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Cronache

Stalking e violenza, la Cassazione: la gelosia non giustifica attenuanti nemmeno in caso di tradimento

La Cassazione ribadisce che la gelosia non può giustificare attenuanti generiche né attenuanti morali, anche in caso di tradimento. Annullata la sentenza solo sulla pena.

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La gelosia non può mai giustificare la concessione delle attenuanti generiche, neppure in presenza di un tradimento del partner. È quanto afferma la quinta sezione della Corte di Cassazione nelle motivazioni della sentenza pronunciata l’11 novembre scorso in un procedimento per stalking e lesioni.

Il caso e la condanna

Il procedimento riguarda un uomo accusato di atti persecutori e lesioni ai danni dell’ex convivente e del nuovo compagno della donna. Dopo la decisione della Corte d’Appello di Milano, l’imputato aveva presentato ricorso contro una condanna a 9 mesi e 10 giorni di reclusione, successivamente sostituita con una pena pecuniaria di 5.600 euro.

La giurisprudenza consolidata

Nelle motivazioni, articolate in otto pagine, la Suprema Corte richiama il “consolidato insegnamento della giurisprudenza”, secondo cui la gelosia non solo non giustifica la concessione delle attenuanti generiche, ma non può nemmeno essere considerata un motivo di particolare valore morale o sociale ai fini dell’attenuante. Viene citata una pronuncia del 1996 che definiva gelosia e vendetta, legate a un malinteso senso dell’orgoglio maschile ferito dall’infedeltà, come passioni “moralmente riprovevoli” e prive di qualsiasi valutazione etica positiva.

Stato d’ira e aggravanti

I giudici escludono anche l’attenuante dell’aver agito in stato d’ira determinato da un fatto ingiusto altrui. Al contrario, si afferma che la gelosia, intesa come sentimento morboso di supremazia e possesso che può tradursi nell’annientamento della vittima, può integrare l’aggravante dell’aver agito per motivi futili o abietti.

La decisione finale

Secondo la Cassazione, alla luce delle attuali regole della convivenza civile, lo stato psicologico derivante da un tradimento non può essere valutato positivamente quando diventa il movente di comportamenti violenti e vessatori, espressione di controllo e possesso. La Suprema Corte ha quindi annullato la sentenza con rinvio ad altra sezione della Corte d’Appello di Milano, limitatamente alla determinazione della pena, ritenendo fondato il motivo di ricorso relativo alla sanzione sostitutiva della pena pecuniaria.

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Cronache

Maltempo sull’Italia, allerta gialla in 11 regioni: evacuazioni a Fiumicino e Sibari

Piogge e vento colpiscono Centro e Sud. Allerta gialla in 11 regioni, evacuazioni a Fiumicino e Sibari, richiesta di stato di emergenza in Calabria.

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L’Italia resta nella morsa del maltempo. Piogge intense e venti forti stanno interessando in particolare il Centro e il Sud, con la Protezione Civile che per domenica ha diramato un’allerta gialla in undici regioni.

L’avviso riguarda settori di Emilia-Romagna, Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia e Sardegna, e l’intero territorio di Lazio, Umbria, Molise, Calabria e Sicilia. Massima attenzione in Puglia e Sicilia, dove sono attesi temporali più intensi.

Centinaia di interventi nel Lazio

In provincia di Roma si contano circa cento interventi dei vigili del fuoco nelle ultime ore. Le richieste hanno riguardato allagamenti in abitazioni, negozi e cantine, oltre a segnalazioni di alberi e rami pericolanti.

Alcuni fulmini hanno colpito alberi, pali della luce e cabine elettriche. Danni anche alla centrale termica di via di Grottarossa 214, a Roma, dove sono intervenuti vigili del fuoco e tecnici Enel per la messa in sicurezza.

A Fiumicino una cinquantina di famiglie è stata evacuata a seguito dell’esondazione del mare che ha allagato le abitazioni vicino agli scogli.

Soccorsi nel Ternano e Calabria in emergenza

Nel Ternano i vigili del fuoco hanno soccorso circa venti persone sorprese da una piena improvvisa.

Situazione particolarmente complessa in Calabria. Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha annunciato la convocazione urgente di una Giunta straordinaria che ha deliberato la richiesta formale al Governo del riconoscimento dello stato di emergenza nazionale.

Nel Cosentino, soprattutto nell’area di Cassano allo Ionio, è stata disposta l’evacuazione delle abitazioni del centro nautico di Sibari. Il vescovo della diocesi di Cassano, monsignor Francesco Savino, ha parlato di case invase dall’acqua, famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni e attività sospese.

Oltre mille interventi in Sardegna

Danni anche in Sardegna, dove dall’11 febbraio i vigili del fuoco hanno effettuato oltre mille interventi.

Il quadro resta in evoluzione e l’attenzione delle autorità è massima in vista delle prossime ore, con la priorità rivolta alla tutela delle persone e alla messa in sicurezza delle aree colpite.

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Cronache

Messina, sequestro da 1,3 milioni per presunta truffa finanziaria

La Guardia di Finanza di Messina ha sequestrato beni per 1,3 milioni di euro a due indagati per truffa ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria.

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Beni per circa 1,3 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Messina a due persone indagate per truffa ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria.

Il provvedimento è stato disposto dal gip del Tribunale di Messina su richiesta della Procura, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla sezione Criminalità economica.

Il meccanismo contestato

Secondo l’accusa, i due indagati – uno operante nel Messinese e l’altro in Svizzera – avrebbero sfruttato la loro esperienza nel settore della consulenza finanziaria per proporre investimenti nel comparto obbligazionario di società maltesi, promettendo rendimenti elevati e sicuri.

In realtà, i titoli sarebbero stati riconducibili a una società facente capo direttamente a uno degli indagati. Per rendere credibile l’operazione, sarebbero state inizialmente corrisposte cedole periodiche, presentate come provenienti da una società fiduciaria nazionale, alimentando la fiducia degli investitori.

Società non autorizzate

Gli accertamenti, svolti anche con il supporto degli organismi di vigilanza, avrebbero confermato che nessuna delle società coinvolte era autorizzata alla raccolta del risparmio e che i soggetti indagati non possedevano i requisiti per operare nel settore.

Il giudice ha ravvisato il pericolo di dispersione del patrimonio verso l’estero, disponendo il sequestro per un importo corrispondente al presunto profitto illecito.

Coinvolta anche la moglie

Dall’inchiesta è emerso anche il ruolo della moglie di uno dei consulenti, indagata per aver messo a disposizione il proprio conto corrente al fine di occultare le provvigioni ritenute indebite.

La posizione degli indagati è al vaglio dell’autorità giudiziaria e vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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Cronache

Morto Claudio Sterpin, figura centrale nel caso Liliana Resinovich

È morto a Trieste Claudio Sterpin, 86 anni, legato a Liliana Resinovich. Fu l’ultimo a sentirla il giorno della scomparsa nel 2021.

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È morto a Trieste Claudio Sterpin, 86 anni, ex maratoneta e figura legata al caso di Liliana Resinovich.

La notizia è stata diffusa dalla trasmissione Quarto Grado e si è rapidamente diffusa in città e sui social.

Sterpin era stato l’ultimo a parlare al telefono con Liliana la mattina del 14 dicembre 2021, giorno della sua scomparsa. Il corpo della donna fu ritrovato il 5 gennaio successivo nel boschetto dell’ex Opp di Trieste.

Il rapporto con Liliana

Sterpin aveva sempre sostenuto di avere con Resinovich un legame affettivo destinato a trasformarsi in una convivenza. Una ricostruzione che è stata costantemente smentita dal marito della donna, Sebastiano Visintin.

Tra Sterpin e Resinovich vi era stata in gioventù una relazione, circostanza mai negata. Negli ultimi anni, però, il confronto pubblico tra Sterpin e Visintin si è trasformato in un acceso dibattito mediatico e in iniziative giudiziarie.

Le dichiarazioni e l’incidente probatorio

Sterpin aveva partecipato al recente incidente probatorio disposto dalla pm Ilaria Iozzi per raccogliere la sua testimonianza. In quell’occasione aveva ribadito di aver sempre fornito la stessa versione dei fatti.

Poco tempo fa aveva dichiarato di non ritenere il marito della donna responsabile dell’omicidio, aggiungendo però che, a suo avviso, quest’ultimo sapesse chi fosse l’autore.

Si ricorda che sul caso sono in corso accertamenti giudiziari e vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

La battaglia per la verità

Sterpin aveva portato avanti negli anni una battaglia pubblica, tra interviste, appelli e manifestazioni, per sostenere la propria versione del rapporto con Resinovich e chiedere chiarezza sulla morte della donna.

Tra le sue ultime apparizioni pubbliche, un sit-in davanti al tribunale di Trieste lo scorso dicembre, durante il quale aveva ribadito la necessità di arrivare alla verità.

Con la sua scomparsa si chiude una delle voci più presenti e controverse di una vicenda che continua a essere al centro dell’attenzione giudiziaria e mediatica.

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