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Sparatoria nella base Usa di Pensacola: il killer è un ufficiale saudita, ha usato una pistola

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Ha usato una pistola per il suo assalto il militare saudita in addestramento nella base aeronavale di Pensacola, in Florida, dove ha ucciso tre persone ferendone altre sette prima di essere ammazzato da un agente. Lo riferiscono i media Usa, che lo identificano come sottotenente Mohammed Saeed Alshamrani (nella foto), un ufficiale dell’aviazione saudita che frequentava la scuola di volo alla base, uno delle centinaia di soldati stranieri che ricevono qui l’addestramento.

Gli inquirenti stanno indagando sul movente del gesto e non escludono la pista terroristica. L’ufficiale saudita era in addestramento alla base da due anni e avrebbe dovuto concluderlo il prossimo agosto. Il suo programma prevedeva l’inglese, le basi dell’aviazione e la fase iniziale del pilotaggio. L’addestramento era pagato da Riad.

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Elezioni Usa 2020, Facebook valuta se bandire gli spot politici

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Facebook sta esaminando l’ipotesi di bandire gli spot politici sulla sua piattaforma prima delle elezioni generali di novembre. Lo scrive il New York Times, citando due persone a conoscenza del dossier. La questione e’ emersa alla fine dello scorso anno ma ora e’ tornata alla ribalta in seguito alle crescenti accuse di consentire la disinformazione e l’odio online. Accuse che hanno indotto molte grandi aziende a sospendere la loro pubblicita’. Il cuore del dibattito, secondo le fonti, e’ se vietare gli spot politici aiuterebbe o danneggerebbe l’obiettivo di “dare voce agli utenti”.

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La paura del covid fa rinviare l’esecuzione di una pena di morte negli, i familiari delle vittime vogliono assistere

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Un tribunale ha sospeso l’esecuzione in Indiana di una condanna a morte federale prevista per lunedi’, la prima dal 2003. I giudici hanno accolto la richiesta dei famigliari delle vittime che, invocando la propria vulnerabilita’, hanno sostenuto di essere di fronte alla scelta impossibile tra il diritto ad assistere agli ultimi momenti del condannato e i timori di contagio in caso di assembramento. Il detenuto e’ Daniel Lee, un suprematista bianco accusato della morte di una coppia e di una bimba di 8 anni.

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Michel, sul Recovery Fund controllino i governi

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Soldi si’, ma a patto che gli altri Paesi dell’Ue possano ficcare un po’ il naso negli affari di casa nostra. E’ uno dei paletti alzati dalla proposta del presidente del Consiglio europeo Charles Michel sul Recovery Fund. Pur confermando i 750 miliardi di euro, e lasciando intatto l’equilibrio tra trasferimenti a fondo perduto (500 miliardi) e prestiti (250), il progetto rafforza il potere del Consiglio, dando l’ultima parola ai 27, che si esprimeranno a maggioranza qualificata su una valutazione della Commissione europea per gli stanziamenti. Un pallino soprattutto tedesco e dei Frugali (Olanda, Danimarca, Svezia, Austria) quello di sfilare il potere decisionale alla Commissione, per riportare la governance saldamente nelle mani dei governi. Una mossa suggerita a Michel dalla cancelliera Angela Merkel per avvicinare le posizioni – ancora lontane – in vista del vertice del 17 luglio.

Mark Rutte. Premier olandese

Un dettaglio non trascurabile, visto l’approccio storico dei falchi del Nord verso i partner meridionali. Non a caso l’olandese Mark Rutte, capofila dei Frugali, prima di incontrare il premier Giuseppe Conte parlando con la stampa ha insistito sull’importanza di “fissare le riforme economiche” poiche’ in passato “abbiamo gia’ sentito promesse”. Per accedere agli esborsi, i piani nazionali dovranno non solo dimostrare di essere coerenti con gli obiettivi comuni europei, cioe’ gli investimenti in digitale e green economy, ma soprattutto di utilizzare le risorse per modernizzarsi e realizzare quelle riforme evidenziate dalle raccomandazioni che ogni anno, a maggio, Bruxelles indirizza a ciascun Paese. Risolvere insomma le debolezze strutturali che rendono i Paesi vulnerabili e poco efficienti creando, di conseguenza, anelli deboli nel Mercato Unico.

Per l’Italia significa riformare la giustizia, per rendere piu’ veloce e sicura quella civile (secondo l’ultima valutazione annuale della Commissione Ue, il nostro Paese resta ancora una volta tra i piu’ lenti nell’Unione, nel risolvere i casi civili e commerciali, con una media di 527 giorni per ottenere un primo grado di giudizio, il tempo piu’ lungo dopo la Grecia). Ma anche lavorare ad una burocrazia piu’ efficiente, per rimuovere gli ostacoli alle imprese e creare crescita e lavoro. Ma tra le novita’ che vanno nella direzione dei Frugali e di altri Paesi che vorrebbero una spesa piu’ contenuta ci sono anche la riduzione del bilancio Ue 2021-2027 a 1.074 miliardi, la conferma dei rimborsi per alcuni Stati ed un aumento del target di spesa green nel Recovery Fund dal 20 al 30%, oltre a diversi parametri per l’allocazione delle risorse del fondo per il rilancio economico. Un contentino, per rendere gli animi piu’ concilianti, e’ anche una riserva da cinque miliardi per far fronte alle ripercussioni impreviste, per la Brexit, nei settori e nei Paesi piu’ colpiti. Tra i piu’ esposti ci sono infatti l’Olanda e il Belgio. Non a caso la premier belga Sophie Wilmes lo ha definito “un ottimo segnale per avviare i negoziati”. A bocciare la nuova proposta di Michel sul Recovery Fund e’ stata invece la finlandese Sanna Marin: “E’ necessario fare molto lavoro. Abbiamo bisogno di un ammontare complessivo piu’ basso e di un migliore equilibrio tra sovvenzioni e prestiti”. Sulla stessa linea il ministro svedese per gli Affari europei, Hans Dahlgren. E anche il premier ceco Andrej Babis si e’ mostrato cauto.(

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