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Ambiente

Strada chiusa per rifiuti pericolosi nei pressi del Museo archeologico nazionale di Napoli, la protesta dei cittadini

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Sembra una bega di quartiere come ce ne sono tante. Eppure quella che ci segnalano a Napoli gli abitanti di una zona a ridosso del Museo Archeologico Nazionale, dunque una zona molto battuta dai turisti, è davvero incresciosa, volendo usare un eufemismo. I cittadini hanno documentato una situazione ai limiti dell’assurdo. Con foto e video. Ci hanno chiesto e si chiedono chi dovrà smaltire una quantità enorme di rifiuti solidi, ingombranti e legnosi che stazionano da un paio di giorni in via Santa Margherita, (una traversa di via Santa Teresa degli Scalzi) davanti all’entrata del plesso scolastico Russo, 19°Istituto comprensorio statale Russo- Monale. La pioggia, copiosa in questi giorni, certamente non ha aiutato  a tenere calmi gli abitanti, facendo marcire velocemente tutto il materiale legnoso che venerdì in mattinata era stato accatastato in ordine con addirittura le rete arancione per delimitare l’area di scarico. La rete che tra l’altro occupa il passaggio pedonale di una strada molto stretta e pericolosa facendo deviare il passaggio proprio al centro della carreggiata. Lavori di pulizia e sistemazione dei rifiuti diretti da quattro autodefinitisi funzionari e realizzati da quattro operai in tuta bianca e mascherina. Forse c’era timore o forse c’era materiale pericoloso, tipo amianto? Alle immediate proteste  degli abitanti, la risposta cortese e molto educata è stata di scuse e di assicurazione che appena finito lo spostamento, sarebbe passato un camion a prelevare il tutto. Da giorni è rimasto tutto in quella strada. Compresi i rifiuti pericolosi. Davanti ad una scuola. Ora si aspetta il rientro in classe degli alunni, o almeno prima dell’uscita, così sperano gli abitanti e sperano che qualcuno si renda conto che oltre ad essere antigienico  e ricettacolo di topi, questo cumulo di legna e altro materiale è pericoloso per eventuali malintenzionati che potrebbero appiccare incendi. E poi quel materiale impedisce la viabilità pedonale in un tratto di curva cieca in salita. I residenti dicono di aver avvisato i vigili urbani con telefonate, ora vorrebbero andare a bussare alla stazione dei carabinieri della zona, ma  sperano  che si risolva tutto prima di dover affidare il caso all’Arma.

 

 

Fotogiornalista da 35 anni, collabora con i maggiori quotidiani e periodici italiani. Ha raccontato con le immagini la caduta del muro di Berlino, Albania, Nicaragua, Palestina, Iraq, Libano, Israele, Afghanistan e Kosovo e tutti i maggiori eventi sul suolo nazionale lavorando per agenzie prestigiose come la Reuters e l’ Agence France Presse, Fondatore nel 1991 della agenzia Controluce, oggi è socio fondatore di KONTROLAB Service, una delle piu’ accreditate associazioni fotografi professionisti del panorama editoriale nazionale e internazionale, attiva in tutto il Sud Italia e presente sulla piattaforma GETTY IMAGES. Docente a contratto presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli., ha corsi anche presso la Scuola di Giornalismo dell’ Università Suor Orsola Benincasa e presso l’Istituto ILAS di Napoli. Attualmente oltre alle curatele di mostre fotografiche e l’organizzazione di convegni sulla fotografia è attivo nelle riprese fotografiche inerenti i backstage di importanti mostre d’arte tra le quali gli “Ospiti illustri” di Gallerie d’Italia/Palazzo Zevallos, Leonardo, Picasso, Antonello da Messina, Robert Mapplethorpe “Coreografia per una mostra” al Museo Madre di Napoli, Diario Persiano e Evidence, documentate per l’Istituto Garuzzo per le Arti Visive, rispettivamente alla Castiglia di Saluzzo e Castel Sant’Elmo a Napoli. Cura le rubriche Galleria e Pixel del quotidiano on-line Juorno.it E’ stato tra i vincitori del Nikon Photo Contest International. Ha pubblicato su tutti i maggiori quotidiani e magazines del mondo, ha all’attivo diverse pubblicazioni editoriali collettive e due libri personali, “Chetor Asti? “, dove racconta il desiderio di normalità delle popolazioni afghane in balia delle guerre e “IMMAGINI RITUALI. Penitenza e Passioni: scorci del sud Italia” che esplora le tradizioni della settimana Santa, primo volume di una ricerca sui riti tradizionali dell’Italia meridionale e insulare.

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Effetto coronavirus, dal 1 luglio le isole Galapagos riaprono ai turisti

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Le ecuadoriane isole Galapagos, patrimonio naturale dell’umanita’, riapriranno le loro porte al turismo dal 1 luglio. Lo ha annunciato il vicepresidente ecuadoriano Otto Sonnenholzner. “Possiamo gia’ iniziare a pensare al futuro, alla riattivazione, le Galapagos diventeranno presto la prima destinazione turistica sicura in termini di salute”, ha affermato in un video sul suo account Twitter.

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Ambiente

Bandiere Blu, quest’anno ce ne sono 12 in più in Italia

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Aumentano quest’anno in Italia le Bandiere Blu, i riconoscimenti ai comuni marinari e lacustri con le acque più pulite e il maggior rispetto dell’ambiente. Sono 195 i Comuni italiani che le hanno ottenute nel 2020, 12 in più rispetto ai 183 dell’anno scorso. I nuovi ingressi sono 12, e non c’è nessuna uscita. Hanno ottenuto il riconoscimento anche 75 approdi turistici. Le Bandiere Blu sono attribuite ogni anno dalla ong internazionale FEE (Foundation for Environmental Education, Fondazione per l’educazione ambientale), basandosi sui prelievi delle Arpa, le agenzie ambientali delle Regioni. E già questo dovrebbe essere indicativo della serietà delle attribuzioni. Ma vediamo quali sono le 12 new entry per i comuni: Gozzano (Piemonte), Diano Marina (Liguria), Sestri Levante (Liguria), Montignoso (Toscana), Porto Tolle (Veneto), Vico Equense (Campania), Isole Tremiti (Puglia), Melendugno (Puglia), Rocca Imperiale (Calabria), Tropea (Calabria), Siderno (Calabria), Ali’ Terme (Sicilia). Fra gli approdi arrivano quest’anno Cala Cravieu (Celle Ligure, Liguria), Vecchia Darsena Savona (Savona, Liguria), Cala Gavetta (La Maddalena, Sardegna), Marina Porto Azzurro (Porto Azzurro, Toscana), Porto degli Aragonesi (Casamicciola, Ischia, Campania). Perdono la Bandiera Blu nel 2020 il Porto turistico Marina di Policoro (Policoro, Basilicata) e la Marina del Nettuno (Messina, Sicilia).

Casamicciola. Quello che vedete è il Porto degli Aragonesi

La Liguria sale a 32 localita’, con due nuovi ingressi, e guida la classifica nazionale. Segue la Toscana con 20 localita’ (un nuovo ingresso). La Campania raggiunge le 19 Bandiere con un nuovo ingresso. Con 15 localita’ seguono le Marche. La Puglia conquista due nuove localita’ e raggiunge 15 Bandiere, mentre la Sardegna riconferma le sue 14 localita’. Anche la Calabria va a quota 14 con tre nuovi ingressi, mentre l’Abruzzo resta a 10. Il Lazio conferma le 9 Bandiere, cosi’ come 9 sono quelle del Veneto, che segna un nuovo ingresso. L’Emilia Romagna conferma le sue 7 localita’, mentre la Sicilia ne guadagna una, passando a 8 Bandiere. La Basilicata conferma le sue 5 localita’, il Friuli Venezia Giulia conferma le 2 Bandiere dell’anno precedente. Il Molise rimane con 1 Bandiera. Quest’anno aumentano le Bandiere sui laghi, che premiano 18 localita’. Si registra un nuovo ingresso in Piemonte, che ottiene 4 Bandiere. Rimangono invariati il Trentino Alto Adige, con 10 localita’, e la Lombardia, con 1. I 195 Comuni italiani premiati, per complessive 407 spiagge, corrispondono a circa il 10% delle spiagge premiate a livello mondiale.

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Ambiente

L’Oreal stanzia 150 milioni per donne vulnerabili e per ambiente

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L’Oreal, nel contesto degli effetti della pandemia da coronavirus, annuncia L’Oreal for the future, un programma di solidarietà sociale e ambientale. Lo scopo è gestire due priorit. La prima è supportare le organizzazioni che sostengono le donne particolarmente vulnerabili, ovvero le prime vittime della crisi sociale ed economica causata dalla pandemia, istituendo un fondo di beneficenza del valore di 50 milioni di euro per sostenere le organizzazioni attive sul campo e gli enti benefici locali nel loro impegno per contrastare la poverta’. La seconda e’ contribuire alla rigenerazione degli ecosistemi naturali danneggiati e partecipare attivamente alla lotta al cambiamento climatico, con investimenti a impatto ambientale di 100 milioni di euro, suddivisi in parti uguali per la rigenerazione e e per la prevenzione. “Nei prossimi mesi – ha dichiarato il presidente e ceo Jean-Paul Agon – le nostre societa’ affronteranno crisi sociali che comporteranno situazioni di grande sofferenza umana, specialmente per i piu’ vulnerabili.

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