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Torino strappa il pari a Firenze, Baroni soddisfatto: “Determinazione e identità, complimenti ai ragazzi”

Il Torino evita la sconfitta nel recupero contro la Fiorentina. Baroni elogia squadra e atteggiamento: “Settimana intensa, ma grande determinazione”.

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In casa Torino c’è soddisfazione per il pareggio conquistato in extremis allo stadio Franchi contro la Fiorentina. Un risultato maturato al termine di una gara complessa, segnata da stanchezza, infortuni e da una reazione caratteriale che ha permesso ai granata di evitare la sconfitta nei minuti di recupero.

L’analisi di Baroni nel dopo gara

A fine partita il tecnico Marco Baroni ha evidenziato il percorso compiuto dalla squadra nella settimana precedente alla gara:
“Abbiamo passato giorni intensi, siamo stati sempre insieme per migliorarci e creare identità. Nel primo tempo abbiamo fatto molto bene e siamo andati vicini anche al 2-0. All’inizio del secondo tempo abbiamo commesso un errore in uscita regalando il gol, ma devo fare i complimenti ai ragazzi”.

Baroni ha ricordato anche le difficoltà logistiche e fisiche: impegno di coppa alle spalle, poche ore di recupero e numerose assenze. “Venivamo da una partita ravvicinata, non è facile preparare queste gare. Avevamo dieci infortunati, alcuni rientravano appena e avevano fatto un solo allenamento con la squadra”.

Gli episodi chiave della partita

Il tecnico ha sottolineato come alcuni errori abbiano inciso sull’andamento del match:
“Sul 2-1 abbiamo regalato una palla in uscita. Mi aspettavo questa Fiorentina: i giocatori restano forti, al di là della classifica”. L’atteggiamento finale dei viola ha favorito la reazione del Torino, che ha aumentato la pressione fino al pareggio.

Cambi decisivi e risposta del gruppo

Secondo Baroni, i cambi hanno avuto un peso determinante: “Sono stati importanti, ma non potevo farli prima. La squadra ha voluto riprendere la partita, creando tante occasioni”. Un segnale di compattezza e volontà che il tecnico ha voluto rimarcare.

Assenze, rientri e prospettive

Il tecnico granata ha poi fatto il punto sui singoli:
“Per noi Nikola Vlasic è insostituibile. Quando manca, ognuno deve dare qualcosa in più e oggi la squadra ha sopperito sia mentalmente che nervosamente”. Apprezzamenti anche per Faustino Anjorin, rientrato dopo problemi fisici, e per Ilkhan, reduce da un lungo stop per infortunio.

Obiettivo continuità in campionato

Con il pareggio di Firenze, il Torino guarda avanti: “Adesso dobbiamo lavorare e migliorare la classifica. Finalmente avremo una settimana intera: abbiamo giocato sei partite in 21 giorni”. Un sollievo per lo staff e per la squadra, che punta a ritrovare continuità e rendimento nella fase decisiva della stagione.

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Antonelli domina le libere al Madring, Ferrari subito alle spalle

Kimi Antonelli è il protagonista del venerdì di Formula 1 sul nuovo circuito Madring di Madrid. Dopo il secondo posto ottenuto nella prima sessione alle spalle di George Russell, il pilota italiano della Mercedes chiude al comando le seconde libere davanti alle Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton. Incidente senza conseguenze per Arvid Lindblad, mentre il nuovo tracciato divide i tifosi tra spettacolo e dubbi sulla sicurezza.

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Kimi Antonelli non impiega molto a prendere confidenza con il Madring. Nel venerdì che inaugura il nuovo circuito di Madrid, il pilota italiano della Mercedes chiude secondo nella prima sessione di prove libere e conquista il miglior tempo nel pomeriggio. Alle sue spalle crescono le Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton, separate da pochi millesimi.

Mercedes subito davanti

La Mercedes detta il ritmo fin dal mattino. George Russell gira in 1’34”077 e precede Antonelli di 286 millesimi. Leclerc è terzo, davanti a Hamilton, mentre diversi piloti faticano a trovare i riferimenti su un tracciato mai affrontato prima.

Nel pomeriggio è Antonelli a prendersi la scena. Il ventenne bolognese ferma il cronometro sull’1’33”662, precedendo Leclerc di 113 millesimi e Hamilton di 149. Russell conclude quinto, a 337 millesimi dal compagno di squadra.

Ferrari vicina ad Antonelli

Dopo qualche difficoltà iniziale, le Ferrari riducono sensibilmente il distacco dalla Mercedes. Leclerc e Hamilton mostrano un buon passo e si candidano a inserirsi nella lotta per la pole position.

Più indietro Max Verstappen e Oscar Piastri, entrambi protagonisti di alcuni lunghi mentre cercavano di prendere le misure al circuito. Giornata complicata anche per Lando Norris, fermato nella seconda sessione da un problema al cambio.

Lindblad contro le barriere

L’unico incidente delle prove di Formula 1 coinvolge Arvid Lindblad. Il pilota della Racing Bulls perde il controllo della monoposto e finisce contro le barriere alla curva 13, provocando l’esposizione della bandiera rossa. Nessuna conseguenza fisica per lui, che conserva comunque il quarto tempo della sessione.

Momenti di paura anche nelle prove di Formula 2: la vettura di Tasanapol Inthraphuvasak prende fuoco dopo un impatto contro le protezioni. Il pilota thailandese riesce fortunatamente a uscire da solo dall’abitacolo.

Il Madring divide i tifosi

Il nuovo tracciato conquista il pubblico soprattutto con la lunga parabolica sopraelevata denominata “La Monumental”. Le immagini riprese dagli abitacoli diventano immediatamente virali, ma non mancano le critiche per alcuni passaggi particolarmente stretti.

Il traffico rappresenta già uno dei problemi principali. Numerosi piloti sono costretti ad abortire i propri giri veloci per la presenza di altre monoposto. Nelle qualifiche, oltre alla prestazione pura, saranno quindi fondamentali la scelta del momento giusto e la gestione delle uscite dalla pit lane.

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Lavezzi racconta il suo momento difficile: «Continuo a curarmi, lo faccio per i miei figli»

Le recenti immagini di Ezequiel Lavezzi a Napoli hanno preoccupato i tifosi. Il Pocho racconta i momenti difficili affrontati e conferma di essere ancora in trattamento, sostenuto dalla famiglia.

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«Mi hanno convinto e mi hanno ricoverato. Ho capito gli errori commessi nel corso della vita e mi sono detto che non volevo più questo».

Ezequiel Lavezzi torna a parlare del periodo più difficile della propria vita e del percorso terapeutico che sta ancora seguendo. L’ex attaccante argentino, rimasto nel cuore dei tifosi del Napoli, ha spiegato di avere trovato nei figli la motivazione per chiedere aiuto e provare a cambiare.

Le immagini che hanno preoccupato i tifosi

Le sue recenti apparizioni a Napoli hanno suscitato preoccupazione. Durante un evento al Centro commerciale Le Aquile, condotto dalla giornalista Jolanda De Rienzo, Lavezzi è apparso seduto, con gli occhiali scuri e un evidente tremore.

Successivamente è stato fotografato sorridente nel ristorante “Da Cicciotto” a Marechiaro, accanto al calciatore del Napoli Favasuli. Dalle immagini, tuttavia, non è possibile ricavare valutazioni attendibili sulle sue condizioni di salute.

«Non voglio rovinare la vita a mio figlio»

Lavezzi ha raccontato di avere attraversato momenti complessi e di non avere ancora concluso il proprio percorso.

«Mi sono detto che non potevo rovinare la vita a mio figlio. Ho dovuto affrontare molti momenti complicati per arrivare fin qui. Oggi continuo un trattamento che mi aiuta, ma non ho ancora finito», ha spiegato.

Nel 2024 il suo avvocato, Mauricio D’Alessandro, aveva riferito che l’ex calciatore era stato ricoverato per curare un disturbo dell’umore, escludendo che il trattamento fosse legato al consumo di alcol o sostanze stupefacenti.

L’affetto di Napoli per il Pocho

A Napoli Lavezzi non è mai stato considerato soltanto un calciatore. Fu il primo argentino, dopo Diego Armando Maradona, a creare un legame così profondo con la tifoseria azzurra.

Per questo, davanti alle immagini che hanno generato apprensione, molti sostenitori hanno scelto di stringersi intorno al Pocho con messaggi di vicinanza, evitando giudizi e chiedendo rispetto per la sua situazione personale.

Lavezzi continuerà il percorso terapeutico con il sostegno della famiglia. La partita più importante, questa volta, si gioca lontano dal campo.

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Napoli sfida la pioggia, il volley azzurro incanta piazza del Plebiscito

Grande spettacolo a Napoli per il debutto dell’Italia agli Europei di pallavolo. La pioggia interrompe due volte la gara, ma non ferma la festa in piazza del Plebiscito davanti a Sergio Mattarella.

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La pioggia rallenta il gioco, ma non rovina la festa. Piazza del Plebiscito brilla anche sotto l’acqua nel giorno dell’esordio dell’Italia contro la Svezia ai Campionati europei di pallavolo maschile.

Il campo allestito tra Palazzo Reale e la Basilica di San Francesco di Paola offre uno scenario spettacolare. Ai lati sorgono due tribune alte sedici metri, mentre quella riservata alle autorità è collocata di fronte alle statue equestri di Carlo III di Borbone e Ferdinando I delle Due Sicilie.

L’applauso per Mattarella

Ad assistere alla partita c’è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura. Il capo dello Stato viene accolto da un lungo applauso e ricambia salutando affettuosamente il pubblico.

In tribuna anche i ministri Giancarlo Giorgetti e Andrea Abodi, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, il presidente della Lega Pallavolo Serie A Claudio Durigon e quello della Fipav Giuseppe Manfredi. Presenti inoltre il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e il presidente della Regione Campania Roberto Fico.

«C’è un colpo d’occhio commovente, veramente bellissimo. La partecipazione della città è straordinaria», commenta il sindaco.

Per Abodi si tratta di «un’emozione travolgente»: «Credo che soltanto in Italia, e Napoli ne è uno degli avamposti, si possa creare un’atmosfera come questa».

La pioggia interrompe la gara

Gli imprevisti non mancano. La partenza della gara viene rinviata di venti minuti a causa della pioggia. Sul finire del primo set arriva una nuova interruzione, durata quasi mezz’ora, perché il campo bagnato non consente agli atleti di giocare in sicurezza.

Il pubblico, però, non abbandona gli spalti. Musica, luci e applausi accompagnano l’attesa, aperta dalle note di “Who Said” dei Planet Funk e impreziosita da un tributo a Pino Daniele.

Quando la pioggia concede finalmente una tregua, lo spettacolo può riprendere. Prima ancora del successo dell’Italia, a vincere è Napoli: una città capace di trasformare anche gli imprevisti in una serata di sport e bellezza.

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