Collegati con noi

Tecnologia

TikTok cede le attività Usa: nasce la joint venture a maggioranza americana

TikTok finalizza la cessione delle attività negli Stati Uniti a investitori non cinesi. Nasce una joint venture a maggioranza americana dopo anni di scontro politico e normativo.

Pubblicato

del

TikTok ha annunciato di aver finalizzato l’accordo per la cessione delle attività negli Stati Uniti a investitori non cinesi, aprendo un nuovo capitolo per la piattaforma. In una nota, l’azienda spiega che è stata costituita TikTok USDS Joint Venture, controllata a maggioranza da società americane. Silver Lake, Oracle e MGX detengono ciascuna una quota del 15%.

Il ruolo di ByteDance

La separazione delle attività statunitensi mette fine a uno scontro durato anni e prevede una partecipazione residuale del 19,9% per la società cinese ByteDance. L’assetto è stato disegnato per rispondere alle preoccupazioni di sicurezza sollevate negli Stati Uniti.

La legge del Congresso e il rischio divieto

Nel 2024 il United States Congress aveva approvato una legge che prevedeva il divieto di TikTok negli Stati Unitiqualora ByteDance non avesse venduto le attività Usa. L’obiettivo era aggirare i timori su possibili abusi dei dati degli utenti americani e sull’uso della piattaforma per promuovere la narrativa di China. Inizialmente, il bando era atteso per gennaio 2025 in assenza di un accordo.

L’intervento di Trump

Il presidente Donald Trump ha però salvato l’app, prorogando ripetutamente la scadenza per consentire il raggiungimento di un’intesa. Sebbene durante il primo mandato fosse favorevole al divieto, Trump ha poi cambiato posizione dopo aver riconosciuto il ruolo di TikTok nel consenso giovanile che ha contribuito alla vittoria elettorale del 2024.

Intesa Usa-Cina e chiusura del dossier

La Casa Bianca e la Cina avevano raggiunto lo scorso settembre un accordo di principio per la vendita delle operazioni statunitensi a una joint venture. Con l’annuncio odierno, quell’intesa prende forma operativa, chiudendo una delle più controverse partite tra tecnologia, sicurezza nazionale e geopolitica degli ultimi anni.

Advertisement

Tecnologia

YouTube in tilt per ore: risolto il blackout globale sulla piattaforma video

YouTube ha risolto un’interruzione globale che ha colpito oltre 300mila utenti. Problema legato al sistema di suggerimenti, ora piattaforme tornate operative.

Pubblicato

del

YouTube ha annunciato di aver risolto un’interruzione diffusa che ha colpito centinaia di migliaia di utenti in tutto il mondo.

Secondo il sito di monitoraggio Downdetector, sono state registrate oltre 300.000 segnalazioni di problemi di accesso alla piattaforma, con un picco intorno all’01:00 GMT. Successivamente le segnalazioni hanno iniziato a diminuire.

Il problema al sistema di suggerimenti

Durante la fase più critica del disservizio, gli utenti che accedevano alla homepage si trovavano davanti a un messaggio che invitava a riprovare più tardi.

La piattaforma ha spiegato che il malfunzionamento era legato al sistema di suggerimenti, che impediva la corretta visualizzazione dei video su diverse sezioni del servizio, inclusi homepage, app mobile e versioni dedicate come YouTube Music e YouTube Kids.

In una comunicazione pubblicata sulla pagina di supporto, YouTube ha dichiarato che il problema è stato risolto e che tutte le piattaforme sono tornate operative.

Servizio ripristinato nella notte

Quando i giornalisti hanno effettuato nuove verifiche intorno alle 04:00 GMT, il servizio risultava nuovamente funzionante.

YouTube è di proprietà di Google ed è la piattaforma di condivisione video più grande al mondo, con oltre 2,5 miliardi di utenti attivi ogni mese.

L’episodio conferma quanto un’interruzione tecnica, anche limitata nel tempo, possa avere un impatto globale immediato su milioni di utenti e creatori di contenuti.

Continua a leggere

In Evidenza

Brevetti green, Italia terza in Europa: 295 domande e boom nelle tecnologie climatiche

L’Italia è terza in Europa per brevetti green con 295 domande. Le imprese innovative in tecnologie ambientali fatturano di più, esportano e attraggono capitali esteri.

Pubblicato

del

L’Italia si colloca al terzo posto in Europa per numero di brevetti green, con 295 domande, dietro Germania (1.632) e Francia (729). Il dato emerge dallo studio “Competitivi perché sostenibili”, realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere, in collaborazione con Dintec e il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, presentato al ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Nella classifica generale delle imprese con brevetti sul totale delle aziende, l’Italia è ancora terza con 16,5 imprese brevettatrici ogni 1.000, dopo Germania (21,6) e Austria (18,9).

Manifattura e territori trainanti

A livello territoriale, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte guidano per numero di brevetti, grazie alla tradizione manifatturiera e alla capacità di trasformare ricerca e know-how in soluzioni applicative.

Il settore manifatturiero è il principale motore delle domande italiane di brevetto europeo verde. Seguono ricerca scientifica (18,8%), telecomunicazioni e informatica (6,6%), commercio all’ingrosso (3,5%) e costruzioni (3,5%).

Tra il 2019 e il 2024, 578.450 imprese – pari al 38,7% del totale – hanno realizzato eco-investimenti, confermando una crescita costante degli investimenti in sostenibilità.

I settori chiave e la crescita record

L’Italia registra risultati significativi nella mobilità sostenibile, che rappresenta il 31% dei brevetti legati alla mitigazione dei cambiamenti climatici. Spiccano anche l’efficienza energetica nell’edilizia, la gestione dei rifiuti e delle acque reflue e le tecnologie Ict per la mitigazione climatica, cresciute del 270% nell’ultimo decennio.

Secondo Ermete Realacci (nella foto Imagoeconomica col ministro Urso), il Paese dimostra capacità di innovazione nei settori ambientali, ma occorre rafforzare gli investimenti in ricerca e replicare il modello dell’economia circolare in ambiti come elettrificazione ed energie rinnovabili.

Imprese green più forti e più internazionali

Le imprese che depositano brevetti green generano un fatturato medio di 382 milioni di euro, contro i 41 milioni delle non green, e presentano una maggiore produttività (144.000 euro di valore aggiunto per addetto contro 92.000).

Oltre la metà (57,8%) esporta, per un valore superiore a 63 miliardi di euro, con mercati diversificati. Inoltre, il 41,9% di queste imprese ha partecipazioni estere, contro il 31,7% delle altre.

Il capitale umano risulta più qualificato: il 29,7% degli addetti è laureato, con una quota rilevante in discipline Stem.

Per Giuseppe Tripoli, la crescita del 44,4% dei brevetti green tra 2012 e 2022 è un segnale positivo, ma resta da migliorare il rapporto tra ricerca e impresa e la consapevolezza del valore della tutela giuridica.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso  ha sottolineato che l’Italia può essere leader nel riciclo e nella valorizzazione delle materie prime seconde, rafforzando così la propria autonomia strategica in un contesto globale competitivo.

Continua a leggere

In Evidenza

Onde gravitazionali, Italia candidata a ospitare l’Einstein Telescope in Sardegna

A dieci anni dalla scoperta delle onde gravitazionali, l’Italia rilancia la candidatura per ospitare in Sardegna l’Einstein Telescope, il rivelatore di nuova generazione.

Pubblicato

del

A dieci anni dalla scoperta delle onde gravitazionali, l’Italia rilancia la propria candidatura per ospitare in Sardegna l’Einstein Telescope, infrastruttura di nuova generazione destinata a raccogliere l’eredità degli attuali rivelatori.

Il tema è stato al centro di un evento celebrativo organizzato all’Ambasciata di Francia, con la partecipazione della ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, che ha auspicato una rinnovata collaborazione tra Italia e Francia, come già avvenuto in occasione del primo segnale registrato.

La collaborazione Virgo e il ruolo di Italia e Francia

La scoperta del 2015 fu possibile grazie al rivelatore Virgo, fondato e finanziato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nuclearee dal Centre National de la Recherche Scientifique, nell’ambito del consorzio European Gravitational Observatory.

Matteo Barsuglia del Cnrs ha ricordato come la scoperta sia stata il risultato di un lungo percorso iniziato con la teoria della relatività generale di Albert Einstein, un secolo prima.

Dall’astronomia multimessaggera al nuovo telescopio

La ricercatrice Marica Branchesi del Gran Sasso Science Institute ha richiamato l’importanza del primo “cinguettio” gravitazionale, che ha aperto la strada all’astronomia multimessaggera, ampliando i confini della conoscenza.

Il direttore di Ego, Massimo Carpinelli, ha sottolineato la leadership europea nel settore e il ruolo centrale dell’Italia, mentre il presidente dell’Infn, Antonio Zoccoli, ha evidenziato la necessità di un ulteriore passo politico e scientifico per consolidare la candidatura.

L’Europa e la sfida dell’Einstein Telescope

Il vicepresidente del Cnrs, Alain Schuhl, ha ribadito l’impegno francese a collaborare con l’Italia. Bernini ha parlato di un progetto che richiede il coinvolgimento di un’intera comunità scientifica europea, con scienziati, ingegneri e tecnici francesi profondamente coinvolti.

L’Einstein Telescope rappresenta una delle grandi infrastrutture scientifiche del futuro europeo. La candidatura italiana in Sardegna si inserisce in una competizione internazionale, ma punta sulla consolidata cooperazione tra Roma e Parigi nel campo delle onde gravitazionali.

Unendo forze e competenze, l’obiettivo dichiarato è rafforzare la capacità dell’Europa di guidare la ricerca di frontiera attraverso cooperazione e investimenti condivisi.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto