Cronache
Torino, inchiesta sullo spaccio in carcere: 116 indagati, sequestrati droga e telefonini
Il sistema carcerario italiano torna sotto i riflettori dopo la vasta inchiesta della Procura di Torino su un presunto traffico di droga e telefoni cellulari all’interno di alcuni penitenziari. L’indagine ha portato a 116 indagati e a 64 perquisizioni, effettuate all’alba dai Carabinieri del Comando Provinciale di Torino e dal Nucleo Investigativo Regionale della Polizia Penitenziaria.
Secondo quanto emerso, il carcere Lorusso e Cutugno di Torino sarebbe stato il fulcro di un traffico illecito di stupefacenti, gestito attraverso l’uso di cellulari introdotti clandestinamente.
Beneduci (Osapp): “Le carceri sono piazze di spaccio”
Sulla vicenda è intervenuto Leo Beneduci, segretario generale dell’Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria (Osapp), che ha denunciato una situazione allarmante all’interno delle strutture detentive:
“Le carceri sono vere e proprie piazze di spaccio. Il sistema penitenziario, anziché essere un luogo di rieducazione, finisce per diventare un ambiente criminogeno, che non contribuisce al recupero dei detenuti”.
Beneduci ha quindi chiesto un intervento urgente per migliorare la gestione degli istituti di pena e contrastare fenomeni come il traffico di droga e la criminalità interna.
Le modalità del traffico di droga e telefoni
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i cellulari venivano introdotti nel carcere con la complicità di parenti dei detenuti, o dagli stessi reclusi che ne rientravano in possesso dopo permessi di uscita. Questi dispositivi non solo consentivano ai detenuti di mantenere i contatti con l’esterno, ma venivano utilizzati per organizzare l’ingresso di droga nel penitenziario.
Il traffico di stupefacenti veniva gestito attraverso pagamenti con carte prepagate, consentendo ai detenuti di ottenere la droga e distribuirla all’interno delle strutture.
Durante le indagini preliminari, gli investigatori hanno effettuato diversi sequestri di droga e telefonini, con alcuni arresti in flagranza di reato.
Le indagini e il coinvolgimento delle province
L’operazione della Procura di Torino ha coinvolto diverse province, con perquisizioni effettuate non solo all’interno delle strutture penitenziarie, ma anche in abitazioni private nelle province di:
- Torino
- Alessandria
- Biella
- Vercelli
- Cuneo
- Sassari
- Savona
- Imperia
- Modena
Nessuna responsabilità penale per il personale carcerario
Un aspetto importante emerso dalle indagini è che non sono state riscontrate responsabilità penali a carico del personale dell’amministrazione penitenziaria. Gli investigatori non hanno evidenziato collusioni o complicità da parte degli agenti penitenziari con il presunto traffico di droga e telefoni.
Un problema di sistema
L’inchiesta della Procura di Torino evidenzia una problematica strutturale delle carceri italiane, dove il fenomeno del traffico illecito di telefoni e droga continua a rappresentare una sfida per la sicurezza interna. Il dibattito sulla gestione delle strutture penitenziarie e sulla necessità di interventi più incisivi è destinato a proseguire, soprattutto alla luce delle denunce degli operatori del settore.
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