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Cronache

Tangenti per truccare un appalto di Autostrade per l’Italia, tra gli indagati c’è anche il deputato del Pd Del Basso De Caro

L’inchiesta. Benevento. Nel mirino dei pm una gara da 75 milioni, un giro di corruzione e fatture inesistenti. In 4 ai domiciliari. Il deputato Pd iscritto per altre vicende

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La notizia è che il deputato Pd, Umberto Del Basso De Caro, è indagato dalla Procura di Benevento. E sin qui nulla di strano. Capita spesso in Italia. Poi, come amiamo dire noi giornalisti di recente, una iscrizione nel registro degli indagati non è una sentenza di condanna. Anzi. L’iscrizione del suo nome, quello di Umberto Del Basso De Caro, tra i nomi di altri indagati, è avvenuta nell’ambito di un’inchiesta su presunti illeciti ( che siano illeciti lo dicono i magistrati della procura sannita) commessi (se lo sono stati) per l’aggiudicazione di un appalto di Autostrade per l’Italia (ve la ricordate Aspi?) e che ieri ha portato alla emissione di quattro misure cautelari (sono arresti domiciliari) per quattro persone. Le contestazioni di reati agli indagati vanno  dalla corruzione aggravata alla turbata libertà degli incanti e alla emissione di fatture per operazioni inesistenti. E di queste cose la Procura di Benevento ne parla diffusamente nei suoi comunicati stampa. Nulla di ufficiale invece scrive la Procura in merito alle indagini su De Basso De Caro. Il Fatto quotidiano invece dice che in questa inchiesta c’è un altro nome di un altro indagato. E questi è Umberto Del Basso De Caro. Le accuse mosse a Del Basso De Caro però, da qualche scrive il Fatto, non sono quelle che la Procura di Benevento contesta ai quattro indagati finiti ai “domiciliari”. Il giornale di Travaglio scrivere che Del Basso De Caro è  “iscritto per vicende diverse sulle quali si tiene però il massimo riserbo, ma che verrà convocato in Procura per l’interrogatorio”.
Doverosamente il Fatto ha anche “sentito il deputato” che però ” ha smentito l’indagine a suo carico”.  Ma chi sono i destinatari delle quattro le misure cautelari? Agli arresti in casa sono finiti Antonio Bargone, presidente pro tempore della Sat, Società Autostrada Tirrenica spa e in passato sottosegretario ai lavori pubblici dal 1996 al 2001. Poi c’è un imprenditore beneventano. Quindi un intermediario residente in Emilia-Romagna. Il quadro arrestato è Vincenzo Voci, u n manager esterno del gruppo Aspi. Contestualmente agli arresti sono stati anche sequestrati preventivamente 64.128 euro. Nel corso delle indagini della procura sannita, che andavano avanti da 14 mesi, i finanzieri coordinati dai pm, si sono imbattuti in un “episodio di corruzione e turbata libertà degli incanti volto a pilotare l’assegnazione della gara d’appalto bandita da Autostrade per l’Italia per le tratte autostradali della DT6 di Cassino – Lotto 7 – per un valore di 76.500.000 euro, per la cui aggiudicazione era stata prevista la procedura ‘aperta’”. Da qui lo show down degli arresti. Per la Procura di Benevento nel corso dell’espletamento della gara, sarebbero state esercitate delle illecite influenze al fine di orientarne la aggiudicazione. La Procura parla di un episodio corruttivo. Un accordo per il pagamento di una tangente per aggiudicare l’appalto che in parte si sarebbe anche verificato, nel senso che una somma della tangente sarebbe stata anche versata. La cifra della tangente pagate sarebbero proprio i 64 mila euro sequestrati.  Che cosa ha fatto Autostrade per l’Italia nel frattempo? Quello che era lecito attendersi. Ha “provveduto, in via cautelativa, alla sospensione degli incaricati di pubblico servizio”. Circa l’appalto, si vedrà in corso d’opera. La speranza è che la Procura faccia luce e presto su questa indagine e la porti davanti ad un giudice terzo che possa decidere.

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Cronache

Precipitano sul Gran Sasso, morti due alpinisti

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Due alpinisti esperti sono morti ieri nel corso di una arrampicata sul Gran Sasso, caduti probabilmente a causa del rapido cambiamento delle condizioni meteo nell’area, con raffiche di vento e pioggia: si tratta di Marco Paccosi, 43 anni, di Sansepolcro (Arezzo), e di Luca Iani, 56 anni, residente a Roma. I corpi dei due sono stati recuperati nel pomeriggio di oggi dal Soccorso Alpino e Speleologico abruzzese, dopo essere stati individuati in mattinata grazie all’intervento dell’elisoccorso del 118 arrivato dall’Aquila. I due alpinisti ieri mattina avevano raggiunto l’Abruzzo per un’arrampicata sul Gran Sasso, attraverso la Via alpinistica Intermesoli, ma in serata non sono rientrati a casa: intorno alle 23 il Soccorso Alpino e Speleologico abruzzese e’ stato attivato dal numero unico del Lazio per i dispersi, contattato dalla moglie di Iani, allarmata dal fatto che il marito non fosse tornato a casa e non rispondesse al cellulare. La Prefettura di Teramo ha subito attivato il protocollo dei soccorsi in montagna e ha allertato il Soccorso Alpino e Speleologico: sono partite delle squadre di terra dalla stazione di Teramo, che hanno ritrovato le macchine dei due alpinisti in prossimita’ della base per Intermesoli e malgrado il maltempo, hanno raggiunto la base della parete, senza pero’ riuscire ad individuare i due escursionisti. Stamani l’elisoccorso con a bordo i tecnici del Soccorso Alpino ha sorvolato la zona e in prossimita’ della parete est di Pizzo Intermesoli, in fondo ad un canale, ha avvistato i due corpi. I soccorritori hanno allertato la Prefettura e hanno ottenuto dal magistrato il nulla osta per il recupero dei due alpinisti. Secondo la guida alpina dell’Aquila, Agostino Cittadini, scalatore da oltre 35 anni e grande conoscitore del Gran Sasso, tra le ipotesi della tragedia potrebbe esserci il cedimento dell’ancoraggio. “Non ho notizie dirette sulle cause della tragedia – ha commentato – so che non si tratta di gente inesperta, ma di conoscitori della montagna, una ipotesi potrebbe essere il cedimento dell’ancoraggio dove erano in sosta, visto che i due sfortunati scalatori sono precipitati entrambi. Ma sono valutazioni che non troveranno mai conferma, perche’ in questi casi non e’ prassi fare indagini, peraltro molto difficili. Solo loro possono sapere”. “Sono situazioni tragiche che purtroppo possono capitare – ha aggiunto Cittadini – non si dovrebbero verificare, ma accadono anche a coloro che fanno alpinismo e verificano con razionalita’ i comportamenti. Sono rischi oggettivi: a mio avviso non c’entra il maltempo o l’improvviso cambiamento climatico. Erano scalatori non improvvisati, gente esperta, non credo che la tragedia sia dovuta alla inesperienza. E’ stata una fatalita’ causata da cattive valutazioni”, ha sottolineato Cittadini che tra le altre cose ha al suo attivo l’apertura di una via nuova in Pakistan dedicata a due amici morti in montagna, Stefano Imperatori e Alberto Bianchetti.

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Cronache

Temporali, Napoli e Caserta sott’acqua: allagamenti, alberi abbattuti e tanti danni

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Napoli sott’acqua oggi con l’ondata di maltempo che si è abbattuta sul capoluogo partenopeo. In via Marina un albero è crollato su due auto. Il livello dell’acqua è salito con la grande pioggia nelle strade fino a raggiungere le ruote di macchine e furgoni in alcuni punti. Al lavoro tecnici e agenti della polizia locale per fornire indicazioni ai cittadini e cercando di ripulire da rami e fango le canaline di scolo a bordo strada per far defluire. Nel golfo il vento ha gonfiato il mare in entrata e muove onde e canaloni contro la costa. Il maltempo ha colpito duramente anche in via Posillipo, diventata un fiume in piena con l’acqua che ha superato i marciapiedi correndo in modo impetuoso verso Mergellina e trascinando ogni cosa che incontrava. A Pianura e in diversi quartieri della città allagamenti di strade, scantinati e abitazioni hanno messo in seria difficoltà cittadini e commercianti, molti dei quali sono stati costretti a chiudere bottega per i danni subiti. Stessa situazione in via Nuova Brecce nella zona industriale della città. In Provincia di Napoli diverse emergenze nelle zone di Licola e Lago Patria dove si è registrato anche un incidente a causa della pioggia sull’arteria che collega Varcaturo a Castel Volturno con traffico paralizzato. A Giugliano la zona Monaci è completamente allagata mentre a Crispano e Brusciano l’acqua alta ha invaso le case con serissimi danni per agli arredamenti e alle strutture. A Marano, nei pressi della scuola D’Azeglio, atri, piazzale e s allagati. Vigili del fuoco sul posto, necessario l’intervento delle idrovore per liberare l’acqua.

In considerazione della proroga dell’allerta meteo e sulla base del monitoraggio delle potenzialita’ di rischio esistenti, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi per la giornata di domani -si apprende da fonti del Comune di Napoli “e’ in procinto di emanare un’ordinanza di chiusura delle scuole che non erano gia’ destinate a seggio elettorale. Cio’ allo scopo di tutelare la sicurezza degli studenti e del personale educativo e scolastico”. Le scuole destinate a seggio elettorale, “sulla base di un programma di sanificazione da svolgere congiuntamente tra Comune e Asl Napoli 1 Centro, riapriranno da mercoledi’ 28 settembre. A comunicarne la riapertura sara’ il dirigente del singolo istituto scolastico”.

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Rogo distrugge l’auto del maresciallo dei carabinieri di Racale, l’ipotesi è il dolo

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Un incendio di probabile natura dolosa ha completamente distrutto nella notte a Taviano, in Salento, l’auto del vice comandante dei carabinieri della stazione di Racale. La vettura, una Fiat Freemont, era in uso da qualche giorno ad un’altra persona per delle riparazioni ed era parcheggiata in via Respighi, nei pressi dell’abitazione di quest’ultima. Il maresciallo, infatti, abita a Racale dove presta servizio. Le fiamme hanno danneggiato anche uno stabile in costruzione di proprieta’ di un giovane. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco.

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