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Suicidio Inter, una papera di Radu manda ko i nerazzurri a Bologna

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Harakiri Inter: al Dall’Ara spreca l’occasione che puo’ costare lo scudetto, con quattro giornate ancora da giocare. Nella notte in cui il club campione d’Italia sognava il sorpasso sul Milan, arriva la disfatta che non ti aspetti: colpa di una papera di Radu, il secondo portiere chiamato a sostituire all’ultimo Handanovic. Su rimessa laterale liscia il rinvio, regalando il piu’ facile dei gol vittoria a Sansone. A fine gara il portiere lascia il campo in lacrime, consolato dai compagni. E’ un ko che fa malissimo, perche’ l’Inter era partito forte, trovando il vantaggio dopo tre minuti con Perisic nel rematch del Dall’Ara, saltato lo scorso 6 gennaio a causa del Covid e della decisione dell’Asl di mettere in quarantena i padroni di casa del Bologna alla vigilia della sfida. Sono seguiti i ricorsi dell’Inter per ottenere il 3-0 che a nulla hanno portato se non a un rematch che conferma il Bologna arbitro imparziale della lotta scudetto: dopo aver strappato un punto a Milan e Juventus, ne prende tre con l’Inter, che resta all’inseguimento.

Sorpresa al calcio d’inizio in casa nerazzurra: oltre al portiere titolare out anche Bastoni, non al meglio nel corso del riscaldamento, al loro posto Radu tra i pali e Dimarco nei tre centrali. Poi solo Inter, che pare mettere la partita in discesa al pronti via: al 3′, su rimessa laterale da sinistra, Perisic taglia alle spalle dei difensori, prende palla, salta Theate scambiando con un compagno, tunnel a Barrow e bolide nel sette per il vantaggio. L’Inter domina e sfiora il gol a piu’ riprese con Lautaro e Dumfries, che si divorano tre occasioni non trovando la porta, complici anche un paio di provvidenziali chiusure di Soumaoro e Medel. Il Bologna non c’e’, fino al minuto 29, quando l’ex Arnautovic riesce a far salire la squadra, scarica a Barrow e prende posizione in area, per sovrastare Dimarco sul cross proprio di Barrow per il colpo di testa dell’1-1. Inzaghi lamenta un fallo di Soriano su Perisic sul recupero palla dei rossoblu’, ma Doveri, che adotta un metro all’inglese convalida, ammonendo il tecnico interista per proteste. E’ il gol che cambia il match, con il Bologna che tenta il bis sullo stesso asse, senza riuscirci.

L’Inter riprende l’assalto nella ripresa, con i tiri da fuori di Brozovic e Dimarco che trovano pronto Skorupski, miracoloso al 10′ sul colpo di testa di Correa su corner, il Bologna risponde con il contropiede Arnautovic-Barrow, che vede il gambiano sparare alto dal limite. L’Inter non sfonda, complici anche un paio di provvidenziali chiusure di Theate e Medel su Dumfries e Brozovic e allora Inzaghi cambia: dentro Dezko e Sanchez per Correa e Barella, che la prende male ed esce senza nascondere tutto il suo disappunto. Cala il tridente, Inzaghi, ma l’Inter perde equilibri e un minuto dopo, sempre sull’asse Barrow-Arnautovic e’ il Bologna ad avere il contropiede del vantaggio, ma l’austriaco si perde sul piu’ bello. La partita si innervosisce: arriva il rosso al collaboratore tecnico nerazzurro Spicciarello, che si becca con Theate, e il giallo a Calhanoglu (diffidato, saltera’ l’Udinese. In casa Inter cresce l’ansia che costa carissimo: perche’ al minuto 37′ su rimessa laterale, Radu regala il vantaggio ai padroni di casa, con una papera simile nella dinamica a quella di Meret domenica a Empoli, e a quella di Buffon, lunedi’ a Perugia. Due minuti dopo Dominguez salva sulla linea su D’Ambrosio, l’Inter si deve arrendere e il portiere esce in lacrime.

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Elmas, il jolly di Conte: 22 partite consecutive e un Napoli che non può farne a meno

Eljif Elmas protagonista nel Napoli di Conte: 22 partite consecutive, gol decisivo contro il Torino e una duttilità tattica che lo rende indispensabile.

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Ventidue partite consecutive giocate senza fermarsi. È il dato che racconta meglio la stagione di Eljif Elmas con il SSC Napoli.

Per Antonio Conte è diventato quasi una certezza assoluta. Il tecnico lo ha definito “Santo” per la sua disponibilità totale: qualsiasi ruolo, qualsiasi momento della partita, Elmas è sempre pronto.

La serie di presenze consecutive è iniziata a inizio dicembre contro la Juventus e non si è più interrotta tra campionato, Coppa Italia, Champions League e Supercoppa.

Il jolly che gioca ovunque

La caratteristica che rende Elmas così prezioso è la sua straordinaria duttilità tattica. Nel corso della stagione ha ricoperto almeno cinque o sei ruoli diversi.

Ha giocato centrale di centrocampo per dare respiro a Stanislav Lobotka, ma anche mediano, mezzala e perfino esterno offensivo. In alcune partite è stato utilizzato come sottopunta alle spalle di Rasmus Højlund.

Con Conte ha aggiunto anche una nuova dimensione al suo gioco: una maggiore attenzione alla fase difensiva, con recuperi palla e capacità di interrompere le azioni avversarie.

Il gol che mancava

Nonostante il grande lavoro tattico, il primo gol stagionale è arrivato soltanto contro il Torino. Una rete pesante, con un destro preciso alle spalle del portiere Paleari.

Si tratta del ventesimo gol segnato da Elmas con la maglia del Napoli, raggiunto nella sua 225ª presenza con il club.

Un traguardo che conferma un rapporto ormai lungo e solido tra il calciatore e la città.

Il ritorno in azzurro e l’intuizione di Conte

Dopo l’esperienza lontano da Napoli, Elmas è tornato in azzurro la scorsa estate su precisa richiesta di Conte.

Il centrocampista era stato ceduto per circa 25 milioni di euro, ma il Napoli lo riacquisterà definitivamente a fine stagione per poco più di 15 milioni, un’operazione considerata molto vantaggiosa.

Il tecnico ha individuato in lui il profilo ideale per garantire equilibrio, intensità e flessibilità tattica.

Numeri e rendimento

Le statistiche confermano l’importanza del macedone nel sistema di gioco del Napoli.

Elmas ha uno degli xG più alti della squadra, pari a 2.38, con percentuali di precisione nei passaggi molto elevate: circa il 94% nella propria metà campo e l’89% nella metà campo avversaria.

A questi numeri si aggiungono capacità difensive importanti, con oltre il 50% dei palloni recuperati nelle zone di competenza e una media molto bassa di dribbling subiti.

Una famiglia legata a Napoli

Il legame con la città è diventato ancora più forte anche grazie alla famiglia. Il fratello Bilal, difensore, ha recentemente firmato con la Puteolana 1902 dopo un periodo di allenamento con la squadra campana.

Elmas, nato nel 1999, resta uno dei giocatori più esperti dello spogliatoio nonostante l’età ancora giovane.

Per il Napoli rappresenta una risorsa preziosa anche in prospettiva futura: un veterano atipico, capace di adattarsi a tutto e di fare la differenza nei momenti decisivi.

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Alisson Santos, il samba del Napoli: talento brasiliano già decisivo al Maradona

Alisson Santos incanta il Napoli con dribbling e gol. Il brasiliano arrivato dallo Sporting si è già preso il Maradona e la fiducia di Antonio Conte.

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Quando Alisson Santos parte palla al piede sembra quasi danzare. I suoi dribbling leggeri e sinuosi ricordano davvero i passi della samba, la stessa musica che scorre nelle sue origini brasiliane.

Lo ha raccontato lui stesso dopo il gol segnato contro il Torino: è un brasiliano e il calcio, per lui, è anche gioia e leggerezza. Ma oltre alle giocate spettacolari, il giovane attaccante ha colpito per la capacità di inserirsi immediatamente nello spogliatoio del SSC Napoli.

In poche settimane ha conquistato compagni e allenatore, guadagnandosi la fiducia di Antonio Conte, tecnico noto per la sua attenzione ai dettagli e per la gestione rigorosa del gruppo.

Le origini e il legame con la famiglia

La storia di Alisson Santos parte dal basso. Il calcio lo ha imparato per strada, con il nonno che è stato il primo maestro e punto di riferimento.

La famiglia resta il centro della sua vita. Sua madre, Aldia, è diventata una presenza costante anche nelle prime settimane napoletane del figlio. In meno di un mese ha già celebrato due premi di migliore in campo della Serie A ricevuti dal ragazzo, condividendo l’orgoglio sui social.

Dopo la vittoria contro il Torino, la madre di Alisson è stata fotografata negli spazi interni dello stadio Maradona insieme al figlio e a Kevin De Bruyne prima di una cena in famiglia per festeggiare la serata.

Il passaggio di testimone a Posillipo

Il brasiliano ha scelto di vivere a Posillipo, nello stesso appartamento che era stato occupato da Khvicha Kvaratskhelia.

Una coincidenza che per molti tifosi ha il sapore di un simbolico passaggio di consegne tra due calciatori offensivi capaci di infiammare il pubblico del Maradona. Alisson ha già segnato due gol con la maglia azzurra, entrambi nello stadio di casa e nella porta sotto la Curva B.

L’operazione di mercato del Napoli

Il Napoli lo ha acquistato dallo Sporting CP con la formula del prestito con diritto di riscatto.

Il club azzurro ha investito inizialmente 3,5 milioni di euro per assicurarsi il giocatore, mentre per il riscatto definitivo serviranno altri 15,5 milioni a fine stagione.

Il direttore sportivo Giovanni Manna lo aveva osservato in una gara di Champions League e da quel momento ha iniziato a lavorare sotto traccia per portarlo a Napoli nella sessione invernale di mercato.

Conte lo studia e lo rende titolare

Dopo alcune settimane di lavoro a Castel Volturno, Conte ha iniziato a inserirlo gradualmente nelle partite. Nelle ultime gare il brasiliano è diventato titolare fisso.

L’allenatore apprezza soprattutto la sua capacità di rompere gli equilibri difensivi con dribbling e accelerazioni, qualità che lo rendono un vero “apriscatole” contro le difese chiuse.

Il modello a cui Alisson Santos si ispira è Ronaldinho, anche se il suo modo di stare in campo è più moderno: parte dalla fascia per poi accentrarsi e cercare la giocata decisiva.

Un talento da far crescere

Il brasiliano deve ancora adattarsi completamente al calcio italiano, dove la disciplina tattica e la gestione dei momenti della partita sono fondamentali.

Conte e lo staff lavorano proprio su questo aspetto, cercando di accompagnare la crescita del giovane talento senza snaturarne l’istinto creativo.

Napoli potrebbe essere il trampolino di lancio perfetto per la sua carriera. Intanto Alisson Santos si gode i primi applausi del Maradona, i sorrisi della madre e la sensazione di aver trovato una città pronta a innamorarsi del suo calcio.

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Napoli, Conte concede tre giorni di pausa ma a Castel Volturno si lavora: attesa per McTominay e Lobotka

Il Napoli si gode tre giorni di pausa ma a Castel Volturno si continua a lavorare. Attesa per il rientro di McTominay e Lobotka, mentre Vergara sarà valutato dopo la fascite plantare.

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Il Napoli rallenta il ritmo ma non si ferma. Dopo la sfida contro il Torino, il tecnico Antonio Conte ha concesso tre giorni di pausa alla squadra prima del prossimo impegno contro il Lecce.

La gara giocata di venerdì ha permesso agli azzurri di godersi un fine settimana completo di riposo, una situazione che non si era mai verificata nel corso di questa stagione. L’obiettivo è ricaricare le energie fisiche e mentali in vista della fase finale del campionato.

Nonostante la pausa, il centro sportivo di Castel Volturno Training Center è rimasto attivo con i calciatori che non erano scesi in campo nell’ultima gara.

McTominay verso il rientro

Le attenzioni dello staff medico sono concentrate soprattutto su Scott McTominay, fermo da quasi un mese. L’ultima apparizione dello scozzese risale alla gara contro il Genoa a Marassi.

Il centrocampista potrebbe tornare ad allenarsi in gruppo nei prossimi giorni, anche se lo staff preferisce procedere con cautela per evitare ricadute. McTominay spera di rientrare prima della sosta per rispondere alla convocazione della nazionale scozzese.

Restare a Napoli per preparare al meglio il finale di stagione resta comunque un’opzione, anche se quella di marzo rappresenta l’ultima occasione per giocare con la Scozia prima del prossimo torneo internazionale.

Lobotka e gli altri infortunati

Situazione da monitorare anche per Stanislav Lobotka, che proverà a recuperare per la sfida contro il Lecce. Lo staff medico procede con prudenza anche in vista degli impegni della nazionale slovacca.

Non rientrerà invece Amir Rrahmani, fermo fino al termine della stagione. Il difensore continua il percorso di recupero e spera di tornare a disposizione per i prossimi impegni internazionali.

Per Giovanni Di Lorenzo il rientro è previsto dopo la sosta. Anche il capitano azzurro non sarà disponibile per gli impegni con la nazionale a marzo.

I dubbi su Vergara

Nei prossimi giorni saranno effettuate ulteriori valutazioni sulle condizioni di Antonio Vergara, uscito dal campo nella gara di venerdì per una fascite plantare al piede sinistro.

Il fastidio, già avvertito nei giorni precedenti alla partita, ha costretto il centrocampista a fermarsi a fine primo tempo. Lo staff medico dovrà stabilire se accelerare i tempi di recupero per la sfida contro il Lecce o gestire il rientro con maggiore prudenza.

L’ipotesi di un recupero graduale potrebbe portare Vergara a tornare in campo nelle settimane successive, magari nella trasferta di Cagliari o dopo la sosta per le nazionali.

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