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Storia di Bobo, presidente “condannato” del gruppo consiliare Dem e “tifoso” del sindaco de Magistris al comune di Napoli a insaputa del Pd

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L’opposizione Dem all’esecutivo di Luigi de Magistris a Napoli? È nelle mani salde e nella mente libera del presidente del gruppo consiliare Dem Aniello “Bobo” Esposito. Bobo, lui si presenta così. Da politico navigato e navigatore nei mari della politica un po’ melmosa e malmostosa napoletana, diciamo che pur avendo un profilo social, Bobo non è social. Vive sommerso. Ha vissuto su facebook fino alla sua rielezione nel giugno del 2016. Poi si è inabissato. Ci ha lasciato, però, così che potessimo apprezzarne la qualità, dieci minuti di video in cui mostra tutta la sua durezza di democratico contro il sindaco De Magistris alla fine della consiliatura precedente. La leader del Pd di Napoli, Valeria Valente, in una delle sue ultime dichiarazioni pubbliche su questioni locali (ottobre 2018) ha definito Luigi de Magistris “un sindaco che è diventato barzelletta di se stesso e mette in ridicolo Napoli. La città va salvata dai cialtroni“. Bobo Esposito, invece, ne ha una opinione meno greve e certo meno preoccupata. Almeno a giudicare da questo video che assomiglia un poco al discorso di insediamento del sindaco di Palomonte per genuinità.

Aniello Bobo Esposito. Ecco il suo santino elettorale ai tempi delle elezioni comunali

Qualche mese fa il signor Bobo Esposito ha patteggiato una condanna a 6 mesi di reclusione nell’ambito del processo  sulle candidature fantasma in una lista alleata del Pd nel 2016. Sì, quella storia Democrat  napoletana sulle candidature nelle liste che appoggiavano la candidata sindaca Valeria Valente (poi rieletta deputata). Sì, proprio quella storia di alcune persone che si ritrovarono candidate a loro insaputa. In quel processo il signor Bobo Esposito, presidente del gruppo consiliare del Pd al comune di Napoli, si è fatto condannare a 6 mesi di reclusione con un patteggiamento. Capita. Può succedere se uno fa politica di avere a che fare con la magistratura. Ebbene il Pd di Napoli che cosa poteva fare davanti a questa condanna? Prenderne atto e trascinare il Bobo davanti alla commissione provinciale di garanzia per eventualmente comminare sanzioni disciplinari.  Ebbene i custodi della moralità del Pd di Napoli si sono accorti che  Esposito non potevano giudicarlo. Non perchè non fossero degni del loro incarico, ma perchè a scorrere la lista dei 640 iscritti al Pd di Napoli e provincia sino al 30 novembre 2018, Bobo Esposito non c’è. E se non c’è non lo puoi giudicare perché non è iscritto al Pd.

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Cronache

Uccide la moglie, il marito si difende: ho reagito ad una sua aggressione violenta

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Due versioni identiche che non eliminano i dubbi degli investigatori. Marco Ricci, 41 anni di Carini, e il figlio 14enne, raccontano una storia identica sulla morte di Anna Scavo, moglie dell’uomo e madre del ragazzo, commessa 36enne uccisa ieri nel negozio di Carini in cui lavorava. Ricci, separato dalla donna da un anno, avrebbe accompagnato il figlio, che gli era stato affidato, a trovare la madre durante la pausa pranzo. Al momento della visita il negozio dunque era chiuso. La madre e il 14enne avrebbero avuto una discussione e la Scavo avrebbe aggredito il figlio con un taglierino. Ricci, sentendo il ragazzino urlare, sarebbe accorso e avrebbe tolto il coltellino alla ex moglie. Nella colluttazione, non volendo le avrebbe tagliato la gola. Poi, pensando di averla solo ferita, avrebbe chiamato il 118. Una storia ancora oscura su cui gli inquirenti cercano di fare chiarezza. Intanto Ricci, che e’ ricoverato in ospedale insieme al figlio per le ferite riportate, e’ stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio, ma non e’ in stato di fermo. I carabinieri lo hanno sentito alla presenza del suo legale.

Quel che sembra certo agli inquirenti, l’inchiesta e’ coordinata dall’aggiunto Annamaria Picozzi, e’ che a sferrare la ferita mortale sia stato l’uomo, ma le circostanze e la dinamica sono tutt’altro che chiarite. Ricci e il figlio sono molto legati e il ragazzino dalla separazione viveva col padre che lo accompagnava a trovare la madre di tanto in tanto. Secondo quanto si apprende, la Scavo aveva presentato denuncia nei confronti del marito per un episodio di lesioni, reato di competenza del giudice di pace. “In questi casi – spiega il procuratore aggiunto che si occupa di reati contro le fasce deboli – quando si tratta di episodi singoli e non ci sono condotte che si protraggono nel tempo, come ad esempio per lo stalking o maltrattamenti, si procede solitamente con un decreto penale di condanna”. “Condotte episodiche, pero’ – spiega – sono a volte reati cosiddetti sentinella, spie cioe’ di situazioni che possono portare a drammatici epiloghi, per questo ho dato direttive di dare una attenzione particolare a casi apparentemente isolati”.

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Anastasio, ‘tradito’ dal Comandante annuncia la seconda versione di “Come Maurizio Sarri”

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Allora si chiamava Nasta e aveva dedicato al Mister del Napoli la sua canzone: “Come Maurizio Sarri”, un inno al Sarrismo, al Comandante … che gli portò fortuna. Così diventò Anastasio, a X Factor sbancò tutti ( e Sarri gli fece un video di auguri) ma adesso…

Il cantante di Meta di Sorrento, grande tifoso del Napoli affida ad Instagram le sue reazioni; appena iniziò a girare il nome di Sarrico e sostituto di Allegri ‘dimissionato’ annunciò che ci sarebbe stata una parte seconda della sua canzone. E Anastasio lo ha fatto. Eccola.

 

 

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Maurizio Sarri nuovo allenatore della Juventus: l’annuncio ufficiale

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Maurizio Sarri è il nuovo allenatore della Juventus: lo ha annunciato il club bianconero con un post su Twitter con il quale si dà il welcome al nuovo tecnico e con un comunicato:

“Il tecnico arriva al club bianconero dopo un anno in Inghilterra, al Chelsea: per lui contratto triennale

Ha appena concluso un’eccellente stagione sulla panchina del Chelsea, coronata, dopo il terzo posto in Premier League e la Finale di EFL Cup, con la vittoria, pochi giorni fa, dell’Europa League.

Dopo aver sollevato il suo primo trofeo continentale, adesso Maurizio Sarri ritorna in Italia, dove ha allenato per tutta la sua carriera, fatta eccezione, appunto, per l’esperienza inglese appena terminata. E da oggi, e per i prossimi tre anni (fino al 30 giugno 2022), guiderà la Juventus.

Sessant’anni, nato a Napoli e vissuto a lungo in ToscanaSarri intraprende nel 2001, dopo anni trascorsi nel mondo del calcio di categoria, la carriera di allenatore a tempo pieno.

Inizia così un’avventura che, dal 2005, lo porta nel campionato di Serie B, alla guida di Pescara, Arezzo e Avellino. La strada verso la Serie A, però, è ancora lunga: Sarri guida, il Verona, il Perugia, il Grosseto, l’Alessandria e il Sorrento, fra B e Lega Pro.

Poi nel 2012 inizia la storia con l’Empoli: Sarri sfiora la promozione nella massima serie già alla prima stagione (nella finale playoff vince il Livorno) e la raggiunge un anno dopo, concludendo il campionato al secondo posto.

L’Empoli si conferma una splendida realtà calcistica anche nella stagione successiva, in cui conquista con anticipo la salvezza matematica. Il 2015, per il tecnico, è l’anno dell’approdo al Napoli, e anche qui Sarri lascia il segno.

Con lui infatti la squadra partenopea raggiunge quota 82, 86 e 91 punti, dal 2015 al 2018: tutte le volte si tratta del record in Serie A per il Club, che conquista per 3 anni, due delle quali senza passare dai preliminari, la qualificazione alla Champions League.

Infine, nel 2018/19, come si diceva precedentemente, l’ottima stagione con il Chelsea, in Inghilterra, e il primo trofeo continentale per Sarri.

E adesso inizia per lui l’avventura in bianconero: benvenuto alla Juventus!”

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