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Svizzera prima del girone, Canada secondo: 2-1 a Vancouver e qualificazione per entrambe

La Svizzera batte 2-1 il Canada a Vancouver e chiude al primo posto il girone B. Qualificazione anche per i padroni di casa, secondi, mentre Bosnia e Qatar sono eliminate.

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La Svizzera conquista il primo posto del girone B battendo 2-1 il Canada a Vancouver e vola ai sedicesimi di finale del Mondiale. Passa il turno anche la nazionale di casa, che chiude seconda grazie alla migliore differenza reti nei confronti della Bosnia. Eliminate Bosnia e Qatar.

Prima della gara un pareggio sarebbe bastato a entrambe per qualificarsi, alimentando i timori di un possibile “biscotto”. In campo, però, le due squadre hanno giocato per vincere.

Primo tempo equilibrato

La Svizzera ha mostrato fin dall’inizio una maggiore qualità tecnica. All’11’ Breel Embolo è andato vicino al vantaggio, trovando la risposta del portiere Crépeau, mentre il successivo tentativo di Manzambi è stato respinto dalla difesa canadese.

Il centrocampo elvetico ha ruotato attorno all’esperienza di Granit Xhaka, mentre il Canada ha cercato di costruire con maggiore manovra. L’occasione più importante per i nordamericani è arrivata con Larin, fermato però dalla posizione di fuorigioco.

Curioso l’episodio alla mezz’ora: durante una punizione, Larin ha spostato il pallone prima della battuta di Xhaka, che lo ha colpito involontariamente nel tentativo di calciare. L’arbitro brasiliano Abatti ha ammonito entrambi.

Vargas e Manzambi firmano il doppio vantaggio

La partita si è sbloccata appena 39 secondi dopo l’inizio della ripresa. Embolo ha aperto gli spazi per Rubin Vargas, servito da Manzambi, che ha battuto Crépeau con un preciso rasoterra.

Il Canada ha provato ad aumentare il ritmo, ma al 57′ è arrivato anche il raddoppio svizzero. Ancora Embolo ha fatto da sponda per Manzambi, il cui tiro, non irresistibile, è stato favorito da un grave errore del portiere Crépeau, che si è lasciato sfuggire il pallone sotto il corpo.

Promise David riapre la partita

Il commissario tecnico canadese Jesse Marsch ha cambiato volto alla squadra con diversi innesti dalla panchina. La mossa ha prodotto effetti immediati.

Al 76′ Promise David, appena entrato, ha accorciato le distanze al primo pallone toccato, sfruttando un assist di Saliba. Nel finale il Canada ha spinto con decisione alla ricerca del pareggio e Cornelius, di testa, è andato vicino al 2-2.

Nei minuti di recupero è stato un autentico assedio, ma la difesa svizzera ha resistito fino al triplice fischio.

Agli ottavi la Svizzera sfiderà una delle migliori terze

Con questo successo la Svizzera chiude il girone al primo posto e tornerà in campo, ancora a Vancouver, per affrontare una delle migliori terze classificate.

Il Canada, nonostante la sconfitta, raggiunge comunque la fase a eliminazione diretta, centrando un risultato importante davanti al proprio pubblico.

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Napoli, Allegri cambia rotta: contro il Bologna la prima regola è non prendere gol

Allegri lavora per blindare la difesa del Napoli dopo le sconfitte con Como, Inter e Arsenal. Milinkovic-Savic sostituirà Meret, mentre Lang e Spinazzola sono candidati a partire titolari contro il Bologna.

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La luna di miele tra Massimiliano Allegri e il Napoli non è finita, ma il tecnico ha individuato la prima emergenza da risolvere: blindare la difesa. I sei gol subiti nelle ultime tre partite contro Como, Inter e Arsenal rappresentano un dato preoccupante per un allenatore che ha costruito gran parte dei propri successi sulla solidità.

Prima dell’esperienza napoletana, Allegri aveva incassato in campionato una media di circa 0,88 reti per partita in 540 gare. Con il Milan vinse lo scudetto subendo 24 gol; con la Juventus, nella stagione 2015-2016, si fermò addirittura a 20.

Un Napoli ancora troppo fragile

Nei primi venti giorni della nuova stagione, gli azzurri sono apparsi meno sicuri rispetto alla gestione Conte e meno compatti delle tradizionali squadre allenate da Allegri.

Gli errori difensivi sono stati frequenti e talvolta evidenti. Il tecnico non ha scaricato le responsabilità sui giocatori, ma durante gli allenamenti ha insistito sulla necessità di ritrovare attenzione, distanze corrette e disciplina tattica.

Contro il Bologna sono previsti alcuni cambi. Milinkovic-Savic sostituirà l’infortunato Meret, mentre Spinazzola è candidato a prendere il posto di Olivera sulla fascia sinistra.

Lang verso il ritorno dal primo minuto

La novità principale dovrebbe essere Noa Lang, pronto a partire titolare dopo l’esclusione contro l’Arsenal. L’olandese sostituirà Alisson Santos, fermato da una lesione di medio grado al bicipite femorale sinistro.

Ad Allegri serviranno la creatività di Lang, ma anche la sua disponibilità nel lavoro di copertura. In attacco resta centrale Rasmus Hojlund, dal quale il Napoli si aspetta gol e maggiore continuità.

Marin guadagna terreno

Al centro della difesa Rafa Marin ha offerto una prova incoraggiante contro uno degli attacchi più forti d’Europa. Lo spagnolo ha mostrato personalità e può diventare un’alternativa credibile.

Beukema non è ancora al massimo della condizione, mentre Badiashile, arrivato senza una preparazione completa, deve accumulare minuti prima di poter partire stabilmente dall’inizio. Quando l’olandese sarà pienamente recuperato, dovrebbe essere lui il principale candidato ad affiancare l’intoccabile Rrahmani.

Allegri non pensa per ora a una difesa a cinque come soluzione iniziale, ma il sistema sperimentato con Favasuli e Di Lorenzo nelle posizioni di braccetti resta un’opzione.

Di Lorenzo resta intoccabile

Sulla fascia destra non sono previste sorprese: Giovanni Di Lorenzo resta un punto fermo. Il capitano è anche destinato a rientrare nei programmi della Nazionale di Roberto Mancini insieme a Matteo Politano.

«Non potrei mai dire di no all’Italia, neppure a 33 anni», ha spiegato Di Lorenzo. Un riconoscimento per un calciatore considerato indispensabile da Spalletti, Conte e ora Allegri.

Contro il Bologna il Napoli dovrà innanzitutto ritrovare equilibrio. Perché nel calcio di Allegri tutto parte da una regola antica e semplice: prima non prendere gol, poi provare a vincere.

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Mancini riparte dal Napoli: Di Lorenzo e Politano verso la conferma, prima chiamata per Vergara

Roberto Mancini dovrebbe convocare Giovanni Di Lorenzo, Matteo Politano e per la prima volta Antonio Vergara. In dubbio Meret, mentre Favasuli e Marianucci restano sotto osservazione.

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La rifondazione della Nazionale di Roberto Mancini passerà dai giovani, compresi alcuni calciatori con doppia nazionalità, ma anche dall’esperienza della vecchia guardia. Nella lista in preparazione per le prime quattro partite di Nations League dovrebbero trovare posto Giovanni Di Lorenzo e Matteo Politano.

I due giocatori del Napoli, entrambi trentatreenni, sono considerati dal commissario tecnico elementi capaci di garantire esperienza e personalità a un gruppo destinato a essere profondamente rinnovato.

Prima convocazione per Vergara

La vera novità dovrebbe essere Antonio Vergara, destinato alla prima chiamata con la Nazionale maggiore. Il centrocampista offensivo del Napoli era già entrato nei programmi del precedente commissario tecnico Gennaro Gattuso, che avrebbe voluto portarlo nella trasferta in Macedonia prima dell’infortunio.

Mancini sembra ora intenzionato a inserirlo nel gruppo per valutarlo da vicino e accelerarne il percorso internazionale.

Meret resta in dubbio

Tra i possibili convocati figura anche Alex Meret, ma la sua presenza dipenderà dal recupero dopo il problema muscolare accusato contro l’Arsenal.

Lo staff della Nazionale segue inoltre Costantino Favasuli e Luca Marianucci. Entrambi rientrano nel progetto di ringiovanimento, anche se le attuali condizioni fisiche potrebbero rinviarne la convocazione.

L’Italia affronterà tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre Belgio, Turchia per due volte e Francia. Quattro partite ravvicinate che segneranno l’avvio della seconda esperienza di Mancini sulla panchina azzurra.

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Gelo sul Napoli, il Maradona non si scalda: solo 11 mila biglietti venduti per il Bologna

Il Napoli affronta il Bologna davanti a un Maradona lontano dal tutto esaurito. Dopo le sconfitte con Como, Inter e Arsenal, Allegri deve ritrovare vittoria, gioco ed entusiasmo. Lang può partire titolare, Anguissa resta in dubbio.

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Il dato racconta meglio di molte parole il momento del Napoli: fino a ieri erano stati venduti appena 11 mila biglietti per la partita contro il Bologna. Sommando i circa 24 mila abbonati, il pubblico del Maradona dovrebbe superare le 35 mila presenze e potrebbe avvicinarsi faticosamente a quota 40 mila.

Numeri distanti dalle abituali affluenze dello stadio azzurro. Pesano i prezzi dei tagliandi, il periodo immediatamente successivo alle vacanze e il divieto di trasferta disposto per i tifosi residenti in Emilia-Romagna. Ma incidono soprattutto le tre sconfitte consecutive contro Como, Inter e Arsenal.

Una squadra che non ha ancora acceso il pubblico

Il Napoli di Massimiliano Allegri non ha ancora conquistato pienamente la piazza. Il cambio in panchina e il nuovo progetto possono giustificare un periodo di assestamento, ma una squadra costruita con ambizioni da scudetto è chiamata a mostrare subito una reazione.

Nell’ultima stagione la media al Maradona era stata di circa 47.700 spettatori, con punte vicine ai 54 mila contro Juventus e Inter. Anche la partita meno frequentata aveva richiamato circa 46 mila persone.

Il calo previsto per il Bologna assume quindi un valore che supera il semplice dato numerico: è il segnale di un entusiasmo improvvisamente raffreddato.

La protesta delle Curve sugli striscioni

Sul clima dello stadio pesa anche la nuova tensione tra il club e il tifo organizzato. Durante la gara di Champions League contro l’Arsenal, le Curve sono rimaste a lungo in silenzio per protestare contro lo stop all’ingresso degli striscioni.

La società avrebbe proposto una modifica del regolamento d’uso del Maradona per impedire l’esposizione sulle balaustre. La questione, dopo il mancato via libera della Questura e l’intervento della Prefettura, non è stata affrontata nell’ultima riunione del Gruppo operativo sicurezza. Per la partita con il Bologna, dunque, non sono previste modifiche.

Il confronto rischia di incrinare nuovamente i rapporti con il tifo organizzato dopo la tregua raggiunta negli ultimi mesi della gestione Spalletti.

Contro il Bologna non sono ammessi altri passi falsi

Il compito più urgente di Allegri è restituire entusiasmo e identità alla squadra. Le difficoltà contro Inter e Arsenal possono essere spiegate anche con la qualità degli avversari. Contro il Bologna, invece, il Napoli dovrà assumere il controllo della partita e abbandonare l’atteggiamento troppo attendista mostrato in Champions.

La gara di domenica alle 18 diventa così il primo vero esame della stagione: non basta vincere, serve una prestazione capace di riconciliare squadra e pubblico.

Tra le possibili novità c’è Noa Lang, candidato a partire dal primo minuto. Anguissa resta in dubbio e potrebbe iniziare dalla panchina, mentre Gilmour si avvia verso la conferma a centrocampo. Ora tocca al Napoli riportare il calore dentro un Maradona diventato improvvisamente freddo.

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