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Spalletti: il Napoli riparte da Insigne e Osimhen

Valeria Grasso

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Luciano Spalletti in conferenza stampa al Teatro Comunale di Dimaro nella piazza Madonna della Pace  vestita d’azzurro appare riflessivo, modera le parole ma non si tira indietro e risponde a tutte le domande dei giornalisti per 60 minuti.
“Bisogna dare fiducia ai giocatori, portare un messaggio chiaro, dice, creare un qualcosa stimolante per i giocatori ed in cui possano riconoscersi per allenarsi con piacere e motivarsi di continuo. Questa panchina è motivo d’orgoglio e responsabilità anche se è ancora presto per tirare le somme, mancano molti campioni e quelli che ci sono hanno confermato le qualità che conosciamo tutti”.

L’applauso ai tifosi all’ingresso in campo. “Il gesto di applaudire i tifosi all’ingresso in campo è venuto naturale, bisogna ricordare che dobbiamo essere riconoscenti a chi ci supporta, soprattutto sacrificano le ferie per starti vicino e motivarti”.

Sulla Nazionale Campione d’Europa. “Bravo Mancini a fare tutte le scelte di squadra e quando l’Italia ha dovuto mettersi anche nell’angolo perché l’avversario in quel momento picchiava più forte, ha saputo tenere per poi ribaltare la situazione. Alcuni avevano già vinto nelle nazionali giovanili, se ti abitui ad un certo comportamento, aiuta a ripeterlo”.

 

Il giudizio su Osimhen. “Sarà un punto di forza, è completo, oltre a saper far gol, ci mette anche altro nella partita, si batte per i compagni, diventa importante per il gruppo. Poi ha anche qualche punto dove deve migliorare e si va a stimolarlo e lui dà disponibilità ed esegue, meglio di così…”.

Spalletti aziendalista. È corretto. Mi confronto sui temi da portare avanti insieme, e trovare insieme le soluzioni. Bisogna far così, ottimizzare e non disperdere o sperperare. Le mie origini dicono questo, vengo dalla campagna, dal lavoro, non solo per uno schiaffo alla povertà ma anche per la situazione che si vive. Poi è chiaro che bisognerà fare una squadra forte, il presidente lo sa che c’è concorrenza con quelle 7 squadre fortissime, bisogna creare un gruppo di 23 giocatori forti con tutte le gare che ci sono in settimana perché anche un punto fa la differenza”.

 

Il Napoli e l’alternanza dei moduli. “Deve essere così, anche per stimolare e piacere ai giocatori, creare sorprese, pure per gli avversari. Nel 4-2-3-1 si riesce a dare un equilibrio ad entrambe le fasi, il 4-3-3 è molto simile spostando il vertice in basso, ma in fase di possesso bisogna fare qualcosa di più. I migliori club europei ormai riescono a sfruttare tutta la lateralità del fronte offensivo e dentro i giocolieri si sostituiscono nei ruoli. Va sposato il modulo giusto per i giocatori, creando qualcosa per stimolarli”.

L’anima del gruppo è Insigne. “Ho trovato il Napoli che immaginavo, ma mancano tanti, i nazionali, gli infortunati, gente che ci fa comodo. Con Lorenzo ho parlato una volta al telefono e poi gli ho mandato un messaggio di complimenti. Abbiamo di fronte il capitano del Napoli – che anche agli europei ci ha fatto vedere un contributo importante – e il Presidente, grande imprenditore e comunicatore. Due persone forti, che avranno il tempo di guardarsi negli occhi ed andare al sodo. Si parleranno e sarà tutto più chiaro”.

Come Spalletti può incidere per la Champions ed in che ruoli serve il mercato.“Il lavoro incide sempre, l’obiettivo devi vederlo per andare dove vuoi andare. Questa squadra ha bisogno di ruoli doppi, quando giochi giovedì-domenica di continuo c’è il recupero e non possono dare il loro meglio e poi sostituire al meglio nel caso quelli forti”.
Chi sarà titolare tra Meret e Ospina. Adesso dico che ho due portieri, io alla Roma ho avuto Szcesczny e Alisson, le insidie sono dietro l’angolo e capitano anche ai portieri. Servono due menti forti”.

Su Dimaro. È un posto di vacanza, si sta bene, complimenti per l’organizzazione rispondendo a tutte le esigenze e richieste, è la seconda volta che vengo qui. Si lavorerà al meglio per ottimizzare e farsi trovare pronti”.

Dimaro

Sui centrocampisti: Gaetano, Lobotka, Elmas, Demme. “Devono seguire l’azione offensiva, fare tanti km perché sono quelli che portano a casa i numeri più importanti di corsa, di solito uno ne fa 11-12km. Il centrocampista è sempre connesso, è dentro il pallone, poi c’è chi ci riesce di più e chi meno. Demme è uno di quelli che ci riesce meglio, Elmas pure, hanno disponibilità alla corsa, aiutano. Lobotka lo guardammo anche noi dell’Inter sul mercato, Gaetano è un talentino, valutiamo. Lui dice di voler giocare da trequartista, tecnicamente è delizioso”.

Gianluca Gaetano

Il parere sui giovanissimi. “Bisogna sempre tener conto degli elementi del settore giovanile in base agli obiettivi da raggiungere, quindi si cerca di tirare fuori un campione perché servono risultati importanti. Tutino è un giocatore forte, è un campioncino, ma ci sono anche gli extra-campioni ed i super-campioni. C’è Petagna che ha fatto un percorso importante e merita di stare qui, abbiamo diversi centrocampisti di qualità e attaccanti”.
La coppia Koulibaly – Manolas. “Koulibaly è uno che tutti vorrebbero, è un vice-capitano, ce ne sono diversi, pure Mertens credo e ne stanno nascendo tanti. Se fosse per me, lui resta a Napoli, è difficile da sostituire, è apprezzato da tutti i compagni, parla di continuo ed è perfetto, per la serietà dell’uomo e del calciatore ed anche quando entra nello spogliatoio senza parlare tutti rispettano la sua presenza. La coppia con Manolas ci permetterebbe di giocare con la linea alta uomo su uomo, o dentro l’area, due carrarmati. Bisogna migliorare sulla costruzione del gioco, ne abbiamo parlato e sono d’accordo”.

Gli esterni: Malcuit, Di Lorenzo, manca qualcosa? Pare che anche Ghoulam proceda bene altrimenti un terzino sinistro è necessario. Con un motore come quello di Di Lorenzo va bene, con altri devi fare ragionamenti diversi. Malcuit attacca la bandierina, un po’ di fase difensiva è necessaria, Mario Rui lo conosciamo, ha esperienza”.

Su Emerson Palmieri. “Giuntoli e il Presidente in un momento come questo mi facilitano il lavoro, averli qui per il confronto è importante, si prenderanno decisioni importanti per tutto il campionato”.

Sulla squadra venuta meno dal punto di vista caratteriale. “Succede a tutti, è un aspetto importante che si va a toccare, ci sono menti più forti e più deboli e ci si conoscerà bene per poi fare un lavoro, in alcuni momenti serve anche supporto…, bisogna ricordare che è il lavoro che abbiamo sempre sognato, ma è quello che distingue i campioni dai grandi campioni”.

Demme può diventare il Pizarro romanista? “Già lo è, è uno che tratta bene palla, sa stare nel ruolo di regista, abbina il gioco corto a qualche lancio. Deve guardare pure dove non vede, deve girare di più sui passaggi improvvisi perché lì dietro ci vanno a scardinare la linea difensiva”.

Ridurre i costi ed andare in Champions, si può? “Le cose non vanno proprio di pari passo, ma a volte ci sono obblighi finanziari di cui tenere conto, lo sbocco però per mettere a posto i conti è arrivare in Champions quindi bisogna tenerne conto e iil presidente lo sa”.

Aspettative dal mercato…e Florenzi? “L’importante che siano giocatori forti e di qualità. A destra ne abbiamo due che ci fanno stare tranquilli, anche se Florenzi è un grande sotto ogni punto di vista”.

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Latitante da 30 anni, si costituisce

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Un evaso si è costituito in Australia dopo 30 anni di latitanza: Darko Desic, questo il nome dell’uomo, era fuggito nel 1992, quando aveva 35 anni, e si e’ presentato domenica scorsa nel commissariato di polizia di Dee Why, una cittadina alle porte di Sydney, nel Nuovo Galles del Sud. Lo ha reso noto a polizia dello Stato, secondo quanto riporta la Cnn. Desic era riuscito a segare le sbarre della sua cella con una lama per seghetto e dalla notte del 31 luglio di quell’anno si era persa ogni traccia di lui. Secondo l’emittente 9News l’uomo era evaso perche’ non voleva essere estradato nell’allora Jugoslavia, dove all’epoca c’era la guerra civile. Sempre secondo 9News, in tutti questi anni Desic – che si faceva chiamare Dougie – e’ vissuto alla giornata lavorando come tuttofare. E sembra che recentemente dormisse all’aperto nelle dune di Avalon, sulle spiagge settentrionali di Sydney. L’uomo e’ stato arrestato e in una prima udienza gli e’ stata negata la liberta’ su cauzione: la seconda udienza si terra’ il 28 settembre. Nel frattempo, una residente di Dee Why, Belle Higgins, ha creato una pagina web di raccolta fondi per aiutare Desic e in sole quattro ore le donazioni hanno superato i 6.000 dollari australiani (oltre 3.700 euro).

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Facebook: Wsj, risposta social ad allarmi dipendenti debole

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Un cartello della droga in Messico, gruppi armati in Etiopia, traffico di esseri umani. I dipendenti di Facebook hanno lanciato l’allarme su come la piattaforma viene usata nei paesi in via di sviluppo. Ma in risposta hanno ricevuto poco o nulla, con il social che ha rimosso alcune pagine senza pero’ offrire una risposta adeguata ai problemi sollevati. Lo riporta il Wall Street Journal citando fonti interne a Facebook, secondo le quali la rimozione dei post o delle pagine non risolve il problema. “La priorita’” per Facebook e’ “mantenere gli utenti, aiutare i partner e, qualche volta, placare i governi autoritari, di cui Facebook ha talvolta bisogno per operare nei loro paesi”, afferma il Wsj citando documenti interni al social.

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Napoli, peccato perchè a Leicester si poteva anche vincere: grande Osimhen

Valeria Grasso

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Il Napoli conquista in rimonta un pareggio nella prima partita di Europa League in trasferta con il Leicester. Meritava di portare a casa il punteggio pieno per le tante occasioni avute ma non sfruttate a dovere: alla fine è stato bravo a rimontare i due gol di svantaggio. La sconfitta sarebbe stata ingiusta. Continua la serie positiva dei risultati della squadra di Spalletti, il Napoli dirà la sua anche in campo Europeo.
Insigne e Zielinski in campo dal primo minuto per un assetto che vede il Napoli schierato con il 4-3-2-1: in difesa Malcuit, Rrahmani, Koulibaly e Di Lorenzo davanti al portiere Ospina; centrocampo con la nuova coppia Fabian e Anguissa e il trio offensivo Lozano, Zielinski, Insigne dietro all’attaccante nigeriano Osimhen.

Parte bene il Napoli nei primissimi minuti e si rende pericoloso con Osimhen con un bolide da fuori area, respinge Schmeichel. Ma i padroni di casa non scherzano puntando sulla velocità e sulla forza fisica. Al 6’ Barnes arriva a tu per tu con Ospina che devia in corner e salva il Napoli. Nulla può al 9’ quando in una azione prorompente Barnes crossa al centro per Perez che di prima mette la palla in rete per l’1-0.
Prova a reagire il Napoli, a riprendere in mano le redini del gioco. Ma è importante non commettere errori banali a centrocampo e in difesa.


Al 14′ occasione su calcio piazzato per Insigne ma il pallone termina alto sopra la traversa.
Al 27′ occasionissima per Osimhen che con la sua immensa falcata brucia in velocità Evans: la sua apertura è per Malcuit che però non trova la porta.
Al 33’ una rimessa corta di Ospina poteva costare caro ma la difesa azzurra riesce a liberare. Inizia un tiro al bersaglio del Napoli che fallisce di seguito una serie di occasioni clamorose per il pareggio. Al 36’ Zielinski servito da Osimhen non riesce a spedire in porta da due passi; al 39’ è Insigne a sistemarsi la palla in area, ma il suo fendente è di poco a lato; al 41’ il tiro di Osimhen è fuori misura e al 44’ è Lozano a raccogliere in modo eccellente un cross di Malcuit ma Schmeichel si supera e respinge.
Incoraggianti gli ultimi 10 minuti del primo tempo del Napoli che appare arrembante ma al tempo stesso poco concreto: il risultato allo scadere dei primi 45’ vede il Napoli sotto di un gol. Tanti rimpianti e la speranza nella ripresa di riequilibrare il match.

Inizia di nuovo all’attacco il Napoli obbligato ad essere più efficace e preciso sotto porta, sterili i primi 15 minuti di predominio. Doppio cambio per il Napoli: fuori Lozano e Zielinski, dentro Politano ed Elmas.
Come spesso accade quando si sbagliano troppe occasioni e si ha davanti un avversario cinico… si rischia di soccombere. Viene annullato un gol al Leicester al 59’ per fuorigioco di Daka ma è il preludio al 2-0 che arriva al 64’ quando un errore azzurro a centrocampo spalanca la prateria a Iheanacho che apre su Barnes bravo a battere Ospina in diagonale.


Potrebbe abbattersi il Napoli ma così non è. Al 69′ azione nello stretto dei partenopei: lo scambio Fabian-Osimhen consente al nigeriano di andare in porta superando il difensore con una sorta di pallonetto per il 2-1
Al 74’ Spalletti si gioca la carta Ounas, esce Insigne. Più vivace la manovra del Napoli con Elmas e Ounas, gli azzurri ci credono e ci provano: meriterebbero senz’altro il pareggio. Gli azzurri si presentano spesso sotto porta ma faticano a finalizzare.
All’ 84′ fuori Anguissa e Malcuit, dentro Petagna e Juan Jesus. E all’87’ finalmente il faticato, voluto e sospirato pareggio: cross dalla destra di Politano, Osimhen salta più alto di tutti e agguanta il 2-2 per quello che resta fino al 95’ il risultato finale. ù

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