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Cronache

Strage di Capodanno a Crans, riflettori sulla Procura: il profilo di Béatrice Pilloud e le polemiche sull’indagine

La procuratrice generale di Sion Béatrice Pilloud al centro delle critiche per la gestione dell’inchiesta sulla strage di Capodanno a Crans-Montana. Dubbi, polemiche e decisioni contestate.

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Si sveglia alle 4.30 del mattino, convinta che arrivare presto al lavoro sia il modo migliore per iniziare la giornata. Rigore e puntualità “alla svizzera” per Béatrice Pilloud, 50 anni, procuratrice generale di Sion e figura chiave nell’inchiesta sulla strage di Capodanno a Crans-Montana.

Il profilo della procuratrice

Laureata in legge a Neuchâtel, Pilloud è un’ex avvocata di impostazione garantista. In una lunga intervista pubblicata sul sito della polizia cantonale ha raccontato di aver difeso, in passato, anche imputati per reati gravissimi: «Ho dovuto mettere in discussione me stessa», spiegando il conflitto tra l’aspirazione a tutelare i più vulnerabili e il ruolo della difesa.

La sua nomina è di natura politica. Insediatasi alla guida della Procura di Sion il 1° gennaio 2024, è stata eletta dal Gran Consiglio del Canton Vallese con 82 voti, superando il rivale centrista Olivier Elsig fermo a 46. Pilloud è affiliata al Partito liberale radicale.

Il nodo politico e il Comune

Proprio l’appartenenza al Plr è diventata uno dei primi punti critici dell’indagine. Nel medesimo partito milita anche il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, 55 anni, farmacista al terzo mandato. Il Comune, tra il 2020 e il 2025, non avrebbe mai effettuato controlli sul discobar dei Moretti. Dopo l’emersione della mancata vigilanza, il sindaco è stato costretto a scusarsi pubblicamente.

Le scelte investigative contestate

Con il passare dei giorni, le critiche si sono intensificate. Pilloud non ha disposto il sequestro immediato della documentazione municipale sul locale; i documenti sono stati consegnati in Procura dal responsabile della sicurezza comunale, figura che – secondo alcune ipotesi – potrebbe avere responsabilità nel disastro. Da qui l’ipotesi, avanzata anche dalla stampa elvetica, di affidare l’inchiesta a un procuratore straordinario esterno, con funzione di coordinamento.

Testate come Le Temps, 24 Heures e Le Nouvelliste hanno elencato una serie di passaggi controversi: la circolazione di una lista di avvocati “consigliati” alle famiglie delle vittime, le mancate perquisizioni nelle abitazioni dei Moretti, il sequestro tardivo dei telefoni e l’arresto del principale indagato solo il 9 gennaio. Secondo l’avvocato delle famiglie Romain Jordan, ciò avrebbe creato «il rischio di collusione con testimoni ed ex dipendenti e la scomparsa di prove».

Niente procuratore straordinario

Venerdì, a sorpresa, è stata la stessa Pilloud a comunicare che la procedura per nominare un procuratore straordinario è stata archiviata: «Non esiste alcuna ragione, né oggettiva né giuridica, che giustifichi la nomina». La decisione è stata assunta dall’Ufficio centrale del Ministero pubblico, secondo le regole cantonali.

Una scelta che continua a sollevare perplessità. «Sarebbe stato preferibile un procuratore straordinario», osserva Nicolas Mattenberger. Ancora più netto Jean-Luc Addor, che definisce la decisione «oggettivamente problematica», anche per la composizione dell’organo che l’ha presa.

L’ultima precisazione

Sotto pressione mediatica, Pilloud ha limitato le dichiarazioni. Sabato ha chiarito un punto centrale: «La scarcerazione di Moretti non è stata una mia scelta», precisando che si è trattato di una decisione del tribunale delle misure coercitive.

L’inchiesta sulla strage di Capodanno prosegue, ma attorno alla Procura di Sion il clima resta teso. Le prossime mosse investigative saranno decisive non solo per accertare le responsabilità, ma anche per ristabilire la fiducia nell’azione della giustizia.

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Cronache

Ospedale del Mare, barelle a pagamento al pronto soccorso: indaga la Procura

Scandalo all’Ospedale del Mare: barelle affittate abusivamente al pronto soccorso. Indagini della Procura e dei Nas, avviata inchiesta interna.

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Scoppia il caso delle barelle affittate abusivamente al pronto soccorso dell’Ospedale del Mare. La vicenda è emersa dopo la denuncia pubblicata sui social dall’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate, secondo cui i familiari di una paziente avrebbero pagato fino a 400 euro per una notte a una croce privata per sopperire alla mancanza di lettighe.

Dopo la segnalazione, i carabinieri del Nas hanno effettuato un’ispezione immediata. Sulla vicenda indaga anche la Procura di Napoli.

Le misure della Asl Napoli 1

La direzione della ASL Napoli 1 Centro è intervenuta vietando l’accesso alle ambulanze private nelle aree del pronto soccorso e inviando nuove barelle da altri presidi. Contestualmente è stata avviata un’indagine interna.

Secondo la relazione aziendale, il pronto soccorso dispone di 53 barelle, un numero ritenuto adeguato rispetto al flusso medio di pazienti, che può arrivare a circa 60 persone in osservazione breve.

Sovraffollamento e criticità

Il manager dell’Asl, Gaetano Gubitosa, ha spiegato che il sovraffollamento si registra soprattutto nei fine settimana e il lunedì mattina. Tra le misure adottate figurano la separazione dei flussi in triage, il rapido turnover dei pazienti e il trasferimento verso altri ospedali.

Sono previste ulteriori forniture di barelle entro fine mese.

La politica chiede chiarimenti

La vicenda ha sollevato reazioni politiche. Esponenti di Fratelli d’Italia hanno chiesto spiegazioni e annunciato un’interrogazione per fare luce sull’accaduto e prevenire eventuali abusi.

Accertamenti in corso

Le autorità stanno verificando i fatti per accertare eventuali responsabilità. Le ipotesi emerse dalla denuncia sono al vaglio degli inquirenti e dovranno essere confermate nelle sedi competenti.

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Cronache

Roma, 24enne muore precipitando dal sesto piano: indagini in corso

Un 24enne muore a Roma dopo una caduta dal sesto piano. Indagini dei carabinieri: ipotesi gesto volontario.

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Un ragazzo di 24 anni è morto a Roma dopo essere precipitato dal sesto piano di un edificio. L’episodio è avvenuto nel quartiere San Giovanni, dove sono intervenuti i carabinieri della stazione locale a seguito di una segnalazione al numero di emergenza 112.

La dinamica e i primi accertamenti

La caduta sarebbe avvenuta dall’interno di un appartamento adibito anche a studio medico, di proprietà del padre della vittima, un medico di famiglia di 62 anni. L’uomo si trovava nell’abitazione al momento dei fatti, ma in un’altra stanza.

Sul posto sono intervenuti anche i militari del Nucleo investigativo per i rilievi. Dai primi riscontri non sarebbero emersi segni di violenza o elementi che facciano ipotizzare il coinvolgimento di terzi.

Ipotesi al vaglio degli inquirenti

Secondo quanto emerso, sarebbero stati rinvenuti alcuni messaggi scritti dal giovane che farebbero ipotizzare un gesto volontario.

Gli accertamenti sono ancora in corso per chiarire con precisione la dinamica dell’accaduto.

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Cronache

Caivano, stesa al Parco Verde: tre arresti, ipotesi guerra per il controllo del territorio / VIDEO

Tre arresti per la stesa al Parco Verde di Caivano. Indagini della DDA: possibile scontro tra gruppi camorristici per il controllo del territorio.

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I carabinieri del Nucleo investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre soggetti napoletani, ritenuti gravemente indiziati di pubblica intimidazione con uso di armi e porto illegale di armi, con aggravante mafiosa.Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.

La stesa nel Parco Verde

L’indagine ha ricostruito una “stesa” avvenuta il 27 settembre 2025 all’interno del Parco Verde di Caivano. In quell’occasione nove persone, a bordo di cinque ciclomotori, avrebbero esploso almeno otto colpi d’arma da fuoco in aria.

Le attività investigative hanno consentito, allo stato, di identificare tre presunti responsabili.

Ipotesi nuovi equilibri criminali

Secondo gli inquirenti, l’azione potrebbe essere collegata al tentativo di affermare una nuova egemonia criminale nell’area, dopo i recenti interventi giudiziari che hanno colpito esponenti apicali del clan Ciccarelli.

Si delineerebbe così un possibile riassetto degli equilibri camorristici, con l’interesse di gruppi legati alla criminalità organizzata di Napoli, in particolare dell’area di Scampia, per il controllo del traffico di stupefacenti nel Parco Verde.

Presunzione di innocenza

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva e possono impugnare la decisione nelle sedi competenti.

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