Esteri
Terremoto di magnitudo 7.8 nelle Filippine, un morto e numerosi edifici crollati
Un violento terremoto di magnitudo 7.8 ha colpito le Filippine meridionali. Il primo bilancio provvisorio è di almeno un morto e quattro feriti. Segnalati numerosi edifici e abitazioni crollati, mentre resta alta l’attenzione per il rischio tsunami.
La terra ha tremato con una violenza devastante nelle Filippine meridionali, dove un terremoto di magnitudo 7.8 ha colpito l’isola di Mindanao, provocando vittime, feriti e il crollo di numerosi edifici.
Il primo bilancio, ancora estremamente provvisorio, è di almeno un morto e quattro feriti. Le squadre di soccorso sono impegnate nelle aree maggiormente colpite, mentre le autorità temono che il numero delle persone coinvolte possa aumentare con il proseguire delle verifiche.
L’epicentro vicino alla costa di Mindanao
Il terremoto è stato localizzato al largo della costa dell’isola di Mindanao. Secondo le rilevazioni preliminari diffuse dagli istituti internazionali, il sisma ha raggiunto una magnitudo di 7.8.
Le prime informazioni sulla profondità e sulla localizzazione esatta dell’epicentro risultano ancora soggette a revisione. La scossa è stata avvertita con particolare intensità nella zona di General Santos City, importante centro urbano e commerciale del sud delle Filippine.
Numerosi edifici e abitazioni crollati
La polizia ha segnalato il crollo di diversi edifici e di numerose abitazioni. Le verifiche sono ancora in corso e non è stato possibile stilare un elenco completo delle strutture danneggiate.
«Molti edifici sono stati colpiti, ma non posso elencarli ora perché siamo impegnati nelle operazioni di soccorso in corso», ha dichiarato il sergente maggiore Robert Dagon della polizia di General Santos City.
«Diversi edifici sono crollati. Anche alcune case sono crollate», ha aggiunto il rappresentante delle forze dell’ordine, descrivendo una situazione ancora particolarmente confusa.
Soccorsi al lavoro tra le macerie
Le squadre di emergenza stanno cercando eventuali persone rimaste intrappolate sotto le macerie. Le autorità hanno disposto controlli sugli edifici pubblici, sulle abitazioni e sulle principali infrastrutture della zona.
In alcune aree sono state segnalate interruzioni dell’energia elettrica e delle comunicazioni, che stanno rendendo più difficili le operazioni di ricognizione e la raccolta delle informazioni.
La popolazione è stata invitata a rimanere all’aperto e lontano dagli edifici danneggiati, anche per il rischio di nuove scosse di assestamento.
Allarme tsunami nel Pacifico
La violenza del terremoto ha fatto scattare anche un allarme tsunami nel Pacifico. Il Pacific Tsunami Warning Center ha segnalato la possibilità di onde lungo le coste delle Filippine e di altri Paesi della regione.
L’allerta ha interessato anche alcune zone costiere dell’Indonesia, di Taiwan e del Giappone. Le autorità hanno invitato gli abitanti delle aree vicine al mare ad allontanarsi dalle spiagge e a raggiungere zone più elevate.
Le evacuazioni sono state avviate in diverse località costiere di Mindanao, mentre gli esperti continuano a monitorare le variazioni del livello del mare.
Il bilancio resta provvisorio
Il bilancio di un morto e quattro feriti potrebbe modificarsi nelle prossime ore. Le autorità locali stanno raccogliendo informazioni dalle zone più isolate e dagli edifici maggiormente danneggiati.
Le Filippine si trovano lungo la cosiddetta Cintura di fuoco del Pacifico, un’area caratterizzata da una forte attività sismica e vulcanica. Terremoti anche molto intensi sono frequenti nell’arcipelago, dove la vulnerabilità degli edifici e l’elevata densità abitativa possono aggravare le conseguenze delle scosse.
Esteri
Intelligence Usa: possibile test russo alla Nato
Rapporti dell’intelligence statunitense valutano il rischio di un’azione russa limitata contro la Nato. Un’incursione terrestre resta poco probabile.
Esteri
Iran, mistero sulla salute di Mojtaba Khamenei
IranWire riferisce che Mojtaba Khamenei sarebbe in condizioni critiche. La notizia proviene da fonti anonime e non ha conferme indipendenti.
Mojtaba Khamenei sarebbe in condizioni di salute estremamente gravi. A riferirlo è IranWire, sito con sede a Londra vicino all’opposizione iraniana, citando due fonti anonime legate all’amministrazione del presidente Masoud Pezeshkian.
Secondo le fonti, nessun componente del governo avrebbe incontrato la Guida Suprema dopo l’attacco del 28 febbraio nel quale furono uccisi suo padre Ali Khamenei e altri familiari. Negli ambienti del regime circolerebbero voci su un possibile rapido peggioramento.
Le indiscrezioni non sono state confermate dalle autorità iraniane né verificate in modo indipendente.
Informazioni contrastanti sulla salute
Mojtaba Khamenei non è mai apparso pubblicamente dopo la sua nomina a terza Guida Suprema della Repubblica islamica. Le comunicazioni attribuitegli sono state diffuse esclusivamente in forma scritta, alimentando dubbi sulle sue condizioni e sull’effettivo esercizio del potere.
Ad aprile, finti internazionali hanno riferito, citando fonti vicine alla leadership, che Khamenei stava recuperando da gravi ferite al volto e alle gambe. A maggio, invece, fonti ufficiali iraniane lo avevano descritto come pienamente operativo e in buone condizioni.
In assenza di immagini recenti, interventi pubblici o comunicazioni mediche verificabili, non è possibile stabilire quale sia attualmente il suo reale stato di salute.
Esteri
Zelensky accelera sullo scudo Freyja
Zelensky chiede progressi concreti entro la fine del 2026 per Freyja, il progetto europeo di difesa contro i missili balistici.


