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Esteri

Svezia, Magdalena Andersson eletta prima ministro al mattino si dimette al pomeriggio

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Al timone della Svezia arriva per la prima volta una donna. Paragonata per alcuni tratti ad Angela Merkel e definita dalla tv pubblica Svt ‘il bulldozer’, Magdalena Andersson ha aggiunto ai suoi molti primati quello piu’ importante: l’elezione a premier da parte del parlamento di Stoccolma con 117 voti favorevoli, 57 astenuti e 174 contrari. La Svezia funziona così: per essere primo ministro non devi avere la maggioranza. È necessario non avere contro 175 parlamentari, cioè la maggioranza dei 349 di cui si compone la Camera. La sua elezione è il primo record di Magdalena. Il secondo record, però, è quello di essere rimasta in carica poche ore. Il tempo del voto contrario del Parlamento alla legge di bilancio. Andersson ha annunciato subito le dimissioni e precisato di non voler “guidare un esecutivo dove appaiano le basi per mettere in discussione la sua legittimità”. Era successo che la colazione progressista s’era sfaldata e la legge di Bilancio era cambiata e passata con i vostri della destra. Così la premier poche ore dopo se n’è andata ed ha informato il presidente del Parlamento, Anderas Norlen, di essere ancora interessata a guidare un governo ma “monopartitico socialdemocratico”. “Un governo di coalizione dovrebbe dimettersi se un suo partito sceglie di abbandonare l’esecutivo”, ha continuato Andersson. Ora bisogna capire che cosa fanno le forze politiche, sorprese fino ad un certo punto dalle dimissioni lampo della signora Andersson.

I numeri testimoniano di un Paese diviso, ma in base al sistema svedese, spiegavamo, un candidato premier non ha bisogno della maggioranza favorevole, basta che non abbia quella contraria. D’altra parte storia e carattere della neo prima ministra raccontano di una politica abile, capace di navigare anche nelle acque più agitate. La sua elezione non era stata una sorpresa. Ai primi di novembre era stata nominata per acclamazione leader del suo partito al potere, i socialdemocratici. E come tale già premier in pectore, in attesa della ratifica parlamentare che l’ha portata poi a capo dell’esecutivo per poche. Una vittoria personale ma anche un punto a favore della Svezia, l’unico dei Paesi nordici a non avere ancora avuto una prima ministra o una presidente, nonostante l’uguaglianza di genere sia una realtà da tempo consolidata. Una vittoria, tuttavia, che è durata ore. Siamo però solo all’inizio di un percorso tutto in salita di dieci mesi che precedono le elezioni legislative programmate per il settembre 2022. Che cosa accadrà ora? La neo (ex) premier tornerà in sella con un monocolore socialdemocratico che traghetterà il Paese fino alle elezioni? Sembra questa la soluzione possibile. Altrimenti si torna al voto. Lei, la signora Anderson, che cosa dice? L’ha scritto sui suoi profili social. “Gli accordi che io e il mio partito abbiamo sottoscritto valgono ancora se diventassi di nuovo premier, se il Partito degli ambientalisti partecipi o meno al governo”. E allora è probabile che già nelle prossime ore la signora Andersson ridiventi premier con l’appoggio esterno dei Verdi svedesi.

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Capire la crisi Ucraina

Zelensky: la Russia sta compiendo un genocidio nel Donbass

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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di compiere un “genocidio” nel Donbass. La Russia sta praticando la “deportazione” e “l’uccisione di massa di civili” nel Donbass, ha detto Zelensky nel suo discorso video quotidiano precisando che “tutto questo (…) e’ un’evidente politica di genocidio portata avanti dalla Russia”.

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Esteri

Canada: uomo armato vicino a scuola, ucciso da polizia

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  Un uomo armato di fucile vicino ad una scuola di Toronto e’ stato ucciso dalla polizia. L’uomo, si legge sull’account Twitter della polizia, aveva circa 20 anni, indossava un berretto bianco e un lungo cappotto. A due giorni dalla strage nella Robb Elementary di Uvalde, in Texas, la presenza di un uomo armato ha creato il panico e tutte le scuole della zona sono state poste in lockdown fino all’intervento della polizia, ha riferito il capo delle forze dell’ordine della citta’, James Ramer, senza fornire altri dettagli. Un portavoce dell’Unita’ investigativa speciale della polizia di Toronto ha spiegato che due agenti di polizia hanno sparato all’uomo armato e lo hanno ucciso. Non e’ chiaro se l’uomo avesse in mano l’arma quando la polizia ha fatto fuoco. Il capo della polizia, James Ramer, non ha fornito ulteriori dettagli perche’ c’e’ un’inchiesta in corso. “Non c’e’ alcuna minaccia per la sicurezza pubblica”, ha assicurato. “A causa della vicinanza a una scuola, capisco quanto traumatico tutto questo debba essere stato per il personale, gli studenti e i genitori, visti i recenti eventi negli Stati Uniti”, ha aggiunto.

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Incursioni di jet russi e cinesi durante summit con Biden

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Sei bombardieri strategici cinesi e russi hanno condotto manovre congiunte sulle acque vicino al Giappone in quella che il ministro della Difesa nipponico Nobuo Kishi ha definito “un atto dimostrativo” contro il vertice del Quad tenutosi a Tokyo. Mentre i leader i leader di Giappone, Stati Uniti, Australia e India condannavano qualsiasi cambio di status quo nell’Indo-Pacifico con l’uso della forza (come per Taiwan) e il presidente Joe Biden parlava ai partner asiatici della guerra in Ucraina causata da Mosca come “di un problema globale”, Cina e Russia, i due “partner senza limiti”, hanno fatto volare i loro jet sul mar del Giappone, sul mar Cinese orientale e sul Pacifico in una prova di forza e di capacita’ interoperativa portata avanti dalla mattina al pomeriggio. L’esercitazione militare “vicino alla nostra nazione durante l’incontro dei leader dei quattro Paesi doveva essere una risposta” contro il Giappone, ha aggiunto Kishi, ma “non possiamo ignorare” l’atto perche’ la Cina ha fatto una mossa congiunta con “la Russia, Paese aggressore, in una fase in cui la comunita’ internazionale ha risposto all’attacco russo all’Ucraina”. Nel vertice Quad, i premier nipponico Kishida, indiano Modi e australiano Albanese, e il presidente Usa Biden hanno affermato “il coordinamento per promuovere un Indo-Pacifico libero e aperto”, a favore di una visione di contrasto al crescente peso della Cina che, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, potrebbe essere incoraggiata a mosse assertive su Taiwan, centro cruciale per la produzione mondiale dei microprocessori, e altri punti di crisi nella regione. I leader del quartetto si sono trattenuti, nella dichiarazione finale, dalla condanna unanime della Russia e dalla chiamata in causa di Pechino sull’isola che considera parte del suo territorio da riunificare anche con la forza, se necessario. La Cina ha tuonato contro i commenti del presidente americano che lunedi’ aveva detto che gli Usa sarebbero intervenuti militarmente a difesa di Taiwan se attaccata. Biden, ha precisato oggi che la linea americana non e’ cambiata, ma da Pechino e’ arrivato un altro durissimo monito.

“Vorrei ricordare agli Usa che non c’e’ forza al mondo, compresi gli Usa, che possa fermare il popolo cinese dalla completa riunificazione nazionale. Non c’e’ forza al mondo, compresi gli Usa, che possa salvare il destino delle forze indipendentiste di Taiwan dal fallimento”, ha detto il portavoce del ministero Esteri cinese Wang Wenbin. Che ha lanciato un pesante avvertimento: “Consigliamo agli Usa di ascoltare una famosa vecchia canzone cinese. Canta: quando arriva un amico, c’e’ del buon vino. Se arriva lo sciacallo, c’e’ un fucile per salutarlo”. I leader del Quad hanno citato la denuclearizzazione della penisola coreana, la crisi in Myanmar e il terrorismo tra i grandi temi regionali, insieme alle turbolenze nel mar Cinese meridionale e orientale nella nota finale. Pur non essendo una alleanza formale, il Quad e’ una spina nel fianco per Pechino, che la considera “una piccola cerchia” che punta all’egemonia regionale come una ‘Nato del Pacifico’. I quattro leader si sono impegnati a investire oltre 50 miliardi di dollari in assistenza alle infrastrutture nei prossimi cinque anni, svelando un’iniziativa marittima per aiutare i Paesi della regione a monitorare le attivita’ di pesca illegale (e altro) al largo delle loro coste. Intanto, dal 26 maggio al 4 giugno, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi sara’ in visita in otto Paesi regionali, di cui 7 del Pacifico meridionale, a partire dalle Isole Salomone, con cui Pechino ha stretto ad aprile un accordo sulla sicurezza che ha allarmato Usa e Australia per la possibilita’ che il Dragone costruisca basi militari a soli duemila chilometri dalle coste di Canberra. Biden torna negli Usa dopo il suo primo viaggio in Asia, sapendo di aver rafforzato i legami con gli alleati storici Corea del Sud e Giappone, e che la competizione per il controllo dell’Indo-Pacifico sara’ aspra e lunga.

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