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Massima allerta all’ospedale di Cava de’ Tirreni e nella Clinica Pineta Grande: i pazienti non hanno il coronavirus

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“Sono risultate negative le analisi effettuate all’ospedale ‘Cotugno’ di Napoli sul bambino di tre anni che nel primo pomeriggio di venerdi’ 21 febbraio, è arrivato al pronto soccorso dell’ospedale ‘Santa Maria Incoronata dell’Olmo’ con una forte febbre con diagnosi di sospetto Coronavirus”.

E’ quanto fa sapere il sindaco di Cava de’ Tirreni (Salerno), Vincenzo Servalli con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook in merito al sospetto caso di Coronavirus riscontrato ieri pomeriggio all’ospedale di Cava de’ Tirreni. “I risultati delle successive analisi effettuate al ‘Cotugno’, le definitive pervenute intorno alla mezzanotte, hanno scongiurato si trattasse del Coronavirus”, ha spiegato il primo cittadino. Servalli ha, quindi, comunicato che “anche i servizi del Pronto Soccorso sono ripresi normalmente” dopo che per qualche ora sono rimasti chiusi per questioni di profilassi sanitaria.

Altra notizia positiva arriva invece dalla clinica Pineta Grande di Castel Volturno (Caserta).  Non ha contratto il Coronavirus il bulgaro che ha fatto scattare l’allerta già che si era presentato con una polmonite. E’ risultato infatti negativo il tampone faringeo che gli è stato praticato. In una nota, la clinica Pineta Grande fa sapere che “dato lo stato di pre-allerta dovuto alla diffusione del Coronavirus, il paziente e’ stato interrogato ed ha confermato di non essere mai stato in Cina e di non aver lasciato la regione Campania da oltre un anno”. “Il paziente, data la tipologia di infezione – prosegue il comunicato – sarà comunque trasferito in un centro dedicato alle malattie infettive”.

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I dati del contagio in Campania: 164 nuovi positivi, 2231 in totale, 135 i morti

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L’Unità di crisi della Regione Campania comunica che sono pervenuti i seguenti dati:
 

Oggi in Campania ci sono 164 nuovi positivi e sono stati fatti 1566 tamponi

 
 
Totale complessivo positivi Campania: 2231
Totale complessivo tamponi Campania: 15.728
Questi i dati riguardanti i tamponi effettuati:
 
– Ospedale Cotugno di Napoli: sono stati esaminati 298 tamponi di cui 16 positivi;
– Ospedale Ruggi di Salerno:  sono stati esaminati 198 tamponi di cui 17 positivi;
– Ospedale Sant’Anna: sono stati esaminati 48 tamponi di cui 5 positivi;
​- Asl Caserta presidi ospedalieri di Aversa e Marcianise: sono stati esaminati 104 tamponi di cui 15 positivi;
– Ospedale Moscati di Avellino: sono stati esaminati 114 tamponi di cui 9 positivi;
– Azienda Universitaria Federico II: sono stati esaminati 57 tamponi di cui 9 positivi;
– Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno: sono stati esaminati 700 tamponi di cui 84 positivi;
– Ospedale Santa Maria Della Pietà di Nola: sono stati esaminati 17 tamponi di cui 6 positivi;
– Ospedale San Pio di Benevento sono stati esaminati 30 tamponi di cui 3 positivi.
 

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Lamorgese contro De Luca, ministro e presidente di Regione si sfidano a colpi di circolari e ordinanze: i cittadini allibiti

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Questa è la Circolare del Ministero dell’Interno che consente spostamenti vicino casa ad un genitore col figlio. È “da intendersi consentito, ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purchè in prossimità della propria abitazione”. E “l’attività motoria generalmente consentita”, precisa il testo, “non va intesa come equivalente all’attività sportiva (jogging)”. Possibile invece camminare “in prossimità della propria abitazione”. Tutto chiaro? Si può scendere di casa e portare il bimbo a passeggio come si fa col cane? La circolare del Viminale, secondo quello che sostiene Vincenzo De Luca, è praticamente inutile. Nel senso che lui, il presidente della Giunta regionale della Campania, vieta passeggiate e/o jogging. Non solo, De Luca sui social ha spiegato di considerare “gravissimo il messaggio proveniente dal Ministero dell’Interno, relativo alla possibilità di fare jogging e di passeggiare sotto casa”.

Perchè, sostiene De Luca “si trasmette irresponsabilmente l’idea che l’epidemia è ormai alle nostre spalle. Si ignora tra l’altro, che vi sono realtà del Paese dove sta arrivando solo ora l’ondata più forte di contagio. Si rischia, per una settimana di rilassamento anticipato, di provocare una impennata del contagio” dice De Luca attaccando duramente il ministero dell’Interno. Diciamo, accusando il minsitro responsabile, Luciana Lamorgese, di favorire il rilassamento della gente e dunque il contagio. Ecco perchè, tuona De Luca “ribadisco che in Campania rimane in vigore l’ordinanza regionale, derivata da motivi di tutela sanitaria, di competenza  esclusivamente regionale. Si ribadisce che è assolutamente vietato uscire a passeggio o andare a fare jogging”. Chi ha ragione tra il ministero dell’Interno e la Ragione Campania. Vale di più una ordinanza del presidente della Giunta Regionale o una circolare del Ministro? Beh, diciamo che dubbio non c’è. Vale quel che dice De Luca in questa materia. Certo è imbarazzante il livello di cooperazione istituzionale tra un ministro e un presidente di Regione. Se solo si mettessero nei panni dei cittadini…

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In dieci giorni nella Fiera di Milano hanno oganizzato un ospedale con 200 posti di terapia intensiva

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Qualcosa che nessuno avrebbe mai pensato di dover realizzare, prima che il coronavirus aggredisse la Lombardia portando allo stremo la capacita’ dei reparti di rianimazione. Ora la “piu’ grande terapia intensiva d’Italia”, come l’ha definita Ezio Belleri, dg del Policlinico che gestira’ la struttura, è là. Pronta all’interno dei padiglioni della fiera di Milano e si prepara ad accogliere i primi pazienti, probabilmente da lunedi’. E nella drammaticita’ della crisi segna dei record: costruita in 10 giorni, a breve potra’ ospitare oltre 200 malati, “potenzialmente” anche 350, come ha annunciato l’assessore al Welfare Giulio Gallera.

“Abbiamo fatto una promessa e l’abbiamo mantenuta”, ha scritto Guido Bertolaso, nei giorni scorsi colpito anche lui da Covid-19 e ricoverato al San Raffaele, in un messaggio letto durante la presentazione del nuovo ospedale. Lui che e’ stato chiamato, per realizzare l’impresa, dal presidente lombardo Attilio Fontana, che un paio di settimane fa inizio’ a lavorare sull’idea di una struttura a Fieramilanocity per dare fiato alle terapie intensive, scontrandosi anche con la Protezione civile. “Sara’ il simbolo della battaglia vinta contro il coronavirus e il simbolo della ripresa della nostra regione”, ha detto il governatore che, tra l’altro, ha attaccato la “burocrazia terribile che non demorde: noi abbiamo un’azienda che potrebbe realizzare 900 mila mascherine al giorno – ha spiegato – Nonostante cio’, l’Istituto superiore della sanita’ ha chiesto tempo per poter rilasciare la certificazione che ci permette la distribuzione”. L’Istituto, poi, ha fatto sapere che “appena abbiamo i risultati sulle prove tecniche di capacita’ di filtraggio delle mascherine, possiamo renderle immediatamente autorizzate”.

Intanto, alla Fiera, come ha scritto Bertolaso, c’e’ un centro “specialistico” che potra’ essere “replicato a livello nazionale e internazionale”. In dieci giorni e’ stato fatto, come ha raccontato il presidente della Fondazione Fiera Enrico Pazzali, “cio’ che in maniera ordinaria si fa in qualche anno”. Ci hanno lavorato 500 persone su 3 turni, per 24 ore al giorno, e quasi 100 imprese, facendo fruttare anche quei 21 milioni di euro arrivati da 1200 donatori, “la signora che ha dato 100 euro – ha aggiunto Pazzali – e chi ne ha dato 10 milioni”. All’esterno ha “una centrale da 15 metri per l’ossigeno, non ce ne sono altre cosi'”, hanno raccontato orgogliosi progettisti e tecnici che hanno accompagnato i cronisti in una visita ai primi otto moduli per i degenti (53 letti in tutto, si partira’ occupandone fino a 24), collocati in circa 10mila metri quadri, tra aree segnate col rosso e col verde, per delimitare le zone in cui il virus e’ presente. E poi ancora una sala per la formazione del personale sanitario, un laboratorio analisi, tac, aree filtro dove togliere le tute protettive. Al livello inferiore altri 14mila metri quadri dove si stanno realizzando altri moduli, fino a oltre 200 letti. Potranno lavorarci 200 medici, 500 infermieri e altre 200 figure professionali. E’ “un gioiello di tecnologia e efficienza”, ha spiegato il governatore, nato per un’emergenza ma che sembra destinato a restare.

“Ho parlato con il ministro della Salute – ha aggiunto – e mi ha detto che la sua intenzione e’ di poterlo lasciare e utilizzare e di creare tre hub sulla rianimazione. Uno sarebbe questo, uno al centro Italia e uno al Sud in modo da, se si dovessero ripetere situazioni analoghe, avere un punto di riferimento per tutte le Regioni”. Per ora, ha chiarito Gallera, “servira’ per nuovi bisogni, poi eventualmente quando si ridurranno, per riportare coloro che sono andati all’estero e nelle altre regioni”.

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