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Stefano Mei: mi sono quadruplicato lo stipendio perché lo merito, atletica mai stata così vincente
L’atletica italiana vince, ma al vertice della Federazione soffia vento di tempesta. In una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, il presidente della Fidal Stefano Mei (La foto e sotto e quella in evidenza sono di Imagoeconomica) risponde punto su punto alle polemiche esplose dopo l’aumento del suo stipendio e le tensioni con atleti e tecnici.
“Regia occulta dietro le polemiche. L’atletica italiana non è mai stata così vincente”
Mei respinge ogni accusa di gestione opaca: «C’è una regia occulta. A qualcuno i nostri successi non piacciono, ma si mettano l’anima in pace: l’atletica italiana è la più vincente di sempre e non si torna indietro».
Nonostante le medaglie, però, molte stelle azzurre non hanno ancora firmato i contratti 2025. «Siamo passati da 2,05 milioni per 71 atleti a 1,85 milioni per 56. Il salario pro-capite è cresciuto del 18%», rivendica Mei, che minimizza anche l’episodio che ha coinvolto Fabbri e il suo coach Dal Soglio: «Leo è stato male, se ci sono altri motivi lo dica lui. Con Dal Soglio c’è differenza tra domanda e offerta».
“Jacobs? Lo incontrerò di persona”
Tra i nomi ancora senza contratto c’è Marcell Jacobs. «Aspetto di incontrarlo. Doveva rientrare in Italia, ma l’infortunio ha complicato tutto. Con lui non si parla al telefono».
“Mi sono aumentato lo stipendio perché era inadeguato”
Fa discutere l’aumento dell’emolumento del presidente Fidal: da 36mila a 150mila euro annui. «Per quattro anni ho avuto lo stipendio più basso tra i miei 105 dipendenti. Questo ruolo richiede lavoro, responsabilità e sacrifici. Gli incarichi federali non possono essere riservati solo a ricchi e pensionati», spiega Mei.
E aggiunge: «Dal 2026 percepirò anche il 5% delle sponsorizzazioni che porterò personalmente. Ma stiamo cercando un advisor che potrebbe azzerare questa quota. Con me la raccolta sponsor è passata da 300mila a 1,6 milioni di euro».

STEFANO MEI, PRESIDENTE FEDERAZIONE ATLETICA
“La polemica? Solo dopo un documento riservato diffuso illegalmente”
«La vicenda è emersa dalla diffusione di un documento riservato. Nessun presidente diffonde gli stipendi dei propri collaboratori, lo si vedrà comunque nel bilancio», ribadisce.
“Mi interessa che la staffetta vada forte”
Sul caso Tortu-Jacobs e le tensioni legate alle intercettazioni nel caso Equalize, Mei è netto: «Il fratello Giacomo si è assunto la responsabilità. Se il direttore tecnico ha deciso di convocare il padre di Tortu al raduno, non discuto. Le persone devono parlarsi e chiarirsi».
Sulle possibili azioni della Procura federale: «Non lo so. Non parlo con i nostri organi di giustizia sportiva, sono indipendenti».
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