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Studente ucciso a coltellate, arresto in flagranza alla Spezia

Alla Spezia uno studente di 18 anni è morto dopo una coltellata al costato. L’aggressore, un 19enne, è stato bloccato da un professore e arrestato in flagranza.

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L’aggressore di Youssef Abanoub Safwat Roushdi Zaki, lo studente di 18 anni morto dopo essere stato colpito con una coltellata al costato, è stato bloccato all’interno dell’aula da un professore presente in classe, che è riuscito a disarmarlo. Subito dopo, il giovane è stato circondato dai compagni di classe. È quanto emerge da fonti qualificate.

L’intervento immediato e l’arresto

L’arrivo tempestivo della polizia ha consentito di procedere all’arresto in flagranza di reato. Il fermato ha 19 anni ed è attualmente in stato di arresto con l’accusa di omicidio. Si tratta di Zouhair Atif, cittadino marocchino, studente nello stesso istituto della vittima.

Chi è lo studente arrestato

Il 19enne vive ad Arcola. Secondo quanto appreso, è già stato ascoltato dagli investigatori e verrà interrogato nelle prossime ore dal pubblico ministero presso la Questura della Spezia.

Indagini in corso

Le indagini sono affidate alle forze dell’ordine per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e il contesto che ha portato all’aggressione. Gli accertamenti proseguono, anche attraverso l’ascolto di testimoni presenti al momento dell’episodio.

Presunzione di innocenza

Ogni responsabilità dovrà essere accertata dall’autorità giudiziaria competente. L’indagato è da ritenersi non colpevole fino a sentenza definitiva.

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Indo-Pacifico, proposta di alleanza militare sul modello Nato contro la Cina

Ely Ratner propone un’alleanza di difesa tra Australia, Usa, Giappone e Filippine per rispondere al riarmo cinese e rafforzare la deterrenza nell’Indo-Pacifico.

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Australia, Stati Uniti, Giappone e Filippine dovrebbero dar vita a un’alleanza di difesa strutturata sul modello della NATOper contrastare la crescente potenza militare della Cina in Asia.

La proposta è stata avanzata da Ely Ratner, ex consigliere per la difesa dell’amministrazione di Joe Biden, durante una visita in Australia per una serie di conferenze organizzate dal Lowy Institute.

Un fronte comune contro il riarmo cinese

Secondo Ratner, le nazioni che ha definito “Squad” – Stati Uniti, Australia, Giappone e Filippine – condividono una visione comune sulla necessità di cooperare per rispondere al rafforzamento militare di Pechino.

L’ex consigliere ha sottolineato che il livello di integrazione richiesto per garantire una deterrenza di lungo periodo renderebbe necessari accordi più formali rispetto agli attuali meccanismi di cooperazione.

A differenza della Nato, che riunisce 32 Paesi tra Europa e Nord America, la nuova alleanza avrebbe una dimensione regionale, concentrata nell’area del Pacifico e composta da nazioni con orientamenti politici affini. In futuro potrebbero aderire anche Nuova Zelanda e Corea del Sud.

Il nodo delle spese militari e il progetto Aukus

Ratner ha inoltre esortato il governo australiano ad aumentare le spese per la difesa, affinché i costi dell’accordo AUKUS– che coinvolge Australia, Regno Unito e Stati Uniti – non assorbano l’intero bilancio militare a discapito di altri investimenti federali.

Secondo quanto riferito, i Paesi aderenti all’eventuale nuova alleanza manterrebbero comunque la piena sovranità decisionale rispetto alla partecipazione a eventuali conflitti.

La proposta si inserisce in un contesto di crescente competizione strategica nell’Indo-Pacifico, area considerata centrale per gli equilibri geopolitici dei prossimi anni.

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Iran, condanne a morte per 14 manifestanti dopo processo online

Un tribunale iraniano avrebbe condannato a morte 14 manifestanti dopo un procedimento online. Il processo sarebbe stato convocato dal giudice Abolghasem Salavati della Corte rivoluzionaria.

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Un tribunale iraniano avrebbe emesso condanne a morte nei confronti di 14 manifestanti coinvolti nelle recenti proteste nel Paese. Le sentenze sarebbero state pronunciate al termine di un procedimento svolto in modalità online.

La notizia è stata diffusa dall’emittente della dissidenza iraniana con sede a Londra Iran International, che cita proprie fonti. Al momento non risultano conferme ufficiali da parte delle autorità di Teheran.

Il ruolo della Corte rivoluzionaria

Secondo quanto riferito, il procedimento virtuale sarebbe stato convocato dal giudice Abolghasem Salavati, a capo della Sezione 15 della Corte rivoluzionaria iraniana.

La Corte rivoluzionaria, istituita dopo la rivoluzione islamica del 1979, si occupa di reati considerati di natura politica o legati alla sicurezza nazionale. Le sue decisioni, soprattutto nei casi connessi alle proteste, sono spesso oggetto di attenzione e critiche da parte di organizzazioni internazionali per i diritti umani.

Proteste e clima di tensione

Le condanne si inseriscono in un contesto di forte tensione interna, segnato da manifestazioni di protesta che negli ultimi anni hanno attraversato diverse città iraniane.

Le informazioni disponibili restano limitate e basate su fonti dell’opposizione. Non sono stati resi noti dettagli ufficiali sui capi d’imputazione né sulle eventuali possibilità di appello.

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Incidente ad Agropoli, muore anche la moglie: coppia di anziani deceduta dopo lo schianto

È morta anche la donna di 82 anni rimasta ferita nell’incidente ad Agropoli in cui aveva perso la vita il marito. Si aggrava il bilancio del sinistro avvenuto in via Gianbattista Vico.

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Si aggrava il bilancio dell’incidente stradale avvenuto nei giorni scorsi ad Agropoli, in provincia di Salerno. Dopo la morte dell’uomo di 84 anni, deceduto sul colpo, è morta anche la moglie, 82 anni, rimasta gravemente ferita nello schianto.

La donna era stata inizialmente trasportata all’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania e successivamente trasferita in una struttura sanitaria di Salerno, dove è deceduta a causa delle lesioni riportate.

La dinamica al vaglio

L’incidente si era verificato lungo via Gianbattista Vico, nei pressi dell’Istituto Clinico Mediterraneo. Alla guida dell’auto, una BMW di grossa cilindrata, c’era il marito della vittima, residente a Castellabate.

Secondo una prima ricostruzione, il veicolo avrebbe sfondato la ringhiera di protezione precipitando per alcuni metri in un parcheggio privato sottostante e finendo contro un’auto in sosta.

Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori vi è quella di un possibile malore del conducente che avrebbe causato la perdita di controllo del mezzo.

I soccorsi e i funerali

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Agropoli, i sanitari del 118, i carabinieri della Compagnia cilentana e la polizia locale per i rilievi.

I funerali della donna si terranno domani alle 15 nella chiesa di Santa Maria a Mare, a Santa Maria di Castellabate.

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