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Cronache

Studente di 11 anni tenta di accoltellare il professore a scuola: diretta su Telegram e messaggio choc su TikTok

A San Vito Lo Capo un ragazzo di 11 anni ha tentato di aggredire con un coltello il professore di educazione tecnica durante una lezione. Prima dei fatti aveva pubblicato un messaggio su TikTok e avrebbe trasmesso l’azione in diretta su Telegram. La Procura per i minorenni di Palermo indaga per ricostruire la dinamica e verificare eventuali elementi di premeditazione.

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Una mattinata di ordinaria lezione si è trasformata in pochi istanti in un episodio che ha sconvolto un’intera comunità scolastica. A San Vito Lo Capo, nel Trapanese, uno studente di appena 11 anni ha tentato di colpire con un coltellino il professore di educazione tecnica durante le lezioni.

Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo si sarebbe alzato improvvisamente dal banco, avrebbe indossato un casco integrale per coprirsi il volto e avrebbe cercato di aggredire l’insegnante davanti ai compagni di classe.

Il messaggio pubblicato poche ore prima

A rendere ancora più inquietante la vicenda è il contenuto pubblicato dal minore sui social nelle ore precedenti ai fatti.

La notte prima dell’aggressione il ragazzo aveva scritto su TikTok: «Non incolpatemi per quel che farò tra 4 ore». Sotto il post sono comparsi centinaia di commenti, numerosi like e messaggi che, secondo gli investigatori, potrebbero essere rilevanti per comprendere il contesto nel quale è maturato il gesto.

Tra le frasi pubblicate da alcuni utenti figurerebbero espressioni come «Buona fortuna» e «Ci hai provato», elementi che saranno valutati nell’ambito delle indagini.

La diretta su Telegram durante l’aggressione

Gli investigatori stanno approfondendo anche un altro aspetto particolarmente delicato della vicenda.

L’11enne avrebbe infatti ripreso quanto stava accadendo con il proprio telefono cellulare, trasmettendo le immagini in diretta su un gruppo Telegram. Una circostanza che potrebbe indicare una preparazione preventiva dell’azione e che sarà oggetto degli accertamenti della Procura per i minorenni.

Secondo le prime informazioni, il ragazzo avrebbe portato a scuola due coltelli di piccole dimensioni.

Il professore riesce a bloccarlo

A evitare conseguenze più gravi sarebbe stato lo stesso docente aggredito.

L’insegnante è riuscito a fermare il ragazzo riportando soltanto lievi escoriazioni e alcuni graffi. Non è stato necessario il trasferimento in ospedale.

Molti studenti presenti in aula sono rimasti sotto choc. Alcuni compagni di classe si sarebbero sentiti male dopo aver assistito alla scena.

L’indagine della Procura dei minorenni

Sulla vicenda è stata aperta un’indagine dalla Procura per i minorenni di Palermo, competente anche per il territorio trapanese.

Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e di verificare eventuali elementi di premeditazione. Tra gli aspetti al vaglio vi sono il ruolo dei social network, i messaggi pubblicati nelle ore precedenti e il materiale eventualmente condiviso sui gruppi Telegram.

Secondo quanto emerso nelle prime ore successive all’accaduto, il gesto potrebbe essere stato collegato alla rabbia per un voto insufficiente ricevuto a scuola, circostanza che dovrà essere verificata nel corso delle indagini.

L’allarme sul disagio giovanile

L’episodio ha riacceso il dibattito sul crescente disagio giovanile e sul ruolo delle istituzioni educative nel prevenire situazioni di rischio.

La Cisl Palermo Trapani e la Cisl Scuola Palermo Trapani hanno espresso solidarietà al docente e alla comunità scolastica, chiedendo un’alleanza concreta tra famiglie, scuola e istituzioni.

Secondo i rappresentanti sindacali, l’accaduto evidenzia un’emergenza educativa che non può essere affrontata lasciando soli insegnanti e dirigenti scolastici, ma richiede interventi strutturali e strumenti di supporto per intercettare le fragilità dei ragazzi prima che degenerino in episodi di violenza.

Un episodio che richiama precedenti recenti

La vicenda ricorda quanto accaduto nei mesi scorsi a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, dove un tredicenne aggredì una docente riprendendo l’azione con il cellulare.

Due episodi diversi ma accomunati dalla presenza dei social network e dalla volontà di documentare e condividere in tempo reale gesti di estrema gravità.

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Siccità, colpito oltre il 60% dell’Italia

Secondo una stima Coldiretti su mappe Copernicus, oltre il 60% del territorio italiano è interessato da diversi livelli di siccità.

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Oltre il 60% del territorio italiano è interessato dalla siccità, con livelli di allerta lieve, moderata o grave. Il dato emerge da una stima Coldiretti elaborata sulle mappe del programma europeo Copernicus.

Le maggiori difficoltà riguardano mais, riso, soia e pascoli, ma lo stress idrico interessa anche ortaggi, vigneti, oliveti e frutteti. Secondo l’organizzazione agricola, il caldo avrebbe inoltre determinato una riduzione del 20% della produzione di latte nelle stalle.

Il dato è una valutazione di Coldiretti e non una rilevazione nazionale definitiva sulla produzione lattiera.

Quasi 75mila ettari bruciati

Alla scarsità d’acqua si aggiunge l’emergenza incendi. Dall’inizio del 2026 sarebbero andati in fumo quasi 75mila ettaritra boschi e terreni, secondo un’elaborazione Coldiretti basata sui dati del sistema europeo Effis.

L’organizzazione chiede un piano nazionale per realizzare nuovi invasi, recuperare quelli esistenti e migliorare le reti di distribuzione. Secondo Coldiretti, attualmente l’Italia riuscirebbe a trattenere soltanto l’11% dell’acqua piovana.

La proposta comprende bacini destinati agli usi agricoli e civili, sistemi di pompaggio per produrre energia idroelettrica e interventi di manutenzione dei corsi d’acqua. Negli ultimi quattro anni, conclude Coldiretti, gli eventi climatici estremi avrebbero provocato danni per circa 20 miliardi di euro all’agricoltura italiana.

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Malore nel Taro, bimbo salvato dai carabinieri

Un bambino di tre anni e mezzo ha perso conoscenza dopo un bagno nel Taro. Decisivo il massaggio cardiaco praticato da un carabiniere.

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Un bambino di tre anni e mezzo ha accusato un malore dopo essere uscito dalle acque del fiume Taro, accasciandosi al suolo privo di sensi. È accaduto a Groppo, nel comune di Tornolo, sull’Appennino parmense.

Il piccolo, residente in provincia di Parma, stava partecipando a un campus estivo. Decisivo l’intervento dei carabinieri di Borgotaro: un sovrintendente, constatata l’assenza di reazioni agli stimoli, ha iniziato il massaggio cardiaco. Dopo pochi istanti il bambino ha ripreso conoscenza.

Il trasferimento in elisoccorso

Un altro militare ha allertato il 118 e messo in sicurezza l’area. Ai soccorsi hanno partecipato anche due infermiere dell’ospedale di Borgotaro, libere dal servizio e residenti nella zona.

Il bambino è stato mantenuto in condizioni di sicurezza fino all’arrivo del personale sanitario e successivamente trasferito in elisoccorso al pronto soccorso di Parma. Secondo le informazioni disponibili, non è in pericolo di vita.

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Deepfake su Mentana, stop del Garante a Rti

Il Garante della Privacy ammonisce Rti per alcuni deepfake di Enrico Mentana trasmessi da Striscia la Notizia. Vietato riutilizzare i dati con le modalità contestate.

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Anche la satira realizzata attraverso l’intelligenza artificiale deve rispettare la dignità delle persone e i principi di liceità, correttezza e trasparenza. Lo stabilisce il Garante per la protezione dei dati personali, che ha ammonito Rti per alcuni servizi di Striscia la Notizia contenenti deepfake di Enrico Mentana.

L’istruttoria è stata avviata dopo un reclamo del direttore del TgLa7. Nei filmati, l’immagine e la voce del giornalista erano state manipolate attribuendogli dichiarazioni mai pronunciate e collocandolo virtualmente nello studio dell’emittente per la quale lavora.

Video ritenuti poco riconoscibili

Secondo il Garante, il realismo delle immagini, la plausibilità delle frasi e la difficoltà nel riconoscere l’alterazione potevano indurre parte del pubblico a considerare autentici i contenuti.

Le avvertenze sulla natura artificiale dei video non sono state giudicate sufficientemente chiare ed evidenti, soprattutto negli estratti diffusi sui social network. Numerosi commenti degli utenti, richiamati nel provvedimento, dimostravano che parte del pubblico aveva creduto che Mentana avesse realmente pronunciato quelle frasi.

Rti aveva sostenuto che si trattasse di una parodia tutelata dal diritto di satira e che i filmati originali fossero stati concessi in licenza da La7.

Ammonimento, nessuna multa

Il Garante ha accertato la violazione degli articoli 5 e 25 del Gdpr, relativi rispettivamente ai principi di liceità, correttezza e trasparenza e alla protezione dei dati fin dalla progettazione.

L’Autorità ha adottato un ammonimento, non una sanzione pecuniaria, e ha vietato l’ulteriore utilizzo dei dati di Mentana con le modalità contestate. I contenuti potranno essere conservati soltanto per eventuali esigenze giudiziarie. Provvedimento del Garante

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