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Tangenziale di Napoli, esposto e diffida per l’aumento del pedaggio: nel mirino arrotondamenti, Tutor e costi di ricerca

Esposto e messa in mora contro Tangenziale di Napoli S.p.A. per l’aumento del pedaggio a 1,05 euro: contestati arrotondamenti, rifiuto di monete, Tutor e presunti profili di danno erariale.

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È stato notificato un atto di diffida formale e messa in mora, con istanza di accesso civico, indirizzato a una pluralità di soggetti istituzionali e di vigilanza sulla gestione della Tangenziale di Napoli S.p.A.. Il documento è firmato dall’Angelo Pisani, in rappresentanza dell’Associazione Noi Consumatori e nell’interesse degli utenti e contribuenti, anche per conto dell’onorevole Francesco Emilio Borrelli.

L’aumento a 1,05 euro e le contestazioni

Dal 1° gennaio 2026 il pedaggio è stato portato a 1,05 euro, con arrotondamento sistematico per eccesso pari al 5%, a fronte di un’inflazione programmata dell’1,5%. La diffida contesta inoltre il rifiuto delle monete da 1 e 2 centesimi e la mancata restituzione immediata del resto, ritenuti in violazione dei principi di correttezza, trasparenza e buona fede, con un aggravio operativo per l’utenza.

Ipotesi di pratiche scorrette e posizione dominante

Secondo l’esposto, tali condotte potrebbero integrare pratiche commerciali scorrette ai sensi dell’art. 20 del Codice del Consumo e configurare un abuso di posizione dominante, in ragione del monopolio naturale sulla tratta urbana. Si segnala inoltre un temporaneo indebito arricchimento derivante dagli arrotondamenti.

Investimenti, Università e presunta cross-subsidization

La società giustificherebbe gli aumenti richiamando investimenti tecnologici (Smart Road, monitoraggi) e contratti di ricerca con l’Università degli Studi di Napoli Federico II. L’atto chiede di verificare se tali costi siano stati integralmente ribaltati sui pedaggi locali, pur producendo benefici tecnologici su scala nazionale per il gruppo Autostrade per l’Italia e per Movyon, ipotizzando una cross-subsidization a danno degli utenti napoletani.

Limite a 80 km/h e uso del Tutor

Viene evidenziata una contraddizione tra la dichiarata modernità dell’infrastruttura e il limite di velocità a 80 km/h, costantemente monitorato dal Tutor. In questo contesto, il sistema di controllo viene ritenuto potenzialmente distorto, più vicino a un prelievo sanzionatorio aggiuntivo che a un presidio di sicurezza coerente con standard autostradali avanzati.

Le richieste alle Autorità

  • Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM): accertare l’eventuale abuso di posizione dominante e le pratiche scorrette; chiedere l’inibitoria immediata e le sanzioni di legge.

  • Corte dei Conti – Procura regionale Campania: avviare un’istruttoria su un possibile danno erariale, verificando il PEF, la pertinenza dei costi di ricerca, l’uso delle entrate vincolate e l’eventuale finanziamento di asset tecnologici privati a scapito della manutenzione locale e della riduzione tariffaria.

  • Cassa Depositi e Prestiti (CDP): in qualità di azionista di riferimento del gruppo ASPI, intervenire per revocare l’aumento, ricondurlo ai limiti di legge e valutare esenzioni per i residenti dell’area metropolitana, nel rispetto della sostenibilità sociale.

Le conclusioni

La diffida chiede a ciascun destinatario, per le rispettive competenze, provvedimenti urgenti per la sospensione del pedaggio e la verifica della trasparenza contabile della gestione, con riserva di ulteriori azioni a tutela dei diritti degli utenti qualora emergano profili di rilevanza giuridica.

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Esteri

Iran-Usa, Vance: “Nessuna svolta a Ginevra, opzione militare resta sul tavolo”

Il vicepresidente Usa JD Vance afferma che nei colloqui di Ginevra l’Iran non ha accolto le richieste chiave di Washington sul nucleare. Resta aperta l’opzione militare.

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Nei colloqui tra Stati Uniti e Iran svoltisi a Ginevra non sarebbe emersa alcuna svolta sostanziale.

Lo ha dichiarato il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, sottolineando che Teheran non avrebbe recepito le richieste fondamentali avanzate da Washington.

Due settimane per colmare le distanze

Dopo l’incontro, gli Stati Uniti hanno comunicato di essere disposti a concedere all’Iran due settimane per colmare le lacune ancora esistenti tra le parti.

Secondo quanto riferito da fonti vicine ai negoziati, prima del vertice Teheran avrebbe indicato una disponibilità a compromessi su alcuni aspetti del proprio programma nucleare, incluso il trasferimento all’estero dell’uranio quasi idoneo alla produzione di armi.

Le linee rosse di Washington

Martedì sera, in un’intervista a Fox News, Vance ha spiegato che, pur essendo stato concordato un nuovo incontro, non si è giunti a un’intesa sulle cosiddette “linee rosse” fissate dal presidente Donald Trump.

Gli Stati Uniti chiedono all’Iran di porre fine all’arricchimento dell’uranio, elemento centrale del programma nucleare iraniano. La Casa Bianca teme che tale attività possa consentire a Teheran di acquisire la capacità di costruire un’arma nucleare.

Opzione militare non esclusa

Vance ha aggiunto che, in assenza di progressi concreti, l’opzione militare resta una possibilità, senza fornire ulteriori dettagli.

Il confronto resta aperto e le prossime settimane saranno decisive per verificare se i colloqui potranno evolvere verso un’intesa o se prevarrà un irrigidimento delle posizioni.

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Esteri

New York, il sindaco Mamdani propone aumento del 9,5% della tassa sulla proprietà

Il sindaco di New York Zohran Mamdani propone un aumento del 9,5% della tassa sulla proprietà per colmare un deficit di 5,4 miliardi di dollari.

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Il sindaco di New York City, Zohran Mamdani, ha proposto un aumento del 9,5% dell’imposta sulla proprietà, definendolo una “ultima spiaggia” nel caso in cui non riesca a ottenere dalla governatrice Kathy Hochul un incremento delle imposte sul reddito per i contribuenti più abbienti.

La misura riguarderebbe oltre 3 milioni di abitazioni unifamiliari, cooperative e condomini, oltre a più di 100.000 edifici commerciali.

Un bilancio da 127 miliardi di dollari

La proposta è contenuta nel piano di spesa preliminare presentato da Mamdani, il primo da quando è diventato sindaco. Il bilancio ammonta a 127 miliardi di dollari ed entrerà in vigore il primo luglio, dopo la fase di revisione e trattativa con il Consiglio comunale.

Si tratta di un incremento rispetto all’attuale piano di spesa da 122 miliardi di dollari.

Il nodo del deficit e lo scontro con l’ex sindaco

Secondo Mamdani, l’aumento delle entrate sarebbe necessario per coprire un disavanzo di 5,4 miliardi di dollari, attribuito a imprecisioni nella stesura del bilancio da parte del suo predecessore, Eric Adams.

Adams ha però respinto l’accusa, sostenendo di aver lasciato all’amministrazione successiva oltre 8 miliardi di dollari in riserve.

Il confronto tra le due versioni si inserisce in un dibattito politico più ampio sulle politiche fiscali della città e sulla sostenibilità della spesa pubblica in uno dei principali centri economici mondiali.

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Esteri

Guerra in Ucraina, Witkoff: “Progressi significativi nei colloqui tra Kiev e Mosca”

L’inviato Usa Steve Witkoff parla di progressi significativi nei colloqui tra Ucraina e Russia a Ginevra nell’ambito dell’iniziativa guidata da Washington.

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I colloqui tra Ucraina e Russia, in corso a Ginevra, avrebbero registrato “progressi significativi” nell’ambito dell’iniziativa guidata dagli Stati Uniti per porre fine alla guerra.

A dichiararlo è stato Steve Witkoff, inviato statunitense impegnato nella mediazione, mentre le delegazioni si preparavano a un secondo giorno di negoziati.

Le parole dell’inviato statunitense

In un messaggio pubblicato sulla piattaforma X, Witkoff ha affermato che il coinvolgimento del presidente Donald Trumpnel riunire le parti avrebbe contribuito a risultati concreti.

Secondo quanto riferito, entrambe le delegazioni avrebbero concordato di aggiornare i rispettivi leader sugli sviluppi emersi durante gli incontri e di proseguire il lavoro diplomatico con l’obiettivo di arrivare a un’intesa.

Il contesto della mediazione americana

L’iniziativa si inserisce nel quadro degli sforzi internazionali per fermare il conflitto iniziato nel 2022. Al momento non sono stati resi noti dettagli specifici sui contenuti dei presunti progressi né su eventuali bozze di accordo.

Le trattative restano in corso e l’evoluzione dei colloqui dipenderà dalle decisioni politiche che verranno assunte nelle rispettive capitali.

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