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Thailandia, scoperta una nuova specie di dinosauro dal collo lunghissimo: è l’Uragasaurus kalasinensis

Una vertebra fossile rinvenuta nel nord-est della Thailandia ha permesso di identificare l’Uragasaurus kalasinensis, nuova specie di sauropode erbivoro dal collo molto lungo vissuto nel Giurassico superiore.

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Una sola vertebra, eccezionalmente conservata, ha permesso a un gruppo di paleontologi thailandesi di identificare una nuova specie di dinosauro vissuta nel Sud-est asiatico alla fine del Giurassico.

Il nuovo sauropode è stato chiamato Uragasaurus kalasinensis, dal nome della provincia thailandese di Kalasin, dove è stato ritrovato il fossile. La scoperta è stata descritta sulla rivista scientifica Scientific Reports, pubblicata dal gruppo Nature.

Il dinosauro apparteneva alla famiglia dei Mamenchisauridae, grandi erbivori quadrupedi caratterizzati da colli eccezionalmente lunghi e da strutture ossee alleggerite da cavità interne.

Il fossile trovato nel sito di Phu Noi

Il reperto proviene dal sito paleontologico di Phu Noi, nel villaggio di Ban Din Chi, nel nord-est della Thailandia. L’area è considerata una delle più importanti del Sud-est asiatico per la presenza di fossili di vertebrati terrestri.

A consentire l’identificazione della nuova specie è stata una vertebra dorsale anteriore, proveniente dalla parte della schiena immediatamente successiva al collo.

L’osso presentava una combinazione di caratteristiche mai osservata prima in altri dinosauri, tra cui una particolare disposizione a forma di Y di alcune sottili strutture vertebrali.

Thailandia, scoperta una nuova specie di dinosauro dal collo lunghissimo: è l’Uragasaurus kalasinensis

La Tac rivela la struttura interna dell’osso

I ricercatori hanno sottoposto la vertebra a una tomografia computerizzata, ottenendo oltre mille immagini digitali per ciascun asse.

La Tac ha rivelato all’interno dell’osso una struttura pneumatica composta da numerose piccole cavità. Questa caratteristica contribuiva ad alleggerire lo scheletro di animali enormi, consentendo loro di sostenere colli molto lunghi senza aumentare eccessivamente il peso corporeo.

L’analisi anatomica e il confronto con altri sauropodi hanno collocato l’Uragasaurus tra i membri più antichi della famiglia dei Mamenchisauridae.

Un gigante erbivoro dal collo lunghissimo

Le dimensioni esatte dell’animale non possono essere stabilite con certezza, perché il dinosauro è conosciuto attraverso una sola vertebra.

Sulla base del confronto con specie simili, i paleontologi ritengono tuttavia che potesse raggiungere dimensioni considerevoli, probabilmente vicine ai 20 metri. Questa stima resta indicativa e potrà essere verificata soltanto con il ritrovamento di ulteriori parti dello scheletro.

Il lunghissimo collo gli avrebbe permesso di raggiungere vegetazione posta a diverse altezze e di alimentarsi senza dover spostare continuamente il suo grande corpo.

Visse alla fine del Giurassico

Gli strati geologici nei quali è stato trovato il fossile appartengono alla parte inferiore della formazione di Phu Kradung.

La datazione precisa resta complessa per l’assenza di livelli rocciosi adatti a misurazioni radiometriche. Gli studiosi collocano comunque il reperto nel Giurassico superiore, vicino al passaggio con il Cretaceo, approssimativamente tra 150 e 145 milioni di anni fa.

In quell’epoca la zona era attraversata da corsi d’acqua e ricoperta da una vegetazione rigogliosa. Nello stesso sito sono stati trovati resti di pesci, tartarughe, coccodrilli, pterosauri e altri dinosauri.

Il primo mamenchisauride formalmente descritto in Thailandia

L’Uragasaurus kalasinensis è il primo appartenente alla famiglia dei Mamenchisauridae a essere formalmente classificato e nominato in Thailandia.

Fino ad oggi i fossili di questi sauropodi erano stati rinvenuti soprattutto in Cina. La nuova scoperta dimostra che il gruppo era diffuso anche nella parte continentale del Sud-est asiatico e suggerisce l’esistenza di collegamenti tra le faune preistoriche delle diverse regioni dell’Asia orientale.

Il nome Uragasaurus deriva dal termine sanscrito “uraga”, che significa serpente, scelto per richiamare il lunghissimo collo dell’animale. “Saurus” deriva invece dal greco e significa lucertola.

Una scoperta nata da un solo osso

La ricerca dimostra quanto anche un singolo reperto possa essere decisivo per ricostruire la storia dei dinosauri.

Le particolarità della vertebra, unite alle analisi computerizzate e agli studi sulle relazioni evolutive, hanno consentito di distinguere l’Uragasaurus da tutte le specie già conosciute.

Il sito di Phu Noi conserva numerosi altri fossili di sauropodi. Nuovi scavi potrebbero quindi portare alla luce altre ossa dell’animale e permettere agli scienziati di definirne con maggiore precisione dimensioni, aspetto e comportamento.

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Fossacesia, morto il padre intervenuto per difendere il figlio durante una lite

Diomede Barchiesi è morto all’ospedale di Pescara per le gravissime lesioni cerebrali riportate durante una lite sul lungomare di Fossacesia. Il cinquantenne era intervenuto per difendere il figlio diciottenne e sarebbe stato colpito da un coetaneo del ragazzo. Proseguono le indagini.

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È morto Diomede Barchiesi, il cinquantenne di Lanciano ricoverato in condizioni disperate dopo essere intervenuto in una lite che coinvolgeva il figlio diciottenne sul lungomare di Fossacesia, in provincia di Chieti.

A comunicare il decesso è stata la Asl di Pescara. L’uomo era ricoverato nel reparto di Rianimazione per le gravissime lesioni cerebrali riportate durante l’aggressione.

Il pugno durante la lite

L’episodio è avvenuto nella notte di domenica. Secondo la prima ricostruzione, Barchiesi sarebbe intervenuto per difendere il figlio, coinvolto in una discussione con altri giovani. Durante quei momenti concitati sarebbe stato raggiunto da un pugno, che gli investigatori attribuiscono a un altro ragazzo di 18 anni.

Le condizioni del cinquantenne erano apparse immediatamente critiche. Soccorso e trasportato all’ospedale di Pescara, era stato ricoverato in Rianimazione con lesioni cerebrali gravissime.

Il decesso dopo il periodo di osservazione

Nella mattinata sono state accertate condizioni compatibili con la morte encefalica ed è stato avviato il periodo di osservazione previsto dalla legge. Al termine della procedura sanitaria è stato certificato il decesso.

Proseguono gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica della lite e le responsabilità individuali. La morte di Barchiesi potrebbe determinare una nuova valutazione delle contestazioni da parte dell’autorità giudiziaria. Ogni responsabilità dovrà comunque essere accertata nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza.

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Milano tra le migliori città universitarie al mondo: è 39esima, Roma 47esima e Torino 66esima

Milano sale al 39esimo posto nella classifica QS Best Student Cities, miglior risultato di sempre. Roma è 47esima e Torino 66esima, mentre nessuna città del Mezzogiorno entra nel ranking mondiale.

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Milano, Roma e Torino si confermano tra le città più apprezzate al mondo dagli studenti universitari. A guidare la rappresentanza italiana nella classifica internazionale “QS Best Student Cities 2027” è il capoluogo lombardo, che sale al 39esimo posto, raggiungendo il miglior piazzamento mai ottenuto.

Milano guadagna cinque posizioni rispetto all’edizione precedente, nella quale era 44esima. Roma scende invece dal 46esimo al 47esimo posto, mentre Torino rimane stabile in 66esima posizione.

La graduatoria comprende 150 città: 61 europee, 52 dell’Asia e dell’Oceania, 18 degli Stati Uniti e del Canada, 12 del Medio Oriente e dell’Africa e sette dell’America Latina.

Seoul prima, seguita da Tokyo e Londra

Al primo posto mondiale figura Seoul, davanti a Tokyo e Londra. La capitale sudcoreana beneficia anche dell’elevato numero di università presenti nelle classifiche internazionali di QS.

Per essere ammesse alla graduatoria, le città devono avere almeno 250mila abitanti e ospitare almeno due atenei inseriti nel QS World University Rankings.

Il punteggio viene determinato attraverso sei indicatori: qualità degli atenei, attrattività della città, interesse dei datori di lavoro, accessibilità economica, diversità della popolazione universitaria e valutazioni espresse dagli studenti.

Milano premiata dal mercato del lavoro

Il risultato di Milano è sostenuto soprattutto dal rapporto tra università ed economia cittadina. Il capoluogo lombardo è 20esimo al mondo per l’attività dei datori di lavoro e 27esimo, a pari merito, per il livello delle proprie università.

A trainare il sistema accademico milanese è soprattutto il Politecnico, salito all’87esimo posto nel QS World University Rankings 2027 e unico ateneo italiano presente tra i primi cento del mondo.

Milano migliora anche nella categoria relativa all’attrattività della città, raggiungendo la 38esima posizione.

Il costo della vita resta il punto debole

Il principale limite di Milano rimane l’accessibilità economica. La città scende infatti al 99esimo posto su 150 per il costo della vita e dello studio.

Il capoluogo lombardo si colloca inoltre nella metà inferiore della graduatoria per le opinioni espresse direttamente dagli studenti, segnale delle difficoltà legate soprattutto agli affitti e alle spese quotidiane.

Roma più attrattiva, Torino più internazionale

Roma perde una posizione nella classifica generale, fermandosi al 47esimo posto. La Capitale sale però al 44esimo per attrattività, mentre scende al 57esimo per accessibilità economica.

Torino resta 66esima e, tra le tre città italiane presenti, vanta la popolazione studentesca più diversificata sotto il profilo internazionale.

Entrambe rimangono però indietro nell’indicatore relativo alla qualità degli atenei: Roma è 76esima, mentre Torino occupa il 109esimo posto.

Il Mezzogiorno resta fuori dalla classifica

La graduatoria premia dunque il Nord e il Centro Italia, ma lascia ancora una volta fuori tutte le città del Mezzogiorno.

Un’assenza significativa per territori che ospitano università storiche e importanti, ma che non riescono ancora a raggiungere i parametri richiesti sul piano dell’attrattività internazionale, dei servizi, dell’occupazione e della qualità della vita studentesca.

Raddoppiati gli studenti internazionali

Un dato positivo riguarda l’internazionalizzazione del sistema universitario italiano. In sei anni il numero degli studenti stranieri è più che raddoppiato, con una crescita tra le più rapide registrate in Europa.

«L’Italia è diventata, quasi in sordina, uno dei casi di successo dell’istruzione internazionale in Europa», sottolinea il presidente e fondatore di QS, Nunzio Quacquarelli.

Secondo Quacquarelli, il Paese è riuscito ad aumentare fortemente la presenza di studenti internazionali, mantenendo costi di studio relativamente accessibili e un’attrattiva culturale e creativa difficilmente eguagliabile.

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Gli Usa colpiscono ancora l’Iran, raid su decine di obiettivi militari: attaccata la torre marittima di Chabahar

Il Centcom annuncia il completamento di una nuova ondata di attacchi contro decine di obiettivi militari iraniani. Colpita per la terza volta anche la torre di controllo marittimo del porto di Chabahar. Trump: «Stiamo vincendo in Iran».

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Gli Stati Uniti hanno completato una nuova serie di attacchi contro l’Iran, colpendo decine di obiettivi militari nel corso della sesta notte consecutiva di bombardamenti.

A darne notizia è stato il Comando centrale americano, il Centcom, secondo il quale l’operazione avrebbe ulteriormente ridotto le capacità militari di Teheran. Le informazioni sugli obiettivi colpiti e sui danni provocati provengono, in questa fase, principalmente dalle autorità militari statunitensi e dai media iraniani e non risultano tutte verificabili in maniera indipendente.

Il Centcom: oltre 50 mila militari nella regione

«Su ordine del comandante in capo, le forze americane stanno indebolendo ulteriormente le capacità militari iraniane», ha affermato il Centcom.

Il comando americano ha precisato che oltre 50 mila militari statunitensi sono impegnati in Medio Oriente e «restano vigili, letali e pronti». La nuova ondata di raid avrebbe interessato sistemi missilistici, difese aeree, radar, strutture navali e infrastrutture utilizzate dalle forze armate iraniane.

Nuovo attacco al porto di Chabahar

Uno dei missili americani avrebbe colpito la torre di controllo del traffico marittimo di Chabahar, città portuale iraniana affacciata sul Golfo di Oman.

L’agenzia iraniana Mehr sostiene che si tratti del terzo attacco contro la struttura nell’arco di una settimana. Immagini satellitari diffuse nei giorni scorsi avevano già mostrato danni alla torre dopo i precedenti bombardamenti statunitensi.

Chabahar è uno dei principali scali iraniani sull’Oceano Indiano e riveste un’importanza strategica per i collegamenti commerciali dell’Iran con l’Asia centrale e l’India.

Trump: «Stiamo vincendo in Iran»

Donald Trump ha fatto un breve riferimento alle operazioni militari durante il suo discorso alla nazione, dedicato soprattutto alla sicurezza del sistema elettorale americano.

«Abbiamo vinto in Venezuela e stiamo vincendo in Iran. Vedrete i frutti di questo lavoro a breve», ha dichiarato il presidente senza fornire ulteriori dettagli sugli obiettivi politici e militari della campagna.

Cresce il rischio di un conflitto regionale

L’intensificazione degli attacchi americani alimenta il rischio di un ulteriore allargamento della guerra. L’Iran ha risposto nei giorni scorsi con missili e droni diretti contro installazioni e Paesi alleati degli Stati Uniti nella regione.

I combattimenti hanno inoltre ridotto il traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per le esportazioni mondiali di petrolio e gas, provocando nuove tensioni sui mercati energetici e sulla navigazione internazionale.

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