un Social Bombing su Instagram e sugli altri social (in parte rallentato dal blackout mondiale di Facebook dalle 128 alle 19). Il progetto iniziale era di prendere di mira il Ministero della Transizione ecologica, per chiedere azione sul clima. Ma poi i ragazzi di FFF hanno pensato che avrebbe avuto piu’ eco chiedere solidarieta’ ai vincitori del Festival di Sanremo, i rockettari romani Maneskin. E ora si aspetta la loro risposta.

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Juventus: indagati Agnelli, Nedved e Paratici per il caso plusvalenze. La Finanza perquisisce le sedi della società

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La compravendita dei calciatori e la formazione dei bilanci. Sono questi gli ingredienti di un’inchiesta della procura di Torino e della Guardia di finanza sui conti della Juventus. A borse chiuse, i militari del nucleo di polizia economico-finanziaria hanno perquisito le sedi della società bianconera nel capoluogo piemontese e a Milano per recuperare carte relative alla gestione tra gli anni 2019 e 2021. Gli indagati sono sei: il presidente Andrea Agnelli, il vicepresidente Pavel Nedved, l’ex responsabile dell’area sportiva Fabio Paratici, ora al Tottenham, l’attuale Chief Corporate & Financial Officer Stefano Cerrato, l’ex Chief Corporate & Financial Officer, Stefano Bertola, e l’ex dirigente finanziario Marco Re. E’ indagata anche la Juventus, nella veste di persona giuridica. Le ipotesi di reato sono false comunicazioni sociali ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Al vaglio degli investigatori, in quella che è stata chiamata in codice “operazione Prisma”, ci sono i trasferimenti di alcuni calciatori e le prestazioni rese dagli intermediari nel corso delle transazioni. Dell’iniziativa delle Fiamme Gialle, scattata al termine delle contrattazioni settimanali della Borsa – la Juventus è una società quotata nell’ambito del mercato Euronext Milan, l’ex Mercato telematco azionario- ed e’ stata data comunicazione alla Consob e alla procura federale della Figc. In procura il fascicolo e’ aperto dal maggio di quest’anno. Se ne occupa un pool di magistrati composto dai pm Ciro Santoriello, Marco Gianoglio e Mario Bendoni.

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Rifiuti più cari nel 2021, costano 312 euro a famiglia

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Tariffe dei rifiuti piu’ salate nel 2021 in Italia, con una media di 312 euro a famiglia in aumento dell’1,5% rispetto al 2020. La regione con la Tari piu’ alta si conferma la Campania (416 euro, -0,6% sull’anno precedente) mentre quella con la spesa media piu’ bassa e’ il Veneto (232 euro, -4%). Invece e’ Catania la citta’ dove i servizi di smaltimento sono piu’ costosi, seppur stabili a 504 euro, mentre i piu’ economici sono a Potenza con 131 euro, in aumento rispetto ai 121 euro del 2020. Resta il divario fra il Nord dove la Tari e’ di 270 euro (+1,6%) e il Sud dove raggiunge 353 euro (+1,3%); al Centro il costo medio e’ 313 euro (+2,4%). E’ in sintesi il quadro che emerge dalla rilevazione annuale dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, secondo cui quest’anno ci sono stati aumenti in dodici regioni: incremento a due cifre in Liguria (+10,3%), e poi i rincari piu’ alti in Basilicata (+8,1%), Molise (+6,1%) e Calabria (+5,9%); tariffe in diminuzione in sei regioni a partire da -5% in Sardegna e -3,8% in Veneto. L’indagine sui costi sostenuti dai cittadini per lo smaltimento dei rifiuti fatta in tutti i capoluoghi di provincia prende come riferimento una famiglia tipo di 3 persone e una casa di proprieta’ di 100 metri quadrati. Rispetto alle 112 citta’ esaminate, sono stati riscontrati aumenti (rispetto al 2020) in 53 capoluoghi, situazioni di stabilita’ in 37 e diminuzioni in 22. A Vibo Valentia l’incremento piu’ elevato (+44,9%), a Rovigo la diminuzione piu’ consistente (-23%). Ma “soltanto il 10% dei capoluoghi di provincia applica la tariffa puntuale” cioe’ riferita alla reale produzione di rifiuti rilevata attraverso contenitori stradali e sacchi dotati di sistemi di identificazione e/o codici-microchip “che incentiverebbe le famiglie a produrre meno rifiuti” commenta Tiziana Toto, responsabile politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva. La raccolta differenziata aumenta ma sono ancora scarse le iniziative per favorire il riuso e limitare i rifiuti, spiega l’Osservatorio sulla base dei dati del rapporto Rifiuti urbani 2020 dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). La media nazionale di raccolta differenziata nel 2019 e’ stata 61,3% (+3,1% rispetto al 2018) con il solito piazzamento del Nord in testa (69,6%) seguito dal Centro (58,1%) e dal Sud (50,6%); il 21% di spazzatura finisce invece in discarica. Le regioni che separano di piu’ i rifiuti sono Veneto (74%), Sardegna, Trentino Alto Adige, Lombardia, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia superando l’obiettivo del 65%. Maglia nera alla Sicilia con appena il 38,5%. Cittadinanzattiva ricorda che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) riserva “ben 2,10 miliardi di euro per migliorare la capacita’ di gestione efficiente e sostenibile dei rifiuti e il paradigma dell’economia circolare” alla luce di sistemi che sono “fragili, caratterizzati da procedure di infrazione in molte regioni (in particolare nel Centro-Sud), carenti di un’adeguata rete di impianti di raccolta e trattamento”.

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Accusati di stupro, vanno a processo Grillo jr e tre amici

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Sara’ il processo con rito ordinario, che si celebrera’ dal 16 marzo 2022 nel tribunale di Tempio Pausania, a dire se la notte tra il 16 e 17 luglio 2019 nella casa in Costa Smeralda di Beppe Grillo quattro giovani genovesi – tra cui il figlio del padrone di casa, Ciro – violentarono due loro coetanee. Dopo oltre due anni di indagini, chiuse e riaperte un anno fa, dopo tre udienze preliminari, la gup Caterina Interlandi ha rinviato a giudizio Ciro Grillo, Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria. I quattro 21enni vanno a processo dopo un’udienza in cui gli avvocati Gennaro Velle, Ernesto Monteverde e Mariano Mameli hanno sollecitato a nome del collegio difensivo -composto anche dai legali Andrea Vernazza, Enrico Grillo, Sandro Vaccaro, Romano Raimondo e Barbara Raimondo- il non luogo a procedere. Dopo un’ora di camera di consiglio la gup ha accolto invece la richiesta di dibattimento del procuratore di Tempio Gregorio Capasso, che ha coordinato le indagini con la sostituta Laura Bassani e degli avvocati di parte civile, Giulia Bongiorno, che assiste la giovane italo-norvegese la cui denuncia ha dato origine alla vicenda giudiziaria, e Vinicio Nardo, che rappresenta l’altra ragazza che avrebbe subito abusi due estati fa dopo una serata trascorsa in discoteca a Porto Cervo. “L’impianto accusatorio ha retto ai fini dell’udienza preliminare”, e’ il solo commento del procuratore Capasso, che ha annunciato che seguira’ lui il processo. “Ho seguito le indagini dall’inizio – aveva spiegato – i tre sostituti sono molto giovani e due di loro sono arrivati da pochissimo tempo”. A prendersi la scena e’ stata Giulia Bongiorno. “Sinora gli atti sono stati frammentati, pubblicati e mal interpretati, oggi la gup ha risposto al tentativo di sgretolamento del materiale probatorio – commenta -. Oggi e’ il giorno dopo il 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza di genere. E’ una giornata importante, sono arrivata a Tempio che pioveva e ho visto l’arcobaleno, e’ stato un segnale”. Presagi a parte, “certe distorsioni sono un deterrente per chi vuole denunciare – accusa – dopo questo processo tante donne che assisto non vogliono piu’ farlo”. Non solo. “La mia assistita sta subendo qualcosa di pesantissimo – rivela – costretta a non guardare la tv per non sentire niente sul suo conto, a ricevere per messaggio articoli di giornale in cui si parla di lei, costretta a leggere il suo nome e il suo cognome”. Insomma, “non sono felice, ma sono soddisfatta, la mia assistita soffre tuttora e ho atteso per dire che si e’ assistito a una distorsione da parte di alcuni giornali e la ragazza e’ finita sul banco degli imputati, ma il materiale probatorio racconta una verita’ diversa”. Tra l’altro, ha fatto notare Bongiorno, “in caso di violenza sessuale, per la Cassazione basta la dichiarazione della persona offesa, se ritenuta attendibile, per andare a processo. Qui c’e’ molto di piu'”. Intanto, alla vigilia dell’udienza, in quel di Genova sono arrivate minacce di morte a casa Grillo. “Condoglianze, avrai lutti in famiglia nel periodo delle Feste”: e’ la lettera scritta al computer, con minacce e un chiaro riferimento ai parenti, recapitata al fondatore del M5S Beppe Grillo. A seguito di questo episodio e’ stata disposta un’ulteriore protezione. Polizia e carabinieri hanno rafforzato in maniera robusta la sorveglianza domestica, aumentando passaggi e soprattutto stazionamenti fuori dalla villa di Sant’Ilario, sulle alture del levante genovese, dove il comico vive.

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