Politica
Stop a Ddl diritti nascituro, Giorgia Meloni: la legge 194 non si tocca
Il disegno di legge per riconoscere la capacità giuridica del nascituro, firmata dal senatore di FdI, Roberto Menia, costringe il capogruppo in Senato di FdI Lucio Malan a sottolineare che si tratta di “un’iniziativa personale che rientra nella libertà di espressione del parlamentare” e che “la 194 non si tocca e va pienamente applicata nei suoi principi, enunciati all’articolo 1 e nei suoi contenuti”. Ma soprattutto, ripete il capogruppo, la “posizione di FdI è chiara ed è stata più volte ribadita dal presidente Giorgia Meloni: siamo per il mantenimento della 194 così come è”. Dunque, “questo ddl non avrà seguito”.
Poco prima la ministra per la Famiglia Eugenia Roccella aveva ribadito la stessa cosa, vale a dire che la posizione del governo Meloni “va nella direzione di una piena applicazione e non di una modifica della legge”. Insomma, lo stop è chiaro, l’esecutivo non vuole prestare il fianco alle critiche del centrosinistra. Roccella non vuole entrare nel merito del disegno di legge di un parlamentare ma fa capire tra le righe di non approvare l’iniziativa che però “è più che legittima e ha un valore culturale”.
“Va però sottolineato – aggiunge – che la polemica montata è come al solito strumentale, perché in ogni caso il riconoscimento della personalità giuridica del concepito in realtà non metterebbe a rischio la 194, che si fonda sulla tutela della salute psicofisica della donna”. Dopo quelle di ieri, stamani la polemica è stata portata avanti dal candidato di Pd e M5s alle elezioni regionali in Lombardia, Pierfrancesco Majorino: “I segnali inquietanti che giungono da Roma con proposte di legge che vogliono riportare le lancette della storia a cinquant’anni fa e che pensavamo di lasciarci alle spalle ci dicono che il diritto all’interruzione di gravidanza è a rischio”. Sulla stessa scia la deputata Pd Laura Boldrini.
“La destra oscurantista in questo modo vuole che la donna che interrompe la gravidanza commetta un omicidio. Aberrante”; e anche i Radicali: “Il tentativo di FdI attraverso la proposta di legge per attribuire capacità giuridica a ogni essere umano punta a riconoscere all’embrione (nemmeno al feto) lo status giuridico di ‘persona titolare di un diritto a nascere’, che che se approvato porterebbe a un divieto totale di aborto”. Ma Pro Vita & Famiglia difende il ddl: “Ringraziamo Menia per aver riportato la verità nel dibattito sull’aborto, auspicando che la sua proposta non rimanga un appello inascoltato”. Eppure il testo, depositato il 13 gennaio, è a prima firma di Roberto Menia e va ad aggiungersi agli altri tre del centrodestra in materia. Dopo Fi e Lega, a questo punto, tutti i gruppi della maggioranza hanno una proposta in materia. Il disegno di legge Menia titola: ‘Modifica dell’articolo 1 del codice civile in materia di riconoscimento della capacità giuridica ad ogni essere umano’.
Codice che prevede che la capacità giuridica si acquisisca “al momento della nascita”. La precedente proposta di Fi a prima firma di Maurizio Gasparri e depositata a ottobre prevede il ‘riconoscimento della capacità giuridica del concepito’. Mentre un altro testo presentato dal capogruppo della Lega Massimiliano Romeo all’articolo 3 prevede che “il concepito è riconosciuto quale componente del nucleo familiare a tutti gli effetti”. Accanto a queste una proposta di Isabella Rauti di FdI chiede l’istituzione, il 25 marzo, della “Giornata del nascituro’.
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