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Torna Grillo per arringa il popolo e preparare il rientro di Di Battista: no al terzo mandato e attacchi a Di Maio e Conte…

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Con uno dei suoi coup de theatre Beppe Grillo torna in campo e irrompe sulla scena dei tormenti del M5s per dire la parola fine alla speranza di ricandidatura dei big pentastellati che hanno raggiunto il tetto dei due mandati. “Possiamo essere morti tra 15 giorni, non lo so. Ma so che questi nostri due mandati sono la luce nella tenebra, sono l’interpretazione della politica in un nuovo modo, come un servizio civile” ammonisce il fondatore del Movimento ricordando l’intento con cui, assieme a Gianroberto Casaleggio, aveva creato una nuova forza politica che ponesse fine ai politici di professione. Esattamente cio’ che sta facendo, attacca il garante 5 Stelle, Luigi Di Maio: “C’e’ gente che fa questo lavoro, entra in politica per diventare poi una “cartelletta”. Gigino “a cartelletta” ora e’ di la’ che aspetta il momento di archiviarsi in qualche ministero della Nato. Ed ha chiamato decine e decine di cartellette che aspettano come lui di essere archiviate a loro volta in qualche ministero”. Ma i quali, al contrario del ministro ed ex capo politico M5s, non salveranno la loro rielezione, li mette in guardia Alessandro Di Battista. Lui, invece, medita di tornare in campo e di ricandidarsi con il Movimento. “In tanti mi state scrivendo di ributtarmi nella mischia. Vedro’ cosa succede in questi giorni. Perche’ penso che molte cose che vengono dette dai politici a caldo, nei prossimi giorni verranno ritrattate e io non sono disposto a tutto pur di tornare in Parlamento” annuncia l’ex frontman pentastellato che attacca, anche lui, i professionisti della politica. “Nelle prossime ore assisteremo a spettacoli imbarazzanti: alleanze, campi larghi e campi stretti. Tutte cose patetiche causate dalla politica professionista” . Oggi “Luigi e’ in difficolta’ perche’ deve trovare una exit strategy: per se’ stesso la trovera’ senz’altro. Per tutti quelli che gli hanno dato retta non la trovera’” avverte Di Battista. Di Maio diventa quindi l’emblema e il monito verso quanti, tra i big 5 Stelle, sperano di aggirare il vincolo dei due mandati o di trasmigrare. Di possibili deroghe al vincolo nessuno pero’ osa parlare, soprattutto ora che c’e’ stato l’anatema di Grillo che chiede addirittura “una legge dello Stato sui due mandati e sui cambi di casacca”. Ma una possibile via d’uscita la indica l’avvocato dei ricorsi contro il M5s, Lorenzo Borre’. “Non spetta a Grillo decidere sul significato di due ‘mandati elettivi’. Beppe non ha voce in capitolo” spiega il legale che, Codice etico 5s alla mano, ricorda come a decidere sulla portata dell’espressione “due mandati” spetti al Comitato di Garanzia che e’ composto da Virginia Raggi (3 mandati), Roberto Fico (2 mandati), e Laura Bottici (2 mandati). E sempre al Comitato di garanzia spetta emanare il regolamento, non ancora scritto, con i requisiti per la candidatura. Intanto, tra picconate e carezze, Grillo detta la linea e sprona i 5 Stelle: “siamo degli straordinari appestati, Siamo l’antibiotico” della societa’. Li blandisce: “il mio cuore da ‘ragioniere’ pulsa per voi” dice evocando le parole del “banchiere” Draghi a cui riserva, sempre a modo suo, un ringraziamento: “Questo Parlamento qui non se lo merita nessuno, figuriamoci Draghi. Non se lo merita neanche l’ultimo degli italiani”.

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Elezioni: M5s sbanca a Pomigliano, roccaforte dell’ex Di Maio

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A Pomigliano d’Arco, città roccaforte di Luigi Di Maio, il partito del ministro uscente degli Esteri (ed ex grillino) incassa alle elezioni per la Camera poco piu’ di un sesto dei voti del Movimento Cinque Stelle, che invece nel Comune è il partito più votato, con il 35,91% (5.994 preferenze). ‘Impegno civico – Di Maio’ si è invece fermato al 6,99% (1.167 voti).

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Elezioni, in Calabria il M5S fa eleggere gli ex magistrati antimafia De Raho e Scarpinato

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I Cinquestelle, in Calabria, raddoppiano il dato nazionale. Lo spoglio delle elezioni politiche assegna al Movimento il primo posto tra i partiti: a differenza del 2018, quando superarono il 43% alla Camera, in questa tornata elettorale i pentastellati arretrano, ma conquistano un significativo 29%, rispetto al 15,4% a livello nazionale. Soprattutto, il Movimento 5 Stelle si e’ dimostrato competitivo anche nei collegi, strappandone uno – quello di Cosenza, grazie al successo della parlamentare uscente e gia’ sottosegretario alla Cultura Anna Laura Orrico – al centrodestra. Il risultato positivo del M5S, inoltre, consente l’elezione anche dei due magistrati antimafia che il leader Giuseppe Conte ha candidato quali capilista in Calabria: Federico Cafiero De Raho, che e’ stato anche procuratore della Dda di Reggio Calabria, eletto alla Camera, e l’ex pm di Palermo Roberto Scarpinato, eletto al Senato. Per il Movimento 5 Stelle dunque la Calabria si conferma regione benigna, anche se gli osservatori politici, soprattutto sulla scorta dei dati dei percettori del reddito di cittadinanza in Calabria (secondo Bankitalia a fine 2021 le famiglie beneficiarie erano quasi 89mila), alla vigilia prevedevano un buon risultato dei grillini nella regione.

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Elezioni:de Magistris, schiacciati tra voto utile e astensionismo

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“Voglio ringraziare le candidate e i candidati, le militanti e i militanti, chi ci ha sostenuto e le persone che ci hanno votato. In meno di due mesi abbiamo costruito un luogo politico autentico, raccolto le firme con candidature in tutta Italia, stilato un ottimo programma, fatto una campagna elettorale straordinaria sui social e negli spazi mediatici che ci hanno dato, sempre tra la gente nei limiti di pochissimi giorni che abbiamo avuto. Il tutto senza soldi, solo con la nostra passione e il nostro entusiasmo. Il tempo e’ stato poco, in piena estate, e far conoscere un simbolo neonato non era facile. Pensavamo di poter ottenere un risultato diverso, ma siamo stati schiacciati, in un tempo davvero tiranno, tra voto utile e astensionismo”. Lo dice Luigi de Magistris, portavoce di Unione Popolare. “Siamo pero’ convinti della necessita’ del nostro progetto e della forza e coerenza delle nostre idee e delle nostre azioni. In Italia manca una forza credibile e vera di sinistra, pacifista, ambientalista, per i diritti civili, che operi con rigore l’attuazione della Costituzione antifascista. Tutti ci chiedono di non mollare. Dobbiamo adesso realizzare – continua – quello che dovevamo fare se non ci fosse stato lo scioglimento anticipato del Parlamento: diffondere il nuovo soggetto politico e coinvolgere la gente, radicarci sul territorio, consolidare i nostri forti legami internazionali, organizzare l’azione politica. Unione Popolare riprende subito il cammino con militanti, cittadine e cittadini, collettivita’ che vorranno con noi costruire un luogo e una soggettivita’ politica al servizio del Paese”. “Non saremo ancora nelle istituzioni ma con il popolo nelle piazze, nei territori, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle universita’, per garantire l’opposizione sociale alle destre che governeranno il nostro Paese. Unione Popolare lavorera’ senza sosta per farsi trovare pronta quanto prima per essere l’alternativa etica, culturale, sociale, economica e politica nelle istituzioni.”, conclude de Magistris.

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