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Cronache

Strage di Viareggio, sentenza definitiva dopo 17 anni: confermati 5 anni a Moretti

Diciassette anni dopo la strage ferroviaria di Viareggio, la Cassazione ha confermato la condanna a 5 anni di reclusione per Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Ferrovie e Rfi. Confermate anche le pene per gli altri imputati dell’ultimo processo d’appello.

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Diciassette anni dopo la notte che devastò Viareggio, la giustizia ha scritto l’ultima parola. La Cassazione ha confermato la condanna a 5 anni di reclusione per Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e di Rfi, riconosciuto responsabile per disastro ferroviario colposo e incendio colposo nell’ambito del processo sulla strage del 29 giugno 2009.

Per Moretti, 72 anni, si aprono ora le porte del carcere. Secondo quanto riferito dalla difesa, l’ex manager avrebbe deciso di costituirsi a Orvieto.

La sentenza definitiva

I giudici della quarta sezione penale della Cassazione hanno sostanzialmente accolto la richiesta della Procura generale, che aveva chiesto il rigetto dei ricorsi e la conferma delle pene stabilite nell’appello ter di Firenze.

Confermate anche le condanne, comprese tra due e sei anni, per gli altri undici imputati dell’ultimo processo d’appello. Si chiude così un percorso giudiziario lunghissimo, passato attraverso sette processi tra primo grado, appello e Cassazione.

La difesa di Moretti ha contestato duramente la decisione. L’avvocato Ambra Giovene ha definito la sentenza profondamente ingiusta, sostenendo che le carte del processo dimostrerebbero l’innocenza dell’ex amministratore delegato.

La notte della strage

La tragedia avvenne la notte del 29 giugno 2009. Un treno merci composto da 14 cisterne cariche di gpl, partito da Trecate, in provincia di Novara, e diretto a Gricignano, in provincia di Caserta, deragliò nei pressi della stazione di Viareggio.

L’esplosione e l’incendio provocarono la morte di 32 persone, tra cui due bambini di 2 e 4 anni, e causarono centinaia di feriti. Per la città fu una notte di distruzione e paura: il rischio fu quello di una catastrofe ancora più ampia.

Il cedimento dell’asse e la manutenzione

Secondo quanto accertato nel corso delle indagini e dei processi, la causa del deragliamento fu il cedimento di un asse del primo carro del convoglio, determinato da uno stato di corrosione.

I controlli effettuati nelle officine tedesche non rilevarono le condizioni del carro. La Cassazione, in una precedente pronuncia, aveva già ritenuto centrale il tema della manutenzione, affermando che un corretto controllo avrebbe potuto evitare il sinistro, facendo emergere l’assenza della documentazione sulla storia manutentiva del carro e dei suoi componenti.

Un processo lungo e complesso

La Procura di Lucca chiuse le indagini due anni dopo l’incidente con 32 indagati. Tra loro c’erano dirigenti e amministratori di Ferrovie, Rfi, Trenitalia, Gatx, Fs Logistica e delle officine coinvolte nella revisione e nel montaggio dell’assile.

Nel 2021 gli omicidi colposi furono dichiarati prescritti dopo l’esclusione dell’aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Sono rimaste in piedi le imputazioni relative al disastro ferroviario colposo e all’incendio.

Il dolore dei familiari

All’udienza definitiva in Cassazione non erano presenti i familiari delle vittime. In questi anni hanno seguito ogni passaggio del processo, spesso entrando in aula con le maglie che riportavano i volti dei loro cari morti nella strage.

«Da 17 anni aspettavamo la fine», ha detto Daniela Rombi, riferimento dell’associazione Il mondo che vorrei, che riunisce i familiari delle vittime. Ha spiegato di aver saputo solo per caso dell’udienza, esprimendo amarezza per non essere stata informata in tempo.

La sentenza chiude il percorso giudiziario, ma non cancella il dolore di una città e di trentadue famiglie. Viareggio resta una delle ferite più profonde della storia ferroviaria italiana.

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Cronache

Maltempo in Campania, allerta gialla fino alle 20: temporali, grandine e raffiche di vento

Allerta meteo gialla in Campania dalle 13 alle 20 di oggi, 11 agosto, su Alto Volturno e Matese, Penisola sorrentino-amalfitana, Tusciano e Alto Sele. Possibili temporali, grandine e raffiche di vento.

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La Protezione Civile della Regione Campania ha emanato una nuova allerta meteo di colore giallo, valida dalle 13 alle 20 di oggi, martedì 11 agosto.

L’avviso riguarda la Zona 2, Alto Volturno e Matese, la Zona 3, Penisola sorrentino-amalfitana, e la Zona 5, Tusciano e Alto Sele.

Temporali, grandine e raffiche di vento

Nelle aree interessate sono previsti isolati rovesci e temporali, localmente di moderata intensità.

La Protezione Civile segnala che i fenomeni potranno essere caratterizzati da una forte incertezza previsionale e da una rapida evoluzione.

Nel corso dei temporali saranno possibili anche grandinate, raffiche di vento e una intensa attività elettrica. Non si esclude inoltre la caduta di rami o alberi, con possibili danni alle coperture e alle strutture maggiormente esposte.

Rischio allagamenti e frane

L’avviso del Centro Funzionale evidenzia anche un rischio idrogeologico.

Tra gli effetti possibili vengono indicati l’innalzamento dei livelli dei corsi d’acqua minori, con eventuali inondazioni delle aree circostanti, e allagamenti di locali interrati o situati al pian terreno.

Possibile anche lo scorrimento superficiale delle acque sulle strade, con rigurgiti dei sistemi di smaltimento delle acque piovane e coinvolgimento delle aree urbane più depresse.

Nelle zone maggiormente fragili dal punto di vista idrogeologico non vengono escluse cadute di massi e occasionali fenomeni franosi.

L’appello ai Comuni

La Protezione Civile regionale raccomanda alle autorità competenti di attivare tutte le misure previste dai rispettivi piani comunali, con l’obiettivo di prevenire e limitare gli effetti dei fenomeni meteorologici annunciati.

L’allerta resterà in vigore fino alle ore 20 di oggi.

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Cronache

Trova i ladri in casa e li insegue, travolto dal Suv durante la fuga

Un uomo di 61 anni sorprende i ladri nella propria abitazione a Spessa Po, nel Pavese, e li insegue. Durante la fuga viene investito dal loro Suv. È ricoverato al San Matteo, non è in pericolo di vita.

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Cronache

Caldo, Italia ancora in rosso: 19 città al massimo livello di allerta

L’ondata di calore continua a interessare l’Italia: 19 delle 27 città monitorate dal Ministero della Salute sono oggi in bollino rosso. Il 13 agosto scenderanno a 18.

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Il rosso continua a dominare la mappa italiana del caldo. Sono 19 le città al massimo livello di allerta oggi, 11 agosto, sulle 27 monitorate dal Ministero della Salute. Lo stesso numero è previsto per domani, mentre il 13 agosto i bollini rossi dovrebbero scendere a 18.

Il livello rosso, o livello 3, segnala condizioni di rischio elevato legate a un’ondata di calore persistente e non riguarda esclusivamente le persone considerate più fragili. Il Ministero aggiorna i bollettini con previsioni fino a 72 ore.

Oggi 19 città in rosso

La situazione dell’11 agosto vede soltanto Torino e Cagliari con il bollino giallo.

Sono invece in arancione Ancona, Brescia, Milano, Trieste, Venezia e Verona. Tutte le altre città comprese nel monitoraggio ministeriale risultano al livello massimo di allerta.

Il quadro conferma quindi la persistenza dell’ondata di calore che sta interessando gran parte del Paese.

Domani ancora 19 bollini rossi

Per il 12 agosto il numero delle città in rosso dovrebbe rimanere invariato a 19, ma cambia la distribuzione degli altri livelli di allerta.

Brescia, Milano, Trieste, Venezia e Verona passeranno infatti dall’arancione al giallo, segnalando un primo ridimensionamento del rischio in parte del Nord.

Il 13 agosto lieve attenuazione

Un ulteriore, seppure limitato, miglioramento è previsto per giovedì 13 agosto, quando le città con bollino rosso dovrebbero scendere a 18.

Cagliari sarà l’unica città in arancione, mentre otto saranno contrassegnate dal giallo: Ancona, Brescia, Milano, Pescara, Torino, Trieste, Venezia e Verona.

Il sistema del Ministero della Salute monitora complessivamente 27 città italiane e utilizza quattro livelli di rischio, dal verde al rosso, per valutare i possibili effetti delle temperature sulla salute della popolazione.

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