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Cronache

Torino, personaggi della cultura e della politica al corteo contro lo sgombero di Askatasuna

A Torino artisti, musicisti ed esponenti politici hanno partecipato al corteo contro lo sgombero di Askatasuna, prima degli scontri che hanno segnato la giornata.

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«Sono qui per il motivo per cui ci sono tutti gli altri: sono contro lo sgombero di Askatasuna e di tutti i centri sociali». Con queste parole Zerocalcare ha spiegato la sua presenza al corteo pro Askatasuna, arrivando intorno alle 14 alla partenza dello spezzone davanti alla stazione di Porta Nuova, a Torino. Il fumettista romano, cappuccio alzato e accompagnato da un gruppo di amici, ha ribadito una vicinanza alla causa dell’ex centro sociale torinese mai nascosta negli anni.

La locandina e il valore simbolico

Zerocalcare è anche l’autore della locandina della manifestazione, diventata uno dei simboli della giornata. L’immagine è stata messa all’asta online nei giorni successivi, raggiungendo una cifra di 179 euro, elemento che testimonia l’attenzione mediatica e simbolica intorno alla mobilitazione.

Musicisti e mondo culturale in piazza

Alla manifestazione hanno partecipato anche esponenti del mondo musicale. In piazza erano presenti Max Casacci, fondatore dei Subsonica, e Willie Peyote, rapper con due partecipazioni al Festival di Sanremo, l’ultima nel 2025. Entrambi hanno ribadito la loro contrarietà allo sgombero del 18 dicembre e il sostegno ad Askatasuna, considerata da loro una realtà culturale e sociale rilevante.

La composizione del corteo

Il corteo ha attraversato il centro cittadino in modo compatto. Tra i partecipanti erano presenti alcune famiglie, in numero inferiore rispetto ad altre recenti mobilitazioni, ma soprattutto militanti provenienti da diverse parti d’Italia e anche dall’estero. Nella folla sono stati notati anche diversi esponenti della politica e del sindacato.

I volti della politica e del sindacato

Tra i presenti Giorgio Cremaschi (nella foto Imagoeconomica), storico sindacalista della Fiom e oggi esponente di Potere al Popolo, e Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà sociale nel governo Prodi tra il 2006 e il 2008 e figura di riferimento di Rifondazione Comunista. Al corteo ha preso parte anche una rappresentanza del movimento No Tav, guidata dall’attivista Nicoletta Dosio.

Le reazioni dopo le violenze

Presenti infine lo storico e scrittore Marco Revelli e Giorgio Airaudo, segretario piemontese della Cgil. Airaudo ha definito la manifestazione “grande”, sottolineando però come le violenze verificatesi successivamente abbiano oscurato le ragioni di chi è sceso in piazza.

Presunzione di innocenza

I fatti e le presenze descritte si collocano nel contesto di una manifestazione pubblica. Eventuali responsabilità per gli episodi di violenza avvenuti a margine del corteo saranno accertate dalle autorità competenti, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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Cronache

Ospedale del Mare, barelle a pagamento al pronto soccorso: indaga la Procura

Scandalo all’Ospedale del Mare: barelle affittate abusivamente al pronto soccorso. Indagini della Procura e dei Nas, avviata inchiesta interna.

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Scoppia il caso delle barelle affittate abusivamente al pronto soccorso dell’Ospedale del Mare. La vicenda è emersa dopo la denuncia pubblicata sui social dall’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate, secondo cui i familiari di una paziente avrebbero pagato fino a 400 euro per una notte a una croce privata per sopperire alla mancanza di lettighe.

Dopo la segnalazione, i carabinieri del Nas hanno effettuato un’ispezione immediata. Sulla vicenda indaga anche la Procura di Napoli.

Le misure della Asl Napoli 1

La direzione della ASL Napoli 1 Centro è intervenuta vietando l’accesso alle ambulanze private nelle aree del pronto soccorso e inviando nuove barelle da altri presidi. Contestualmente è stata avviata un’indagine interna.

Secondo la relazione aziendale, il pronto soccorso dispone di 53 barelle, un numero ritenuto adeguato rispetto al flusso medio di pazienti, che può arrivare a circa 60 persone in osservazione breve.

Sovraffollamento e criticità

Il manager dell’Asl, Gaetano Gubitosa, ha spiegato che il sovraffollamento si registra soprattutto nei fine settimana e il lunedì mattina. Tra le misure adottate figurano la separazione dei flussi in triage, il rapido turnover dei pazienti e il trasferimento verso altri ospedali.

Sono previste ulteriori forniture di barelle entro fine mese.

La politica chiede chiarimenti

La vicenda ha sollevato reazioni politiche. Esponenti di Fratelli d’Italia hanno chiesto spiegazioni e annunciato un’interrogazione per fare luce sull’accaduto e prevenire eventuali abusi.

Accertamenti in corso

Le autorità stanno verificando i fatti per accertare eventuali responsabilità. Le ipotesi emerse dalla denuncia sono al vaglio degli inquirenti e dovranno essere confermate nelle sedi competenti.

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Cronache

Roma, 24enne muore precipitando dal sesto piano: indagini in corso

Un 24enne muore a Roma dopo una caduta dal sesto piano. Indagini dei carabinieri: ipotesi gesto volontario.

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Un ragazzo di 24 anni è morto a Roma dopo essere precipitato dal sesto piano di un edificio. L’episodio è avvenuto nel quartiere San Giovanni, dove sono intervenuti i carabinieri della stazione locale a seguito di una segnalazione al numero di emergenza 112.

La dinamica e i primi accertamenti

La caduta sarebbe avvenuta dall’interno di un appartamento adibito anche a studio medico, di proprietà del padre della vittima, un medico di famiglia di 62 anni. L’uomo si trovava nell’abitazione al momento dei fatti, ma in un’altra stanza.

Sul posto sono intervenuti anche i militari del Nucleo investigativo per i rilievi. Dai primi riscontri non sarebbero emersi segni di violenza o elementi che facciano ipotizzare il coinvolgimento di terzi.

Ipotesi al vaglio degli inquirenti

Secondo quanto emerso, sarebbero stati rinvenuti alcuni messaggi scritti dal giovane che farebbero ipotizzare un gesto volontario.

Gli accertamenti sono ancora in corso per chiarire con precisione la dinamica dell’accaduto.

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Cronache

Caivano, stesa al Parco Verde: tre arresti, ipotesi guerra per il controllo del territorio / VIDEO

Tre arresti per la stesa al Parco Verde di Caivano. Indagini della DDA: possibile scontro tra gruppi camorristici per il controllo del territorio.

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I carabinieri del Nucleo investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre soggetti napoletani, ritenuti gravemente indiziati di pubblica intimidazione con uso di armi e porto illegale di armi, con aggravante mafiosa.Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.

La stesa nel Parco Verde

L’indagine ha ricostruito una “stesa” avvenuta il 27 settembre 2025 all’interno del Parco Verde di Caivano. In quell’occasione nove persone, a bordo di cinque ciclomotori, avrebbero esploso almeno otto colpi d’arma da fuoco in aria.

Le attività investigative hanno consentito, allo stato, di identificare tre presunti responsabili.

Ipotesi nuovi equilibri criminali

Secondo gli inquirenti, l’azione potrebbe essere collegata al tentativo di affermare una nuova egemonia criminale nell’area, dopo i recenti interventi giudiziari che hanno colpito esponenti apicali del clan Ciccarelli.

Si delineerebbe così un possibile riassetto degli equilibri camorristici, con l’interesse di gruppi legati alla criminalità organizzata di Napoli, in particolare dell’area di Scampia, per il controllo del traffico di stupefacenti nel Parco Verde.

Presunzione di innocenza

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva e possono impugnare la decisione nelle sedi competenti.

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