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Esteri

Stati Uniti percepiti come minaccia: per il 51% dei francesi l’America di Trump è un rischio militare

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Il rapporto tra Francia e Stati Uniti attraversa una fase di profonda crisi di fiducia. Secondo un sondaggio dell’Ifop, pubblicato oggi, il 51% dei francesi ritiene che gli Stati Uniti guidati da Donald Trump possano rappresentare una minaccia militare per la Francia nei prossimi anni.

Da alleato storico a paese percepito come nemico

Il dato più significativo riguarda la percezione politica: il 42% dei cittadini francesi considera oggi gli Stati Uniti un “paese nemico”, in netto aumento rispetto al 30% registrato nell’aprile 2025. Solo il 24% continua a considerarli un alleato, mentre il 34% li colloca in una posizione neutrale.
Il cambiamento segnala un crollo della fiducia nell’attuale amministrazione americana, trasversale agli orientamenti politici.

Stati Uniti tra le principali minacce militari percepite

Nella classifica delle nazioni ritenute una minaccia militare per la Francia, gli Stati Uniti occupano il quinto posto, preceduti da Russia (80%), Corea del Nord (68%), Iran (67%) e Cina (58%).
La percezione è ancora più marcata tra i giovani sotto i 35 anni (60%) e tra gli elettori del Nuovo Fronte Popolare (61%).

Groenlandia e reazioni possibili

Il dossier Groenlandia pesa fortemente sull’opinione pubblica. Il 70% dei francesi ritiene che Parigi dovrebbe opporsi a Washington in caso di annessione dell’isola. In uno scenario di controllo statunitense della Groenlandia:

  • il 65% sarebbe favorevole al boicottaggio dei prodotti americani

  • il 64% alla sospensione degli acquisti di armamenti Usa

  • il 62% all’imposizione di dazi significativi

Il 41% arriverebbe a sostenere un intervento militare europeo, mentre il 31% prenderebbe in considerazione l’uscita dalla NATO.

Difesa europea sempre più autonoma

Più in generale, il 64% dei francesi ritiene necessaria una difesa europea completamente indipendente dagli Stati Uniti, un dato in crescita e ormai strutturale nel dibattito pubblico francese.

Il giudizio su Trump

Sul piano personale, l’immagine del presidente americano è fortemente compromessa: l’81% dei francesi ha un’opinione negativa di Trump, con il 55% che la definisce “pessima”. Solo il 19% ne esprime un giudizio positivo.

Il quadro politico

I dati delineano un quadro chiaro: l’asse transatlantico, almeno nella percezione francese, non è più un punto fermo, ma una relazione sempre più problematica, segnata da diffidenza strategica e distanza politica. Un segnale che pesa anche sul futuro della sicurezza europea.


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Ucraina, Zakharova: “Ogni passo verso la soluzione del conflitto è importante”

La portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova afferma che ogni passo verso la risoluzione del conflitto ucraino è di grande importanza.

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Tutti gli sforzi che possano contribuire alla risoluzione del conflitto in Ucraina sono considerati di grande importanza da Mosca.

A dichiararlo è stata Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri della Federazione Russa, commentando i negoziati trilaterali in corso a Ginevra.

Il riferimento ai colloqui trilaterali

Zakharova, intervenendo alla radio Sputnik, ha affermato che qualsiasi passo capace di guidare il processo verso una soluzione della crisi rappresenta un elemento rilevante.

Le dichiarazioni arrivano nel contesto degli sforzi diplomatici internazionali volti a favorire un’intesa tra le parti coinvolte nel conflitto.

Non sono stati forniti ulteriori dettagli sulle posizioni negoziali o su eventuali sviluppi concreti dei colloqui.

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Perù, destituito il presidente ad interim José Jerí: nuova crisi politica a pochi mesi dal voto

Il Parlamento del Perù destituisce il presidente ad interim José Jerí per presunto traffico di influenze. Nuova fase di instabilità politica a Lima.

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Il Parlamento del Perù ha destituito il presidente ad interim José Jerí al termine di un procedimento di impeachment per presunto traffico di influenze e presunte assunzioni irregolari.

La mozione di censura, presentata dall’opposizione, è stata approvata con 75 voti favorevoli, 24 contrari e tre astensioni. L’assemblea ha quindi dichiarato vacante l’incarico di Capo dello Stato in attesa dell’elezione di un nuovo presidente del Parlamento che assuma anche la guida della Repubblica.

Il meccanismo istituzionale e il ruolo del Parlamento

Jerí esercitava la presidenza ad interim in quanto presidente del Congresso, subentrato dopo la destituzione di Dina Boluarte nell’ottobre 2025.

Con l’approvazione della mozione, Jerí è stato rimosso dalla carica parlamentare, perdendo automaticamente la facoltà di esercitare la funzione presidenziale.

Poco prima del voto aveva respinto ogni accusa, minimizzando il cosiddetto “chifagate”, lo scandalo legato a presunti incontri riservati con imprenditori cinesi, definendolo un errore formale.

Verso un nuovo presidente ad interim

La votazione per eleggere il nuovo presidente del Parlamento è stata convocata per domani. L’attuale vicepresidente del Congresso, Fernando Rospigliosi, aveva già annunciato che non avrebbe assunto la presidenza in caso di approvazione della mozione.

Il Paese si trova così a vivere l’ennesima transizione politica, con otto presidenti succedutisi negli ultimi dieci anni.

Elezioni imminenti e clima di instabilità

La nuova guida ad interim sarà chiamata a traghettare il Perù fino a luglio 2026, quando entrerà in carica il presidente che verrà eletto nelle consultazioni generali previste ad aprile.

Nonostante la crisi istituzionale, diversi analisti locali ritengono improbabile una stagione di proteste violente come quella seguita alla destituzione di Pedro Castillo nel dicembre 2022, quando le manifestazioni furono represse con un bilancio di oltre 70 vittime.

La situazione resta tuttavia delicata, in un contesto segnato da instabilità politica ricorrente e forte polarizzazione interna.

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Uomo armato vicino al Campidoglio, arrestato 18enne con fucile carico

Un diciottenne armato di fucile è stato arrestato vicino al Campidoglio degli Stati Uniti. Crescono le minacce contro i membri del Congresso.

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Un diciottenne armato di fucile è stato arrestato a un isolato dal Campidoglio degli Stati Uniti dopo essere sceso dalla propria auto e aver iniziato a correre verso l’edificio.

Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, il giovane è stato immediatamente affrontato dagli agenti della United States Capitol Police, che gli hanno intimato di gettare l’arma. Il sospettato avrebbe obbedito, si sarebbe sdraiato a terra ed è stato preso in custodia senza che venissero esplosi colpi.

Fucile carico e equipaggiamento tattico

Il capo della polizia del Capitol, Michael Sullivan, ha spiegato in conferenza stampa che il fucile era carico e che il giovane indossava un giubbotto tattico e guanti tattici. Aveva inoltre con sé ulteriori munizioni.

All’interno dell’auto sarebbero stati trovati un casco in kevlar e una maschera antigas. Le autorità non hanno reso nota l’identità del sospettato.

Minacce in aumento contro il Congresso

L’episodio si inserisce in un contesto di crescente allarme per la sicurezza dei membri del Congresso. Secondo i dati forniti dalla polizia del Capitol, lo scorso anno sono stati aperti quasi 15.000 casi di valutazione delle minacce, con un incremento di circa il 60% rispetto ai 9.474 casi registrati nel 2024.

Le indagini sono in corso per chiarire le intenzioni del giovane e verificare eventuali collegamenti o motivazioni.

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