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Cronache

Sos Antigone, la strage silenziosa in carcere: già 57 suicidi come tutto il 2021

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Un giovane bracciante gambiano trovato impiccato nel penitenziario di Siracusa e un 44enne finito dentro per furto a Caltagirone, mentre era in attesa di essere inserito in una comunita’ assistita. Sono gli ultimi due nomi in un lungo elenco di suicidi: 57 in otto mesi ne conta l’associazione Antigone, che lancia un Sos. “Il carcere non e’ una condanna a morte. E’ necessario intervenire affinche’ il dramma che sta interessando gli istituti di pena italiani in questo 2022 si possa fermare”, chiede Patrizio Gonnella, presidente dell’associazione che si batte per i diritti dei detenuti. Da inizio anno 57 persone si sono tolte la vita nelle carceri, lo stesso numero registrato in tutto il 2021. E agosto e’ un mese tragico con 14 suicidi, significa in media piu’ di uno ogni due giorni. “Proprio in questo mese cosi’ drammatico la nostra associazione – spiega Gonnella – ha lanciato la campagna ‘Una telefonata allunga la vita’, chiedendo una riforma urgente del regolamento del 2000 che porti ad una liberalizzazione delle telefonate per i detenuti”. A sollecitare un intervento sulla scia di questa estate dei suicidi sono anche alcune detenute del carcere delle ‘Vallette’, che via Twitter hanno annunciato uno sciopero della fame “a staffetta”: fino al 25 settembre, giorno delle elezioni, a turno digiuneranno per chiedere una riforma penitenziaria. Ad uccidersi sono persone spesso giovani, la maggior parte di chi si e’ tolto la vita quest’anno aveva tra i 20 e i 30 anni. Tra loro Donatella, che a 27 anni si e’ tolta la vita nel carcere di Verona, e la cui storia ha avuto forte eco per la lettera di scuse del magistrato che si e’ occupato del suo caso, o il 25enne che a Ferragosto ha infilato la testa in un sacchetto nel carcere delle Vallette. Secondo i volontari di Antigone, in un momento di sconforto, sentire una voce familiare, puo’ aiutare una persona a desistere dall’intento di suicidarsi. “I 10 minuti a settimana previsti attualmente – aggiunge Gonnella – non hanno piu’ nessun fondamento, ne’ di carattere tecnologico, ne’ economico, ne’ securitario. Cambiare quel regolamento non comporta alcun atto legislativo e il governo potrebbe farlo anche in questa fase transitoria”. Ricorda come dopo la sospensione dei colloqui nel 2020, Antigone “chiese che a tutti i detenuti fossero concesse chiamate e videochiamate in piu’ rispetto a quanto previsto dai regolamenti. Quella richiesta fu accolta e nel giro di pochi giorni nelle carceri di tutto il paese arrivarono oltre 1.000 tra cellulari e tablet. Servi’ a riportare la calma negli istituti di pena” attraversati dalla proteste. “Oggi – insiste – il dramma che sta attraversando il carcere non e’ il Covid ma sono i suicidi. La risposta, oggi come allora, passa anche dalla possibile vicinanza affettiva”.

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Casamicciola, ritrovato il corpo di Mariateresa Arcamone

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Ora non ci sono più dubbi: l’ultimo corpo trovato qualche ora fa sotto quello che resta di via Celario è quello di Mariateresa Arcamone, la dodicesima vittima della alluvione di Casamicciola del 26 novembre scorso. A dare la conferma che il cadavere, sfigurato dalla lunga permanenza sotto il fango bagnato, fosse proprio quella della giovane barista, sono stati i carabinieri della compagnia di Ischia che hanno effettuato l’identificazione della salma nell’obitorio dell’ospedale Rizzoli dove era stata trasportata dopo il ritrovamento da parte di alcuni giovani volontari ischitani e dei vigili del fuoco. Non si sa, al momento, quando si terranno i funerali.

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Frana di Casamicciola: lutto cittadino a Lacco Ameno e niente telecamere

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Lutto cittadino a Lacco Ameno, il piccolo comune di Ischia dove domani si terranno i funerali di Elena e Salvatore, prima cerimonia funebre di due delle dodici vittime della frana che ha devastato il cuore di Casamicciola. Il sindaco Pascale lo ha annunciato pubblicamente qualche ora fa: bandiere a mezz’asta per gli uffici pubblici, negozi chiusi durante il funerale e scuole chiuse in tutto il comune. Il primo cittadino lacchese ha anche chiesto ufficialmente agli organi di informazione di “tenere spente le telecamere e ai fotografi di non scattare foto, nel rispetto di quanti piangeranno i propri cari. Domani la professione deve cedere il passo al rispetto e al dolore di quanti hanno rifiutato i funerali di Stato proprio per stringersi in forma più ristretta”. Eleonora e Salvatore erano fidanzati e vivevano nella casa di lui in via Celario; la donna fu la prima delle vittime della frana ad essere ritrovata, il giorno dopo la tragedia.

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Stupro di gruppo, 6 anni al calciatore Portanova

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Sei anni di reclusione al calciatore del Genoa Manolo Portanova. E’ quanto ha stabilito oggi il Gup del tribunale di Siena Ilaria Cornetti. Il giovane, 22 anni, e’ finito a processo con l’accusa di violenza sessuale di gruppo. A processo e condannato con gli stessi anni di pena anche suo zio Antonio Langella. Un terzo indagato Antonio Cappiello, che ha aveva scelto il rito ordinario e’ stato rinviato a giudizio. Un altro indagato, il quarto, all’epoca dei fatti minorenne, sara’ giudicato dal Tribunale dei minori di Firenze. I fatti risalgono alla notte tra il 30 e il 31 maggio dello scorso anno in una abitazione nel centro storico di Siena.

Qui si sarebbero appartati Portanova e la giovane finche’ non sarebbero sopraggiunti gli altri tre ragazzi. Un’indagine difficile, svoltasi nel piu’ assoluto riserbo. Per accertare cosa era accaduto, la ragazza lo scorso 25 luglio e’ stata sentita per oltre sette ore in una audizione protetta in una stanza del palazzo di giustizia di Siena collegata con l’aula del dibattimento e sottoposta ad un confronto molto serrato con i legali degli imputati.

Da parte dell’avvocato di Portanova, Gabriele Bordoni, al termine di un’udienza era arrivata la proposta di un risarcimento per la ragazza. La studentessa pero’ rifiuta l’offerta ribadendo, come aveva fatto in piu’ occasioni, che lei non era consenziente. Quanto a Cappiello “Avevamo fatto la scelta di rinvio a giudizio” ha spiegato il suo legale Antonio Voce al termine dell’udienza. “Una scelta prudente: ci aspettavamo questa decisione e riteniamo che il dibattimento sia la sede naturale dove si chiarira’ la situazione” prosegue l’avvocato. Il processo ordinario e’ stato fissato il 21 febbraio del 2023.

“Non ci fa paura il dibattimento – aggiunge – anche se c’e’ ora una sentenza che ha il valore di un documento non quello di definitivita’ che immagino sara’ appellata. Sono due processi paralleli che andranno avanti per la loro strada. Il giudizio fatto oggi – conclude il legale – e’ sulla base delle carte, nel processo verranno sentiti i testimoni, acquisiti documenti. Speriamo di poter chiarire questa situazione”. “Spero che gli imputati facciano tesoro di questa condanna, spero costituisca per loro un’occasione di crescita personale utilizzando la notorieta’ che hanno per diffondere un messaggio non tossico ma a favore del rispetto delle persone”. Ha affermato prima di lasciare l’Aula Claudia Bini, dell’associazione ‘donna chiama donna’ che era parte civile nel processo.

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