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Spagna ko ai rigori, Portogallo vince la Nations League: Ronaldo ancora protagonista

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Il Portogallo ha battuto la Spagna ai rigori e ha vinto così la Nations League a Monaco di Baviera. Ruben Neves ha segnato il penalty decisivo che ha permesso alla squadra lusitana di battere i detentori del titolo 5-3 dal dischetto dopo il pareggio per 2-2 al 90′ e al 120′.

Il Portogallo era andato in svantaggio due volte nei tempi regolamentari, per le reti nel primo tempo di Zubimendi e Oyarzabal ma è riuscito a recuperare prima con Nuno Mendes (1-1) e nella ripresa con Cristiano Ronaldo, al suo 138/o gol in nazionale. CR7 è uscito nel finale per crampi ma ha alzato di nuovo trofeo dopo quello vinto nel 2019, alla sua prima edizione. Lamine Yamal, l’attesissimo protagonista tra gli spagnoli, ha inciso meno del previsto, lasciando così il palcoscenico al 40enne campione portoghese.

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Esteri

Trump riunisce il team per la sicurezza nazionale: sul tavolo nuove opzioni militari contro l’Iran

Donald Trump ha riunito alla Casa Bianca il team per la sicurezza nazionale e i vertici militari Usa per discutere le future strategie sul conflitto con l’Iran. Secondo CNN, tra le ipotesi valutate ci sarebbe anche la ripresa delle azioni militari contro Teheran mentre la tregua appare sempre più fragile.

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Donald Trump sta incontrando in queste ore alla Casa Bianca i membri della sua squadra per la sicurezza nazionale e gli alti vertici delle forze armate americane per discutere le prossime strategie sul conflitto con l’Iran.

Secondo quanto riferisce CNN, citando fonti informate sui colloqui, tra le opzioni in discussione vi sarebbe anche la possibilità di riprendere le azioni militari contro Teheran.

La tregua tra Usa e Iran sempre più fragile

Il confronto arriva in un momento di fortissima tensione internazionale.

Negli ultimi giorni Trump ha definito il cessate il fuoco con l’Iran “su supporto vitale”, accusando Teheran di aver respinto le proposte americane considerate indispensabili per arrivare a un’intesa stabile sul programma nucleare iraniano.

La Casa Bianca sarebbe irritata soprattutto per la mancanza di concessioni concrete da parte iraniana e per il permanere delle difficoltà legate allo Stretto di Hormuz, la rotta strategica da cui passa una parte fondamentale del traffico energetico mondiale.

Sul tavolo anche nuove operazioni navali

Tra le ipotesi valutate dall’amministrazione americana vi sarebbe il possibile rilancio di “Project Freedom”, l’operazione navale studiata dagli Stati Uniti per garantire la sicurezza della navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz.

Secondo Axios, Trump starebbe valutando nuove misure di pressione militare e strategica contro Teheran dopo il fallimento delle ultime trattative diplomatiche.

Decisioni rinviate dopo il viaggio in Cina

Fonti vicine ai colloqui spiegano che difficilmente verranno prese decisioni definitive prima della partenza di Trump per la Cina, dove il presidente americano incontrerà Xi Jinping.

Il dossier iraniano sarà infatti uno dei temi centrali del confronto tra Washington e Pechino, soprattutto per il ruolo della Cina nei rapporti economici ed energetici con Teheran.

Il Medio Oriente resta ad alta tensione

La situazione continua a essere estremamente delicata in tutto il Medio Oriente.

Il conflitto con l’Iran, le tensioni nello Stretto di Hormuz e le ricadute sui mercati energetici internazionali mantengono alta l’attenzione delle cancellerie occidentali e delle organizzazioni militari internazionali.

Al momento non risultano annunci ufficiali su nuove operazioni militari, ma il vertice convocato da Trump conferma che la Casa Bianca sta valutando scenari di possibile escalation.

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Cronache

Luca Abete torna alla Parthenope con #NonCiFermaNessuno: i giovani non vogliono sermoni, ma ascolto vero

È la campagna sociale dedicata al disagio giovanile e alla salute mentale degli studenti. Tra podcast, ascolto e laboratori di comunicazione, il progetto punta a creare un dialogo autentico con le nuove generazioni.

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Aula piena, storie vere, fragilità raccontate senza filtri e un messaggio chiaro: i giovani non chiedono lezioni, ma ascolto autentico. Per il terzo anno consecutivo Luca Abete torna domani, 12 maggio, all’Università Parthenope con la dodicesima edizione di “#NonCiFermaNessuno”, la campagna sociale motivazionale che attraversa gli atenei italiani affrontando il disagio giovanile, le paure, la salute mentale e il bisogno di confronto di una generazione spesso lasciata sola dietro un “va tutto bene” di facciata. Tra talk, podcast e laboratori di comunicazione, il progetto continua a trasformare le Università in luoghi di ascolto reale.

Luca, che cos’è #NonCiFermaNessuno?

È una campagna sociale che, dal 2014, incoraggia gli studenti italiani puntando non sul successo a tutti i costi, ma sull’analisi di sconfitte, difficoltà e paure. In aula non portiamo lezioni di vita, ma ascolto attento sulle emergenze giovanili. La verità è che i ragazzi odiano i sermoni: vogliono vibrazioni. Cercano un confronto con chi non li giudica, ma li ascolta. Non vogliono subire un messaggio, preferiscono stimoli coerenti con la loro sensibilità, da reinventare attraverso una rivoluzione silenziosa.

In aula una formula vincente: le storie degli studenti al centro dei momenti talk…

Il metodo funziona perché rappresenta un intreccio raro di coraggio e fragilità. Raccontiamo queste storie sui social network, ma lasciarle solo lì sarebbe uno spreco. Hanno un valore educativo enorme, tanto da spingerci a registrare dal vivo in aula un podcast dal titolo “Va tutto bene. Anzi no”. Non è il nostro primo podcast, ma questa volta faremo qualcosa di diverso: porteremo fuori dall’aula tutto ciò che merita di essere ascoltato, usando uno strumento che i ragazzi sentono davvero loro.

Per il 2026 ti sei ripromesso di battere il “benegrazismo”: di cosa si tratta?

È un vocabolo che ho coniato personalmente per raccontare quella tentazione, fin troppo frequente, di rispondere frettolosamente “bene, grazie” alla domanda “come stai?”. Da qui è nato il claim di questa edizione: “Dimmi davvero come stai”. Una domanda che nasconde dubbi e insicurezze, ma che mette al centro del dibattito la salute mentale di ragazze e ragazzi.

Gli stessi giovani che veicolano i valori della community attraverso il Laboratorio dei Linguaggi della Comunicazione. Di cosa si tratta?

È un hub interattivo in cui 15 ragazzi e ragazze per ogni tappa, 120 in totale, diffondono i valori della campagna sociale. Non insegniamo linguaggi: li costruiamo insieme a loro. La voglia è quella di sorprendere, con installazioni che spiazzano, parole nuove che incuriosiscono, piccoli cortocircuiti capaci di accendere attenzione dove spesso c’è superficialità. Gli esperimenti social sul web hanno avuto riscontri fortissimi perché toccano le corde giuste. I numeri che stiamo registrando confermano che stiamo facendo un percorso eccellente anche sotto questo punto di vista.

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Economia

Giovanni Ferrero: “L’intelligenza artificiale non sostituirà l’uomo”. Il patron Ferrero si racconta al Corriere della Sera

In una lunga intervista al Corriere della Sera, Giovanni Ferrero parla del suo nuovo romanzo “Il Discepolo”, della figura di Caravaggio, del futuro dell’Italia e dei rischi legati all’intelligenza artificiale. Il patron Ferrero assicura: “Nella nostra azienda nessuno perderà il lavoro per colpa dell’AI”.

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È una lunga conversazione tra letteratura, impresa, fede e futuro quella rilasciata da Giovanni Ferrero al Corriere della Sera. Il presidente esecutivo della Ferrero ha parlato del suo nuovo romanzo “Il Discepolo”, della sua passione per la scrittura, della famiglia Ferrero e soprattutto dell’impatto che l’intelligenza artificiale avrà sul lavoro e sulla società.

“Scrivo all’alba, quando il mondo non chiede niente”

Ferrero racconta di aver costruito negli anni una disciplina rigorosa per dedicarsi alla narrativa.

“Il tempo non lo trovo, lo rubo”, spiega nell’intervista. L’imprenditore rivela di alzarsi prestissimo e di utilizzare le ore prima dell’alba per scrivere a mano sui quaderni, prima della trascrizione al computer.

“La penna impone una lentezza riflessiva che il pensiero ringrazia”, afferma.

Il fascino di Caravaggio e il romanzo “Il Discepolo”

Il nuovo libro di Ferrero ruota attorno alla figura di Caravaggio e a un misterioso quadro perduto.

Per preparare il romanzo, l’autore racconta di essersi immerso nelle biografie del Merisi, negli studi artistici e nei luoghi simbolo del pittore: dalla Cappella Contarelli a San Luigi dei Francesi fino a Napoli. Nel romanzo compare anche un Pontefice immaginario, Papa Anatolio, creato per rappresentare una Chiesa intenzionata a rinsaldare il rapporto tra fede e arte.

“La fede è un cammino”

Nel colloquio con il Corriere della Sera, Ferrero affronta anche temi spirituali.

“Credo come si crede da adulti, con lunghi silenzi e qualche dubbio”, spiega.

E sull’aldilà aggiunge una battuta che richiama inevitabilmente il simbolo più famoso del gruppo dolciario piemontese: “Spero vi si trovi un barattolo di Nutella”. Nutella resta infatti uno dei marchi iconici dell’azienda fondata dal padre Michele Ferrero.

Il futuro dell’Italia e il problema della denatalità

Ferrero offre anche una riflessione sul sistema Paese.

Secondo l’imprenditore, l’Italia avrebbe smesso di pensarsi “come un Paese in costruzione”. Per questo la denatalità viene definita “un sintomo” di una più ampia crisi di fiducia collettiva. Tuttavia, Ferrero sostiene che nei territori e nelle università italiane esista ancora energia e capacità innovativa.

L’allarme sull’intelligenza artificiale

Uno dei passaggi più rilevanti dell’intervista riguarda però l’intelligenza artificiale.

Ferrero parla apertamente del rischio che l’AI possa distruggere milioni di posti di lavoro, soprattutto nelle professioni intellettuali ripetitive. Secondo il patron Ferrero, negli Stati Uniti si starebbe creando una gigantesca bolla speculativa attorno all’AI.

“Le autorità devono legiferare subito, altrimenti sarà troppo tardi”, avverte.

“In Ferrero nessuno perderà il lavoro”

Ferrero chiarisce però la linea adottata dalla multinazionale piemontese. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale all’interno dell’azienda sarebbe stato affidato a specifici comitati etici.

“Nessun posto di lavoro verrà sostituito dall’intelligenza artificiale”, assicura l’imprenditore. L’AI, secondo Ferrero, dovrà essere utilizzata soltanto per aumentare la produttività e migliorare le prestazioni, senza sostituire il lavoro umano.

Alba resta il cuore della Ferrero

Nel corso dell’intervista Ferrero difende anche la scelta di mantenere ad Alba il centro nevralgico del gruppo. Pur avendo sede legale all’estero, Ferrero rivendica con forza l’identità italiana dell’azienda.

“Ferrero è italiana per cultura, stile, provenienza ed estro creativo”, sottolinea.

“Il mondo scivola verso l’apparire”

Tra i passaggi più personali dell’intervista ci sono i ricordi dedicati al fratello Pietro e alla madre Maria Franca.

Ferrero definisce il fratello un uomo che credeva profondamente nell’onestà, valore che oggi — secondo lui — rischia di essere sostituito dalla cultura dell’apparenza. Un ragionamento che attraversa tutta la conversazione: dalla scrittura alla tecnologia, dalla fede all’impresa.

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