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Tassista bestia spacca il setto nasale ad un turista a Fiumicino solo perchè gli chiede di azionare il tassametro

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Un pugno in faccia. Tanto violento da spaccargli il setto nasale. Solo perché aveva chiesto al tassista a Fiumicino di applicare del tassametro. Il passeggero sbarcato all’aeroporto “Leonardo da Vinci” proveniente da Madrid-Barajas, tutto si sarebbe aspettato al suo arrivo in Italia eccetto che dover passare per il Cto di Roma a sistemare una frattura seria al setto nasale che gli costerà almeno 30 giorni di prognosi. Il tassista è stato identificato subito dalla Polizia di Stato. È stato portato negli uffici dello scalo e denunciato per lesioni con l’aggravante dei futili motivi. Tutto si è consumato nel giro di pochissimi minuti. Il passeggero, rivoltosi a un tassista in regolare servizio, solo per aver chiesto l’applicazione del tassametro per una corsa dallo scalo aereo alla capitale, è stato aggredito: la violenta scena, ripresa dalle telecamere posizionate nell’area esterna Arrivi del terminal 3, è avvenuta nella totale indifferenza sia degli altri tassisti e degli addetti volontari del “Taxi Service” che si occupano di assistere i passeggeri che richiedono il servizio di trasporto, sia delle altre persone in transito. Nel video appare l’uomo che si rivolge al tassista, che appare fin da subito visibilmente irritato, al punto da rifiutare il carico dei bagagli: mentre e’ in corso la discussione fra i due, un assistente del servizio Taxi con indosso un fratino giallo fa salire a bordo della stessa vettura un altro cliente, mentre il tassista si rimette alla guida.

Il primo viaggiatore, infastidito, bussa piu’ volte sul vetro posteriore della vettura per chiedere spiegazioni e il tassista infuriato, scende e a passo spedito, gli va incontro e lo colpisce con un pugno in pieno volto. L’uomo cade all’indietro mentre il tassista riparte alla guida dell’auto con l’altro cliente a bordo. Non vogliano nemmeno immaginare che tipo di viaggio ha fatto l’altro cliente che ha visto questo energumeno tornare nel taxi e portare un cliente a destinazione dopo aver preso a pugni un altro cliente. Ora, l’equazione tassista-truffatore-picchiatore è semplice. Così come sarà semplice sputare addosso all’intera categoria dei tassisti romani e della città di Roma. Ecco, direi che è forse il caso di provare a isolare l’episodio, parlare dell’energumeno che speriamo venga stangato dalla giustizia e dal comune (che presumibilmente gli toglierà la licenza, si spera) ed evitare generalizzazioni che servono solo a banalizzare una questione seria. L’accoglienza in Porti ed Aeroporti italiani dei turisti e degli stessi italiani. Per fortuna non tutti i tassisti sono come l’energumeno violento che è stato denunciato. Diciamo che la percentuale di inciviltà nella categoria dei tassisti è nella norma di tutte le altre categorie. O almeno lo speriamo.

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Mafia, nell’inchiesta sul figlio del boss Badalamenti anche le minacce al sindaco di Cinisi

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Leonardo Badalamenti, uno dei due figli del boss Tano arrestato dalla Dia su ordine dell’autorita’ giudiziaria brasiliana, in questi giorni era stato denunciato dai carabinieri per essersi nuovamente impossessato di un casolare in contrada Uliveto a Cinisi, che gli era stato sequestrato. Il figlio del boss aveva infatti ottenuto dai giudici della corte di assise la restituzione del bene, finito per errore nel decreto di confisca. Senza attendere la notifica del provvedimento Badalamenti Jr ha rotto il catenaccio per tornare nuovamente in possesso dell’immobile, ne e’ nato uno scontro violentissimo con il sindaco di Cinisi Giangiacomo Palazzolo, tanto che sono intervenuti i carabinieri che lo hanno fatto sloggiare e lo hanno denunciato. La querelle era stata innescata dopo che il figlio del boss aveva presentato il 23 luglio scorso un’istanza al Comune, intimando al sindaco di sgomberare il casolare. Solo che il provvedimento di revoca della confisca e’ stato notificato a Badalamenti dai carabinieri di Castellammare del Golfo (citta’ dove ormai vive), ma non ancora al sindaco di Cinisi. Da qui lo scontro tra i due e la denuncia che i carabinieri hanno presentato contro Badalamenti, sembrerebbe per esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Pure il sindaco Palazzolo ha presentato denuncia. “Il signor Badalamenti – ha detto – ha attuato un comportamento grave e inaccettabile. Non siamo disposti a tollerare simili atteggiamenti da nessuno figuriamoci dal figlio di un boss. Rivendico la scelta di averlo allontanato dopo che si era gia’ introdotto nell’immobile. Riteniamo che, a prescindere dal contenzioso, il signor Badalamenti non riavra’ mai il suo bene perche’ esiste una legge che ci consente di trattenerlo al patrimonio di Cinisi e dei suoi cittadini. Una legge chiara che intendiamo applicare. Il casolare non e’ casa sua, ma dei ragazzi della nostra comunita’. Anzi, sin d’ora mi adoperero’ affinche’ alcuni spazi siano assegnati a Casa Memoria (la casa natale di Peppino Impastato)”.

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Arrestato Leonardo Badalamenti, il figlio di don Tano: era in Sicilia a casa della madre

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È stato arrestato dalla Dia per un mandato di cattura internazionale Leonardo Badalamenti, figlio dello storico boss di Cosa nostra Tano Badalementi. Era in vacanza, a casa della madre a Castellamare del Golfo, in provincia di Trapani: gli investigatori della Dia hannoneseguito il mandato dell’autorità giudiziaria di San Paolo, Brasile, per associazione criminale finalizzata al traffico di droga e per falsità ideologica.

Leonardo Badalamenti, 60 anni, alias Carlos Massetti, come si faceva chiamare in Brasile dove aveva l’identità di un uomo d’affari,  era latitante dal 2017 quando venne colpito da un’ordine di arresto. Il secondogenito di don Tano Badalamenti era stato già arrestato nel 2009 durante un’operazione del Ros che vide altre 19 persone accusate di associazione mafiosa ed altri reati. Le autorità brasiliano indagavano Leonardo Badalamenti anche per una serie di truffe milionarie nei confronti delle filiali di Hong Kong di banche d’affari internazionali come Shanghai Bank, della Lehman Brothers e dell’Hsbc.

 

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Genova, aperto alla circolazione il nuovo ponte: ecco la prima auto che lo percorre

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Tornano a circolare le auto  sul nuovo viadotto sul Polcevera Genova-San Giorgio che è stato aperto al traffico. Erano circa le 22, con un ritardo di un paio d’ore dovuto ad un piccolo rappezzo d’asfalto quando il ponte ha iniziato ufficialmente la sua vita, poco meno di due anni dal crollo del ponte Morandi, una ferita per Genova e per l’Italia intera. Il giorno prima la cerimonia di apertura con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Nella foto pubblicata dal Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti su Twitter la prima auto che percorre il nuovo Ponte

 

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