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Tecnologia

SpaceX acquisisce xAI: Musk punta su data center nello spazio

SpaceX acquisisce xAI di Elon Musk con una fusione strategica per sviluppare data center nello spazio e integrare AI e tecnologie missilistiche.

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La società aerospaziale SpaceX di Elon Musk ha annunciato l’acquisizione della sua società di intelligenza artificiale xAI attraverso una fusione strategica.

Obiettivo data center nello spazio

Secondo quanto comunicato dall’azienda, l’operazione è finalizzata allo sviluppo e all’implementazione di data center nello spazio, aprendo una nuova frontiera nell’integrazione tra infrastrutture orbitali e sistemi avanzati di elaborazione dati.

Integrazione tra spazio e intelligenza artificiale

L’acquisizione unisce le capacità missilistiche e di lancio di SpaceX con le tecnologie di intelligenza artificiale sviluppate da xAI. Una combinazione che mira a creare una piattaforma tecnologica fortemente integrata, capace di operare sia sulla Terra sia oltre l’atmosfera.

La visione di Musk

Elon Musk ha definito l’operazione come la nascita del “motore di innovazione più ambizioso e integrato verticalmente sulla Terra (e non solo)”, sottolineando l’intento di spingere i confini dell’innovazione tecnologica attraverso la convergenza tra spazio e intelligenza artificiale.

Implicazioni strategiche

La fusione rappresenta un passaggio rilevante nella strategia di Musk, rafforzando il controllo diretto sulle tecnologie chiave e aprendo scenari inediti per l’utilizzo dell’AI in ambito spaziale, industriale e infrastrutturale.

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In Evidenza

Onde gravitazionali, Italia candidata a ospitare l’Einstein Telescope in Sardegna

A dieci anni dalla scoperta delle onde gravitazionali, l’Italia rilancia la candidatura per ospitare in Sardegna l’Einstein Telescope, il rivelatore di nuova generazione.

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A dieci anni dalla scoperta delle onde gravitazionali, l’Italia rilancia la propria candidatura per ospitare in Sardegna l’Einstein Telescope, infrastruttura di nuova generazione destinata a raccogliere l’eredità degli attuali rivelatori.

Il tema è stato al centro di un evento celebrativo organizzato all’Ambasciata di Francia, con la partecipazione della ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, che ha auspicato una rinnovata collaborazione tra Italia e Francia, come già avvenuto in occasione del primo segnale registrato.

La collaborazione Virgo e il ruolo di Italia e Francia

La scoperta del 2015 fu possibile grazie al rivelatore Virgo, fondato e finanziato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nuclearee dal Centre National de la Recherche Scientifique, nell’ambito del consorzio European Gravitational Observatory.

Matteo Barsuglia del Cnrs ha ricordato come la scoperta sia stata il risultato di un lungo percorso iniziato con la teoria della relatività generale di Albert Einstein, un secolo prima.

Dall’astronomia multimessaggera al nuovo telescopio

La ricercatrice Marica Branchesi del Gran Sasso Science Institute ha richiamato l’importanza del primo “cinguettio” gravitazionale, che ha aperto la strada all’astronomia multimessaggera, ampliando i confini della conoscenza.

Il direttore di Ego, Massimo Carpinelli, ha sottolineato la leadership europea nel settore e il ruolo centrale dell’Italia, mentre il presidente dell’Infn, Antonio Zoccoli, ha evidenziato la necessità di un ulteriore passo politico e scientifico per consolidare la candidatura.

L’Europa e la sfida dell’Einstein Telescope

Il vicepresidente del Cnrs, Alain Schuhl, ha ribadito l’impegno francese a collaborare con l’Italia. Bernini ha parlato di un progetto che richiede il coinvolgimento di un’intera comunità scientifica europea, con scienziati, ingegneri e tecnici francesi profondamente coinvolti.

L’Einstein Telescope rappresenta una delle grandi infrastrutture scientifiche del futuro europeo. La candidatura italiana in Sardegna si inserisce in una competizione internazionale, ma punta sulla consolidata cooperazione tra Roma e Parigi nel campo delle onde gravitazionali.

Unendo forze e competenze, l’obiettivo dichiarato è rafforzare la capacità dell’Europa di guidare la ricerca di frontiera attraverso cooperazione e investimenti condivisi.

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In Evidenza

India, stretta sui contenuti IA: etichetta obbligatoria e rimozione entro 3 ore

L’India impone ai social media l’etichettatura permanente dei contenuti creati con intelligenza artificiale e riduce a 3 ore il tempo per la rimozione dei post segnalati. Le nuove regole in vigore dal 20 febbraio.

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L’India ha deciso di irrigidire la normativa sull’uso dell’intelligenza artificiale nei social media. Con un’ordinanza del ministero dell’Informatica, il governo ha stabilito che i contenuti creati tramite IA dovranno essere chiaramente etichettati con un segno permanente e indelebile.

Le piattaforme digitali, inoltre, saranno obbligate a rimuovere i contenuti ritenuti inaccettabili entro tre ore dalla richiesta delle autorità. Il termine viene così drasticamente ridotto rispetto alle precedenti 36 ore. Le nuove disposizioni entreranno in vigore dal 20 febbraio.

Stretta alla vigilia del summit globale sull’IA

L’annuncio arriva pochi giorni prima del summit globale sull’intelligenza artificiale in programma a Delhi la prossima settimana, al quale parteciperanno diversi leader internazionali, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron.

La mossa del governo indiano si inserisce in un contesto di crescente attenzione internazionale verso la regolamentazione dell’IA, soprattutto per contrastare la diffusione di contenuti manipolati, deepfake e disinformazione.

Il ruolo del portale Sahyog

Già nel 2025 l’esecutivo di Delhi aveva introdotto il portale online “Sahyog” – che in hindi significa “cooperare” – per automatizzare l’invio delle segnalazioni ufficiali alle piattaforme social.

Con il nuovo provvedimento, l’India rafforza ulteriormente il controllo sullo spazio digitale, chiedendo alle aziende tecnologiche una risposta quasi immediata alle richieste delle autorità e una trasparenza esplicita sull’origine dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale.

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Tecnologia

Il Cile lancia Latam-Gpt: il modello di intelligenza artificiale per l’America Latina

Il Cile presenta Latam-Gpt, modello di intelligenza artificiale regionale sviluppato dal Cenia con il sostegno della Caf. Obiettivo: autonomia tecnologica e rappresentazione latinoamericana.

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Il Cile ha annunciato il lancio di Latam-Gpt, un progetto di intelligenza artificiale pensato per dotare l’America Latina di un proprio modello linguistico in un settore oggi dominato da gruppi statunitensi, cinesi ed europei.

Nel corso della presentazione ufficiale, il presidente Gabriel Boric ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa, rivendicando la necessità per la regione di non restare semplice utilizzatrice di tecnologie sviluppate altrove.

L’obiettivo dichiarato è duplice: limitare i pregiudizi presenti nei sistemi attuali e migliorare la rappresentazione dell’America Latina nei contenuti e nei processi decisionali generati dall’intelligenza artificiale.

Un’infrastruttura costruita su dati regionali

Il progetto è sviluppato dal Centro nazionale di intelligenza artificiale (Cenia) e coinvolge università, fondazioni, biblioteche, enti pubblici e organizzazioni della società civile di diversi Paesi, tra cui Cile, Brasile, Messico, Colombia, Argentina, Perù ed Ecuador.

Latam-Gpt si basa su una vasta base dati addestrata con contenuti regionali. Per la prima fase di sviluppo sono stati raccolti oltre otto terabyte di informazioni, destinate alla creazione di applicazioni tecnologiche e servizi digitali calibrati sul contesto latinoamericano.

Investimenti e prossime fasi di sviluppo

Il progetto è stato realizzato con un investimento iniziale di circa 550.000 dollari, finanziati in larga parte dalla Banca di sviluppo latinoamericana (Caf), oltre a risorse proprie e partnership istituzionali.

La fase successiva prevede l’addestramento del modello su un supercomputer installato presso l’Università di Tarapacá, per il quale sono stati investiti circa 5 milioni di dollari.

Con Latam-Gpt, il Cile punta a rafforzare la sovranità tecnologica regionale in un ambito considerato sempre più centrale per lo sviluppo economico, culturale e politico del continente.

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