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Cronache

Tar Lazio annulla la sospensione dal servizio del colonnello Cagnazzo, le motivazioni

Tar Lazio annulla la sospensione dal servizio del colonnello Cagnazzo, le motivazioni

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Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dal Fabio Cagnazzo, annullando il decreto con cui, nell’ottobre 2025, il ministero della Difesa aveva disposto la sospensione precauzionale facoltativa dal servizio nell’Arma dei carabinieri. Il provvedimento era stato adottato a seguito del coinvolgimento dell’ufficiale nell’inchiesta della Procura di Salerno sul presunto depistaggio delle indagini relative all’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo.

Secondo i giudici amministrativi, i pronunciamenti della Corte di Cassazione che hanno annullato la misura cautelare e rinviato gli atti al Riesame avrebbero evidenziato «la fragilità del quadro indiziario», imponendo all’amministrazione di «rifare le valutazioni».

Le motivazioni dei giudici

La Sezione prima bis del Tar ha sottolineato come la sospensione precauzionale rappresenti una misura volta a tutelare il buon andamento e il prestigio dell’amministrazione. Tuttavia, nel caso specifico, l’amministrazione avrebbe dovuto tener conto delle decisioni della Cassazione, già antecedenti al decreto di sospensione e culminate, nell’aprile 2025, con la scarcerazione dell’ufficiale. Un quadro ulteriormente rafforzato dal secondo intervento della Suprema Corte, che ha rimarcato l’indebolimento dell’impianto accusatorio.

Secondo il Tar, la carenza del quadro indiziario incide direttamente anche sulla valutazione dei gravi indizi di colpevolezza posti a fondamento del provvedimento amministrativo.

L’iter giudiziario

Nel maggio 2025, a otto mesi dall’arresto, Cagnazzo era tornato in libertà su decisione del Tribunale del Riesame, che aveva annullato le misure cautelari disposte dal gip di Salerno anche nei confronti di altri indagati. A dicembre 2025, un nuovo pronunciamento della Cassazione aveva ribadito la debolezza del quadro accusatorio, rinviando nuovamente gli atti al Riesame.

Il 23 gennaio scorso, alla luce di queste decisioni, il colonnello ha impugnato il decreto di sospensione. L’accoglimento del ricorso dovrà ora essere confermato in sede di merito nell’udienza fissata per il 28 ottobre. Entro febbraio, inoltre, il gup di Salerno dovrà pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura.

Le reazioni

Sulla decisione del Tar è intervenuta anche Uniarma, l’associazione sindacale dei carabinieri, che ha espresso soddisfazione per il provvedimento, richiamando il principio della presunzione di innocenza e il peso umano e professionale sostenuto dall’ufficiale nel corso della vicenda.

Resta fermo che le accuse contestate sono oggetto di valutazione giudiziaria e non costituiscono sentenze di condanna, in attesa degli sviluppi processuali e delle decisioni definitive dell’autorità giudiziaria competente.

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Nuovo cuore disponibile per il bimbo del Monaldi, decisione dopo il consulto degli esperti

L’Azienda dei Colli: decisione sul nuovo trapianto di cuore al bimbo ricoverato al Monaldi solo dopo la valutazione del team di esperti.

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Ogni decisione sull’eventuale trapianto del nuovo cuore disponibile per il bambino ricoverato al Ospedale Monaldi sarà presa solo dopo la valutazione del team di esperti.

Lo rende noto l’Azienda dei Colli, precisando che nella giornata odierna i medici si esprimeranno sulla trapiantabilità del piccolo paziente attualmente ricoverato in Terapia Intensiva.

La gestione del cuore del donatore

Secondo quanto comunicato dall’azienda sanitaria, l’attesa non comporterà alcuna ripercussione sull’organo del donatore, in quanto compatibile con le procedure di gestione della donazione in corso.

La decisione finale sarà quindi subordinata alle condizioni cliniche del bambino e alle valutazioni multidisciplinari del pool di specialisti.

Resta alta l’attenzione sulla vicenda, mentre la famiglia attende l’esito del consulto medico che guiderà le prossime scelte terapeutiche.

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Cronache

Caivano, tenta di rapire bimbo al supermercato: arrestato 45enne

Paura a Caivano: un 45enne arrestato dai Carabinieri per tentato sequestro di persona dopo aver cercato di portare via un bimbo di 5 anni in un supermercato.

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Momenti di paura nel tardo pomeriggio a Caivano, dove un uomo di 45 anni è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di tentato sequestro di persona.

L’episodio è avvenuto intorno alle 19.30 in un supermercato di via Atellana. Alla centrale operativa è arrivata una richiesta di aiuto: “Ha tentato di rapire un bambino”.

Il tentativo davanti alle casse

Secondo la ricostruzione effettuata dai militari, supportata dalle immagini di videosorveglianza e dalle testimonianze raccolte, due donne stavano uscendo dal market con i figli di 5 e 8 anni quando l’uomo si è avvicinato, apparentemente in stato di ebbrezza.

Rivolgendosi a una delle donne, avrebbe detto: “Questo non è tuo figlio, dammelo”, tentando poi di prendere in braccio il bambino di 5 anni. L’amica della madre si sarebbe frapposta tra l’uomo e il piccolo. Il bambino, spaventato, avrebbe chiamato la madre.

La donna si è quindi rifugiata all’interno del supermercato, all’altezza delle casse, ma l’uomo l’avrebbe seguita tentando nuovamente di afferrare il minore. Una cassiera sarebbe intervenuta per fare da scudo.

L’intervento dei Carabinieri

L’uomo si è poi allontanato. Nel frattempo, il padre del bambino è arrivato in auto e la famiglia ha lasciato il luogo dell’accaduto.

Grazie all’analisi delle telecamere e agli accertamenti immediati, i Carabinieri hanno rintracciato il 45enne ancora nei pressi del supermercato e lo hanno arrestato.

L’uomo, di nazionalità ghanese e con precedenti, è stato trasferito in carcere. Dovrà rispondere di tentato sequestro di persona. La sua posizione sarà valutata dall’autorità giudiziaria nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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Incendio Teatro Sannazaro, Napoli promette la ricostruzione immediata

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«Purtroppo è distrutto», ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi, tra i primi ad arrivare in via Chiaia, dove decine di residenti sono stati evacuati.

Secondo una prima ricostruzione, un corto circuito partito dalla platea avrebbe innescato le fiamme, propagate rapidamente verso l’alto fino al crollo della cupola e di parte del tetto. Le cause sono in fase di accertamento.

Teatro Sannazzaro incendio

Sfollati, danni e ordinanza del Comune

Sono 60 gli sfollati e 24 gli appartamenti evacuati, di cui 12 gravemente danneggiati. Otto le persone tra intossicati e feriti lievi durante le operazioni di spegnimento.

Via Chiaia è stata chiusa al traffico, così come la metropolitana nella zona, con disagi e proteste. Il Comune ha emanato un’ordinanza invitando i residenti a tenere chiuse porte e finestre per l’aria resa irrespirabile dal fumo.

Una prima stima dei danni parla di 60-70 milioni di euro, cifra che include anche le attività commerciali adiacenti.

Le istituzioni: “Ricostruire subito”

Il presidente della Regione Roberto Fico ha definito l’evento “una ferita per tutti”. Il Ministero della Cultura è intervenuto con il ministro Alessandro Giuli, che ha promesso la ricostruzione, e con il sottosegretario Gianmarco Mazzi, che ha annunciato l’apertura di un tavolo con Comune e Regione per individuare fondi e tempi.

La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per incendio colposo a carico di ignoti.

 

Il dolore del mondo dello spettacolo

La direttrice artistica Lara Sansone, insieme al marito Sasà Vanorio, ha parlato di “lutto”, chiedendo alle istituzioni di non lasciare solo il teatro.

Tra le voci del mondo dello spettacolo, Marisa Laurito ha sollecitato una ricostruzione immediata, mentre Luisa Ranieriha ricordato il Sannazaro come luogo della sua infanzia, legato alle rappresentazioni di Luisa Conte.

Il rogo colpisce uno dei luoghi simbolo della memoria culturale napoletana. Ora la priorità è la messa in sicurezza dell’area e la definizione di un piano per la ricostruzione.

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