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Teheran dice “basta proteste”. Nazionale di calco iraniano copre la maglia

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 Tolleranza zero contro le proteste. Le forze dell’ordine in Iran utilizzeranno “tutta la forza a loro disposizione per contrastare le cospirazioni di controrivoluzionari ed elementi ostili”. Sono definiti in questi termini, in un comunicato della polizia, i manifestanti che da 13 giorni scendono in piazza per denunciare la morte della 22enne curda Mahsa Amini dopo l’arresto da parte della polizia morale perche’ non portava il velo in modo corretto. Da 13 giorni in varie citta’ del Paese continuano dimostrazioni di vario tipo. Secondo il gruppo basato a Oslo ‘Iran Human Rights’, nella facolta’ di Medicina dell’Universita’ di Shiraz alcuni studenti hanno manifestato gridando slogan “contro la dittatura” e contestando le forze dell’ordine dopo l’arresto di alcuni di loro. Un rapporto dell’agenzia vicina alle Guardie della rivoluzione, Fars, parla di 60 vittime tra manifestanti e forze dell’ordine dall’inizio delle proteste, mentre stando ai dati dei media iraniani indipendenti sono almeno 76 i manifestanti uccisi e quasi 3.000 persone sono state arrestate soltanto nella capitale Teheran. Tra i detenuti anche l’attivista Faezeh Hashemi, figlia dell’ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani, che, secondo l’agenzia di stampa Tasnim, e’ stata “arrestata” dai servizi di sicurezza per il suo sostegno alle dimostrazioni. Alla protesta si sarebbe aggiunta anche la nazionale di calcio. Ieri, prima di un’amichevole premondiale in Austria contro il Senegal, i giocatori iraniani si sono coperti la maglia con un giubbotto nero durante l’inno. Il gesto non e’ stato spiegato, ma viene interpretato dagli osservatori come un sostegno alle proteste, considerate anche le dichiarazioni in questo senso sui social media – poi rimosse secondo IranWire – da parte di Sardar Azmoun, attaccante del Bayer Leverkusen e stella della squadra. “Le proteste non si fermeranno perche’ pare che questa volta le persone siano unite, come mai era stato in passato, e soprattutto c’e’ una profonda separazione tra il popolo e il governo”, ha detto la giornalista iraniana Asal Abasian, dissidente fuggita in Turchia dopo avere ricevuto pressioni dalle autorita’ in Iran riguardo al suo lavoro e alla sua identita’ di genere. A quasi due settimane dalla morte della figlia, intanto, la famiglia di Mahsa Amini ha presentato una denuncia contro gli “autori del suo arresto” e gli agenti di polizia che l’hanno interrogata, mentre il Segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha chiesto che venga avviata “un’indagine tempestiva e imparziale” sulla morte della giovane da parte di un’autorita’ indipendente. “Dopo la morte di Mahsa Amini, prosegue l’eroica rivolta delle donne iraniane contro il regime degli ayatollah”, ha scritto intanto la leader di Fratelli d’Italia e premier in pectore Giorgia Meloni in un messaggio sui social media in cui ha espresso “vicinanza alle coraggiose donne che si battono in Iran e nel mondo per difendere i loro diritti e la loro liberta’”. Le reazioni per il pugno duro contro i manifestanti cominciano a moltiplicarsi in tutto l’Occidente. La Spagna ha convocato l’ambasciatore iraniano a Madrid, Hassan Qashqavi, per “protestare” contro la “repressione” in corso nel Paese, dopo aver espresso “l’irremovibile condanna” delle “violenze perpetrate contro manifestanti pacifici in diverse parti della Repubblica islamica dell’Iran”. Nella nota, Madrid ha sottolineato quindi l’impegno “per la difesa dei diritti umani, e in particolare dei diritti delle donne, che devono essere rispettati in ogni circostanza”.

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Brasile, Pelè di nuovo in ospedale: la figlia tranquillizza i tifosi

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I brasiliani sono divisi tra la gioia di vedere la loro Nazionale già qualificata agli ottavi del mondiale in Qatar e l’ansia per le condizioni di salute di Pelé, O’ Rei, 82 anni e di nuovo ricoverato. Dopo il primo allarme riportato da alcuni media è la figlia Kely Nascimento, che è al seguito della nazionale verdeoro a spiegare che non ci sarebbe emergenza: “Mio papà, ha scritto su Instagram, è ricoverato in ospedale, stanno aggiornando le terapie. Non salterò su un volo per correre in Brasile, io andrò a Capodanno”.

Inizialmente i media brasiliani avevano scritto che Pelè sarebbe stato sottoposto ad esami approfonditi perchè i medici erano preoccupati dal fatto che la chemioterapia non si sarebbe dimostrata particolarmente efficace.

 

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Ciclismo in lutto, morto Davide Rebellin travolto da un camion

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Era in sella alla sua bicicletta quando è stato travolto da un camion: è morto così Davide Rebellin, 51 anni, ex ciclista. L’incidente che ha provocato la morte dell’ex corridore è avvenuto a Montebello vicentino, in provincia di Vincenzo. Il grosso camion avrebbe urtato Rebellin e poi avrebbe proseguito forse addirittura senza accorgersi del ciclismo. Il mondo dello sport è sotto choc per la tragica fine del campione.

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Casamicciola, 100 mila euro dal Napoli: la solidarietà del calcio

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Un tweet commosso e la solidarietà concreta: “Siamo vicini a chi è stato colpito dalla tragedia di Ischia- scrive il Presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis- e il Calcio Napoli verserà 100.000 euro per le vittime dell’alluvione”.

Il mondo del calcio esprime la sua solidarietà, in particolare i calciatori del Napoli, presenti ed ex, come Faouzi Ghoulam che sui social scrive: “Forza Ischia”, legatissimo al luogo dove ha trascorso le vacanze con la famiglia e con l’amico Koulibaly, che ha dedicato a Ischia il suo gol contro l’Ecuador.

Da Toronto ha fatto sentire la sua vicinanza Lorenzo Insigne.

Anche Giovanni Simeone ha voluto far sentire la sua vicinanza: lui Ischia l’ha scoperta da poco ma l0’ha subito amata.

Giovanni Simeone

Anche dal mondo del calcio meno ricco arriva la solidarietà, è il caso dello Sporting Venafro che ha voluto ‘girare’ il suo incasso alla Virtus Forio, squadra isolana. “Vogliamo, seppur con un piccolo gesto, ha detto il presidnte Gianluca Primavera- dimostrare che il futsal non è solo la gara del sabato, l’allenamento o la vittoria tanto attesa. Il futsal è anche vicinanza nei momenti di difficoltà”.

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