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Cinema

The New Pope, Paolo Sorrentino è già al lavoro sul set a Venezia con Jude Law e Silvio Orlando

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Set blindato ma atmosfera rilassata per le riprese veneziane di “The New Pope”, la serie tv firmata da Paolo Sorrentino, che a Venezia girera’ fino alla meta’ di gennaio per il sequel del fortunato “The Young Pope”. In Laguna – oggi caratterizzata da un’atmosfera nuvolosa e cupa – sono giunti il protagonista principale, Jude Law, che torna a vestire la stola di papa Pio XIII, e Silvio Orlando, nei panni del segretario di stato vaticano, card. Voiello. Le riprese si terranno in diversi punti del centro storico, da piazza San Marco al Canal Grande, da Campo santi Giovanni e Paolo alle Fondamente Nuove. E’ qui, sulla riva che si affaccia verso l’isola di Murano, che la troupe di Sorrentino e’ stata impegnata per alcune riprese all’interno di Palazzo Dona’ Delle Rose, nei pressi della chiesa dei Gesuiti. Secondo le indiscrezioni sulla trama, papa Lenny Belardo verrebbe colto da un malore in piazza San Marco credendo di vedere in mezzo alla folla i propri genitori, che lo avevano abbandonato da piccolo, e quindi ricoverato nel palazzo, da un’amica.

A un ingresso laterale dell’edificio sono state girate alcune scene di un “assedio mediatico” al card. Voiello/Orlando e al medico curante, in visita al Pontefice. Cappotto scuro, sciarpa grigia, basco in testa e mezzo toscano in bocca, Sorrentino si e’ concesso brevemente ai fotografi durante la pausa pranzo, consumata assieme alla troupe, scambiando alcune battute ma non rivelando nulla sulla trama e i personaggi del serial tv. Tra le curiosita’ vi e’ quella del taxi acqueo utilizzato da Jude Law per spostarsi a Venezia: si tratta del taxi “Amore” condotto da Sandro Greco, uomo di fiducia per i movimenti in laguna per George Clooney, cui fece da testimone di nozze nel 2014. Questa volta, nel The New Pope, John Malkovich entra nel cast con Jude Law. Insomma ce ne saranno tante e di bellissime. Toccherà seguire con questo cast stellare che girerà in Laguna, a Roma e in altre città. A Napoli, anche. Nella Basilica di San Francesco e Paola. Almeno pare. Ma si sa, Paolo Sorrentino quando lavora alza barricate.

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CliCiak Scatti di Cinema, la ventiduesima edizione in mostra al Centro di Fotografia Indipendente a Napoli

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E’ oramai come sentirsi dire che si vuol vincere facile, una scuola consolidata e internazionalmente riconosciuta, capace di imporsi (è proprio il caso di dirlo) sulle scene e sui set ad ogni latitudine di questo mondo magico che è il cinema, dove vince l’estro del “direttore lavori”, del regista, di quel nome che esce a titoli di coda finiti o all’inizio della proiezione, ma che poco sarebbe senza la macchina/staff produttiva che deve comporre e saper oculatamente guidare, tutte sono parti fondamentali in questo enorme apparato che è il cast/produttivo di un film, ma da sempre uno degli aspetti e professioni che a tutto questo danno una immagine e riportano all’esterno le sensazioni, le emozioni e le  meraviglie del set, sono i fotografi di scena. Non solo mere riprese fotografiche delle scene e dei set  che il regista e il direttore di fotografia compongono insieme agli scenografi e a tutti gli operatori di ripresa, ma dalle foto di questi fotografi esce l’anima della produzione, il fotografo di scena deve saper documentare ed interpretare i set e quello che si muove intorno ad essi,  che giorno dopo giorno compongono l’opera filmica e alla quale  dovranno dare una immagine che nei manifesti e nella comunicazione ne influenzerà il successo o meno. Angelo Novi, Tazio Secchiaroli, fotografi di scena che sono usciti dalle scene e hanno rappresentato la vita sulle scene e la vita nel cinema, i fotografi di Fellini e Mastroianni e Leone, Novi e Secchiaroli, due maestri che oggi hanno eredi che continuano nella loro tradizione a guardare oltre la macchina da presa e addirittura a consigliare inquadrature con i loro scatti e le loro visioni a piani riprese già consolidati e studiati da tempo, stravolgendo, a volte intere giornate di lavorazione, migliorando , qualora ce ne fosse bisogno il prodotto finale. Queste visioni, queste foto, queste opere da tempo sono chiamate a concorso dal Centro Cinema Città di Cesena in un contest fotografico aperto a tutte le produzioni cinematografiche intitolato «CliCiak Scatti di Cinema»  in collaborazione con Fondazione Cineteca di Bologna a cura di Antonio Maraldi sono alla ventiduesima edizione di un evento   che ha visto nel corso degli anni, premiare fotografi poi arrivati con i film da loro seguiti sui red carpet dei più importanti premi cinematografici internazionali, Oscar, Leoni d’Oro, Palme, Orsi.

Dal 22 Febbraio  «CliCiak Scatti di Cinema» fa tappa a Napoli, con quaranta foto esposte nelle sale del Centro di Fotografia Indipendente di piazza Guglielmo Pepe con una mostra a cura di Roberta Fuorvia.

un importante appuntamento per professionisti e appassionati che hanno la possibilità di apprezzare i lavori selezionati negli spazi del Centro di Fotografia Indipendente.

La 22esima edizione è stata vinta da Stefano C. Montesi (miglior foto per Michelangelo infinito), Mario Spada (miglior serie cinema per Capri Revolution) e Angelo R. Turetta (miglior serie tv per Il nome della rosa), mentre il Premio Giuseppe e Alda Palmas, per un fotografo che si presenta per la prima volta è andato a Franco Oberto per Soledad, mentre il premio speciale Ciak Ritratto d’attore è stato vinto per la sezione in bianco e nero da Anna Camerlingo (per una foto di I bastardi di Pizzofalcone 2) e per quella a colori da Eduardo Castaldo (per una foto di L’amica geniale), scelti dalla giuria di addetti ai lavori (Marina Alessi, Cesare Biarese, Gianfranco Miro Gori, Paolo Mereghetti e Michele Smargiassi) tra 2.100 foto di scena, presentate da 62 autori, a documentazione di 102 tra film, corti e serie tv. Numeri – sottolineano i promotori – che confermano l’interesse per un’iniziativa unica nel suo genere in Italia, dedicata a valorizzare il lavoro dei fotografi di scena attivi sui set delle produzioni cinematografiche e televisive delle ultime tre stagioni.

Quaranta le foto esposte dal 22 febbraio alle ore 19,00 al 12 marzo al Centro di Fotografia Indipendente di Napoli. L’ingresso alla mostra è gratuito.

In esposizione le foto di:

Livio Bordone, Anna Camerlingo, Bepi Caroli, Eduardo Castaldo, Paolo Ciriello, Giuseppe D’Anna, Fabrizio De Blasio, Chico De Luigi, Tullio Deorsola, Floriana Di Carlo, Gianni Fiorito, Simone Florena, Paolo Galletta, Duccio Giordano, Matteo Graia, Maila Iacovelli e Fabio Zayed, Claudio Iannone, Arianna Lanzuisi, Fabio Lovino, Giulia Mannelli, Maria Marin, Andrea Miconi, Stefano Montesi, Nicoletta Morici, Franco Oberto, Lia Pasqualino, Sara Petraglia, Andrea Pirrello, Azzura Primavera, Emanuela Scarpa, Giuseppe Schimera, Assunta Servello, Mario Spada, Angelo R. Turetta, Federico Vagliati, Loris T. Zambelli.

 

 

 

 

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Barack Obama, dopo il Nobel per la pace anche un premio Oscar

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Dopo il premio Nobel per la pace, per Barack Obama anche un premio Oscar: “American Factory” (in italiano Made in Usa – Una fabbrica in Ohio) di Steven Bognar, Julia Reichert e Jeff Reichert. E’ il primo documentario di Higher Ground, la societa’ di produzione dell’ex presidente e di Michelle. Obama ha subito twittato: “congratulazioni a Julia e Steven, i registi dietro American Factory, per aver raccontato una storia cosi’ complessa e commovente sulle conseguenze molto umane del difficile cambiamento economico. Sono felice di vedere due persone assolutamente perbene e talentuose portare a casa l’Oscar per la prima produzione di Higher Ground”.

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La notte degli Oscar: Joaquin Phoenix miglior attore protagonista per Joker, Parasite il miglior film

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Il miglior film è “Parasite” e porta  casa 4 statuette, tutte pesanti. Oltre a miglior film anche miglior regìa, miglior sceneggiatura e miglior film internazionale, è infatti coreano.

Oscar per il miglior attore protagonista a Joaquin Phoenix: il premio per la magistrale interpretazione del cattivo nel film Joker di Todd Phillips era atteso, secondo le previsioni. Sul palco ha ricordato il fratello morto giovane tragicamente: “Abbiamo avuto paura di cambiare, ha detto nel ricevere la statuetta, sono stato un collega difficile, non ero una bella persona ma mi hanno dato la possibilità di cambiare”.

“Joker” ha vinto anche per la migliore colonna sonora originale Statuetta a Hilder Guonadottir.

Il miglior film è “Parasite” e porta  casa 4 statuette, tutte pesanti. Oltre a miglior film anche miglior regìa, miglior sceneggiatura e miglior film internazionale. Ilpremio per la miglior regia va al sudcoreano Bong Joon Ho che ha omaggiato tutti gli altri registi in nomination: “Mi piacerebbe avere una motosegna per dividere il premio con voi”, ha detto.  Bong Joon-Ho li ha ringraziati a partire da Martin Scorsese che ha ricevuto una standing ovation ed ha spiegato di aver studiato i suoi fil. Rivolgendosi a Tarantino ha poi detto: “Quentin ha sempre messo i miei film nella lista dei preferiti anche quando non mi conosceva nessuno negli Usa. Todd (Phillips) Sam (Mendes) vi ammiro”.

Oscar per la miglior attrice protagonista a Renee Zellweger per la magistrale interpretazione di Judy: lei ha dedicato l’importantepremio ai genitori arrivati negli Stati Uniti da immigrati.

È Brad Pitt il miglior attore non protagonista. Nel ricevere la statuetta, dedicata ai suoi bambini (“Tutto perde”) ha rivolto un ringraziamento a  Quentin Tarantino:”Il cinema sarebbe triste senza di te, ha detto l’attore, sei originale, davvero unico”. Brad Pitt  ha ricevuto l’Oscar per C’era una volta a…Hollywood, è  la seconda statuetta in carriera.

Pitt dal palco ha anche accusato il Senato a maggioranza repubblicana di aver bloccato la testimonianza di Bolton, ex Consigliere per la sicurezza nazionale, nel corso del processo per l’impeachment del presidente Donald Trump.

Oscar per la migliore attrice non protagonista va a Laura Dern per Storia di un matrimonio di Noah Baumbach.”È  un onore essere qui”, ha detto Laura Dern ringraziando l’Academy e  regista e attori del film, distribuito da Netflix, ma in particolare ha voluto rendere omaggio ai genitori, definiti i suoi “supereroi”. Questo Oscar e’ “il miglior regalo di compleanno che si possa ricevere”, ha detto la Dern, nata proprio il 10 febbraio del 1967.

Omaggio a Kobe Bryant sul red carpet degli Oscar su Hollywood Boulevard a Los Angeles: protagonista Spike Lee, che indossava uno smoking color viola e oro con il numero 24 applicato sulla giacca. Lee, un fan del basket, nel 2009 ha diretto il documentario “Kobe: Doin’ Work” sulla celebre etica del lavoro della star dei Lakers morto tragicamente due settimane fa in un incidente di elicottero. “Ci manca a tutti” ha detto il regista.

L’Oscar per la miglior canzone originale va a Elton John e Bernie Taupin per (I’m Gonna) Love me Again del film Rocketman. Per Elton John è

il secondo Oscar dopo quello vinto nel 1995 per Il Re Leone.

 

 

La statuetta per i migliori effetti speciali va a Guillaume Rochereon, Greg Butler e Dominic Tuohy per 1917 di Sam Mendes.1917 vince per la migliore fotografia Statuetta a Roger Deakins. L’Oscar per il miglior sonoro va a Mark Taylor e Stuart Wilson per 1917 di Sam Mendes.

L’Oscar per la migliore scenografia va Barbara Ling (production design) e Nancy Haigh (set decoration) per C’era una volta a…Hollywood di Quentin Tarantino. Quello per il miglior trucco e acconciatura va a Kazu Hiro, Anne Morgan e Vivian Baker per Bombshell – La voce dello scandalo di Jay Roach.

Oscar per i migliori costumi a Jacqueline Durran per Piccole Donne di Greta Gerwig. Per la costumista si tratta della seconda statuetta dopo quella vinta nel 2013 per Anna Karenina.

The Neighbors’ Window, regia di Marshall Curry, vince l’Oscar per il miglior cortometraggio.

L’Oscar per la migliore sceneggiatura non originale va a Taika Waititi per Jojo Rabbit.

American Factory si aggiudica l’Oscar per il miglior documentario. Il film di Steven Bognar, Julia Reichert e Jeff Reichert, distribuito da Netflix, è sui diritti dei lavoratori.

Toy Story 4 di Josh Cooley ha vinto l’Oscar come miglior film d’animazione.

l’Oscar come miglior corto d’animazione va a Hair Love, regia di Bruce W. Smith, Matthew Cherry e Everett Downing Jr.

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