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Cronache

Terrore bus, Di Maio: diamo la cittadinanza a 13enne Ramy

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Mentre Matteo Salvini è impegnato a stangare chi ha dato la cittadinanza italiana al folle balordo che voleva ammazzare gli studenti a San Donato Milanese, il suo collega vicepremier Luigi Di Maio la cittadinanza italiana vorrebbe darla per meriti speciali a Ramy, il tredicenne di origini egiziane che ieri ha nascosto il cellulare del sequestratore di San Donato Milanese avvisando per primo le forze dell’ordine. E’ la proposta di  Di Maio che arriva sotto forma di post su Facebook, oramai strumento social e media per eccellenza dei due vice di Giuseppe Conte. “Ha messo a rischio la propria vita per salvare quella dei suoi compagni. È la cittadinanza per meriti speciali che si può conferire quando ricorre un eccezionale interesse dello Stato. Sentiro’ personalmente il presidente del Consiglio in questo senso”, sottolinea Di Maio.

“Questo è un Paese che deve saper guardare oltre. È un Paese che non può fermarsi all’indignazione. Siamo molto di più della semplice indignazione. Credo sia un dovere togliere immediatamente la cittadinanza a quel criminale che ieri, a San Donato Milanese, stava per compiere una strage di 51 bambini. Per fortuna l’intervento dei Carabinieri ha fatto in modo che nessuno restasse ferito gravemente. Oltre ai nostri due eroi in uniforme ce n’è però anche un altro di eroe: ha 13 anni, si chiama Ramy, ha origini egiziane”, spiega il vicepremier che sottolinea: “E’ anche grazie a lui che si è evitato il peggio. Il papà oggi ha lanciato un appello, ha chiesto che gli venga riconosciuta la cittadinanza e credo che il governo debba raccogliere questa richiesta.” “Si tratta di un caso speciale e credo che il ragazzo, per il gesto compiuto, debba ricevere la cittadinanza dello Stato italiano”, conclude.

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Scoperto il Bed and Breakfast del sesso, donne in fila per prostituirsi: ammesse solo italiane

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Lo hanno scoperto i carabinieri a Belluno in Veneto. Era un vero e proprio bed and breakfast del sesso con donne che arrivavano da tutto il nord Italia per prostituirsi. Non prostitute di professione. No, donne normali che arrotondavano per soldi.

Quando i carabinieri di Belluno hanno messo piede nell’appartamento hanno scoperto l’esistenza di un vero e proprio calendario in cui si alternavano le donne che offrivano i loro servizi nell’alcova di Fiammoi nel bellunese. Era un pensionato 62enne a cambiarle spesso. Sempre lui a selezionarle: uno dei requisiti, per esempio, era che fossero italiane. Chiedeva di vedere le foto e in anticipo parlava con loro al telefono per verificare che fossero all’altezza dei suoi standard.

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L’ex pm antimafia Ingroia ubriaco a Parigi, costretto a non salire sull’aereo che doveva portarlo in Italia

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Volare ubriachi non si può. Per questo motivo l’ex pm Antonio Ingroia è stato fermato ieri all’aeroporto parigino di Roissy mentre si stava imbarcando su un volo per l’Italia. L’hanno fermato perché era “visibilmente in stato di ebbrezza”. L’ha rivelato “Repubblica.it” spiegando che “Ingroia è stato così costretto a tornare indietro” e a non volare perché ubriaco.

“Secondo fonti aeroportuali – si legge sul quotidiano – il rifiuto di imbarco non avrebbe provocato resistenza da parte di Ingroia, che è stato portato in una zona di Roissy non lontano dai gate. Il consolato italiano a Parigi è stato avvertito. Ingroia è stato fatto partire qualche ora dopo, una volta ripresi i sensi e in grado di viaggiare per rientrare in Italia”. Che brutta cosa per un magistrato che per una vita intera ha combattuto la mafia dalla trincea della procura di Palermo. Speriamo sia stato solo un infortunio passeggero.

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Cronache

Chiara Ferragni risponde a tono sui social ai “giudicatori di sto ca…”

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Chiara Ferragni e Federico Fedez sono in partenza per le vacanze pasquali. I cosiddetti haters dei social invece non vanno mai in vacanza. Anzi sono sempre in servizio permanente effettivo. Così, mai stanchi, continuano a bombardare di messaggi (e spesso anche di insulti) il profilo Instagram della fashion blogger. Ogni sua foto è soggetta a centinaia di migliaia di commenti. Sempre commenti di elogio perché Chiara Ferragni è assai social è assai amata. Ma spesso e volentieri accade che questi commenti vadano un po’ troppo oltre e anche la calma Chiara non può sopportarlo. Non può fare finta di nulla. E così risponde anche lei a tono ai cosiddetti haters.

Qualche giorno fa, infatti, ha pubblicato una foto con il figlio Leone mentre è seduto sul passeggino. Ma qualcuno, i soliti imbecilli, ha trovato del marcio in una foto volendo dolce: una mamma col suo bimbo sorridente a favore di obiettivo. Davanti a questa immagine c’è stato uno che ha scritto: “Non hai così tanto amore per tuo figlio. Guarda caso tutte e due le foto evidenziano sponsor”. E leggi un commento e leggine un altro, Chiara Ferragni è “esplosa”. “Se fosse un post sponsorizzato – risponde – avrebbe la dicitura advertising o prenderei una multa. Sveglia giudicatori di sto cazzo”. Ecco, la Ferragni non ci va per il sottile. Non è stata fine, ma alla fine l’hanno capita tutti.

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