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Terremoto ad Ischia, 2 anni dopo può partire l’iter della ricostruzione. Forse…

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Il 21 agosto fanno due anni. E l’isola di Ischia ricorda il terremoto che devastò l’area a ridosso tra Lacco Ameno e Casamiccola, Fango e Maio, questi i nomi delle aree colpite. Una fiaccolata l’isola celebrerà il secondo anniversario del sisma che fece 2 morti e numerosi danni. Alla celebrazione religiosa in suffragio delle vittime, che si terra’ in una tensostruttura in localita’ Fango, parteciperanno Vito Crimi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Angelo Borrelli capo della Protezione Civile, Carlo Schilardi commissario straordinario per la ricostruzione oltre ai sindaci di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio, i tre comuni ischitani che dal sisma hanno subito danni:  2475 sfollati, 1060 case inagibili, attività produttive chiuse e oltre 300 persone persone senza lavoro, soprattutto del comparto turistico. Un sisma in piena estate che comportò la fuga di migliaia di turisti ed il crollo delle prenotazioni per i mesi successivi – una crisi da cui l’isola ha saputo velocemente risollevarsi – ma che ha significato pure polemiche roventi sul diffuso abusivismo edilizio e sui diversi condoni succedutisi negli anni, che hanno sanato parte degli abusi e costituiranno uno dei criteri che disciplineranno la ricostruzione, per la quale sono stati stanziati ad oggi i 37 milioni di euro del fondo di emergenza.

Proprio sul tema della ricostruzione e’ impegnato Giovanbattista Castagna, sindaco di Casamicciola, il comune piu’ colpito dal terremoto del 2017: “Stamani abbiamo tenuto una riunione con Schilardi” dice il primo cittadino, “a breve emetteremo l’ordinanza che dara’ ufficialmente il via all’iter della ricostruzione. Mi pare un buon risultato anche se ci vorranno tempi lunghi; grazie alla microzonazione (lo studio accurato del sottosuolo promosso dal Commissariato Straordinario per la Ricostruzione, in collaborazione con l’Istituto Geologia Ambientale Geoingegneria del CNR ed il Centro per la Microzonazione Sismica, ndr) per la prima volta sappiamo cosa abbiamo sotto ai piedi e come e dove procedere per ricostruire. Riteniamo che potremo ricostruire quasi il 90% delle case distrutte o lesionate; per quelle non ricostruibili i cittadini potranno contare sugli aiuti per la delocalizzazione”. In pratica lo Stato acquistera’ le case dichiarate non riedificabili e con il contributo i proprietari potranno comprare immobili in zone sicure. Il punto interrogativo riguarda gli immobili non in regola: quelli abusivi non potranno essere acquisiti per delocalizzarne i proprietari. L’appuntamento per la commemorazione e’ fissato alle 19 di domani, quando prendera’ il via “Per non dimenticare” la manifestazione che il comune casamicciolese ha organizzato per tenere viva la memoria dell’evento; dopo la messa partira’ la fiaccolata che, attraverso via Borbonica, arrivera’ a Piazza Maio l’epicentro del sisma del 2017, dove alle 20.57 in punto il suono della tromba ne il “Silenzio” ricordera’ “una ferita ancora aperta”.

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L’eterna guerra sull'”impossibile” discarica di Roma

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La scelta di localizzare la nuova discarica di Roma nella Valle Galeria, lo stesso territorio che per decenni in passato ha ospitato la mega-discarica di Malagrotta, e’ arrivata a Capodanno. Il 31 dicembre il Campidoglio ha fatto sapere che la giunta Raggi avrebbe indicato Monte Carnevale come prossimo sito di smaltimento nell’ambito dell’accordo raggiunto con la Regione Lazio sui rifiuti. Dopo questa scelta, che ha da subito creato proteste sul territorio e crepe nel Movimento 5 Stelle, diversi dossier con le criticita’ di tale localizzazione sono arrivati a Palazzo Senatorio. Ora, salvo retromarce politiche, la ‘palla’ dovrebbe passare ad una eventuale conferenza dei servizi sul progetto, luogo che riunisce Regione, Comune e altri soggetti per valutare il progetto. L’amministrazione capitolina, proprio oggi, per voce della delegata ai rifiuti Valeria Allegro ha ribadito ai cittadini della Valle Galeria di aver individuato il sito nell’ ambito del piano regionale dei rifiuti in corso di approvazione, sottolineando poi “che tutti gli aspetti tecnici relativi alla fattibilita’ dell’impianto verranno valutati” in quella sede”. La conferenza dei servizi dovra’ essere attivata “dal privato proprietario dell’area”. Tutto parte dall’accordo raggiunto dal Campidoglio a 5 stelle e Regione a trazione dem, a dicembre 2019 sulla complessa gestione dei rifiuti.

La Capitale sconta una storica carenza di impianti (invia puntualmente fuori dai propri confini l’immondizia) e la recente chiusura di uno dei siti di smaltimento nell’hinterland a cui si appoggiava (la discarica di Colleferro) aveva destato forte allarme in citta’. Anche per scongiurare il caos, alla fine e’ stata raggiunta l’intesa con la Regione di Nicola Zingaretti: Roma Capitale si impegnava a indicare entro fine 2019 un sito per lo smaltimento dei rifiuti nel territorio comunale (prendendo atto di quelli contenuti nel Piano Rifiuti regionale attualmente in corso di approvazione e indicati dalla Citta’ Metropolitana); la Regione, nel periodo di transizione per la realizzazione della discarica, avrebbe individuato soluzioni alla gestione dei rifiuti della Capitale all’esterno del territorio di Roma Capitale. Viste le immediate proteste sul territorio e l’alzata di scudi anche all’interno del Movimento, fonti M5s in Campidoglio avevano spiegato a microfoni spenti che Monte Carnevale nel ventaglio delle possibilita’ era tecnicamente l’unica opzione possibile. In soldoni: la scelta sicuramente “sofferta” (la stessa sindaca si e’ schierata fino alla fine contro nuove discariche chiedendo di prorogare il sito di Colleferro)era stata “obbligata”. Della necessita’ o meno di una nuova discarica per la Capitale si parla da anni, da prima della chiusura di Malagrotta che avvenne sotto la giunta di Ignazio Marino. Il tema, per esempio, fu affrontato gia’ con Gianni Alemanno e negli anni sono diverse le ipotesi che si sono avvicendate: prima hanno preso corpo, poi hanno destato forti proteste sui territori interessati e infine, per un motivo o per un altro, sono state accantonate. Si va dalla zona di Riano, vicino Roma, ad un sito vicino Villa Adriana; da Monti dell’Ortaccio (sempre nella Valle Galeria) a Falcognana, non lontano dal Santuario del Divino Amore. In tutti questi e in altri casi alla fine non si procedette. Oggi – scossoni politici a parte – le criticita’ tecniche avanzate su Monte Carnevale parlano di vincoli, dell’esistenza di una falda acquifera, della vicinanza all’aeroporto Leonardo Da Vinci e della necessita’ che quel territorio sia riqualificato.

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Gli orrori di Avetrana, depistaggi nel processo Sarah Scazzi: 4 anni a zio Michele, 5 a Ivano Russo

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Il giudice monocratico del Tribunale di Taranto Loredana Galasso ha condannato 11 imputati nel processo bis per depistaggi legato all’inchiesta sull’omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana uccisa e gettata in un pozzo il 26 agosto del 2010. Sono stati inflitti 4 anni di reclusione a Michele Misseri (lo zio di Sarah, condannato nel processo principale in via definitiva a 8 anni di carcere per soppressione di cadavere) che rispondeva di autocalunnia perchè si autoaccusò dell’omicidio di Sarah. La pena piu’ alta – 5 anni di reclusione – e’ stata comminata, per le ipotesi di false informazioni al pm e falsa testimonianza alla Corte d’Assise, a Ivano Russo, il giovane di Avetrana che sarebbe stato conteso da Sabrina Misseri (condannata con sentenza passata in giudicato all’ergastolo per l’omicidio con sua madre Cosima Serrano) e la cugina Sarah.

Queste le altre condanne: tre anni e sei mesi di reclusione a Dora Serrano (rispondeva di calunnia contro i carabinieri in quanto, secondo l’accusa, si sarebbe inventata le molestie subite da Michele Misseri quando era minorenne) e Giuseppe Serrano (anche calunnia contro i carabinieri), fratelli di Concetta e Cosima (mamma e zia di Sarah); tre anni di reclusione per falsa testimonianza ad Alessio Pisello (amico di Ivano e Sabrina), Anna Scredo (cognata del fioraio Giovanni Buccolieri, autore del ‘sogno’ sul sequestro di Sarah) Maurizio Misseri (un nipote di Michele) e sua madre Anna Lucia Pichierri; tre anni e due mesi invece per Giuseppe Augusto Olivieri; 3 anni a Elena Baldari e 2 anni e mezzo a Claudio Russo, la mamma e il fratello di Ivano Russo. Assolta, invece, l’ex fidanzata di Russo, Antonietta Genovino.

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Tentato omicidio Noemi, il 28 febbraio udienza preliminare per i fratelli Del Re

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Si terrà il prossimo 28 febbraio l’udienza preliminare relativa alla richiesta di rinvio a giudizio formulata dai sostituti procuratori antimafia Simona Rossi, Antonella Fratello e Gloria Sanseverino nei confronti dei fratelli Armando e Antonio del Re, 29 e 19 anni, presunti responsabili dell’agguato di stampo camorristico in cui venne ferita la piccola Noemi. Armando è ritenuto dagli inquirenti l’esecutore materiale del raid mentre il fratello è accusato di avere avuto funzioni di supporto. Tra i reati contestati, in concorso e aggravati dalla finalita’ mafiosa, figurano il tentato omicidio e la ricettazione. Nell’agguato a colpi di pistola scattato il 3 maggio 2019 a Napoli, nei pressi di piazza Nazionale, rimasero feriti gravemente, alla gola, Salvatore Nurcaro, 32 anni, e la piccola Noemi, 5 anni il prossimo marzo, colpita, tra l’altro al polmone destro. La piccola rimase ricoverata per diverso tempo in pericolo di vita nell’ospedale Santobono della citta’. La richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dei fratelli Del Re, formulata dalla DDA, risale allo scorso 14 gennaio. I due indagati furono arrestati lo scorso 10 maggio. Armando venne fermato mentre era con la madre e la sorella, in provincia di Siena. Stava andando a trovare il padre detenuto. Antonio invece venne bloccato in provincia di Napoli, precisamente nella zona di Nola. Secondo la Procura Antimafia l’agguato venne organizzato e messo in pratica con l’obiettivo di favorire il traffico di stupefacenti gestito dal clan Formicola. L’obiettivo del raid in cui rischio’ di essere uccisa Noemi, Salvatore Nurcaro, fu pedinato per giorni dai Del Re sia con un ciclomotore rubato, sia con una Fiat 500. Il 3 maggio Armando del Re entro’ in azione con una pistola calibro 9X21: esplose numerosi colpi, in pieno giorno e in una zona densamente abitata della citta’, incurante della presenza di numerose persone

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