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Suicida nel suo negozio Umberto Sbrescia, professionista della foto: era oberato di debiti col fisco

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Non amiamo eticamente dare notizie di suicidi. C’è una eccezione. Quella di un uomo che si toglie la vita perchè oberato dai debiti. Ieri mattina Umberto Sbrescia, 66 anni, foto-rivenditore e fotografo professionista amato e rispettato, ha fatto questa scelta. Si è tolto la vita nel suo negozio dopo essersi chiuso dall’interno. Era uscito la mattina di casa per andare a lavoro. Sembrava tutto normale alla famiglia. Ma quest’uomo da oltre un anno non incassava un centesimo di euro per l’emergenza covid e in più aveva il fiato sul collo di debito col Fisco e frase anche di privati.

Non poteva onorare quei debiti. Non  poteva perchè non lavorava, non perchè non voleva. Gli già scarsi guadagni erano diventati nulla con la pandemia,  soprattutto per la chiusura del settore delle cerimonie vietate. L’azienda Sbrescia era nata  nel 1958, ed era un punto di riferimento a Napoli per attrezzatura cine-fotografica professionale ed amatoriale.

Quest’uomo, questo professionista, forse non conoscendo la legge salva debiti o salva suicidi, ha fatto questa scelta estrema. Il suicidio l’ha scoperto la polizia nel pomeriggio, allertata dalla famiglia per il mancato rientro a pranzo di Umberto e perchè non  rispondeva al telefono. Era nel suo negozio.  Dove si era tolto la vita. Ha lasciato un biglietto per la famiglia. Nel biglietto il dramma dei debiti con lo Stato e con privati.

Ugo Pons Salabelle ricorda Umberto Sbrescia, il foto rivenditore che ha deciso di lasciarci togliendosi la vita nel suo negozio

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Uccide la moglie, il pm di Milano: deve restare in carcere

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Il pm di Milano Giovanni Tarzia ha inoltrato stamani all’ufficio gip la richiesta di convalida dell’arresto e di custodia cautelare in carcere con le accuse di omicidio e tentato omicidio, aggravate dai rapporti di parentela, per Jaime Moises Rodriguez Diaz, il 41enne messicano arrestato sabato scorso ad Arese, nel Milanese, per aver ucciso la moglie, Silvia Susana Villegas Guzman, 48 anni, e per aver, poi, tentato di ammazzare anche uno dei figli, che ha 18 anni. Stando alle indagini dei carabinieri di Rho e della Procura, l’uomo ha soffocato all’alba la moglie, probabilmente con un cuscino (l’autopsia disposta potra’ chiarire meglio le cause). Con lei aveva spesso, a dire dei vicini, litigi violenti perche’ credeva che avesse una relazione. Rodriguez Diaz, poi, sempre nell’abitazione in cui la famiglia arrivata dal Messico era andata a vivere da circa un mese, avrebbe anche cercato di assassinare il suo primogenito con cui discuteva e si scontrava. Il ragazzo, ancora nel dormiveglia, si e’ trovato il padre seduto vicino che chiedeva di parlare con lui e al suo rifiuto l’uomo ha preso una cintura di nylon per strangolarlo. “Ho ucciso tua madre e ora tocca a te”, ha detto al 18enne, che fortunatamente e’ riuscito a opporre resistenza e a salvarsi. Dalle indagini e’ emerso il carattere “dispotico” e “autoritario” del 41enne, che dovrebbe essere interrogato dal gip tra domani e dopodomani, mentre davanti al pm non ha risposto alle domande. I tre figli della coppia (il piu’ piccolo ha 10 anni) sono stati affidati al momento al Comune di Arese.

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Ambulanza soccorre feriti a Napoli, sconosciuto armato la insegue

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Una pistola comparsa dopo una rissa puntata verso l’ambulanza che stava trasportando due ragazzi feriti. E se fosse partito il colpo avrebbe messo a rischio l’intero equipaggio dell’ambulanza perche’ a bordo ci sono le bombole di ossigeno. E’ quanto denuncia sulla pagina Fb il presidente dell’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate”, Manuel Ruggiero, in merito a fatti accaduti la scorsa notte in zona Piazza Quattro Giornate a Napoli. “Siamo stati allertati stanotte intorno all’1.30 per persona a terra insanguinata a seguito di una rissa a piazza 4 Giornate. Non siamo riusciti ad arrivare sul posto poiche’, fuori la caserma dei carabinieri, che dista poco da li’, c’erano due ragazzi feriti che chiedevano aiuto”, ha raccontato l’autista del mezzo di soccorso all’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate”. “Ci fermiamo e li facciamo salire a bordo entrambi quando, improvvisamente, arriva e cerca di salire in ambulanza, il “gruppo rivale” con delle mazze” dice ancora evidenziando di aver notato “uno degli aggressori, avvicinarsi al portellone laterale e, dall’esterno, infilare un braccio nel finestrino con una pistola”. “Dopo il furto di una ambulanza adesso l’ingresso di una pistola nel mezzo di soccorso…..bastava un solo proiettile per fare esplodere il mezzo visto la presenza all’interno di bombole di ossigeno gassoso. Questa citta’ non merita il 118”, dice sconfortato Ruggiero confessando che si ha “paura di andare a lavorare”. Sulla vicenda indagano gli agenti della polizia.

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Covid: a Napoli in 96 sorpresi a far festa senza mascherina

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La scorsa notte a Napoli gli agenti del Commissariato Posillipo, durante il servizio di controllo del territorio sono intervenuti in via Manzoni per la segnalazione di una festa in corso. I poliziotti hanno udito musica ad altissimo volume provenire da una terrazza e, con il supporto degli equipaggi dei Commissariati San Ferdinando e Bagnoli, sono riusciti ad accedere alla terrazza ed hanno accertato che vi erano numerosissime persone, tutte prive della mascherina e assembrate. Inoltre, vi erano tavoli apparecchiati con generi alimentari e bevande nonche’ un impianto stereofonico con diffusori acustici e consolle. Novantasei persone tra i 20 e i 37 anni sono state sanzionate per inottemperanza alle misure anti Covid-19; infine, uno di loro e’ stato denunciato per rifiuto di fornire le proprie generalita’.

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