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Ambiente

Strage di Balene spiaggiate in Tasmania, 90 morte e altre 180 a rischio

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Sono diventate centinaia le balene spiaggiate in una baia della Tasmania, isola a sud dell’Australia: 90 animali sono gia’ morti e altri 180 rischiano di non farcela, hanno riferito le autorita’, anche se sono stati intensificati gli sforzi per salvarle, in una operazione senza precedenti.

Gli scienziati hanno riferito che due grandi gruppi di balene pilota si sono incastrati sulle secche di Macquarie Harbour, una baia chiusa da uno stretto passaggio sulla costa occidentale selvaggia e scarsamente popolata della Tasmania. Alcuni video postati in internet mostrano i mammiferi mentre tentano inutilmente di manovrare per riprendere il mare. La maggior parte tuttavia si trova parzialmente sott’acqua e potrebbe riuscire a sopravvivere per diversi giorni. Il biologo Kris Carlyon ha detto che un terzo degli animali e’ morto nella notte di lunedi’ e che salvare le balene ancora in vita e’ una “sfida” che potrebbe richiedere diversi giorni e particolari imbarcazioni.

I ‘naufragi’ di mammiferi marini sono relativamente comuni in Tasmania, ma questo appare particolarmente preoccupante per il gran numero di animali coinvolti. Tra le balene pilota lo spirito di gruppo e’ molto marcato, e basta che un paio di loro si avvicinino eccessivamente alle coste per cacciare perche’ interi branchi li seguano senza curarsi del pericolo. Alle operazioni di soccorso, rese piu’ difficili dal freddo, dall’umidita’ e da maree irregolari, partecipa una sessantina di persone, tra cui i dipendenti delle vicine aziende di acquacoltura.

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Ambiente

Caccia, proteste contro il ddl Malan: flash mob di M5S e Wwf davanti al Pantheon

M5S e WWF Italia hanno organizzato un flash mob davanti al Pantheon contro il ddl 1552 sulla caccia, definito dalle opposizioni “ddl spara tutto”. Ambientalisti e associazioni denunciano rischi per ambiente, sicurezza e libertà di protesta, contestando anche possibili violazioni delle direttive europee.

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Un flash mob organizzato da Movimento 5 Stelle e WWF Italia si è svolto ieri mattina davanti al Pantheon per protestare contro il disegno di legge 1552 in discussione al Senato.

Secondo gli organizzatori, il provvedimento — presentato dal capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato Lucio Malan — introdurrebbe modifiche molto contestate alla legge 157 del 1992 sulla tutela della fauna selvatica e sull’attività venatoria.

Le opposizioni hanno già ribattezzato il testo “ddl spara tutto” e “caccia selvaggia”.

Le accuse: “Ritorna la caccia in spiaggia”

Tra i punti maggiormente contestati dagli ambientalisti vi sarebbe la possibilità di riaprire la caccia sul demanio marittimo, riportando di fatto la cosiddetta “caccia in spiaggia”.

Secondo WWF Italia e M5S, il ddl amplierebbe inoltre il numero delle specie cacciabili, includendo animali come:

  • stambecco;
  • oca selvatica;
  • piccione.

Gli organizzatori contestano anche una norma che vieterebbe di “ostacolare o rallentare” l’attività venatoria, ritenuta potenzialmente lesiva della libertà di protesta e di manifestazione del dissenso.

Il richiamo dell’Unione Europea

Le associazioni ambientaliste sostengono inoltre che il governo avrebbe proseguito l’iter parlamentare nonostante una lettera ufficiale della Commissione europea contenente richiami sulle possibili violazioni delle direttive europee “Uccelli” e “Habitat”.

Secondo i promotori della protesta, il richiamo europeo sarebbe stato noto da mesi senza che vi fosse una sospensione dei lavori parlamentari o un confronto sulle criticità segnalate.

La lettera a Mattarella

WWF Italia e altre associazioni per la tutela degli animali hanno inviato una lettera anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Gli ambientalisti chiedono attenzione sui possibili profili di incostituzionalità e incompatibilità europea del disegno di legge.

Wwf: “Norma grave e pericolosa”

Molto duro il commento del direttore affari legali e istituzionali del Wwf Italia, Dante Caserta.

Secondo Caserta, il ddl aumenterebbe i rischi per sicurezza e salute pubblica, limiterebbe gli spazi di libertà dei cittadini e favorirebbe il bracconaggio.

Le associazioni chiedono quindi lo stop immediato dell’iter e l’apertura di un confronto pubblico più ampio sul tema.

Il dibattito politico resta aperto

Il confronto sulla riforma della caccia si inserisce in un dibattito molto divisivo che coinvolge ambientalisti, associazioni venatorie, agricoltori e forze politiche.

I sostenitori della riforma ritengono necessario aggiornare la normativa vigente, mentre gli oppositori temono un indebolimento delle tutele ambientali e della fauna selvatica.

L’iter parlamentare del ddl prosegue al Senato.

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Ambiente

Bandiere Blu 2026, boom del Sud: la Campania conferma 20 località premiate

La Campania conferma 20 Bandiere Blu nel 2026 tra Penisola sorrentina, Capri, Costiera Amalfitana e Cilento. Cresce il Sud Italia nel riconoscimento assegnato dalla Fee per mare pulito, sostenibilità e qualità dei servizi turistici.

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Mare pulito, qualità dei servizi, sostenibilità ambientale e accoglienza turistica. Il Sud Italia cresce ancora nella classifica delle Foundation for Environmental Education che assegna le Bandiere Blu alle migliori località balneari italiane.

Sono 257 i comuni premiati nel 2026 e ben nove degli undici nuovi ingressi appartengono al Mezzogiorno. Un risultato che conferma la crescita del turismo sostenibile nel Sud e che viene letto dal governo come un segnale positivo per l’economia del territorio.

Il ministro Mazzi: “Il Sud è la vera immagine dell’Italia nel mondo”

Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha sottolineato il valore strategico del turismo per il Mezzogiorno.

“Quando all’estero parlano dell’Italia come del Paese più bello del mondo — ha spiegato — si riferiscono prevalentemente al Sud”.

Anche il presidente di Fee Italia Claudio Mazza ha evidenziato la forte crescita delle Bandiere Blu nel Mezzogiorno, attribuendola a investimenti sulla sostenibilità e a una nuova sensibilità ambientale, soprattutto tra le giovani generazioni.

La Campania conferma 20 Bandiere Blu

La Campania mantiene le 20 Bandiere Blu conquistate già lo scorso anno, senza nuovi ingressi ma anche senza alcuna retrocessione.

La regione si conferma così tra le aree italiane più apprezzate per qualità del mare, servizi turistici e gestione ambientale.

Le località premiate sono distribuite tra Casertano, Penisola sorrentina, Capri, Costiera Amalfitana e Cilento.

Le località premiate nel Napoletano

Nel Napoletano ottengono la Bandiera Blu:

  • Massa Lubrense
  • Sorrento
  • Piano di Sorrento
  • Vico Equense
  • Anacapri

Per Sorrento si tratta del nono anno consecutivo di riconoscimento.

Cilento e Costiera Amalfitana protagonisti

Nel Salernitano spiccano le conferme di:

  • Positano
  • Agropoli
  • Castellabate
  • Pollica
  • Camerota
  • Sapri

Particolarmente simbolico il dato di Agropoli, che conquista la Bandiera Blu per la ventisettesima volta.

Premiati anche gli approdi turistici

Oltre alle spiagge, sono stati premiati anche 87 approdi turistici italiani, otto dei quali in Campania.

Tra questi:

  • Porto Turistico di Capri
  • Marina d’Arechi
  • Porto Turistico di Palinuro
  • San Domenico Porto di Camerota

La Regione: “Tutela ambientale e turismo possono convivere”

Il vicepresidente della Regione Campania Mario Casillo ha definito il risultato una conferma del lavoro svolto su qualità delle acque, sostenibilità e servizi.

Secondo Casillo, le Bandiere Blu dimostrano che la Campania può essere protagonista di un modello di sviluppo capace di unire tutela ambientale, qualità della vita e crescita turistica.

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Ambiente

Al Parco del Vesuvio due giorni dedicati ad api e biodiversità: focus sugli impollinatori selvatici

Il Parco Nazionale del Vesuvio organizza il 14 e 15 maggio una due giorni dedicata agli impollinatori selvatici e alla biodiversità. Previsti incontri scientifici, escursioni e la presentazione dei risultati di quattro anni di monitoraggio ambientale.

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Due giornate tra ricerca scientifica, divulgazione ambientale ed escursioni sul campo per accendere i riflettori sul ruolo fondamentale degli impollinatori nella salvaguardia degli ecosistemi.

Il Parco Nazionale del Vesuvio promuove il 14 e 15 maggio il convegno-escursione dal titolo “Quattro anni di monitoraggio degli impollinatori selvatici nel Parco Nazionale del Vesuvio”.

L’iniziativa nasce in occasione della Giornata Mondiale delle Api e della Giornata Mondiale della Biodiversità.

Quattro anni di monitoraggio sul territorio vesuviano

Al centro dell’evento ci saranno i risultati delle attività di monitoraggio scientifico condotte negli ultimi quattro anni nel territorio del Vesuvio.

Api, bombi, farfalle e sirfidi rappresentano infatti elementi essenziali per l’equilibrio naturale e per la produzione agricola.

Senza gli impollinatori, gran parte delle piante non riuscirebbe a riprodursi, con effetti diretti sulla biodiversità e sull’intero sistema agroalimentare.

Secondo i dati richiamati dagli organizzatori, in Europa esistono circa:

  • 2.000 specie di api
  • 500 specie di farfalle

con un valore economico stimato in almeno 2 miliardi di dollari l’anno.

Cambiamenti climatici e agricoltura intensiva minacciano gli impollinatori

Il declino delle specie impollinatrici è oggi considerato uno dei principali segnali della crisi ambientale globale.

Tra le cause principali vengono indicati:

  • cambiamenti climatici
  • agricoltura intensiva
  • inquinamento
  • pressione antropica sugli habitat naturali

Un contesto che rende sempre più urgente la protezione degli ecosistemi naturali e delle specie fondamentali per la biodiversità.

Incontri scientifici ed escursioni sul Vesuvio

Il 14 maggio è previsto un incontro di approfondimento presso l’ISIS De Medici di Ottaviano con la partecipazione di ricercatori, studiosi ed esperti del settore.

Il giorno successivo si terrà invece un’escursione scientifica nella Riserva Forestale Tirone Alto-Vesuvio lungo il sentiero numero 4.

L’obiettivo sarà osservare direttamente habitat, specie monitorate e dinamiche ambientali del territorio vesuviano.

De Luca: “Urgente proteggere gli habitat naturali”

A sottolineare il valore dell’iniziativa è il presidente del Parco Raffaele De Luca (nella foto Imagoeconomica).

“Con questa iniziativa vogliamo valorizzare il lavoro di ricerca e monitoraggio portato avanti negli ultimi quattro anni”.

De Luca ha evidenziato anche la necessità di rafforzare la consapevolezza collettiva sull’urgenza di difendere gli habitat naturali dagli effetti dei cambiamenti climatici e delle pressioni umane.

“Il Parco deve essere sempre più un luogo di conoscenza, ricerca scientifica e partecipazione”.

Un evento aperto a cittadini e comunità scientifica

L’iniziativa è rivolta a:

  • istituzioni
  • comunità scientifica
  • operatori del settore
  • scuole
  • cittadini

con l’obiettivo di creare una rete sempre più ampia attorno ai temi della sostenibilità ambientale e della tutela della biodiversità.

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