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Tennis, Djokovic nervoso ma centra decima finale Roma

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Per i numeri primi non c’e’ solitudine. Roma si affaccia per la prima volta al Centrale dopo l’ok alla riapertura per un migliaio di persone, per lo piu’ bambini accompagnati dalle famiglie, e saluta l’accesso in finale di Novak Djokovic e Simona Halep, entrambi numeri 1 nel tabellone e alla ricerca di una vittoria che al serbo manca dal 2015, alla romena da sempre dopo due finali perse nel 2017 e nel 2018. “Sento sempre il supporto del pubblico di Roma e oggi e’ stato bello rivedere la gente sugli spalti. Tanti giovani, che spero possano prendere presto in mano la racchetta e giocare a tennis”, si e’ lasciato andare Djokovic, che da domani supera Pete Sampras al secondo gradino piu’ alto del podio per settimane consecutive al primo posto nella classifica Atp: 287. Meglio di lui ha fatto solo Roger Federer (310), che resta anche l’ultimo ad aver perso in finale contro Nole sulla terra battuta di Roma. Era il 2015, poi per il serbo tre sconfitte nelle ultime quattro edizioni, contro Murray, Zverev e Nadal lo scorso anno. Senza lo spagnolo pero’, potrebbe essere la volta buona per centrare la quinta vittoria in 10 finali. Il centro esatto, la via di mezzo del campione. Quella sfumatura che ultimamente Djokovic sembra aver perso. Agli Us Open la squalifica per la pallata alla giudice di linea, all’esordio a Roma una racchetta frantumata a terra, e anche oggi contro il norvegese Casper Ruud, ha regnato l’alta tensione. Tra liti con l’arbitro per due, tre punti contesi sulla linea (almeno uno a ragione del serbo) e poi un’altra pallata delle sue che gli costa un warning del giudice di sedia. La frustrazione per aver concesso un’altra palla break, ma poi il ‘Djoker’ infila un altro dei suoi Ace, ne tirera’ fuori 11 dal cilindro: “Si’, da li’ si vede che ho fiducia nel mio tennis. Sicuramente e’ stata la mia miglior partita”, ammette dopo una vittoria comunque sofferta per 7-5, 6-3 con 37 vincenti, 19 errori e altrettante urla verso l’arbitro ma anche verso se stesso. “Sono da 15 anni nel circuito Atp con tanti campioni e mi sento ancora ispirato nel giocare partite ad alti livelli come queste”, ha poi incalzato. Il messaggio e’ chiaro anche agli altri big anche in chiave Roland Garros: Djokovic non intende mollare il suo primato. Se Roma si coccola il serbo, di certo non ama allo stesso modo Simona Halep. La romena ha sofferto ma poi e’ passata battendo 6-3, 4-6, 6-4 Garbine Muguruza, nonostante si senta ancora straniera nella Capitale: “E’ stato bello vedere le persone tra la folla, anche se oggi non mi sostenevano affatto…”, ha detto la numero 2 Wta. Due volte finalista sulla terra battuta romana e due volte sconfitta dalla stessa avversaria: “E grazie a dio – ha sorriso – non ci sara’ la Svitolina…”. Due anni dopo, avra’ l’occasione per prendersi il Foro, sfatare il tabu’ e diventare la nuova regina di Roma: “Si’, domani e’ una buona occasione – ha concluso Halep – E’ una grande sfida. Spero davvero di vincere questo titolo, ma e’ sempre dura. Sono solo felice di giocare questo torneo e di giocare bene”. Se la vedra’ con Karolina Pliskova, detentrice del titolo 2019, che ha battuto in semifinale la connazionale Marketa Vondrousova con il punteggio di 6-2, 6-4.

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Nicola Di Bari in rianimazione dopo operazione al cuore

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Nicola Di Bari e’ ricoverato in rianimazione all’Ospedale San Raffaele di Milano. A darne notizia e’ il suo manager, Franco Mariello. Le condizioni del cantautore pugliese si sono aggravate nelle ultime ore a seguito di un’operazione alle coronarie, a cui era stato sottoposto tre giorni fa. Di Bari, vincitore per due volte del Festival di Sanremo e autore di brani entrati nella storia della musica leggera italiana come Chitarra suona piu’ piano o La prima cosa bella, ha compiuto 80 anni il 29 settembre scorso.

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Barcellona, si dimette il presidente Bartomeu con tutta la giunta direttiva del club

Marina Delfi

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Il presidente del Barcellona, Josep Maria Bartomeu, e tutta la giunta direttiva del club si sono dimessi: lo hanno annunciato   i media spagnoli. Bartomeu e i vertici blaugrana hanno fatto un passo indietro dopo il ribaltone di ieri a poche ore dalla sfida a Torino contro la Juventus.

Le dimissioni sarebbero state dettate dall’impossibilità di spostare il referendum sul voto di censura nei confronti Bartomeu, presentato dalla Generalitat catalana che non ha rilevato alcun impedimento allo svolgimento del referendum dell’1 e 2 novembre di sfiducia alla dirigenza nonostante le misure prese per contenere i contagi da Covid nel Paese. Bartomeu -da tempo in disaccordo con Messi- era in carica dal 2015

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Cronache

Saccheggi e paura, questore “pagina nera per Torino”

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La serata di guerriglia urbana scatenata dalle frange violente della protesta contro il Dpcm ha lasciato i segni nelle vie dello shopping elegante di Torino e ha alimentato nuove inquietudini e paure. Chiunque poteva rendersene conto oggi, camminando sotto i portici di via Roma: non solo vandalismi, ma anche saccheggi che nel capoluogo piemontese non si vedevano da tempo. Presi di mira i marchi del lusso: vetrine infrante, scaffali depredati, bottiglie rotte e cestini dell’immondizia ribaltati. Una devastazione che ha finito per mettere in secondo piano il raduno pacifico delle categorie piu’ colpite dalla nuova stretta anti-Covid. “Una pagina nera nella storia di Torino – commenta il questore Giuseppe De Matteis – che non e’ ascrivibile a malumore sociale o a un malcontento particolare, ma addebitabile unicamente alla regia di soggetti dediti alla delinquenza”. Professionisti della violenza che “hanno cercato in tutti i modi di allontanarci dalla piazza. – e’ la ricostruzione del questore – Per due ore i nostri reparti sono stati fatti bersaglio di tutto, anche pietre e cubetti di porfido. Solo verso la fine, quando hanno capito che non avremmo lasciato piazza Castello, sono state effettuate manovre diversive”. Ci sono stati i primi 5 arresti, denunce, la polizia scientifica ha raccolto elementi utili a rintracciare gli assalitori. Tra le forze dell’ordine si contano una decina di feriti. La sindaca Chiara Appendino ha toccato con mano, girando tra i negozi con le vetrine devastate e razziate. “E’ evidente – il suo amaro commento – che ci sono state infiltrazioni. Qualcuno non e’ venuto in piazza per protestare ma per distruggere”. Un raid che ha scosso i torinesi e la prima cittadina. “Le categorie che si erano date appuntamento nell’altra piazza per manifestare il dissenso in modo pacifico sono state danneggiate tre volte – dice la sindaca – prima di tutto perche’ la violenza ha inquinato la loro civile protesta, poi per i danni economici e infine per la paura che ha convinto altri che avrebbero voluto a non aderire alla protesta pacifica”. Un’azione cosi’ violenta ha sorpreso: “Prefettura e Questura avevano coordinato tutti gli interventi – sottolinea Chiara Appendino – in campo c’erano tantissime forze dell’ordine, ma sono entrati in azione gruppi organizzati. Che si sono macchiati di sciacallaggio sulle spalle di lavoratori, commercianti e imprenditori”. Domani i commercianti torinesi si ritroveranno in piazza, alle 11.30, per la manifestazione nazionale indetta, in tutte le citta’ italiane, da Fipe-Confcommercio: “Cio’ che e’ accaduto ieri – spiega Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Torino – non deve oscurare le rivendicazioni di imprese ingiustamente sacrificate dalle ultime misure anti Covid e di imprenditori in ginocchio”. Per le violenze di lunedi’ sera, il governatore del Piemonte Alberto Cirio invoca “rigore assoluto, punizioni esemplari”. E fa notare “che sono una minoranza che non c’entra niente con l’altra piazza che io porto con me, come Regione, in tutti i tavoli di trattativa con il Governo perche’ ci siano risposte concrete, chiare e immediate nei confronti di queste attivita’”.

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